MELLITO:RUNNER • LIST - 36. Alessandro Grippo
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Neo diab, neo mellito:runner ... Alessandro si mette in gioco con noi! ![]()
Intervista ad Alessandro Grippo Chi sei? Chi sono; facile: aretino, podista e da poco anche diabetico di tipo 1. Ho 31 anni e da 3 ho questa grande passione per la corsa. Una passione nata per buttar giù qualche kg ma che è diventata una vera e propria droga. Diabetico di tipo 1? Cosa significa? Il diabete è una patologia caratterizzata dalla mancata metabolizzazione degli zuccheri da parte del corpo che porta ad un’innalzamento dei livelli di glucosio circolante nel sangue. Esistono più tipi di diabete ma le due principali forme di diabete sono il Tipo1 e il Tipo2. Il tipo 1, quello che ho io, è dato da una mancata funzionalità del pancreas che smette gradualmente di produrre insulina (ormone necessario per l’assorbimento degli zuccheri da parte delle nostre cellule) fino a portare l’organismo in una situazione di grave scompenso che impone la somministrazione esogena di insulina tramite iniezioni quotidiane o microinfusore. Nel diabete di tipo 2 la funzionalità pancreatica è invariata, sono le cellule ad avere una forte insulinoresistenza, hanno quindi bisogno di quantità sempre maggiori di insulina per poter continuare a metabolizzare gli zuccheri introdotti con l’alimentazione, la terapia d’elezione in questo caso è la dieta abbinata ad un’attività fisica e all’assunzione di farmaci ipogliceminizzanti (che fanno scendere i valori di glucosio nel sangue). Questo a grandi linee è il diabete ma non sono un dottore e vi rimando a loro se volete una trattazione più approfondità. Quindi il diabete è una patologia piuttosto invalidante? No, perlomeno non lo è in tutti i casi e specialmente con le insuline attualmente sul mercato e con gli strumenti di misura della glicemia esistenti. Diventa una patologia invalidante solo se decido di fregarmene del fatto di essere diabetico, non cerco di regolare i dosaggi di insulina in base all’alimentazione e non effettuo i dovuti controlli della glicemia in modo da poter calibrare al meglio il trattamento insulinico. Ad oggi sono precluse pochissime cose al diabetico in buon compenso metabolico (che ha i valori glicemici nella norma n.d.r.). Personalmente ho reagito subito alla malattia e senza stare a leccarmi troppo le ferite mi sono messo sotto per cercare di capire come funziona. Penso che il diabete ti obblighi a conoscerti a fondo, ogni giorno devi fare delle valutazioni dei tuoi comportamenti, se scegli di avere questo approccio allora puoi vivere in tutto e per tutto la vita di una persona normale senza alcuna limitazione e senza complicazioni a lungo termine. Di che tipo di valutazione parli? Ad esempio ogni volta che mangio cerco di valutare quanti grammi di carboidrati ingerisco e con questo dato doso l’insulina che mi devo iniettare. Dopo alcune ore dai pasti controllo il valore glicemico che ho e valuto se devo fare delle iniezioni di insulina aggiuntive per riportare il valore della glicemia nella normalità. Prima di coricarmi misuro la glicemia per valutare se devo fare un piccolo spuntino qualora il valore fosse troppo basso rischiando di andare in ipoglicemia durante la notte. Prima e dopo l’allenamento misuro la glicemia e decido se dovrò integrare con dei carboidrati prima, durante o dopo. Questo approccio di valutazione continua ti porta ad avere una profonda conoscenza di te e il diabete diventa quasi un’opportunità. Acquisisci un grande autocontrollo ed una disciplina che torneranno poi comodo in altri momenti della vita. A volte tutto questo può risultare pesante, specie in determinati momenti della vita quando magari sei stressato, stanco o magari semplicemente non ne hai voglia, ma d’altronde a chiunque di noi capitano dei momenti in cui diventa difficile fare tutto, diabetici o meno. In definitiva penso che ci siano tante altre malattie veramente molto più invalidanti e degenerative rispetto al diabete. E in tutto questo la corsa cosa c’entra? La corsa, che già praticavo prima che mi fosse diagnosticato il diabete, funziona come palestra per la mente, oltre che come vera e propria terapia per il corpo. Mi alleno 4-5 volte la settimana e negli ultimi due mesi percorro circa 80km la settimana in preparazione della Maratona di Berlino, cerco di conciliare la corsa con, la ragazza, la famiglia, la casa, il lavoro ed in mezzo a tutto questo devo inserirci la gestione del diabete. Capita poi i giorni in cui non ho nessuna voglia di allenarmi, allora mi chiedo ma chi me lo fa fare di uscire a correre se sono stanco o se c’è caldo, o semplicemente se non mi va, la risposta è piuttosto semplice…la passione. Tutte le volte che sono uscito di casa per correre senza averne voglia sono tornato felice di aver vinto la pigrizia. D’altronde lo sport è fatica e sofferenza ma da delle soddisfazioni inimmaginabili, è un po’ come la vita ci sono momenti brutti e momenti belli ma in ogni caso vale la pena di essere vissuta. Io cerco di vivere lo sport come un’esperienza quotidiana o quasi, provo a dare il meglio in ogni allenamento, in ogni gara. Sono consapevole dei miei limiti, che non sono dati dall’essere diabetico, non sono un campione, ma voglio ottenere il massimo possibile per me. So che i miei risultati cronometrici non sono nulla se paragonati a quelli degli atleti d’elite, sono forse dei buoni risultati ma come quelli di tanti altri podisti amatori che corrono con la mia stessa passione . L’importante è cercare di metterci sempre il cuore e dare il meglio, cercare di raggiungere l’obiettivo prefissato, se poi sbaglio o fallisco pazienza avrò un’altra occasione e saprò imparare dai miei errori. Mi pare di capire che hai un approccio piuttosto professionistico allo sport? Niente affatto, ho l’approccio che chiunque pratichi sport dovrebbe avere, serietà costanza ed impegno nel raggiungimento dei propri obbiettivi a prescindere da quali essi siano: risultati cronometrici, kg persi o semplicemente stare meglio fisicamente. Mi fanno ridere tutti coloro che si ritengono sportivi perché due o tre mesi prima della prova costume iniziano a correre 1-2 volte la settimana per un paio di mesi nel tentativo di perdere qualche kg. Lo sport può dare tanto sia benessere fisico sia benessere psichico ma deve essere praticato con costanza negli anni, non si può pensare che fare sport 10-20 volte l’anno possa portare benefici. Ciò non toglie che ognuno dovrà fare quello che rientra nelle sue possibilità. Io posso correre tutti i giorni a 13km/hr, ma non posso certo pensare di allenarmi a 18km/hr come un professionista, allo stesso tempo la signora di 40-50 anni in sovrappeso che decida di iniziare a fare sport non può pretendere di fare una maratona in due mesi. Ognuno dovrà cercare di dare il massimo con costanza ed impegno sempre nei limiti delle proprie possibilità, la gradualità è il segreto per migliorare Ma non ci sono delle controindicazioni allo sport essendo tu diabetico? Assolutamente no, il diabete non è un motivo per rinunciare, al contrario, è più quello che lo sport da al diabete di quello che il diabete toglie allo sportivo. L’attività fisica svolta costantemente comporta dei sicuri vantaggi nella gestione del diabete. Il primo vantaggio è una diminuzione dell’insulinoresistenza delle cellule, questo nel diabetico di tipo 1 comporta un abbassamento del fabbisogno insulinico endogeno, ergo meno insulina da iniettarsi. C’è poi un miglioramento di tutti quei parametri ematici quali colesterolo, trigliceridi, transaminasi, che sono spesso alterati nel diabetico mal compensato. Un altro vantaggio è la disciplina mentale che ti impone una pratica sportiva seria, questa tornerà utile anche nell’approccio al diabete. Quali attenzioni implica la pratica sportiva in una persona con diabete di tipo 1 insulino trattato? Nel non diabetico, l’attività fisica fa rallentare la produzione di insulina da parte del pancreas, questo per evitare che la maggior facilità di assorbimento del glucosio da parte delle cellule possa portare ad un’ipoglicemia; nel diabetico questo rallentamento nella produzione di insulina non c’è essendo l’insulina somministrata dall’esterno e quindi sempre presente. Prima di ogni allenamento devo misurarmi la glicemia ed in base al valore riscontrato decido se assumere degli integratori di carboidrati per portare i livelli di glucosio a valori di sicurezza; nel caso di un allenamento piuttosto lungo dovrò prendere delle integrazioni di carboidrati ad intervalli di tempo di circa 30-50minuti a seconda dell’intensità dello sforzo; potrei inoltre abbassare il dosaggio di insulina se prevedo di svolgere un lungo allenamento. Al rientro dall’allenamento provvedo di nuovo a misurare la glicemia per vedere se è necessario fare delle ulteriori integrazioni, o magari correzioni con insulina qualora avessi integrato invece troppo. Conosci altre persone con diabete che praticano attività fisica? Certamente. Non siamo tantissimi ma ce ne sono eccome. Personalmente sono in contatto con almeno 10-15 persone. Ci sentiamo periodicamente e ci scambiamo consigli sull’allenamento o sulla gestione del diabete o più semplicemente ci prendiamo un po’ in giro. Capita ogni tanto di incontrarsi in occasione di gare o per fare un allenamento tutti insieme. Sono occasioni speciali di condivisione delle proprie esperienze che arricchiscono molto e ti danno sempre nuovi spunti per migliorare come persona, come diabetico e come sportivo. Questi tuoi “compagni di diabete”, sono di Arezzo? Sono di un po’ tutta Italia. Ma come hai fatto ha conoscerli? Dopo la diagnosi di diabete, cercavo su Internet qualche consiglio su come poter continuare a correre nonostante il diabete. Alla fine tra i tanti forum di diabetici disperati ho trovato il sito di Diabete No Limits (www.diabetenolimits.org). La sola consultazione del sito mi fece capire che non ero il solo a voler continuare a fare quello che facevo prima, trovai le schede con i dati sportivi e medici di tutti gli associati e i resoconti delle gare e degli allenamenti scritti di pugno dagli associati, mi risultarono utilissimi per capire i comportamenti da adottare durante la pratica dell’attività fisica. C’è massima trasparenza e condivisione da parte di tutti i componenti del team, la trasparenza è praticamente l’unico requisito che viene chiesto per associarsi. Oltre a gestire il sito Diabete No Limits di cosa si occupa? Il sito serve per far conoscere l’associazione e per condividere le esperienze con tutti, associati e non. Ma il sito è una parte di quello che fa Diabete No Limits. L’associazione organizza la partecipazione a gare nazionali ed internazionali curando se possibile (se ci sono gli sponsor) la parte logistica e organizzando, a contorno della gara, incontri tra tutti i partecipanti e degli specialisti (diabetologi, nutrizionisti, preparatori atletici, diabetici con esperienze particolarmente interessanti) in modo da arricchire continuamente il bagaglio di nozioni medico-scientifiche di tutti i partecipanti. Questo non al fine di diventare tutti dei dottori ma allo scopo di formare dei diabetici consapevoli che possano gestirsi in autonomia. Non si pùò pensare di seguire un diabetico con 4-5 visite mediche all’anno, bisogna fornirgli tutti gli strumenti per gestirsi in autonomia, chiaramente l’appoggio del diabetologo è fondamentale ma non è sufficiente. Quest’anno l’associazione ha organizzato un campus di preparazione per podisti diabetici della durata di 4 giorni, a cui ho partecipato anche io. Il campus si è tenuto a Saluzzo (CN) nel centro federale di marcia, dove si allena Alex Schwazer, al mattino ci allenavamo tutti assieme, nel pomeriggio svolgevamo delle sedute in aula con preparatori atletici e dottori che ci parlavano delle corrette metodiche di allenamento e gestione del diabete in corsa. Prima hai parlato della Maratona di Berlino? Si, è il mio prossimo obbiettivo sportivo, ormai manca poco, è il 20 settembre. Anche a Berlino Diabete No Limits c’è, siamo 6 associati a partecipare, alloggeremo tutti assieme e condivideremo pre e post gara. Durante le 10 settimane di preparazione ci siamo visti e sentiti spesso oltre che a pubblicare settimanalmente i resoconti dei nostri allenamenti e della nostra gestione diabetica. I dati sono tutti sul sito consultabili da chiunque. Mi sono preparato per chiudere la gara sotto le 3hr e 15min, vedremo cosa mi riserverà la realtà. Ma chi volesse sapere se i tuoi pronostici saranno azzeccati cosa deve fare? Chiaramente consultare il sito di Diabete No Limits (www.diabetenolimits.org), oppure c’è il mio blog (alessandrorunner.blogspot.com) dove ogni tanto metto dei resoconti dei miei allenamenti o scrivo quello che mi passa per la testa. Se abbiamo finito vorrei fare un ringraziamento. Ci terrei a ringraziare Caterina la mia ragazza, che sopporta tutte le mie tribolazioni sportive e si sorbisce i miei racconti podistici e soprattutto sopporta me.
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