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A1Ciclo • 2012 - Dahon Defi




[Cronoscalata in minibici e in abbigliamento Vintage]

Hill Climb • 20" • Folding Bike • Vintage • Realy

Dahon Defì ... Defì = sfida ... • Defì ≠ "deficienti"
Enjoy 20 inches Responsibly!

Breaking news



Cronoscalata a coppie da Torri al Bivio per San Zeno: 7.2 km x 400 d+
1a frazione: Torri-Bivio per Garda 3.8 km 240d+ • 2a frazione: Bivio per Garda-Bivio per San Zeno km 3.4 • 160 d+
Coppia 1: Cravanzola-Grippo su bici Dahon Roo D7 • Coppia 2: Agnoli-Brunelli su bici Dahon Speed Tr



Da sx a dx: Sherlock Grip, Flying Dutchman Bru, Little Lord Crava, Rag. Filini Issimo


Inizio d'anno con il botto … rigorosamente su bici a 20 pollici!
La prima edizione di Dahon Defì si è svolta come da programma il 1° gennaio 2012, in una splendida giornata di sole, con partenza slittata alle h 13.30 (per consentire il recupero dal veglione di fine anno)
La goliardica sfida, svoltasi a staffetta a squadre con "passaggio" di bici al km 3,8 ha visto la vittoria "ufficiosa" della coppia Cravanzola-Grippo con il tempo di 25'49"04 sul duo Agnoli-Brunelli che ha invece chiuso in 26'09"05 (tempi comprensivi di abbuoni e penalità).
Impressionate il crono registrato nella prima frazione da Paolino Cravanzola con un incredibile 12:42.
L'ufficialità del risultato è sub judice al ricorso presentato dalla coppia Agnoli-Brunelli che si è appellata alla prova televisiva per dimostrare come il forte Cravanzola non abbia però indossato gli occhiali da bici vintage obbligatori come da regolamento!
La parola passa al giudice supremo della sfida, dott. Algo Ritmo.



Sentenza unica e inapellabile del giudice di gara: Egr. Ill.mo Prof. Dott. Algo Ritmo Milano, addì 2 gennaio 2012
Il ricorso presentato dalla coppia Agnoli-Brunelli per voce dell'Avv. Van der Biankineen [SCARICA IL TESTO INTEGRALE DEL RICORSO] si basa sulla supposta obbligatorieta` degli occhiali tra gli indumenti di gara. La Giuria osserva tuttavia che, mentre il comma 2 del Regolamento della competizione illustra ed elenca circostanziatamente ed esaurientemente tutti i capi di abbigliamento prescritti senza far cenno a qualsivoglia occhiale, il successivo comma 5 prevede la mera possibilita` di un passaggio di occhiale, che devesi quindi intendere quale ipotetico articolo puramente accessorio ai fini della competizione.
Una piu` ampia ed approfondita disamina del succitato Regolamento porta peraltro a concludere senza ombra di dubbio che il medesimo Regolamento presenta ulteriori numerose ed evidenti lacune normative, e appare quindi nella propria interezza concepito "ad cazzum cani".

In virtu` di quanto sopra osservato, e` di assoluta evidenza la pretestuosita` del ricorso in oggetto, che nella propria rozza formulazione si configura non solo come irricevibile ma addirittura oltraggioso nei confronti dell'autorita` di questa Giuria. Cotale oltraggio e` di per sè bastevole a decretare hic et nunc la squalifica con ignominia della coppia Agnoli-Brunelli.
Ad abundantiam, la Giuria osserva che la succitata ricorrente coppia ha pervicamente violato in plurime circostanze il peraltro lacunoso Regolamento oltreche` il Codice Civile e il Codice della Strada!
In particolare, ma non solo:
1) come ampiamente documentato dalle cineriprese della troupe in loco, il concorrente Agnoli scattava alla partenza con circiter 0.4 secondi  di anticipo rispetto al segnale ufficiale, con cio` procurandosi un illecito vantaggio sul diretto concorrente Cravanzola;
2) le medesime cineriprese documentano altresi` il persistere di sospetta schiumetta sul fondo della seconda bottiglia di birra assunta dal concorrente Brunelli, che risulta quindi non interamente deglutita e conseguentemente non valevole a fini di abbuono;
3) durante la propria frazione di gara, il Brunelli invadeva ripetutamente e scriteriatamente la corsia di marcia riservata agli automezzi provenienti dalla direzione opposta, procurando vivo allarme tra la popolazione benacense tutta.

Tutto cio` osservato e valutato, la Giuria intende mostrare magnanimita`, datosi che la presentazione del ricorso in oggetto appare cagionata non gia` da precisa strategia criminosa, ma piuttosto da ingenuo quanto inconsulto scatto di ira da parte dell'Agnoli, il quale, vistosi sopravanzato e vieppiu` umiliato in gara dal Cravanzola, cercava nel cavillo regolamentare un rimedio a cotanta "figura merdae".
Si delibera quindi di accogliere il ricorso in oggetto e di comminare alla coppia Cravanzola-Grippo una penalita` quantificata, in conformità alla richiesta dei ricorrenti, in 20 secondi. Alla luce di questa deliberazione, la Giuria emana la seguente classifica finale ed inappellabile:

1) coppia Cravanzola-Grippo: 26'09"04,
2) coppia Agnoli-Brunelli: 26'09"05,

con cio` confermando nella sostanza il risultato sportivo, che stabiliva al di la` di ogni ragionevole dubbio la supremazia della coppia Cravanzola-Grippo, e ad un tempo concedendo parziale consolazione alla coppia Agnoli-Brunelli, in virtu` del supremo principio giurisprudenziale dell' "ad taralluccios et vinum".

Letto firmato e sottoscritto
Il Presidente e Membro Unico della Giura
Algo Ritmo
E buon anno a tutti!

Percorso cronoscalata:



DAHON DEFì … IL GIOCO E' UNA COSA SERIA! • Elzeviro Presidenziale • testo di Cristian Agnoli
Dopo una fine d'anno in compagnia di amici su e giù per il Monte Pizzocolo prima e pedalando travestito da Rag. Filini alla "DAHON DEFì" sulla salita Torri-Bivio, sono ancora qui a ripensare a queste giornate incredibili, piene di dislivello, natura, chilometri, chiacchiere, discussioni, mangiate, bevute, fatica, pensieri, panorami, amicizia, sguardi, allegria, goliardiche sfide oltre a misurazioni glicemiche, conta dei cho, iniezioni, cambi di pungidito e aghi. Un quotidiano in cui assimilazione e accomodamento, maturità e divertimento si sono alternati in un gioco di ruoli e variabili avvincenti che mi hanno accresciuto, affamato di nuove idee e di nuovi progetti, reso ancor più lucidamente e consapevolmente folleggiante!
Premesso che Dahon Defì è contemporaneamente a) il più grande spettacolo del weekend b) l'evento vintage più moderno, "fico" e illuminato che il Lago di Garda ricordi, vorrei ora lanciarmi in "pericolose" dissertazioni sull'homo ludens (et diabeticus), sulla fenomenologia della pratica sportiva e della gestione del diabete e più in generale su una rivalutazione del concetto di "gioco", troppo spesso, nel sentire comune e nei dizionari, ridotto a puerile passatempo, vuoto divertimento, ammazzanoia quando non vizio ossessivo e/o dipendenza. Ma buon senso e senso comune spesso non coincidono.
Mi preme invece dimostrare quanto "il gioco sia una cosa seria" e conseguentemente quanto Dahon Defì sia cosa serissima: non ritengo pertanto irriverente, semplicistico, superficiale, improprio, frivolo applicare il "gioco" a situazioni in cui ci sono di mezzo questioni "serie" come, ad esempio, la salute. L'aspetto ludico andrebbe conservato e sviluppato attraverso tutte le fasi dell'esistenza perché in ogni età e in diversi ambiti è motivo di ricerca, scoperta, formazione umana.
Gioco dunque sono! La serietà è una caratterista che apprezzo e cui aspiro, e che si traduce in due parole: affidabilità e concretezza, caratteristiche affatto incompatibili con il gusto per il gioco, dove rispetto delle regole e applicazione sono fondamentali. Sono piuttosto avverso, invece, alla seriosità, ovvero "la versione patetica e demagogica della serietà". Il gioco, inteso come ricerca, è dunque cosa serissima in quanto concreta e formante.
Le penalità da iperglicemia inflitte ai partecipanti a Dahon Defì (che riconosco essere state troppo "tenere") sono comunque un segnale che le regole di buona condotta e gestione vanno rispettate sempre, soprattutto quando si gioca!
Il gioco educa: Il gioco non è dunque una perdita di tempo, una fuga dalla realtà, roba da bambini … superfluo sottolineare il ruolo del gioco nello sviluppare attenzione, concentrazione, memoria, sviluppo di schemi percettivi, autocontrollo, capacità di confronto, nello stimolare curiosità, gusto dell'esplorazione e della scoperta del nuovo. Continuiamo? Sì dai. Il "gioco" contribuisce all'acquisizione delle proprie responsabilità, al perseguimento di un obiettivo, al perseverare nonostante gli insuccessi, alla consapevolezza di sè, favorisce la socializzazione, come prestare attenzione ai desideri e alle idee altrui, la condivisione delle proprie cose con gli altri e il rispetto per quelle altrui. Con il gioco si impara anche a collaborare, a rispettare le regole, a convivere, a gestire le emozioni (ansia, paura, rabbia, gioia). Infine ha effetti benefici sulla salute, in quanto favorisce l'equilibrio psicologico e neuro-muscolare ed educa allo sforzo fisico e alla scoperta del proprio corpo: il primo stimolo di gioco è dato dal movimento e dalla manipolazione del corpo.
Altro che sollazzo, divertimento, passatempo, superfluità … i giochi vanno valutati come "le azioni più serie!".
Tutti parlano bene del gioco però il gioco stesso è relegato in un angolo oscuro della nostra vita e spesso quando lo liberiamo finiamo per esprimerlo in modi e forme negative ed esasperate. Si assiste così a manifestazioni sfrenate ed esagerate tipiche di chi non sa giocare perché non possiede la cultura del gioco o, meglio, della lucidità, o meglio ancora, della conoscenza e della consapevolezza delle nostre capacità e dei nostri limiti.
Il gioco dello sport: Il gioco è anche uno degli elementi fondamentali dello sport assieme al movimento, all'agonismo e alle regole. Senza la dimensione ludica lo sport perde la propria identità e diventa altro, spesso in chiave fortemente negativa. Interpretare la pratica sportiva più come gioco e meno come prestazione può aiutare ad attenuare lo stress dell'attività sportiva "agonistica" con l'assillo di risultati e di prestazioni a tutti i costi. Si dimentica sempre  che uno degli elementi fondamentali del gioco è la "gratuità". E in tal modo si finisce per dimenticare che il binomio gioco-sport è fondamentale per la crescita della persona-atleta.
E qui, a parole, siamo tutti d'accordo, salvo poi trasformarci in agonisti sfegatati il giorno della gara. Odio la frase "quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare", perché sottintende una prova di forza, mentre io ritengo che la pratica sportiva, pur sfruttando al meglio il corpo (muscoli inclusi) debba essere il luogo di incontro di dono (i geni) e testa (il genio). In questa logica, la prestazione e la dimostrazione di forza passano in secondo piano, in quanto il punto di arrivo, come nel gioco, diventa liberare e migliorare le proprie effettive potenzialità, qualunque esse siano.
Il gioco della fatica: Tutto questo percorso è caratterizzato da un aspetto che nessun altro tipo di attività umana possiede, ovvero il divertimento, per cui ci si concentra, si analizza, si inventa, si prova, si sperimenta, anche se tutto questo determina una "grande fatica" mentale e fisica: ci si stanca, si fatica, si consumano energie divertendosi! Pensiamo al concetto di resilienza nello sport … in fondo non è la capacità di trarre soddisfazione e divertimento senza puntare al trofeo, alla medaglia, al primato, ma solo alla conoscenza di noi e delle nostre reazioni. Le regole del gioco sono fondamentali per sviluppare la resilienza.
Il paradosso del gioco: l'aspetto ludico va rielaborato, uscendo dal linguaggio comune, fino ad affermare che "il gioco non è solo divertimento!" Il gioco è piuttosto "ricerca che genera piacere". Il gioco produce piacere e la serenità che nasce dal gioco deriva dal rapporto sempre nuovo che stabiliamo con noi stessi. Il punto di arrivo del gioco consiste, in ogni caso, infatti, in una crescita della persona che scopre e libera e migliora le proprie effettive potenzialità.
In gioco con il diabete: il diabete è invece un difetto, una patologia, una malattia del metabolismo … che necessita di cure, terapie e attenzioni quotidiane e da cui, oggi, non è possibile, guarire. Ma come già ho scritto in passato, al diabete non serve dare battaglia nè tanto meno dichiarare guerra. Con il diabete, piaccia o non piaccia, bisogna stare al gioco!
Ritegno insopportabili tutte le campagne di sensibilizzazione dalla terminologia militare e ancora un po' mi pento di quel "Allenati anche tu a SCONFIGGERE il diabete" di cui sono stato protagonista durante la Giornata Mondiale del Diabete 2010 e per fortuna sui network nazionali hanno mandato più che altro Baldini da solo ...
All'opzione "guerra" sostituire l'opzione "gioco" … sono entrambe cose serie … la prima fa sempre vittime, giusta o sbagliata che sia: il gioco non contempla necessariamente vinti e vincitori ma soprattutto il rispetto delle regole.
W dunque l'"homo ludens" capace di gestire il gioco in un più complesso sistema, W l'homo diabeticus capace di ironizzare su un 309 mg/dl anzichè chiamare il 118! E con l'ironia che si scavalca l'abisso!
Dahon Defì è un primo, embrionale passo, certamente perfettibile, verso un approccio "giocosamente serio" al diabete!
Il gioco rappresenta a mio modesto parere l'unica vera alternativa a "pietas" , "slogan militari", "pornografia del dolore" e "finta lotta" da parte di associazionismo, società scientifiche e campagne di sensibilizzazione, spesso prigionieri di una retorica onestamente insopportabile.
Non è una questione di sopravvivenza, di lotta, di vittoria … si tratta più semplicemente di "ricercare". E' proprio vero che "giocando si impara!"
NOT PLAYED YET ? PLAY ON DIABETES NOW!


Anteprima Dahon Defì


Quando:1 gennaio 2012 h 12.30
Mezzo ammesso: minibici (ruote  20")

Ritrovo, briefing e partenza: Affittacamere Bikapi - Garda VR - www.bikapi.com
Abbigliamento obbligatorio: giacca, camicia, cravatta, pantaloni, cappello ... tutto possibilmente vintage!

Annunci di partecipazione:
1. Cristian Agnoli, VR
2. Alessandro Grippo, AR
3. Paolino Cravanzola, TO (Team Type 1 Devo)
4. Alberto Brunelli, MB
...

Bici ammesse: 20", Dahon o altre marche (Brompton, Graziella vintage, etc ...)

Per partecipare leggi il regolamento e se possiedi i requisiti scrivi a:
presidentissimo@diabetenolimits.org

 
A Sx: Issimo Dahon Speed TR - 2008       - A Dx: Al Grip Dahon Roo D7 - 2011

Caratteristiche teniche:
• DAHON SPEED TR   • DAHON ROO D7

•••

Stralci di regolamento e goliardia responsabile (ultima versione approvata durante il cenone di fine anno)

Requisiti:
essere diabetico di tipo 1
Abbigliamento: vintage con giacca, camicia, cravatta, cappello obbligatori.
Divieti: Vietate scarpe da bici, attacchi e puntapiede, abbigliamento tecnico visibile.

Percorso:
Garda-Torri del Benaco (8 km) trasferimento a passo controllato.
Torri-Bivio
per San Zeno d/M (7,2 km salita) divisa in due sezioni per ciascun frazionista.
Partenza dal
semaforo di Torri (dislivello ca 400 mt) ...

Mezzi al seguito per riprese e ufficialità crono e passaggi.

Vince la sfida chi otterrà il miglior crono complessivo (somma dei tempi dei due frazionisti) al netto di eventuali secondi di penalità o cumulando eventuali abbuoni.

Obbligo di controllo della glicemia (da glucometro) prima e dopo la frazione.
Utilizzo della stessa bici con cambio volante incluso passaggio di occhiali e cappello.


Cronometraggio, rispetto del regolamento, abbuoni e penaltà saranno verificati dal un giudice imparziale, nella persona di Algo Ritmo.

Verranno applicate le seguenti penalità:
- 10 secondi in caso di allentamento del nodo della cravatta durante la prova
- 5 secondi per ogni bottone della camicia slacciato
- 10 per glicemia di partenza (partenza da Garda) superiore a 200 o inferiore a 60
- 10 secondi per glicemia a fine AF (rientro a Garda) superiore a 200 o inferiore a 60
- 10 secondi per ogni materiale obbligatorio mancante o non conforme
- 5 secondi per barba incolta (baffo curato ammesso!)
- 5 secondi per bava alla bocca
- 5 secondi per linguaggio scurrile

Verranno altresì applicati i seguenti abbuoni:
+ 5 secondi per sorrisone a 32 denti in bici immortalato da autoscatto
+ 5 secondi per chi arriva con la giacca abbottonata
+ 10 secondi per chi mantiene un range glicemico 70-100 dalla partenza alla fine (misurazioni da glucometro)
+ 20 secondi per ogni bottiglietta di birra da 25 cc bevuta nei 2 minuti prima della rispettiva frazione.
+ 5 secondi per chi dimostra proprietà di linguaggio aulico durante la prova

Si raccomandano eleganza, cortesia e buone maniere.
Gel o brillantina ammessi.
Il calzoncino corto è ammesso se elegante e in stile con il resto del corredo.
Vietato indossare abbigliamento tecnico da bici visibile.

Il regolamento può cambiare in ogni momento anche in base agli accordi e alle proposte dei partecipanti.