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Outdoor 2007-2010 - Gite di Skialp 2010


"Me la canto & me la suono"
Gite di scialpinismo!
di Michela Del Torchio, DM1, ("Romana de Cuneo")


 



 



In questo periodo sto scrivendo poco per il sito ma mi rendo conto che a volte mi sembra di “cantarmela & suonarmela”, da qui il titolo. E' anche vero che il Presidentissimo è il sommo maestro di questa filosofia di vita J e dai sommi maestri bisogna solo che imparare, per cui ecco qui il racconto, e alcune foto, delle mie gite di scialpinismo tra Le Vette delle Alpi Marittime.


Quest'anno la neve è stata più clemente dello scorso anno, ma soprattutto più ritardataria. Le prime gite, svolte tra fine novembre e prima di Natale, si sono sempre fatte sotto gli impianti di risalita (foto Artesina) ma il bello di questo sport è di poter andare dove in pochi vanno ma soprattutto lasciare che lo sguardo spazi tra le vette circostanti, incontaminate dalle attività antropiche. Un'altra cosa che adoro di questa “specialità “sportiva è l'identificazione delle tracce lasciate sulla neve dalle diverse bestiole: a volte può essere una volpe, altre un camoscio o un capriolo, in Valle Maira anche i cervi, e poi le inconfondibili impronte del lupo, profonde e perfettamente allineate.


 



 


Questione diabete. Lo scorso anno ho fatto decisamente bei pasticci, ma dato che sbagliare è umano  perseverare diabolico ho preso i giusti accorgimenti.


1.    porto con me un orologio, lo metto ad uno spallaccio dello zaino e imposto la modalità cronometro


2.    diminuisco, almeno un'ora prima della partenza, la basale portandola a 0,3 u/h per tutta la salita (invece che 0,50 u/h e 0,55u/h, che sono le basali della prima mattina e del pranzo)


3.    cerco di fare sempre la stessa colazione: due fette di pane carrè (pane di kamut o ai 5 cereali della COOP) che forniscono tra i 10 e gli 11 g di CHO a fetta. Poi due bicchieri di succo di frutta all'ananas che sono circa 20 g di CHO. Il totale della colazione sono 40 o 42 g di CHO, sul micro segno sempre 30 g CHO che corrispondono a 2,3 unità se la glicemia al risveglio è sotto i 180mg/dl. Questo per riuscire ad arrivare all'attacco della salita con una glicemia che oscilla tra i 180mg/dl e i 220mg/dl. Se è di meno mangio due kinder cereali e bevo un succo zuccherato (albicocca o pesca), se è di più faccio un piccolo intervento


4.    ovviamente porto con me un intero scaffale di succhi, coca cola, kinder cereali, crakers e miele.


 


 


 


Cosa faccio...


1.    misuro sempre la glicemia prima di partire, poi dopo i primi 20', è il momento in cui consumo di più, poi ogni 30'/35'. In base alla glicemia agisco: mangio se sono sotto i 150mg/dl non faccio nulla se sono sopra, in questo caso però controllo magari più frequentemente.


 


Le mie gite/ i miei errori/ i miei successi


Fino ad oggi venerdì 5 febbraio 2010 ho fatto quattro gite, escludendo quelle sotto gli impianti:


·         Cima Pittè (2175m s.l.m.), dislivello totale della gita 1325m (foto!!) Valle Pesio (CN)


▪   dislivello fatto 700m, ci siamo fermati prima del gias sottano alla vetta perché per arrivare fin li abbiamo camminato due ore lungo un sentiero mooolto monotono e noioso, inoltre vista la mia inesperienza nella discesa dovevo conservare le “gambe” per scendere.


▪   Le glicemie sono andate BENISSIMO, il motivo di tanto entusiasmo è che sono riuscita a salire tenendo il mio ritmo, questo mi ha permesso di andare senza finire sotto i 130mg/dl.


 


 


 








































ora


mg/dl


azioni


8


110


colazione e 2,3 unità


9,30 parcheggio


185


nulla


20' dopo


165


1 kinder cereali, salita ancora lunga ho preferito stare su


50'


144


1 succo, 1 kinder cereali


120'


150


nulla


150'


130


succo e thé zuccherato


180' punto di arrivo


220


riportato la basale standard


13,30 arrivo al parcheggio


180


 


 


·         Cima Gardiola (1889m s.l.m.) dislivello totale della gita 1030m. Valle Pesio (CN)


▪   dislivello fatto 970m. Nella seconda parte della salita dei cinque partenti siamo rimasti in tre, io e due giovani 21enni estremamente scattanti; dopo circa 45' che tenevo il loro passo sono finita in IPO con 45mg/dl, per non correre ulteriori rischi, non avevo avvertito il valore così basso, ho preferito fermarmi a pochi metri dalla vetta, onde evitare problemi seri a me e inutili preoccupazioni ai miei compagni.












































ora


mg/dl


azioni


8


85


colazione e 2,0 unità


9,30 parcheggio


210


nulla


20' dopo


176


nulla


50'


110


2 succhi pesca


120'


113


the zuccherato


150'


97


2 kinder cereali +2 succhi albicocca


170'


150 (cambio di passo)


nulla


190'


45 (ho iniziato la discesa lasciando la basale sport)


coca cola, 2 kinder cereali, pacchetto crakers


15,30 arrivo al parcheggio


285


2 unità


 


·         Monte Pianard (2306m s.l.m.) dislivello totale 927m. Valle Vermenagna (CN)


▪   dislivello fatto 800m. La gita è iniziata male. Per scappare a dei cani che stavano inseguendo il nostro 6a (quello sempre presente nelle foto) io e Alberto abbiamo dovuto affrontare da subito la salita con un passo moooolto veloce. In questo modo non ho potuto aspettare che la glicemia si alzasse prima di partire e già dopo i primi 20' avevo finito tutte le riserve di zucchero, sia quelle nei muscoli che quelle nelle zaino: santo Alberto. Dopo l'IPO i valori hanno ripreso ad essere più normali ma avevo consumato talmente tanto e male durante la salita che anche le gambe avevano iniziato a fare cilecca; quando siamo arrivati su un bel pianoro abbiamo preferito iniziare la discesa, comunque lunga, per evitare il mio stramazzamento.


 



 


 












































ora


mg/dl


azioni


8


94


colazione e 2,0 unità


9,00 parcheggio


120


2 kinder cereali, 2 succhi pesca


20' dopo


90


lattina da 330ml di coca cola


1 kinder cereali


40'


60


2 succhi pesca, coca cola (metà bottiglietta)


65'


42 (mi sono fermata per 20')


the zuccherato, coca cola, 2 kinder cereali, crekers


85' (esclusa la sosta)


110


sorso di coca cola


100'


120


nulla


120' “in vetta”


124 (basale standard)


nulla


13,00 arrivo al parcheggio


115


 


 


·         Monte Viridio (2498m s.l.m) dislivello totale 874. Valle Grana (CN)


▪   dislivello fatto 700m. La gita è iniziata in modo strano, molto strano. Avevo il mio migliore amico, romano, come ospite a casa. Per fargli provare la brezza di conquistare una cima e poi ridiscenderla lo abbiamo portato su questo pendio. Lui scia con la tavola quindi si è dovuto caricare lo “strumento” sulle spalle. Il suo zaino non era dei migliori, gli spallacci sono  troppo piccoli per il peso della tavola, per cui ha fatto una grossa fatica a salire; inoltre era la sua prima volta. Questi motivi ci hanno fermato alcuni metri prima della vetta. La discesa è stata comunque meravigliosa, lungo questi spazi ancora “vergini”.


▪   La presenza di Davide ha anche modificato la mia colazione: 2 brioche, una al cioccolato e una vuota. Unità fatte 2,5.


 



 


 












































ora


mg/dl


azioni


7,33


72


colazione e 2,5 unità


10,40 parcheggio


330


1,5 unità


15' dopo


288


nulla


40'


190


nulla


70'


182


nulla


90'


145


the zuccherato


110


173


nulla


120' “in vetta”


208 (basale standard)


1 unità


14,00 arrivo al parcheggio


100


 


Per quanto questa giornata sia iniziata in modo anomalo si è poi conclusa molto bene. Ho sempre mantenuto il “mio” passo, questo mi ha permesso di consumare correttamente, senza finire in IPO, e mantenere le gambe in ottima forma per la discesa. Forse dovrei iniziare le gite con questi valori così alti e fare solamente un piccolo intervento, il problema è che i primi 40' sono stati accompagnati da un senso di sete e da una incontinenza incredibili. Sarei potuta arrivare in vetta e scendere senza grossi problemi, anche se la neve crostosa della parte alta della gita mi avrebbe potuto mettere in difficoltà, seria difficoltà, ma il bello è condividere con chi ami le belle esperienze. E poi evviva la farina!!!!!!


 


 


 


INSOMMA...


Ho iniziato 4 gite e non ne ho conclusa nemmeno una. La motivazione? 3 volte su 4 i valori glicemici hanno influito sulla mia “prestazione”sportiva. Il divertimento è stato comunque enorme, e continuerà ad esserlo. Il mio modo di vivere la montagna mi permette questo, arrivare fino dove posso, dare sempre qualche cosa di più per andare oltre ma avere sempre ben chiaro qual'è il limite, il MIO limite.


Quando salgo lo faccio per me, perché mi piace veramente tanto; non sono un'alpinista, anche se mi piacerebbe tantissimo esserlo, la mia conoscenza della montagna è misera, non so riconoscere le condizioni della neve su un pendio o quelle di una cascata di ghiaccio, così come no riconosco ancora la “vera” difficoltà di una via su roccia. Durante la settimana salgo lungo un sentiero battuto (sotto la montagna Bisalta, la compagna del Monviso), facendo circa 600m di dislivello, e discendo a spazzaneve sempre lungo lo stesso, ogni tanto faccio anche delle curve con gli sci paralleli ma prendo tanta velocità e non essendoci la amatissima farina mi spavento, non vado a mettermi in situazioni pericolose ma alleno e sperimento me stessa e il mio diabete in condizioni, chiamiamole alpinistiche, che sono in grado di controllare (ripeto è un sentiero battuto non è un grado alpinistico ma è al mio “livello”per una solitaria!).


Insomma SI il diabete condiziona le mie prestazioni sportive, ma chissenenfrega, se passeggiassi sotto i portici questi problemi non sussisterebbero, ma ho deciso di fare una cosa diversa, sperimentarmi ogni giorno su difficoltà sempre maggiori. Ho scelto un ambiente difficile perché oltre a controllare la “mia situazione” devo controllare anche quella della montagna. Nella mia immensa fortuna ho trovato un ottimo insegnante, riesce a farmi fare delle cose permettendomi di gestire autonomamente la “mia situazione”, stimolandomi a dare sempre di più a livello sportivo e portandomi alla scoperta di posti meravigliosi!


Gli amici che salgono con me sono tutti al corrente dei miei “limiti”, si preoccupano ma sanno che sono in grado di gestirmi, aspettano quando misuro la glicemia, chiedono, s'informano. Insomma si sale, insieme, ognuno per raggiungere la propria vetta e scoprire che nella solitudine della montagna il valore della “cordata” cambia significato.


 


La prossima “me la canto & me la suono” sul ghiaccio!


 


Michela Del Torchio