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Profili Mellito:Outdoor - 7. Pietro Piccolo


 

 


“Sapere e non dire. E’ così che si dimentica.
Quel che viene detto acquista forza.
Quel che non viene detto tende alla non esistenza” (C.Milosz)


 





























































































































































































PIETRO PICCOLO DM 1 (VI)
PROFILO MELLITO:OUTDOOR


Cognome e Nome


PICCOLO PIETRO


Data compilazione scheda


17/04/2009

aggiornamento 19 gennaio 2011


Data di nascita


06/12/1964


Indirizzo (Via, Citta, Provincia)


VIA SAUDINO,43 – 36100 VICENZA


e-mail


recapito telefonico (facoltativo) 


XPICCOLOPIETRO@LIBERO.ITX


Tipo diabete (1-2) / Anno diagnosi / Ultima HbA1c rilevata


1/1986/6,9


Nr. controlli annuali


2


Il tuo diabetologo è al corrente della tua attività sportiva?


Sì


Che tipo di insulina/e utilizzi


rapida e lenta intermedia


Qual è il tuo fabbisogno insulinico giornaliero (u rapida u lenta o altro per multiiniettiva, basale e boli per microinfusore)


Rapporto/i cho:insulina (se noto)


basale: 16 u glargine

bolo: 20 u lispro (4+8+8)


Per multiiniettiva: in che parte del corpo ti inietti le insuline che utilizzi?
Per microinfusore: dove tieni il microinfusore


A ROTAZIONE SU BRACCIA,VENTRE, GLUTEI,COSCE


Per multiiniettiva: porti con te l’insulina durante l’attività fisica


Per microinfusore: porti sempre con te il microinfusore durante l’attività fisica?


DIPENDE DALLA DURATA DELL’ATTIVITA’: LA PORTO SE SUPERA LE 2 ORE


Peso e altezza


89/189


Frequenza cardiaca a riposo
(se nota)


60


Pressione arteriosa a riposo 


(se nota)


85/135


Professione e ore lavorate settimanali


CONSULENTE DEL LAVORO/45


Quante ore dormi a notte mediamente?


8


Che tipo di glucometro/i utilizzi e quanti controlli glicemici effettui ogni giorno


GLUCOMETER ELITE XL /  DA 7 A 10 DIPENDE DALL’ANDAMENTO GLICEMICO GIORNALIERO


Quali sono i tuoi sport preferiti che pratichi con una certa costanza?


SCI DA FONDO E DISCESA,CORSA,NUOTO,BICI DA STRADA E MOUNTAIN BIKE, PATTINI IN LINEA,TREKKING IN MONTAGNA


Descrivi in estrema sintesi la ragione principale che ti spinge a fare sport


NE RICAVO UN BENESSERE PSICOFISICO UNICO,GESTISCO MEGLIO LA GLICEMIA


Quanto e come influisce il diabete sulle tue prestazioni atletiche?


LE CONDIZIONA MA NON MI INTERESSA:VIENE PRIMA LA MIA SALUTE  DELLA PRESTAZIONE AGONISTICA


Lo sport ha migliorato la tua convivenza con il diabete


MOLTO,IN MANIERA DECISIVA


Praticavi sport anche prima della diagnosi? Di piĂą o di meno?


MOLTO ANCHE PRIMA,MA DOPO HO AVUTO PIU’ VOGLIA DI METTERMI ALLA PROVA


Quanti giorni alla settimana ti alleni e in che orari della giornata?


3 GIORNI:DUE LA SERA PRIMA DI CENA ED IL SABATO MATTINA


Ti mantieni in forma tutto l'anno o solo in certi periodi


CERCO DI FARLO TUTTO L’ANNO,SALUTE ,LAVORO E FAMIGLIA PERMETTENDO


Tieni un diario dei tuoi allenamenti


NO,MAI FATTO,SONO TROPPO RIBELLE


Ti alleni in solitudine o in compagnia


DI SOLITO IN SOLITUDINE


Sei assistito da un preparatore o segui una tabella specifica


LO ERO,ORA NON PIU’


Utilizzi il cardiofrequenzimetro


NO


Hai mai effettuato test fisici specifici (ex. Test di Conconi, Cooper etc)


ANNI FA


Stabilisci a tavolino tipologia e  l’intensitĂ  dell’allenamento o segui le sensazioni del momento?


SONO MOLTO ISTINTIVO


Partecipi a competizioni agonistiche nella tua disciplina sportiva preferita (se applicabile)?


FINO A 6 ANNI FA


Segui il tuo sport su riviste specializzate o on line? Quali?


NO


Qual è la tua glicemia ideale prima di un allenamento?


170/200


Adegui le dosi di insulina in base all'attivitĂ  fisica? Come?


NON SOLO LE DOSI MA ANCHE LA SEDE DI INIEZIONE: PER ES.SE VADO A CORRERE EVITO DI FARMELA NELLE GAMBE


Cosa fai se prima dell'attivitĂ  sei in iperglicemia? ex. >300


MI PRATICO 1 O 2 UNITA’ ED INIZIO CON RITMO BLANDO,DOPO 30 MINUTI MI RICONTROLLO PER VEDERE SE IL TREND E’ IN SU O IN GIU’,NEL PRIMO CASO DOPO UN 15 MINUTI MI RICONTROLLO E SE SONO ANCORA SCESO COMINCIO A MANGIARE UN PO’ DI CARBOIDRATI,NEL SECONDO RALLENTO IL RITMO ,BEVO E TORNO A CASA


Cosa fai se prima dell'attivitĂ  sei in ipoglicemia? ex. <75


MANGIO DEL MIELE E BEVO UN SUCCO DI FRUTTA,ATTENDO 15 MINUTI E COMINCIO,MI CONTROLLO DOPO 20 MINUTI E SE SONO ANCORA SOTTO I 100 MANGIO ANCORA,ALTRIMENTI NO


Controlli la glicemia durante l'attivitĂ  fisica? Come?


SE DURA PIU’ DI 30 MINUTI MI CONTROLLO.IN BICI HO INSTALLATO IN SUPPORTO SUL MANUBRIO PER IL REFLETTOMETRO,QUANDO CORRO LO ESTRAGGO DALLA TASCA DELLA MAGLIETTA,A NUOTO MI MISURO PRIMA O A BORDO VASCA


Cosa fai se "durante" l'attivitĂ  sei in ipoglicemia?


DIPENDE DALL’ATTIVITA’: SE POSSO MI FERMO,MANGIO MIELE O BARRETTE ENERGETICHE,ATTENDO 20 MINUTI E RIPARTO,IN GARA NON MI SONO MAI FERMATO MA SE VAI IN IPO ANCHE SE MANGI SUBITO HAI PERSO,PER QUESTO CERCO SEMPRE DI PREVENIRE LE IPO, OSSERVANDO IL TREND CON NUMEROSE MISURAZIONI:APPENO SONO SOTTO 140 COMINCIO CON PICCOLE DOSI DI CARBOIDRATI E CERCO DI MANTENERMI INTORNOA QUEL VALORE.


Cosa fai se "durante" l'attivitĂ  sei in iperglicemia?


SE è UN IPER MA SONO INSULINIZZATO,NON CI SONO PROBLEMI PERCHE’ SO CHE SCENDERO’ SE INVECE VEDO CHE HO ESAURITO TUTTA L’INSULINA(TANTE ORE DOPO L’ULTIMA INIEZIONE)E CONTINUA A SALIRE MI FACCIO POCHISSIME UNITA’ DI RAPIDA PROPRIO NEI MUSCOLI INTERESSATI DAL MOVIMENTO E BEVO MOLTO


Sei meticoloso nella tenuta del tuo diario delle glicemia?


NO


Come ti alimenti (se lo fai) prima di iniziare l’attività sportiva?


SUCCO DI FRUTTA,MIELE SE SONO SOTTO 140


Come ti alimenti (se lo fai) durante l'attivitĂ  sportiva?


BARRETTE ENERGETICHE, FRUTTA SECCA, MIELE(QUELLO DELLA RIGONI DI ASIAGO HA UNA COMODA CONFEZIONE  DA SPREMERE DIRETTAMENTE IN BOCCA


Usi integratori?


SOLO SALINI


Descrivi tua dieta standard pranzo colazione cena (calorie complessive, proporzione cho, proteine, lipidi) + eventuali snack


UNA TAZZA DI LATTE CON PANE VECCHIO A COLAZIONE


PRANZO:UNA BELLA TERRINA DI VERDURE CRUDE MISTE CON A ROTAZIONE,FORMAGGIO,AFFETTATI,UOVA,PESCE E FRUTTA


CENA:MINESTRA DI VERDURA O IN BRODO,VERDURE COTTE MISTE A ROTAZIONE ,CARNE 2 VOLTE A SETTIMANA, PESCE 3 VOLTE, FRUTTA SEMPRE


Hai mai verificato durante un allenamento il tuo consumo di cho e la variazione della glicemia? Puoi fare degli esempi concreti?


NON HO MAI AVUTO LA MENTALITA’ SCIENTIFICA DI FARLO


Fai un esempio di seduta di esercizio fisico che consideri soddisfacente e allenante


1 ORA DI CORSA NEI BOSCHI,TRE ORE DI BICI CON GLI AMICI,2 ORE DI SKI ROLL


Quando ti alleni lo fai con attrezzatura e abbigliamento adeguati?


 


SI MA NON SONO UN FIGHETTO ALL’ULTIMA MODA:LA MIA BICI DA CORSA L’HO COMPRATA A 17 ANNI  E CI SUDO ANCORA SOPRA


Descrivi una tua settimana standard di allenamento (specificando se è il caso l’obiettivo sportivo che si sta preparando)


ULTIMAMENTE VADO 2 VOLTE IN PALESTRA PER UN ORA CIASCUNA,NUOTO 1 ORA IL SABATO MATTINA  E LA DOMENICA SCIO O VADO IN BICI  CON LA FAMIGLIA .FINO A QUALCHE ANNO FA CORREVO UNA O 2 VOLTE LA SETTIMANA PER CIRCA UN’ORA E MEZZO L’UNA,NUOTAVO 2 ORE LA SETTIMANA E PRATICAVO SCI DI FONDO E SCIALPINISMO QUASI TUTTE LE DOMENICHE


Ti alleni anche con condizioni meteo sfavorevoli (freddo, pioggia, vento)


ORA NON PIU’ UNA VOLTA NEMMENO L’URAGANO MI FERMAVA


Quali traumi o infortuni da attivitĂ  sportiva ti sono capitati?


NESSUNO IN 30 ANNI DI SPORT


Fai stretching prima e/o dopo l'attivitĂ  fisica?


DOPO


Effettui il riscaldamento prima di un allenamento?


QUALCHE VOLTA


Temi per la tua salute talvolta quando fai sport? Hai delle paure particolari?


DOPO I 40 ANNI TENGO SOTTO CONTROLLO IL CUORE CON  UN ELETTROCARDIOGRAMMA ANNUALE


C'è un tuo punto debole dal punto di vista sportivo?


NON DO’ MAI IL MASSIMO,MI FERMO UN PO’ PRIMA PER PAURA DI FARMI DEL MALE


Quale "impresa" sportiva ti ha dato piĂą soddisfazione ad oggi?


TUTTE QUELLE DA CUI SONO TORNATO “RIGENERATO DENTRO”


Qual è il tuo principale obiettivo sportivo dei prossimi 12 mesi?


LANCIARMI COL PARACADUTE


Qual è la tua massima ambizione sportiva?


NE HO SEMPRE DI NUOVE MA NON SONO PIU’ DI CARATTERE AGONISTICO


Cosa pensi del doping?


E’ STUPIDO FARSI DEL MALE SOLO PER EMERGERE,è OFFENSIVO NEI CONFRONTI DI CHI I FARMACI LI DEVE ASSUMERE PER SOPRAVVIVERE,E’ SCORRETTO NEI CONFRONTI DEGLI AVVERSARI E DI SE STESSI


Hai qualcosa da aggiungere sulla tua gestione del diabete?


CERCO SEMPRE DI ASCOLTARE I SEGNALI DEL MIO CORPO MA NON MI FIDO MAI CIECAMENTE DI LORO PERCHE’ TALVOLTA TI FREGANO


Autorizzi la pubblicazione su www.diabetenolimits.org di questa scheda e  il trattamento dei tuoi dati personali nel rispetto della legge sulla Privacy?


AUTORIZZO


 


PIETRO PICCOLO


 

Non solo sport ...


 


LOURDES: UN VIAGGIO A 3 DIMENSIONI


Di Pietro Piccolo
piccolopietro@libero.it    


 


“La malattia è letame che si fa concime e fa germogliare il seme dell’amore”


 


Il mio viaggio a Lourdes del maggio 2008 lo definirei tridimensionale: non è stato infatti solo un itinerario del corpo e della mente, (come tutti gli altri miei viaggi), ma anche e soprattutto dello spirito.


Utilizzando delle espressioni legate alle mie piĂą amate attivitĂ , direi che l’andare a Lourdes, il soggiornarvi qualche giorno ed il ritornarvi, è stato come portare il mio corpo su e giĂą per le aspre montagne della sofferenza altrui, spingere la mia mente a riflettere sulla vita, la malattia  e la morte, ma piĂą di tutto è stato come fare della speleologia dell’anima dentro gli abissi del mio intimo.


Sono di famiglia cattolica ed ho ricevuto l’educazione del buon cristiano, come quasi tutti i miei coetanei : la Prima Comunione , la Cresima ed infine un bel matrimonio in Chiesa.


Ho sempre cercato di essere un buon cattolico ma la mia Fede non è mai stata “fondata sulla solida roccia” bensì soggetta a continui saliscendi, come ogni bella scarpinata in montagna che si rispetti.


A periodi di fervore religioso si sono spesso succeduti momenti di tepore ed altri ancora di assoluta pigrizia spirituale.


In qualche modo non ho mai smesso di credere in Dio, ma nei momenti di maggiore successo ed autonomia mi allontanavo da Lui pensando di potermela cavare allegramente da solo,mentre quando lo sconforto e la debolezza imperavano in me, chiedevo istintivamente aiuto e ne ricevevo un qualche sollievo.


Mi sono spesso chiesto se questo Dio non fosse un prodotto del mio stesso bisogno di aiuto,quasi una sorta di autoaiuto.


E’ però anche vero che spesso mi è successo di ringraziarlo nei momenti più belli della mia vita, o preso dall’euforia che mi dà lo stare sulla cima di una montagna o comunque in un luogo dal fascino particolarmente travolgente o nell’ascoltare un musica altamente spirituale.


Questa breve digressione per inquadrare la mia scelta di recarmi a Lourdes.


Direi che i motivi che mi hanno spinto sono molteplici e di diversa natura,li espongo qui di seguito, senza darne una preciso ordine di prioritĂ :


1) la mia innata curiosità per tutto e per tutti:se tre milioni di pellegrini ogni anno vi si recano da ogni angolo del mondo, mi sono detto, una qualche ragione vi deve pure essere, e forse andandovi di persona potrò avere qualche elemento in più per scoprirla;


2) la semplice  voglia di visitare un luogo geografico così unico e bello, anche solo dal punto di vista ambientale;


3) il desiderio di provare, una volta nella vita, a mettermi a disposizione degli altri per  una settimana del mio tempo, spogliando quest’ultimo dal  consueto valore monetario che ormai abbiamo preso il vizio da dargli,  ma lasciandolo libero di dilatarsi come solo in questi casi sa fare;


4) verificare la mia fede in un luogo che la trasuda da ogni pietra e la emana da ogni sguardo che incroci;


5) vivere un’esperienza che, comunque fosse andata, sentivo sarebbe stata di una novitĂ  e di una intensitĂ   travolgenti.


 


A consuntivo posso dire che nessuno di questi punti è  stato disatteso da Lourdes:


1) la mia curiosità è stata ampliamente appagata: ciò che spinge milioni di persone a Lourdes è una autentica fede, che in quel luogo è quasi fisica e palpabile;


2) i luoghi sono bellissimi:una corona di monti innevati circonda una spianata verdissima solcata da un torrente impetuoso;


3) l’esperienza del dono gratuito di sé mi si è confermata come una delle più gioiose che si possano provare, ed il tempo si è veramente dilatato all’infinito;


4) non posso dire se la mia fede ne sia uscita rinforzata, mi era sembrato così durante il viaggio e nelle prime settimane dopo il rientro, poi tutto mi sembra tornato come prima,quasi che la quotidianitĂ  ti scalfisse lentamente  ed inavvertitamente la costruzione che ti sembrava di avere cominciato a costruire.


5) l’esperienza è stata unica e la consiglio a chiunque sia, come me, alla continua ricerca di se stesso e del senso della vita.


 


La prima  domanda  che ti sorge spontanea quando sei a Lourdes in mezzo a tante persone sofferenti è la seguente: Cosa o Chi dĂ  a queste persone la forza di sorriderti con un sorriso così profondo e vero che ti trafigge il cuore? Certe sensazioni sono difficili da spiegare a parole, si possono solo provare sulla propria pelle e il descriverle le svilisce,le offusca, le impoverisce.


Tutta questa autentica gioia può essere solamente una suggestione collettiva di massa?Le guarigioni miracolose possono tutte essere ricondotte al caso, all’imponderabile, alla forza di volontà del malato, all’energia positiva che circola nelle sue vene grazie all’auotosuggestione? Sono tutti interrogativi che mi frullano in testa ma ai quali stento a dare una risposta positiva in maniera univoca.


Non so se è a causa di una mia innata ipersensibilità,ma quando una ragazza gravemente handicappata mi ha sorriso alla fine di una Santa Messa e mi ha fissato con quegli occhi luminosissimi e con quello sguardo limpidissimo, mi è sembrato che lì ci fosse il vero Cristo, ne ho ricevuto una sensazione di gioia quasi sconvolgente.


Una metĂ  di me era spettatore attento e critico di tutto ciò che mi circondava, per cercare di capire il piĂą possibile quello che avevo attorno,  l’altra metĂ  era coinvolta in prima persona nell’atmosfera mistica e devo dire di avere vissuto attimi di profonda spiritualitĂ .


Poi ho capito che con la mente,con la ragione, non si può cercare di capire un bel nulla di tutto ciò che è spirito,con la fede bisogna compiere un atto di totale fiducia, bisogna avere il coraggio di abbandonare la ragione e le sue logiche (le coeur a ses raisons que la raison ne comprend pas= il cuore ha le sue ragioni che la ragione non comprende -B.Pascal) e affidarci completamente a Dio un po’ come quando sulla via di roccia ti affidi ad un appiglio che, anche se hai prima “tastato” più volte con i colpetti della mano, non hai la certezza matematica che ti terrà, ma ti affidi ugualmente tutto ad esso, trattenendo il respiro e chiudendo leggermente gli occhi.


A Lourdes posso dire di avere visto in prima persona i vari volti di Cristo: il Cristo crocifisso in un ragazzo su una barella immobilizzato dalla malattia con le braccia aperte ed il corpo rigidamente dritto come quello del Cristo Crocifisso,il Cristo che si fa servo umile nel volto dei volontari, il Cristo figlio di Maria nei malati che piangendo si affidano alle grazie della Madonna.


Mi è piaciuta la frase di un prete durante una predica: “la malattia è letame che si fa concime e fa germogliare il seme dell’amore”.


Concludo con una considerazione ed un augurio.


La considerazione è che troppo spesso non abbiamo il coraggio  di parlare di fede o di morte,ne proviamo un certo pudore o timore,non rendendoci conto che sono gli argomenti piĂą importanti su cui riflettere e se non li affrontiamo,rischiamo di avere vissuto inutilmente.


L’augurio è che  qualcun altro partecipi a tali riflessioni e che la mia non resti una voce sola nel deserto.


Mi auguro inoltre che le mie semplici parole abbiano fatto capire a qualcuno il fatto che uscire da  noi stessi e dal nostro piccolo orticello, ci aiuta anche ad affrontare il diabete con una visione meno assolutistica e totalizzante, piĂą pacata e serena.


A scanso di facili equivoci non si tratta del “consolarci vedendo chi sta peggio di noi” che sarebbe tanto meschino quanto sterile, ma di acquisire una visione aperta alla vita a 360 gradi ,nel suo bene e nel suo male,nella gioia come nella sofferenza,che possono entrambe essere oggi mie e domani tue.