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Diabete Off-Road @ 2011 - Trail 3V





© diabetenolims 2011 - ultimo aggiornamento 20 giugno 2011

TRAIL 3V
BRESCIA, 17-18-19 GIUGNO 2011 • 90 km x 5000 d+



Breaking News ...
Olm'Issimo sul podio @ Trail 3V ... 14h16 min per completare i 90 km e 5000 d+ dell'impegnativo trail su e giù per le Valli Bresciane.
3° assoluto a 1 ora dai primi due! 22 i concorrenti che hanno completato la prova.
Classifica e dettaglio passaggi direttamente dal sito ufficiale della gara!
Mellito Sport Book on line con gestione metabolica e nutrizionale
Stanco ma felice, nelle prossime ore pubblicherò foto, report e note di colore!

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Getting Started ... numero 100!

MY 3V … IL SENSO GENUINO DELLE COSE FATTE CON IL CUORE
sottotitolo 1 … i nostri limiti sono tantissimi, ma sempre meno di quelli che crediamo di avere!
sottotitolo 2 … Se facessimo solo quello che ha senso fare probabilmente non faremo nulla e staremo fermi in attesa dell'ineluttabile…
sottotitolo 3 IN TRAIL WE TRUST , IN TRUST WE TRAIL … credo nel mondo trail e fiducioso continuo a correre in natura!

di Cristian Agnoli, DM1, GARDA

Veniamo al racconto di questo trail, giunto a latere di una settimana di trasferte, viaggi, cene, summit, incontri, corse vere o presunte, stendardi, parate, amicizia, che si sono intersecati prima e dopo il 3V tra Arezzo, Garda, Brescia e Firenze, tra bambini con diabete, normoglicemici, assettati di sport e salute, stand per il controllo delle glicemie, varie ed eventuali … nessuno avrebbe suggerito un pre e un post gara così, ma così è andata e meglio poteva forse andare, ma a me va bene così. W il senso genuino delle cose fatte con il cuore!

OBIETTIVAMENTE: OBIETTIVO 1: portare a casa 3 punti e dunque garantirmi la qualifica all'UTMB 2012-13 > missione compiuta. UTMB non è più una priorità nella mia personale agenda trail, ma avere il curriculum per poter decidere se provare a iscrivermi tra il 2012 e il 2013 è un'opportunità in più che mi sono conquistato.
OBIETTIVO 2: chiudere la gara senza farmi male, a passo regolare, impiegando tra le 15 e le 17 ore, ovvero fissare il ritmo per AST > dalle mie sensazioni e dalla valutazione del mio chinesiologo non mi sono fatto male … ho chiuso più forte della mia miglior previsione. Il ritmo per Adamello Super Trail dovrà essere MOLTO più lento o ci lascio le penne. UNA 90 KM PERDONA, UNA 160 NO! Soddisfazione ma anche un monito a fissare le priorità: non si può fare tutto!
OBIETTIVO 3: testare e ottimizzare materiale, equipaggiamento, alimentazione, tecnica di corsa e camminata in ottica AST > ho capito molte cose, non tutto, ma credo di essere sulla buona strada. Ho le idee chiare su equipaggiamento, gestione metabolica mentre voglio ancora testare qualcosa riguardo all'alimentazione.
OBIETTIVO 4: testare e ottimizzare resilienza metabolica, mentale, atletica e nutrizionale in situazione di endurance prolungato > la resilienza c'è. I dati parlano da soli. Mentalmente forte … speriamo la testa mi supporti sempre! Alleno l'equilibrio mentale e non solo posturale.
OBIETTIVO 5: sorridere alla resilienza a 360° gradi > sense of humour e lucidità mentale … sempre (a parte le imprecazioni e un paio di secondi di micropanico quando ho smarrito la via)
OBIETTIVO 6: mantenere intatti entusiasmo, fiducia, allegria, lucidità, rapporti personali e affettivi > mi pare di sì, ma chiedetelo alla mia compagna Mitch … santa subito!
OBIETTIVO 7: raccontare il tutto su www.diabetenolimits.org > sono alla tastiera per questo.



ATLETICAMENTE: Soddisfatto ma non esaltato, conscio trattarsi di gara di seconda fascia, senza i grandi numeri e i grandi nomi del trailrunning. Un podio resta comunque un podio … TERZO ASSOLUTO … lo racconterò ai miei nipotini ricamandoci un po' sopra.
Fino a poche ore dalla partenza ero assai preoccupato. La sera precedente alla non competitiva di Sansepolcro corsa a ritmi da taspascione avevo avuto pessime sensazioni di stanchezza e affaticamento. Invece durante il viaggio in auto mattutino (grazie a Grip per la solita ospitalità presidenziale) ho fatto quei microcicli di sonno miracolosi che resuscitano i morti (la mia Mitch ha guidato lei grazie a Dio!). Ci ho aggiunto un po' di sali minerali, una fantastica torta artigianale, un'aspirina e il malessere delle ore precedenti è svanito. Ho sofferto meno muscolarmente rispetto a precedenti lunghi. Ginocchia ok, polpacci e quadricipiti pure … la schiena non rappresenta più un problema e nemmeno l'adduttore dx mi ha giocato brutti scherzi. Nessuna vescica, unghie intatte … qualche abrasione all'interno coscia da sfregamento ma poca cosa se penso che non ho messo nemmeno un goccio di vaselina. Brillantissimo fino al 30° km, brillante fino al 50 km dove ho avuto il controllo della situazione anche dopo l'errore di percorso. Ho sofferto il tratto in salita da Gardone V.T. a Santa Maria del Giogo con un tasso di umidità insopportabile e pendenze importanti. Stranamente in discesa ho patito meno del solito e non ho perso più di tanto dai primi. Un'ora avevo a 30 km dalla fine, un'ora ho mantenuto!  Rispetto all'EUT da 111 km dello scorso ottobre sono arrivato decisamente più pimpante e meno sulle gambe. 20 km in meno ma 500 d+ in più e tassi di umidità proibitivi. Ritengo di aver fatto un passo avanti, non decisivo, ma sicuramente nell'ottica del miglioramento che è alla fine il mio principale obiettivo.

EQUIPAGGISTICAMENTE: L'equipaggiamento, zaino e calzature in particolare, è fondamentale e penso di aver fatto i compiti a casa.
Zaino: OLMO 5 Raidlight è una certezza. Con l'accortezza di aggiungerci qualche pochette e di regolare alla perfezione la lunghezza delle bretelle e i beccucci delle borracce. Sembra piccolo, ma ci sta tutto quello che realmente serve. Per la 160 km aggiungerò il marsupio a 45° della Raidlight per avere più scorta d'acqua e per il materiale obbligatorio.
Calzature: decisamente la scelta della A3 massimo ammortizzamento (le vituperate NIKE PEGASUS) si è rivelata azzeccata e mi ha garantito di salvare gambe e piedi. Per i tratti più tecnici mi sono avvalso dei bastoncini per supplire alla mancanza di solidità e tenuta della calzatura, cmq più dipendente dalla stanchezza muscolare che da condizioni oggettive di difficoltà. Ovvio che i sassi e le pietruzze si sentono di più ma per le gare lunghe che intendo correre, credo di abbandonare la "specialissima" che mi riservo per gare brevi e veloci.
Fasciatura: banda VETRAP da 10 cm … ben allacciata a proteggere i malleoli e le caviglie. Piede sicuro e rischio distorsioni dimezzato se non annullato. Mitch è bravissima e abbiamo studiato oramai un tipo di fasciatura infallibile! Ora debbo imparare a fasciarmi i piedi da solo nello spirito dell'autosufficienza!
Bastoncini: devo trovare un sistema di tenerli a mo' di elsa in maniera da estrarli e riporli con più facilità senza appenderli allo zaino. Debbo ancora decidere quali usare … ho usato quelli da nordic-walking superleggeri della Gabel ma penso di ritornare a quelli da alpinismo (Leki) più pensati ma più comodi alla presa, più facili da regolare e più resistenti.
Giubbino: Ottimo l'antivento Raidlight superleggero tenuto allacciato sulla bretella dello zaino così da poterlo mettere e togliere con assoluta praticità.
Doppia lampada: fondamentale. Una lampada potente (black diamond 75 lumes) sulla fronte che punta avanti, un'altra piazzata (petzel 50 lumens) sullo zaino che punta dove metti i piedi … perfetto … anche se le lampade potenti consumano parecchio … alla fine la luce era debole ma non volevo fermarmi per il cambio batterie: oramai albeggiava e dunque ho preferito correre aguzzando la vista.
Abbigliamento: Raidlight anche qui. Ho corso con i calzoncini corti ma credo che passerò ai pantaloni a tre quarti per gare più lunghe … minor rischio di abrasioni e muscoli sempre caldi.
Non ho fatto cambi di indumenti anche se bene avrei fatto a partire più leggero e poi cambiarmi la maglia prima del buio. La pioggia incontrata nella prima metà i gara non ha mai reso necessario l'utilizzo della super tuta in "Venitex" stile Fukushima.



BALISAGGISTICAMENTE
… 2500 balises (indicazioni) sul percorso a detta degli organizzatori … e ci credo. Un lavoro immane. Sono comunque riuscito a sbagliare percorso tradito dalla penombra del bosco e da un attimo di distrazione: 15/20 minuti buttati via e un po' di nervosismo che mi ha fatto correre a strappi e gestire male un paio di soste ai ristori … ho perso anche confidenza con la navigazione e ci ho messo qualche ora prima di ritrovare la concentrazione giusta … appena tardava ad arrivare il baliaggio mi preoccupavo e pensavo di aver sbagliato ancora strada.
In ogni caso in alcuni tratti, soprattutto sulle varianti di sentiero, il balisaggio andava rafforzato.
Stanchezza, buio e solitudine ti fanno spesso temere di aver perso la retta via … e il trailrunner vuole restare sulla retta via! 

NUTRIZIONALMENTE: bene, anche se ho sbagliato nel non prepararmi i panini con il prosciutto che mi piacciono tanto, optando invece per i panini già pronti a base di coppa. In un paio di occasioni non ho mangiato perché il sapore non mi allettava, in altre, come, alla base vita di Gardone V.T. per non perdere il duo che mi precedeva. La pasta era buona ma fredda e pur avendo fame non trovavo nulla che mi desse il piacere del pasteggiare. Coca cola sempre apprezzata sia come bomba zuccherina sia come digestivo sturatutto. Ai sali da metà gara in poi ho sostituito la birra, che però ho trovato fresca solo all'arrivo. Colazione a fine corsa con 2 panini al salame e due bicchieroni di bionda spumeggiante: menù da sagra solo che erano le 5 del mattino.
In  corsa: W la pizza e W gli alpini che me l'hanno offerta … forse un po' lenta da digerire, ma ottima per sensazioni di sazietà. Brodo e thè caldi per sistemare lo stomachino e tantissima acqua visto il livello di umidità che ha contraddistinto la notte. Dettaglio integrazioni nel 3V book allegato.



METABOLICAMENTE
: come dimostrano i dati raccolti nel 3V mellito sport book credo di aver ben gestito il mio metabolismo imperfetto degli zuccheri. Qualche picco di breve durata conseguenza dell'assunzione di zuccheri semplici (coca cola) ma per lo più glicemie stabili tra 90-130. L'utilizzo del CGM è stato positivo con valori affidabili e buon funzionamento dello stesso nonostante acqua, sudore e sudiciume. Mi è anche caduto nelle prime fasi di gara … ma l'ho recuperato al volo.  IPO/IPER NO PROBLEM! L'estrema sensibilità all'insulina sviluppata con l'Attività Fisica mi consente di gestire in sinergia con la basale (opportunamente modificata = 8 u invece delle 13 u standard) dosi importnati di cho e integrazioni senza l'utilizzo di analogo ultrarapido e mantenendo comunque buon compenso, efficienza atletica e mentale. Metabolizzare 400 grammi di cho no a zero bolo non è male. Per la prima volta, mi sono somministrato la basale in corsa. Anche la tradizionale e talvolta sottovalutata TERAPIA MULTIINIETTIVA consente ottimi risultati se gestita con oculatezza in dosaggi, timing e tipologia. La strategia "alto e sicuro", ovvero di procurarsi una voluta iperglicemia per fare attività fisica può aver senso in gare di breve o media durata ma quando una corsa dura una giornata la strategia migliore è quella di stabilizzare la glicemia. In tal senso migliorerò ancora equilibrando il rapporto tra zuccheri semplici e complessi. Ma che essere in iperglicemia sia l'unico modo per fare attività fisica è un luogo comune della diabetologia dello sport che va sfatato: il mio personalissimo laboratorio metabolico senza pretese continuerà a sperimentare senza paure e lasciando tracce visibili, su sentieri, sul web e spero nella testolina pensante di chi vorrà leggere e ragionare queste mie righe.

TATTICAMENTE:
Controllato nei primi km, ho poi accelerato progressivamente una volta trovatomi nel gruppo dei primi 5. I concorrenti della 160 hanno ovviamente avuto un atteggiamento più prudente, mentre io, senza esagerare mi sono lanciato all'inseguimento dei primi due. In teoria avevo pianificato una strategia più conservativa e ho pagato forse la troppa foga. Ho comunque capito che posso aggredire e attaccare anche nelle gare lunghe (opportunamente preparate). Lo sbaglio di strada mi ha fatto perdere tra i 15 e i 20 minuti. Da metà gara in poi ho pensato solo a gestirmi e a non farmi male. Ho perso 30 minuti dai primi 2 dal 50 al 65° km. Avrei potuto andare un po' più forte, se mi fossi alimentato un po' meglio e fossi stato più paziente e meticoloso ai ristori. Poi Ho saggiamente pensato di gestire le energie visti i distacchi: impensabile recuperare 50 minuti ai primi, dunque ho portato a casa un onorevole e prestigioso terzo posto, consapevole che posso fare meglio ma tutto a suo tempo. 90 km e 5000 d+ sono tanti, ma devo imparare a farli diventare una passeggiata, arrivando fresco e pimpante almeno alle 20 ore di gara. Al momento sono lontano, ma sono a scuola di resilienza e se non ci si iscrive al corso, non ti ammettono all'esame! Sono in ballo e ballerò!

TRAILISTICAMENTE:
Percorso bello anche se la gara vera era la 160! Onore e massimo rispetto a tutti i finisher del percorso lungo!
Tracciato non particolarmente tecnico se escludiamo il tratto dal Monte Rodondone fino a Santa Maria del Giogo e qualche breve tratto in discesa. D+ impegnativo e superiore a quanto dichiarato. La salita più dura è sicuramente la Gardone V.T. - Monte Rodondone: ripida, umida, buia, poco balisata e che arriva dopo 50 km. Comunque nessun passaggio esposto o pericoloso. Puntuali e ben disposti i ristori. Inevitabile qualche tratto in asfalto di raccordo. Tutti presidiati da vigili e volontari gli incroci con strade aperte al traffico. Predominante il single trek in sottobosco. Altitutine massima 1300 mt … media montagna dunque. Scorci e panorami interessanti anche se non considero le viste su Val Trompia o Lumezzane memorabili. Decisamente suggestivo e incantevole  il lago d'Iseo in notturna al chiar di luna.
A mio avviso un trail così andrebbe corso a ottobre. Sia per la bellezza dei colori sia per le temperature. Inoltre io partire più tardi:  arrivare tra le 4 e le 5 del mattino non da la giusta visibilità ai più forti della 90 km (un top runner sarebbe arrivato intorno alle 2). Meglio sarebbe una partenza alle 20.00 … e dunque consacrare il sabato mattina all'arrivo della 90, al sabato sera l'arrivo dei primi della 160 e la domenica all'arrivo di tutti gli altri (si è visto che 40 ore bastano e avanzano per chiudere il lungo). Ovviamente questo è il mio personale parere.
E' vero che poco interessano al puro trail runner tifo e applausi … è un percorso introspettivo e di solitudine della cui gioia godere sa solo chi ci prova.
Gli uccellini cinguettanti, i leprottini in fuga, il silenzio nei sentieri, i pargoletti di cinghiale che sbucano fuori dai cespugli, i panorami in cresta, i traversi, il sottobosco, le chiesette, il buio, l'alba, la pioggia, la paura, il timore di farsi male, l'umidità, il fango, i prati bagnati, mille pensieri, i ripensamenti, le indecisioni, la stamina, i dolori ovunque, i rifugi, il macereto, il ciottolato, il single trek, la cementata, la jeeppabile, il timing delle integrazioni, le stradine, i lampioni accesi nei borghi pedemontani, i casolari dei cacciatori, i santuari e le cappelle, il fuoco acceso del camino nelle malghe, il brodo caldo, il rumore dei bastoncini, il parlottare, i rumori tra le fronde, le fettucce gialle catarifrangenti, la sete, la birra fresca, la luna, l'orizzonte, l'urlo nella notte, i segnali bianchi e azzurri del 3V … frammenti di 14 ore di sport esperenziale: è troppo tutto insieme, ma ci vorrebbero giornate a ricordare tutto e e ogni volta mi verrebbe in mente un pensiero, una riflessione, un'immagine. Basta così!

MENTALMENTE
: Ho anocra voglia di trail … a 2 giorni da una gara sfinente, ho ancora voglia e forza da spendere … la mia più grossa paura è di perdere le motivazioni nel percorso di avvicinamento alla gara clou … la consapevolezza delle difficoltà c'è, ma la voglia di provarci è tanta, il fisico sbotta ma tiene e dunque credo che un barlume di speranza ci sia e che posso pensare di farcela … vedremo … pazienza, umiltà e abnegazione uniti a lucidità mentale e saggezza sono gli ingredienti per cucinarmi l'Adamello Super Trail e non finire fritto in padella mio malgrado. E sempre tenere aperta la porta della RINUNCIA!
OUR HEAD IS THE ANSWER! Il trail è tutto testa e pazienza … la prima ce l'ho, la seconda un po' meno … vorrei tutto e subito, il trial insegna invece a centellinare le energie e a fregarsene dell'avversario. Fantastico l'arrivo alle 5 di mattina nel totale silenzio del campo sportivo deserto. Quasi il giudice di gara non mi ha sentito arrivare …

UMANAMENTE:
i volontari? fantastici … senza di loro gare come queste non si potrebbero nemmeno pensare. Non oso immaginare cosa voglia dire coordinare un simile numero di persone, associazioni etc. Il Trail Running Brescia ha fatto un lavorone. Poco pubblico ma non poteva essere diversamente. Un giorno magari il 3V diventerà un appuntamento partecipato sia in gara che fuori dalla gara. Pochi ma significativi gli incoraggiamenti ricevuti in corsa, in particolare quelli di due emeriti sconosciuti in auto vicino al Santuario della Stella alle 4 di mattina appena uscito dal bosco … della serie "e riparti di slancio".

ADAMELLISTICAMENTE:
tanti dubbi ma alla luce di 1) recupero muscolare 2) carichi di lavoro e trasferte precedenti la corsa, 3) ritmo di gara sbaglio di percorso incluso 4) sensazioni e freschezza mentale; penso di potermi giocare tutte le mie carte e di essermi scoperto buon trailrunner. Dovrò solo non pensare a niente e a nessuno. Al 3V un po' a fare la corsa su chi era davanti ci sono cascato, mentre all'AST dovrò essere una macchina da guerra introspettiva. Osservare tutto e allo stesso tempo fregarsene di tutto! Andare da solo e concentrato … il GTV di Morgex del 10 luglio sarà un ennesimo test per riuscire a trovare il giusto compromesso tra velocità e regolarità: mi imporrò una tattica più conservativa nel segno del finale in progressione … spero di mantenere fede a questi propositi.

MUMBLE MUMBLE
… certo che il rischio di alienazione dalla realtà e di isolamento totalizzante c'è per chi prepara questo tipo di competizioni. Tante ore da solo. Per questo durante la gara ho sempre cercato di interagire con il pubblico e i compagni di corsa e di lanciarmi in riflessioni e mumble mumble notturni per tenere sveglio l'animale sociale che è in me.  Ogni volta che incontravo qualcuno salutavo e scambiavo una battuta, e mi sono presentato e ho stretto la mano ai concorrenti con cui mi trovavo a correre assieme. Ho anche telefonato alla mia compagna in un paio di occasioni giusto per tranquillizzarla e per trarne energia.
Qual è il senso di tutto ciò? Cosa dobbiamo dimostrare? Io NON cerco il senso di quello che faccio, cerco casomai di risvegliare e educare i miei 7 sensi: 1) la vista … osservando panorami, gesti, sguardi, movimenti 2) l'olfatto … i profumi del bosco, del prato bagnato, delle grigliate dei volontari, della legna, l'odore della fatica, la puzza di carogna che emana il corridore dopo così tante ore di sudore e umidità 3) il gusto … il piacere di scegliere la bevanda o il cibo che più ci aggrada, il piacere di una fetta di pizza, di un bicchiere di birra, di bere acqua fresca da una fonte di montagna 4) il tatto … in salita usando le mani, appoggiandosi ai tronchi e ai massi, sporcandosi di fango e accarezzando i ciuffi d'erba … 5) la propriocezione … avvertire il terreno sotto i piedi, al buio, alla luce, volare sopra le pietre, le radici e i presunti ostacoli come una capretta di montagna 6) l'equilibrio … evitare le cadute, mantenere la corretta postura in una continua ricerca del miglior gesto … e allo stesso tempo mantenere lucida e aperta la mente, ragionando su ritmi, tattiche e rotte da seguire. Equilibrio nella corsa e nella testa. 7) l'udito .. ascoltare i rumori della natura e dei propri passi e ascoltarsi dentro, ovvero i segnali che il nostro corpo ci lancia e farne tesoro.
Risvegliare e allenare i sensi dunque, volando basso … il trailrunning racchiude in sè tutti i sensi … sembra complesso, in realtà è l'apologia della semplicità … i gesti semplici, proprio come la gente di queste valli … gente vera, di poche parole, timida e gentile.
E' il popolo dei montanari, dei volontari, quelli che stanno 24 ore ad aspettare il passaggio di una ciurma di disperati amanti dell'avventura … questo è il mondo del trail running, questo è il mio mondo!
Il gesto più semplice, siamo bipedi camminatori, è la sintesi della complessità!
Piaccia o non piaccia è così! Fame di avventura e di lucida follia …
Val Trompia, Val Camonica, Silicon Valley … valli, dinamiche, paesi diversi ma un unico motto: STAY HUNGRY STAY FOOLISH!



Preparazione dell'equipaggiamento in Piazza della Loggia!



Diabete Off-Road Test Race
ULTRA ROAD MAP .... RESILIENCY @ DIABETE OFF-ROAD
Un altra opportunità per sperimentare la "resilienza" nella pratica sportiva di endurance con il diabete di tipo 1



1. Cristian Agnoli alias Olm'Issimo >  IN GARA SULLA 90K!

Partenza h 15 da piazza della Loggia venerdì 17 giugno!
Arrivo previsto tra le 6 e le 8 di sabato 18 giugno!

Meteo
... variabilità e pioggia a sprazzi ... ma caldo!
http://www.ilmeteo.it/meteo/Brescia

INTRO 3V

Il sentiero 3V è un tracciato che si snoda a ferro di cavallo e abbraccia le tre valli Bresciane, Val Trompia - val Sabbia - val Camonica, collegandole strettamente al capoluogo.
Si tratta di un itinerario lunghissimo di media / bassa quota con partenza e arrivo a Brescia (ITALY.)
Si sviluppa lungo l’intero crinale spartiacque della valle Trompia con le valli limitrofi: valle Sabbia ad est, facendo il giro di boa al PASSO MANIVA e a nord valle Camonica e Sebino a ovest.
Il sentiero è stato progettato e realizzato nel 1981da 4 persone SILVANO CINELLI, TULLIO CREMONESI, RENATO FLOREANCIGH e in un secondo tempo da ETTORE QUARONI, con la collaborazione di 21 sodalizi Escursionistici e Alpinistici Bresciani.
L’itinerario verrà percorso in senso antiorario utilizzando alcune varianti basse.
Sono proposti due percorsi ULTRA Trail con lunghezza di 160 km e 90 km con partenza e arrivo da Brescia ed un percorso Marathon di km 42 con partenza da Gardone val Trompia in piena notte ed arrivo sempre a Brescia.  
I percorsi che si affronteranno non presentano passaggi alpinistici e si sviluppano prevalentemente su agevoli sentieri, mulattiere e alcuni tratti su pietraie. Sono sentieri di montagna e come tali vanno affrontati, sempre con prudenza ed attenzione soprattutto nei tratti in notturna.
Sono presenti brevi tratti in asfalto nelle zone di collegamento e attraversamento dei paesi.

Approccio e Proiezione Olm'Issimo
Mappa percorso

OBIETTIVO 1:
portare a casa 3 punti e dunque garantirmi la qualifica all'UTMB 2012-13
OBIETTIVO 2:
chiudere la gara senza farmi male, a passo regolare, impiegando tra le 15 e le 17 ore, ovvero fissare il ritmo per AST
OBIETTIVO 3:
testare e ottimizzare materiale, equipaggiamento, alimentazione, tecnica di corsa e camminata in ottica AST
OBIETTIVO 4:
testare e ottimizzare resilienza metabolica, mentale, atletica e nutrizionale in situazione di endurance prolungato
OBIETTIVO 5:
sorridere alla resilienza a 360° gradi
OBIETTIVO 6:
mantenere intatti entusiasmo, fiducia, allegria, lucidità, rapporti personali e affettivi
OBIETTIVO 7: raccontare il tutto su www.diabetenolimits.org




MATERIALE OBBLIGATORIO (PENALITA' PREVISTA) > OLM'ISSIMO EQUIPMENT

Zaino o marsupio che possa contenere tutto il mareriale sotto elencato (squalifica) > RAIDLIGHT OLMO 5
Coperta di sopravvivenza (squalifica) > TUTA DELTATK ANTIBATTERICA, ANTIACQUA E ANTI AGENTI CHIMICI CON DOPPIA ZIP, POLSINI E CAPPUCCIO
N.2 Lampade funzionanti con pile di ricambio (squalifica) > BLACK DIAMOND 75 LUMENS + PETZEL 50 LUMENS
Giacca impermeabile adatta a sopportare condizioni di brutto tempo in montagna (squalifica) > RAIDLIGHT ULTRALEGGERO
Pantaloni o fouseaux che coprano almeno fino al ginocchio (solo per Km90 e Km160) (squalifica) > FUSEAUX 3/4 RAIDLIGHT
Banda elastica adesiva adatta a fare una fasciatura o strapping (minimo 80cm X 5 cm) (squalifica) > VETRAP 8 CM X 1 MT BY 3M
Telefono cellulare (con numero di soccorso dell'organizzazione, id visibile e batteria carica) > SAMSUNG DA BATTAGLIA
Fischietto (30minuti) > INTEGRATO NELLO ZAINO
Riserva d'acqua minimo 1 litro (30minuti) > 2 BORRACCE DA 80 CC INTEGRATE NELLO ZAINO
Riserva alimentare (30minuti) > ALMENO 200 GR DI CHO liquidi e solidi
Fortemente raccomandato: Indumenti caldi di riserva > CALZINI, MAGLIA, MAGLIA TERMICA, GUANTI E CAPPELLO DI LANA
Il concorrente che desidera utilizzare i bastoncini deve tenerli con sè per tutta la durata della gara >  NIENTE BASTONCINI … ALMENO CREDO!

OLM'ISSIMO EXTRA EQUIPMENT
garmin con traccia gpx
cappellino estivo
ecotazza! ....
2 penne di insulina (analogo e basale)
2/3 aghi

Glucometro compatto 50 stick
CGM monitoraggio in continuo della glicemia
minirecorder per registrare sensazioni, integrazioni e azioni
... work in progress




Olm'Issimo ... the full equipment ... o quasi!


Descrizione Percorso 90 k X 5000D+ = TRAIL 3V


La partenza avrà luogo nel centro cittadino di Brescia in Piazza Della Loggia 149.
Percorriamo le vie del centro storico a “passo vetrina” fino ad arrivare sui bastioni e dopo circa 2 Km si risalirà la montagna cara ai bresciani, la Maddalena seguendo una ripida stradina acciottolata (già famosa e conosciuta da chi ha partecipato al Maddalena Urban Trail), dove è posta la targa dell’inizio sentiero 3V. In breve ci troviamo immersi nei sentieri, che ci porteranno in vetta della Maddalena (874m). Si percorre il facile e panoramico crinale del monte Salena e poi ci si abbassa nuvamente nel bosco fino a raggiungere la cascina di Pino nei pressi di una pozza, si svolta a destra arrivando ad un bel rustico in pietra detto ”licinsì” e poi al colle San Vito (566m) e alla vicina chiesetta. Si scende a sinistra nella selvaggia valle di Salena fino ad arrivare a Nave nei pressi della chiesa di San Rocco (240m) e si attraversa con la dovuta attenzione la Sp.BS.237 (pericolo)

NAVE: km 17.3 – ristoro 1 - cancello orario
Si riparte ora in salita prima su stradina e poi per sentiero ampio e dolce, passando per la bella chiesa di San Antonio (520m). Il sentiero si fa ora più severo e con ripida salita si arriva al Santuario Conche (1093m).
Lasciato il Santuario si continua su un comodo sentiero con un continuo saliscendi su di una cresta da percorrere ora a destra ora a sinistra con vedute panoramiche verso la valle del Garza ed il centro abitato di Lumezzane.
Si sale ripidamente all’eremo di San Giorgio (1125m), sito su uno sperone roccioso con vista che spazia.
Scendendo nel bosco, attenzione primo tratto molto ripido, si raggiunge una cresta erbosa da percorrere con cautela per la ripidezza e con ampi panorami, seguendola si arriva ad una stradina cementata che in breve ci conduce al passo del Cavallo (742m).

PASSO CAVALLO: km 28.1 – ristoro 2
Questo tratto di percorso è attraversato da innumerevoli sentieri, attenzione ai segni bianchi e azzurri che contraddistinguono il 3V che sono quelli da seguire.
Si attraversa con molta attenzione la strada provinciale n°79 e si risale la stradina asfaltata, per poi immettersi su sentiero, si costeggia a sinistra di una bella villa percorrendo il sentiero a mezza costa, su di una curva si risale a destra fino al colle tra Punta Camoghera e Monte Prealba, si svolta a sinistra arrivando ad un passo località la Brocca.
A questo bivio porre attenzione in quanto, la variante alta (pericolosa) segue a sinistra, noi ci abbassiamo a destra seguendo una facile stradina sterrata. Alla prima curva a sinistra, si oltrepassa un cancello e poi seguendo la segnaletica si prende un sentiero a sinistra che risale un bosco fino a riportarci di nuovo in cresta attraversando roccoli e cascine risistemate. Segue ora un tratto che per , per ampi sentieri e strade con ampi tratti asfaltati ci consente di arrivare sotto il monte Corna di Sonclino (1352m) e lo si risale per sentiero che devia a destra.
Subito sotto il Sonclino c’è, il bivio della 160km e 90 Km.

SONCLINO BIVIO: km 39.5 – ristoro 3 – cancello orario.
Scendiamo a sinistra ci abbassiamo di quota, passiamo alcuni casolari per arrivare alla Forcella di Vandeno ( 952m) percorriamo ora il sentiero in salita fin ad arrivare al Santuario S. Emiliano ( 1102m).

S. EMILIANO: km 42.6 – ristoro 4.
Si risale per qualche metro per poi iniziare una discesa di 8 km. dapprima su strada bianca, poco dopo la si abbandona per un bellissimo sentiero nel bosco e poi per tratto cementato fino a giungere all’ inizio di Gardone Val Trompia, ( 332m ), si attraversa il Fiume Mella su di un ponte in legno molto instabile (ATTENZIONE) e in breve arriviamo in paese .

GARDONE VAL TROMPIA: km 49 - ristoro 5 – cancello orario.
Attraversando il paese ci si porta sul versante opposto di quello sceso prima, si risale per una stradina dapprima acciottolata e poi sterrata e si continua in mezzo ai boschi. Costeggiando prati e casolari si arriva al Rif. Santa Maria Del Giogo (940m).

S.MARIA DEL GIOGO: km 56.3 - ristoro 6
Da Santa Maria Del Giogo seguendo i segni bianchi e azzurri si percorrono boschi e creste fino a poco prima della punta dell’Orto (1000m), ci si abbassa alla località Zoadello (648m) si attraversa con attenzione la strada provinciale e lungo sterrate e sentieri ci si dirige con qualche su e giù a San Giovanni di Polaveno (597m).

S.GIOVANNI: km 63.6 – ristoro 7 – cancello orario.
Si percorre ora un breve tratto di asfalto per poi arrivare ad una curva ed immettersi sul sentiero a sinistra che ci porta nella frazione di Vesalla (813m). Si risale verso la cresta percorrendola verso sud per alcuni km. Sarà un susseguirsi di saliscendi, punto più alto (1035m) alla Colmetta. Si transita per la località Quarone di Sopra, si prosegue per località Quarone di Sotto (769m) e con una ripida discesa e breve risalita arriviamo al passo della forcella (308m). Su strada risaliamo circa 90m fino a giungere al Santuario Della Stella.

SANTUARIO STELLA: km 78.6 – ristoro 8 – cancello orario.
Seguendo la strada sterrata per circa un chilometro arriviamo ad un bivio che ci consente di risalire con un ripido sentiero all’ultima cima del monte Peso (483m). Scendiamo ora lungo il sentiero non sempre agevole fino ad un tornante
della strada che risale da Collebeato, giriamo a destra e seguendo la strada arriviamo al passo Campiani (fontanella). Seguiamo in salita la strada asfaltata seguendo il crinale fino alla casina del Merlo. Ora la strada è sterrata la seguiamo su percorso pianeggiante fino ad un bivio con segnaletica. Seguendo i segnali , si scende su vecchia strada militare e poi su una stradina acciottolata fino alla località val Bresciani.
Attraversiamo via Torricella con molta attenzione e percorrendo dapprima una stradina si entra in un bel boschetto perturbano giungendo al Villaggio Badia dove ci aspetta il TRAGUARDO. Hai percorso la bellezza della variante bassa del sentiero 3V e 90 Km.