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Dnl - Diabete no limits

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Diabete Off-Road @ 2012 - Trans D'Havet



Sito organizzatori: http://www.transdhavet.it/ > segui la gara in realtime!

Team DNL @ Trans D'Havet
Ultra > La 50 miglia delle Piccole Dolomiti


80 km • 5500 d+ • Piovene Rocchette / Valdagno • 28 luglio 2012 • Start h 24,00

"Issimo" al via della Trans d'Havet ...

Piovene Rocchette, h 24.00: pimpant'Issimo ... per ora :-)


BREAKING NEWS > Niente da fare ... nonostante una partenza brillante e le buone sensazioni nella prima parte di gara, il riacutizzarzi del problema alla valvola del cardias mi ha indotto al ritiro al 42° km. Resta a imperitura memoria il passaggio al 28° km in 4h43 (33A posizione). Nei prossimi giorni il report completo ... l'opzione rinuncia è stata selezionata!

TDH REPORT >
"I FINISHER FESTEGGIANO, I RITIRATI SPIEGANO ..."
testo di Cristian Agnoli



Getting started: briefing, bg check, faccia da trail!

Brucia sempre non essere "finisher" ma per come concepisco io il trail, finire non mi basta più. E qui vi spiego il perchè.
Ovviamente tutta la mia ammirazione (e un po' di positiva invidia) a tutti i finisher!
Il valore (?) della rinuncia: non è in teoria facile commentare una gara conclusa con un ritiro, ma in pratica provo a farlo, anche perché la delusione c'è, ma vivo il trail come un gioco con le sue regole, e tra queste regole c'è anche l'opzione "rinuncia".
E' questa consapevolezza che mi consente di non fare un dramma delle mie tante ordinarie sconfitte, a non sentirmi un vinto, a non "gonfiare il petto" quando invece le cose vanno bene. E' bello pavoneggiarsi un po', per carità, ma anche qui è più un moto interiore che esteriore.
Per quanto riguarda lo slancio del corpo, talvolta questo non va di pari passo con i moti dell'anima, figuriamoci con i moti dell'esofago!
La montagna commuove e ti viene il groppo alla gola; ma il groppo alla gola che avevo ieri mentre salivo le 52 gallerie del Pasubio era solo per una microscopica percentuale causato dall'invadere improvviso della magia dei panorami, quanto invece alla ricomparsa del mio problema "gastrico" che pensavo dopo gli ultimi lunghi e il "rigore alimentare" di avere debellato.
Sui sentieri della grande guerra, dunque, ho dovuto prima meditare e alla fine accettare una resa incondizionata di fronte al mio imperfetto apparato gastro-esofageo!
Ciò detto, non solo al diabete, ma nemmeno alla mia valvola del cardias voglio fare la guerra: ci debbo fare la pace, prevenire i problemi, arrivandoci magari per gradi.
Per ora bandiera bianca e prigioniero della gastrite. Firmato l'armistizio, pagati i danni di guerra e fatta la conta delle vittime, spero di aprire una nuova fase, un "new deal" della mia gestione del trail a 360 gradi.
Metafore della grande guerra a parte, la mia TDH si è chiusa al 42 km a Pian delle Fugazze (ma diciamo in realtà al 30° era già iniziato il lento, inesorabile declino) da dove sono rientrato all'arrivo grazie al passaggio di Andrea Dal Pero che lì si trovava per tifare per me e si è dovuto trasformare in "tassista".
Mi spiace ovviamente per tutti i "groupies" presenti ... oltre a Mitch e Fagiolino, Bru, Valeria, Elisa, Emma, Anna e Mauro (grazie per le fotografie) ... il presidentissimo perde colpi ...
GASTRO-ESOFAGICAMENTE: Il malessere gastro-esofageo che mi ha colpito a partire dalla quinta ora, e su cui debbo indagare per meglio capirne le cause, mi ha impedito di performare e di trovare il lato divertente della fatica, che è poi il motivo per cui forse mi sono avvicinato al trail. Era sofferenza senza senso. Un conto sono le gambe che fanno male, il fiatone, la stanchezza, la fatica fisica, un conto i problemi fisici che ti fanno correre nel dolore e senza provare il gusto del gesto.
Al Rifugio Papa mi sono pure preso un biochetasi e quando sono arrivato al Pian delle Fugazze per formalizzare il ritiro stavo quasi bene. Ma ho preferito fermarmi. Non aveva senso correre il rischio di patire come al trail 3V dello scorso giugno. E, a freddo, sono convinto di aver fatto la "cosa giusta". Non debbo dimostrare niente a nessuno. Le gare di trail oramai nascono come funghi. Ci saranno altre occasioni, questa era propizia e allettante, perché il parco partenti era di alto livello e per me sarebbe stato un buon test-parametro per capire il mio reale valore.
Questo problemino è la seconda volta che si presenta e mi perseguita sempre nelle giornate calde e umide e a partire dalla 5a ora di gara. Debbo studiarci su e capire se sbaglio qualcosa nelle integrazioni, se somatizzo o se non ho gestito bene il ritmo gara. Diversamente dalla gara bresciana del mese scorso, questa volta non ho spiegazioni in quanto non ho gozzovigliato nei giorni precedenti, nel pregara mi sono alimentato in maniera perfetta, non ho preso anti-infiammatori, le insuline funzionavano e quindi come concausa non posso che pensare al caldo e al caldo umido in particolare. Debbo forse anche riflettere sul ruolo della bibita gassata da me tanto "osannata" come sturatutto, bibita anti-ipo e integratore.
Tuttavia la settimana precedente avevo fatto 16 ore sull'Adamello senza problemi di nessun sorta, utilizzando come integratori bene o male gli stessi qui riproposti, coca cola inclusa!

 
Pre-race stretching ... ileopsoas! • Trail Equipment

Altro motivo potrebbe essere che ho "tirato" troppo. Ma ho rispettato l'andatura come da roadbook e la prima salita (Monte Summano) l'ho fatta con l'occhio fisso al cardiofrequenzimentro, come ripromessomi, per stare sempre sotto i 160 bpm. In discesa lasciavo poi andare i più "veloci". Ho fatto, lo ammetto, circa 300 mt di dislivello sulla seconda salita (Forte Rione) un po' troppo forte per tenere un terzetto buono, ma poi mi sono subito messo al mio passo e sono salito con regolarità e senza apparente affanno, recuperando altri concorrenti, con cui avrei voluto restare per il resto della gara, avendo individuato un paio con il mio "passo" (ipotetico).
La breve e impegnativa erta nel sottobosco di Passo Xomo ha tagliato le gambe un po' a tutti e dunque ci siamo un po' persi ritrovandoci poi al ristoro idrico del 1° cancello orario. Ma è stato all'imbocco della salita delle 52 gallerie che ho avvertito i primi segnali di malessere e difficoltà di deglutizione e ho capito che mi stava capitando qualcosa di brutto e irreversibile. A dire il vero al ristoro avevo già un lieve sentore e l'ho sottovaluto. Avrei, con il senno di poi, lì dovuto fermarmi, bermi il mio thè caldo, sedermi un attimo, prendere una bustina di biochetasi e mangiare qualcosa di solido (cracker o panino). Ma forse ho sottovalutato le sensazioni confondendole con un po' di stanchezza o forse ho mancato di "umiltà".
Tra una galleria e l'altra, ho provato pure a mangiucchiare un po' di pane, ma impiegando più di mezzora a masticare mezzo panino (11 cho). Ero continuamente recuperato da parecchi concorrenti che camminavano spediti. Che rabbia! Sgrunt!  Le gambe volevano andare, almeno quelle, ma appena correvo un po' avvertivo affanno e difficoltà di deglutizione (una sorta di nodo alla gola).
TRAILISTICAMENTE: organizzazione impeccabile, questi vicentini sanno il fatto loro. Balisaggio intenso e assolutamente perfetto: impossibile sbagliare strada.
Percorso tosto, tecnico al punto giusto, ma senza punti pericolosi. Salite corribili dai più forti con panorami e scorci fantastici con la luce, ma comunque affascinante la notte. Cielo stellato, ma nubi di umidità in alcuni tratti rendevano difficoltosa la visibilità e soprattutto ci hanno inzuppato come piovesse. Ristori migliorabili. Grandi i volontari. Condizioni climatiche difficili, con caldo umido, soprattutto notturno. Credo ritornerò.
METABOLICAMENTE: (vedi specchietto) come sempre è il diabete l'ultimo dei miei problemi. Glicemia in partenza 146, 37 gr di cho, e poi nelle 7h30 di gara: 40 cho da coca cola, 11 cho da pane e prosciutto (mezzo panino), 37 gr da barretta a lento assorbimento, 15 cho da thè caldo dolce, 10 gr da miele. Glicemie nel durante tra 80 e 100. Lungo la salita delle 52 galleria, il sensore ha fatto un po' le bizze, quasi risentisse pure lui del mio problema gastrico. Glicemie basse, ma non avevo sensazioni da ipo.
Ho dunque verificato la glicemia con il glucometro ed era 129 mg/dl.
Per fortuna che ho mantenuto lucidità (non è facile quando più problemi si presentano contemporaneamente e bisogna prendere decisioni!) e la testa ha vinto sulla curva del CGM: ho ricalibrato il sensore e via senza integrare più. Al momento del ritiro avevo ancora 130.
Nel dopo gara un po' per la stanchezza, un po' per distrazione, ho cazzeggiato alquanto e non ho fatto il bolo per il piatto di pasta mangiato al ristoro. Un bel 260 mg/dl a due ore dunque, seguito da una ipo da iper correzione e profondissimo sonno in auto. Dopo pasto situazione stabilizzata e così nelle ore successive. Mi sono rimesso in riga.
PROSSIMAMENTE: ora stop, ma prima di fine anno dovrò conquistare il punticino mancante per l'UTMB 2013. Ora non mi resta che leccarmi le ferite.
Sono un po' in crisi e sto cercando di analizzarmi per capire se mi sto gestendo male o se sono cose che capitano. Per tornare a correre un trail "efficientemente" ho bisogno di un bel "reset" e ripartire.
Spesso mi interrogo anche sul senso di questa raccolta punti per il Monte Bianco (a volte mi pare di fare la raccolta punti del Mulino Bianco ...) cui il trailrunner è oramai costretto a lavorare 12 mesi (o più) se vuole realizzare il sogno della partecipazione alla più prestigiosa (ma, sia ben chiaro, non la più impegnativa) gara di ultratrail mondiale. Ma queste sono le regole dell'UTMB e dobbiamo accettarle. Altrimenti si cambia gioco!
FANCIULLESCAMENTE: Il demone della deambulazione e l'ebbrezza della corsa in natura ci devono lasciare quel briciolo di lucidità e onestà con noi stessi da permetterci di controllare il fluire di quella vena impetuosa che ci vorrebbe sempre in cima alla vetta, sempre finisher ad un ultra trail, sempre per sentieri, sempre resilienti e con imperituro slancio.
A volte mi sembra di correre come fossi alla ricerca di qualcosa che non ho, quasi con l'affanno di recuperare il tempo perduto, ma poi, mi guardo intorno, e vedo che ho tutto e che, citando il titolo di un libro di Giovanni Toppan "ho trovato la felicità".
La mia passione per l'ultratrail è solo la ciliegina sulla torta, qualcosa in più, che non è nemmeno per tutti, non qualcosa che mi serve a conquistare la fetta di una metaforica torta della felicità. Le mie fette di soddisfazione me le godo tutti i santi giorni, vivadio!
"Come m'inselvo, quasi uomo del bosco, io conduco i miei giorni. In cittadine vesti più non mi conosco. Non covo rimpianti, nè rammarichi. Un nababbo mi sento."
Ecco perché mi chiedo, e non sempre trovo risposta, sul rischio di "overtrailizzazione" delle nostre vite, l'andare a fare gare ovunque, ad allenarci quando meglio faremmo a riposare o ad aprirci la mente su altri aspetti del nostro caleidoscopico piccolo mondo, personale o condiviso.
Ho fatto la mano al "mestiere" di trailrunner (anche se la mia esperienza è limitata), e dunque so di farlo perché in primis sono un innamorato dei prati, dei sentieri, dei boschi, dei fiori, dei rigoli di acqua, e, forse ardito, mi definisco un estatico adoratore della "natura" dalle cui braccia mi lascio con piacere cullare, anche in gara, anche bastonato dalla gastrite.
Ovvio che il gusto della prestazione mi affascina, ma se fosse solo quello il motivo allora lo considererei un "fallimento" personale enorme.
Forse il segreto sta nel guardarsi dentro con la maturità dell'età adulta, e guardare fuori con l'animo di un fanciullino!
Ma si badi bene … il trailrunner vero comunque non "fanciulleggia", ma dovrebbe rimanere, nell'anima, un puro, un intatto fanciullo.
Il gioco, "'a ridagli", è una cosa seria perché con le sue regole, educa e diverte allo stesso tempo.
E i bambini che più mi piacciono sono quelli che giocano e rispettano le regole del gioco.
Mai spezzare l'asse "educazione-divertimento-lealtà".
Essere fanciulli significa giocare nel pieno rispetto delle regole!
Fanciullo per sempre! Trailfanciullo … quello che ha corso il trail dei "buteleti" ("bambini" in dialetto veneto).
La TDH quest'anno mi ha respinto … ma il fanciullo ci riproverà l'anno prossimo! Trail as you are!



La fasciatura dei piedi!

***

PRE-RACE REPORT > Eccomi al via, verosimilmente, della mia ultima gara di ultratrail nel 2012 ... dopo lo stop race @ SIT ho deciso comunque di partecipare a questo ultra di 80km e 5500 d+ (dunque di tutto rispetto). Ecco qui di seguito alcune considerazioni numerate progressivamente ma forse un po' sconclusionate.


- PREMESSA > chi ha piacere di tifare e sostenermi lungo il percorso è il benvenuto. Una sparuta ma agguerrita truppa di supporters DNL è annunciata in zona partenza (Piovene Rocchette h 23.30 circa ...) e in zona arrivo (qui le proiezioni sono più difficoltose). Allo stato attuale è verosimile intercettarmi sabato mattina abbondantemente dopo le 10.30/11 nei pressi di Colle del Selletto (1550 mt) raggiungibile con la funivia da Recoaro Mille. Da qui mancano circa 15 km all'arrivo. Almeno 1h45 di gara. L'arrivo a Valdagno nella migliore delle ipotesi alle 13,30 più verosimilmente dopo le 14.00. Sul sito wedosport è possibile seguire in realtime la gara e vedere i passaggi della notte e dunque elaborare possibili proiezioni. Annunci di supporto ... Mitch, Andrea Dalpe, Elena, Bru & Valeria, Elisa & family, Ilenia ...

1. Logisticamente: vicinanza da casa e orari di svolgimento perfetti per i miei impegni professionali e personali ... la partenza a mezzanotte, mi dovrebbe consentire di arrivare a casa nel pomeriggio di sabato uscendo venerdì sera subito dopo cena. Debbo rientrare a casa per le 18: ho due arrivi nell'affittacamere!
2. UTMB .... conquistare altri 3 punti e dunque mettere una pietra sopra alla questione "qualificazione UTMB 2013" visto che ho la prelazione per l'anno prossimo e già 6 punti in saccoccia! E' vero che mi basterebbe 1 punto per portare a casa il minimo qualificante, ma con questi organizzatori che cambiano le regole ogni due minuti meglio tenersi un po' di margine e poi se mi va male questa, allora mi scelgo una gara da un punto a ottobre / novembre e me la faccio "passeggiando"
3. Gestionalmente: ritestare la mia capacità di "gestione" alimentare e fisica senza incappare in errori come al 3V (gastrite e cadute) e salvando le mie malandate ginocchia. Unico vero controsenso infatti ad oggi è la mia situazione muscolo-tendinea ... ma voglio correre il rischio, perchè, veramente, voglio finirla qui con le gare quest'anno. Poi mi concentrerò sulla paternità, sulla famiglia e, nei ritaglia di tempo, al pieno recupero fisico e muscolare così da ripresentarmi a dicembre/gennaio pimpante ed efficiente!
4. Metabolicamente e lipicamente tutto abbastanza bene. La glicata a 6.8 è in linea con le mie previsioni: ammetto di aver fatto molte conte dei carboidrati approssimative ... se riesco a gestirmi così quando faccio il "cazzaro" mi ritengo soddisfatto. In ogni caso mi sono riproposto qualche "fioretto" per ritornare in zona 6.5! Tanto la prossima glicata è prevista per febbraio 2013 ... sigh ... questi sono i tempi della diabetologia veronese ... Ovviamente ci sarà un accesso intermedio!
Peso forma ... 66 kg non li toccavo da una vita! Asciutto come un chiodo!
Per quanto concerne la gara, anticiperò la cena alle 7 con pasta in bianco e un frutto. Basale alle 9 di sera, senza riduzioni, e deciderò in gara se somministrarmi insulina basale a ora di pranzo. Insuline nello zaino, sensore CGM montato e testa accesa sempre. Così facendo, Diabetenolimits! Altrimenti si va OFF-LIMITS ... e questa è un'altra storia ... che mi piace meno!

CRISTIAN ID ...
Età > 40 • Città > Garda (VR) • TYPE 1 dal: 2005
Peso > 66 kg • Altezza 176 cm
Last A1C > 6.8 (24 luglio) • HDL > 62 (tot. 170)
Terapia > MI (DETEMIR + GLULISINA)
Dosaggi > DETEMIR 5U @ H12 - 8U @ H21 • GLULISINA I:CHO 1:18 (4/7/6 mediamente e rispettivamente a colaz./pranzo/cena)

5. Strategicamente ... Le previsioni meteo sono buone, con caldo in arrivo. Alla partenza a mezzanotte sono previsti 20 gradi e nella mattinata di sabato arriveremo con quasi 30 gradi. Sarà dunque molto importante gestire le energie e non partire troppo forte. Sicuramente la salita al Fraccarolli è la più impegnativa  e arriverà dopo aver già fatto più di 3000 mt di dislivello. Dunque chi si sarà spremuto troppo nei primi 40 km la pagherò cara. Mi sono riproposto di partire molto tranquillo, facendomi violenza. E' difficile, anche perchè a volte ti viene facile corricchiare e saltellare sulle prime salite corribili. Invece debbo mantenermi tranquillo. Cardiofrequenzimetro acceso per le prime 4 ore di gara per non affidarmi solo alle sensazioni ma anche alla dura realtà delle soglie. Utilizzerò la prima ora di gara invece, come riscaldamente e per verificare che tutto sia a posto dal punto di vista dell'equipaggiamento, della postura e dell'appoggio e dell'approccio mentale che è fondamentale. Non voglio faticare almeno a gestire il "tempo di gara" ... debbo provare piacere e curiosità nel passaggio del tempo.
Pantaloncini corti tutti la vita. Nello zaino il minimo richiesto dal regolamento. Niente tuta in tyvek questa volta... quote e meteo non fanno presagire necessità di "copertura di emergenza" in caso di ritiro o stop forzato. Proverò a sfruttare di più i ristori e con me solo due/tre integratori "palatabili" e le immancabili 2 microlattine di coca cola. Per il resto spero i vicentini ci delizino con prelibatezze e integrazioni abbondanti ai punti di assistenza. L'idratazione sarà fondamentale!



Il mio "personalissimo" cartellino per la TDH ... arrivo (mi auguro) per le 13h30 (+/- 1h)
Cliccando sul roadbook si apre la traccia Garmin Connect

6. Tabella di marcia ... il percorso non dovrebbe essere "tecnicissimo", anche se 5500 d+ sono davvero tanti spalmati solo su 80 km. I più forti correranno sempre, forse solo l'erta al Fraccarolli obbligherà tutti al passo spinta. Conosco solo brevi tratti del percorso e sono molto curioso di percorrerlo. Mi dicono che la discesa finale è tecnica, tutto in sottobosco, molto ripida, con radici traditrici che spuntano ovunque. Dunque, a maggior ragione, si dovrà essere lucidi. Ritengo che 14 ore sia una proeizione in linea con il mio potenziale, anche se è da valutare quanto sia corribile e l'impatto del caldo. Il bello del trail è anche questo ... gestire le incognite con l'arte dell'improvvisazione ... ci vuole "consapevolezza vera" ... il perfetto connubio tra forza e intelligenza si risolve nel trail! Speriamo di predicare e razzolare bene. Non voglio scrivere un report post race pieno zeppo di recriminazioni ...
7. Equipaggisticamente ... utilizzerò le Cascadia 7 nuove, le vecchie sono maciullate dopo l'Adamello. Per il resto zaino Olmo 5 alleggerito di alcuni suppellettili, doppia borraccia, una però mezza vuota in partenza. Doppia lampada per illuminare la via con chiarezza e traccia gps sul Garmin 910. Bastoncini con me, per aiutarmi dove il deficit di potenza muscolare mi impedirà di spingere e per avere un appoggio in caso di problemi in discesa.



***

Descrizione Gara > dal sito degli organizzatori

Programma >
Venerdì 27 luglio 2012
Valdagno, campi sportivi
ore 15.00 / 22.30 consegna pettorali e pacchi gara
ore 21.00 / 23.00 consegna borse al deposito
ore 22.00 briefing
ore 22.30 / 23.10 imbarco sui bus per il trasferimento alla partenza, Piovene Rocchette, Piazzale Vittoria
ore 23.30 inizio operazioni di punzonatura
ore 23.45 ultime informazioni pre gara
ore 24.00 start Ultra Trail
ore 10.00 sabato 28 luglio > arrivo primi concorrenti

Materiale obbligatorio:
- zaino o marsupio di dimensioni atte a contenere il materiale obbligatorio,
- borraccia o altro contenitore con minimo 1 litro d’acqua,
- lampada frontale funzionante, con pile di ricambio,
- telo termico di sopravvivenza,
- fischietto,
- giacca a vento atta a sopportare condizioni di cattivo tempo in montagna del peso minimo di 150 grammi,
- pantalone lungo almeno fino a sotto il ginocchio,
- maglia a maniche lunghe,
- cappello o bandana,
- bicchiere personale (la borraccia se a tappo largo è valida come bicchiere).

Materiale fortemente raccomandato:
- scarpe da trail running,
- telefono cellulare (inserire il numero di soccorso dell’organizzazione, non mascherare il numero e non dimenticare di partire con la batteria carica),
- carta del percorso pubblicata sul sito della corsa,
- indumenti caldi indispensabili in caso di tempo previsto freddo,
- banda elastica adesiva adatta a fare una fasciatura o strapping.
Il concorrente che desidera utilizzare i bastoncini deve tenerli con sé per tutta la durata della corsa.


L’idea di una ultramaratona in natura che percorra l’arco delle prealpi vicentine occidentali, attraversando il gruppo delle Piccole Dolomiti, potrebbe venire naturale a chiunque osservi la corona di monti all’orizzonte dal naturale balcone del piazzale della Vittoria, a monte Berico, sopra Vicenza. E’ da questo sogno che è nato il primo tentativo, percorso in solitaria da Enrico Pollini nell’estate del 2009, in preparazione all’Ultra Trail du Mont-Blanc, e ripetuto nel 2010 con Roberta Peron e Francesco Battaglin. Il desiderio di condividere e di far conoscere un tracciato spettacolare e tecnico al sempre più numeroso pubblico dei trail runners ha fatto mettere in cantiere la creazione di una nuova gara.

Il motore dell’organizzazione è un gruppo di trail runners di esperienza, che nello stesso spirito ha già organizzato con successo la prima edizione di Ultrabericus, ultra trail di 65 km e 2500 m D+ sui colli Berici, nel marzo 2011.
Per questo nuovo evento l’organizzazione sarà appoggiata dal Gruppo Sportivo Alpini di Vicenza, che potrà mettere in campo tutte le risorse logistiche in dotazione all’Associazione Nazionale Alpini, sezione di Vicenza (protezione civile, radioamatori, soccorso, logistica, eccetera). Saranno inoltre coinvolti i Comuni attraversati dal tracciato, le unità del Soccorso Alpino, la Croce Rossa e le associazioni podistiche locali.
Il tracciato percorre le prealpi vicentine occidentali, partendo da Piovene Rocchette, passando per il monte Summano, il gruppo del Novegno, il monte Alba, la Strada delle 52 Gallerie del Pasubio, il gruppo del Sengio Alto, il gruppo del Carega, la catena delle Tre Croci, la cima di Marana, per concludersi con la discesa su Valdagno, con una lunghezza complessiva di 80 km ed un dislivello positivo di 5500 m. E’ prevista anche in contemporanea una prova minore, che partirà da metà percorso (pian delle Fugazze), per complessivi 40 km e dislivello positivo di 2500 m.
Il programma prevede la partenza il venerdì sera a mezzanotte da Piovene Rocchette e l’arrivo a Valdagno nella mattinata di sabato per i top runners, nel pomeriggio per il centro del gruppo ed in serata per gli ultimi, con tempo massimo previsto di ventitre ore. La gara corta partirà alle 8.00 di sabato mattina da metà percorso (pian delle Fugazze), con arrivo intorno a mezzogiorno per i top runners ed a seguire gli altri. Sono in programma eventi collaterali per stimolare la presenza di pubblico alla partenza e lungo i punti cospicui del tracciato, mentre l’arrivo avverrà in un centro storico frequentato per l’aperitivo del sabato.
Il 30 luglio 2011, con l’EdizioneZero ad inviti, una ventina di atleti hanno testato il percorso per voi.
Il 28 luglio 2012 il via all’EdizioneUno, gara ufficiale aperta al pubblico e prova del Campionato Italiano Ultra Trail IUTA 2012 per la media distanza.