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Diabete Off-Road @ 2013 - Lignano Trail


DNL @ LIGNANO TRAIL


Al Grippo [t1 • AR] ... c'è!

Al Grip (vice-pres DNL) torna alle competizioni trail. Domenica 5 maggioal via del Lignano Trail,
del cui percorso è profondo conoscitore, oltre che aiuto-tracciatore. 26 km e 1100 d+ tutti d'un fiato!
Qui sotto il report di gara e scorrendo una piccola anteprima.


Lignano Report ... testo di Al Grippo

La  prima maledizione del mattino è stata per il suono della sveglia  puntata alle 7.30, successiva rapida vestizione e immancabile seconda maledizione: fuori il nubifragio, il cielo squarciato da fulmini e saette e acqua a catinelle dal cielo.
Mentre mi domando che cavolo ci vado a fare in cima a un monte per correre 3hr sotto l’acqua taglio via e  incarto una bella fettona da 105gr (circa 60gr di CHO) di torta allo yogurth autoprodotta (250gr di yogurth intero, 200gr di farina, 50gr di fecola, un pizzico di sale, 80gr di olio extravergine, 3 uova, 1 bustina  di lievito, la scorza di ¼ di limone, mescolare gli ingredienti e integliare il composto, cuocere in forno ben caldo a 180°C per 50’).
Nonostante le maledizioni completo la vestizione del trail runner ed esco di casa.
Durante il tragitto l’immancabile terza maledizione del mattino, uno degli organizzatori scendendo da Lignano nella sua incapacità di guida sul bagnato mi vede salire e spaventato pianta un’inchiodata nel bel mezzo di una curva (come dice un mio compagno biker e endurista “mai toccare i freni quando non hai il controllo del mezzo, nelle curve con scarsa aderenza e nelle sassaie o nel brutto lascia correre il mezzo, lo rallenterai quando ne riaquisti il controllo”) ma con quell’acqua e l’asfalto viscido le ruote immancabilmente si bloccano e fa un bel dritto colpendomi in pieno.
Non ho voglia di incazzarmi, do un occhio ai danni, fortunatamente limitati e  mi faccio lasciare il numero di cellulare per ricontattarlo con calma e  mettersi d’accordo. Rimonto in macchina e in pochi minuti raggiungo il parco di Rigutinelli, sede della partenza, iscrizione anticrisi senza
pacco gara a 5€ e ritiro il pettorale. Durante il briefing pregara mi mangio la fettona di torta.
Stavolta la Podistica Arezzo ha fatto le cose  per bene e durante il briefing ritorna l’ultimo staffettista dal giro di controllo del percorso pregara. Nel frattempo ha smesso di piovere.
Mentre vado verso la partenza controllo la glicemia che è quella desiderata e rimango nel gruppo di 100 partenti in attesa dello start che sarà dato con 10’ di ritardo rispetto allle 9.00 previste.
Parto in completo controllo, i 5km iniziali sono duri, 3km di single track nel bosco in saliscendi continuo fino a che si esce in una larga pista forestale in leggere salita che ci porterà al 5° km dove rampe sassose e  ignoranti da 200mt si alternano a pezzi che ti lasciano appena respirare, qui  in pochi riescono a correre, ed io oggi non sono certo tra quelli, mi accontento di rilanciare con una corsetta nei tratti più dolci.
La tattica di gara sarà decisa su riscontro della frequenza cardiaca dato che in questo ultimo periodo corro pochissimo non ho parametri di riferimento sulle velocità di percorrenza o sulla VAM, so però che in MTB riesco a farmi 2 o 3 ore di allenamento con frequenze tra i 160 ed i 170bpm, ed è a questi giri che cercherò di tenere il mio motore oggi. Raggiunta la vetta del monte Camurcina, che con i suoi 850mtslm è la cima coppi di questo trail, si prosegue in un largo sentiero che in genere rinfranca vuoi per la discesa e vuoi anche perchè lo sguardo spazia su un vasto orizzonte che dal lago Trasimeno va alla vetta del monte Amiata e nelle giornate veramente limpide lascia vedere anche le alte vette dell’Abetone.
Ma oggi devo accontentarmi di rinfrancare solo i muscoli induriti dalla salita, lo spirito non potrà rilassarsi in ampie vedute, un cielo scuro e minaccioso ci sovrasta ed una nebbia limita la visibilità a pochi kilometri. Alterno lunghi tratti corsi da solo ad altri in cui condivido la fatica, a volte sorpasso io, specie nei tratti più tecnici in discesa, altre volte i sorpassati in discesa si riportano sotto nelle salite più irte dove io non so esprimere tutto il mio potenziale per carenza di allenamento. Fino alla metà gara perderemo quota per portarci fino a 500mtslm nei pressi del convento di Sargiano attraverso un continuo susseguirsi di discese e corte salite.
Il sentiero si addentra nella boscaglia dove solo un conoscitore esperto saprebbe indicarvi le varie essenze presenti, rammenterò solo del lungo tratto tra il 6° e l’ 8° km dove si corre tra fitti ed alti abeti su un tappeto di humus e terriccio soffice, una vera delizia per il mio spirito asfissiato dall’asfalto e dal cemento. Le forti piogge della stagione appena passata hanno impreganato profondamente il terreno e spesso salto sopra ruscelletti vergini che convogliano le acque a valle.
E’ passata circa un’ora dalla partenza, il giusto tempo per mangiucchiare qualcosa, una barretta Enervit (15 CHO) dal buon sapore ma dalla consistenza spugnosa innaffiata da due sorsate d’acqua è quello che ci vuole.
Il sentiero abbandona ora gli abeti e devia in destra in mezzo a bassi castagni, è un tratto in discesa piuttosto infido, il fondo è una sassaia smossa coperta da un folto strato di foglie che nascondono i sassi impedendoti di vedere dove metti i piedi. Dopo circa un kilometro si sbuca nella strada asfaltata che riporta verso il valico delle Cinque vie, si segue il bitume per poche centinaia di metri e poi si devia in destra tornando nel bosco. Siamo a circa 9,5 km di gara. Qui le pendenze sono spesso nulle e questo rende il terreno particolarmente ricco di pozze e fango poichè l’acqua stagna e non scorre verso valle, solo un occhio ben allenato sa trovare la traccia più compatta e asciutta.

Ci troviamo sul versante del monte Lignano che da verso Arezzo, e per un lungo tratto corriamo con lo sguardo che da sulla città, il diradamento e la pulzia del bosco fatta dai taglialegna questo inverno lasciano buona visibilità tra gli alberi rimasti. Attorno al 12° km si esce dal bosco e si continua fino al 13° km sulla strada asfaltata che scende verso la località del Bagnoro. Si rientra presto nel bosco nei pressi di San Cosimo, qua la traccia si stringe e torna single track, una contorta striscia di terra sale e scende per 1,5 km e ci porterà all’attacco della seconda cima della giornata, il cocuzzolo del Monte Lignano. La prima parte di avvicinamento alla salita potrebbe illudere l’ignaro trailer che il monte sarà semplice da conquistare, la traccia sembra un passaggio di cinghiale tra una muraglia di rovi ed erbe alte, e corre per 700mt praticamente in piano, poi improvvisamente un gomito a sinistra ci butta a ridosso di una parete costituita da franate di roccia e acqua che corre in rivoli. Da qui saranno un susseguirsi di 7 rampe di lunghezza variabile dai 250 ai 350mt intervallate da tratti un pò più dolci che in 3km ci porteranno agli 815mtslm della vetta del monte Lignano. Tra la 6° e la 7° rampa mi fermo appena un minuto, sono quasi due ore di gara,
tiro fuori la secoda barretta da 15CHO e con lo sguardo su Arezzo mi godo l’acqua che in tenui goccioline ha ripreso a cadere da pochi minuti.
Il monte Lignano svetta su tutta la provincia di Arezzo, nonostante la sua quota sia relativamente bassa è piazzato in una posizione privilegiata con niente intorno e la sua cima è glabra e priva di ostacoli e la vista può così spaziare a tutto tondo: lago Trasimeno, monte Amiata, Pratomagno, montagna Pistoiese, alpe di Catenaia, Foreste Casentinesi, alpe di Poti, Sibillini.
Non oggi però, c’è bruma. C’è un piccolo ristoro con acqua e coca cola, prendo appena un sorso di coca (5 CHO), grazie alla quale tolgo il tappo delle 2 barrette di Enervit e di li a pochi minuti piazzo un mega ruttone liberatorio. La discesa dalla cima è ripidissima e tecnicissima e difatti in pochi secondi arrivo i 4 che mi avevano preceduto sul GPM, due balzi da un gradone a l’altro e fagocito il loro incerto incedere su quelle erte vie. Purtroppo il tratto tecnico è lungo meno di 1 km, il resto della discesa è abbastanza corribile, tuttavia riesco ancora a fare un pò di differenza e recupero un altro paio di posizioni.
Al 20° km un bivio a sinistra ed iniziamo un lungo calvario verso il traguardo, fino al 23° km la strada proseguirà in un alternarsi di salitelle corribili e tratti in pianura da farsi in ritmo, c’è un bel fondo di terra e si corre anche bene.
Per fortuna nella mia folle discesa sono arrivato alle spalle di un atleta dal bel passo, mi piazzo dietro a lui quasi a scalzargli le scarpe e prendo il suo ritmo.
“Io non mollo, io non mollo, io non mollo” con questa litania in testa guardo le terga dell’ignara lepre bianca e corro, ogni tanto butto un’occhio al cardio e noto che rispetto ai primi 20 km a questo ritmo la frequenza sale spesso fino a 175bpm, ignoro l’informazione, sono quasi alla fine e anche se vado un pò fuori giri al traguardo dovrei arrivarci comunque. Felpati e ritmati avanziamo tra i 4’50’’ e i 5’30’’ al km, e arriviamo al 23° km. Qua c’è un bivio a sinistra, e qua è piazzato un ristoro, al quale la mia lepre si ferma, ma non io.

Proseguo a correre, di scorte ne ho a bordo, sia alimentari sia idriche, inutile che stia a perder tempo, d’altronde è anche questo il vantaggio di correre in totale autosufficienza alimentare e non in brachette e canottiera come la mia lepre costretta a fermarsi alla posta per abbeverarsi.

Il vantaggio di conoscere a menadito il percorso si trasforma ora in un incubo, conosco perfettamente ogni metro del kilometro e mezzo di salita che mi aspetta ora, e so perfettamente che sbufferò come un locomotiva ad ogni passo, la velocità cala bruscamente,  sono costretto a camminare per lunghi tratti, ma nessuno mi sopravanza da dietro, la frequenza cardiaca sta ora tra i 165 e i 170, potrei spingere un pò di più, decido di lasciarmi un pò di forze per gli ultimi 2 km dove se ne hai ancora puoi fare un buon ritmo.
Al tornante vedo sotto di me i miei inseguitori, li ho distanziati di un paio di minuti abbondanti. Quest’ultima salita ce l’avevo in mente da quando sono partito, piazzata com’è in fondo alla gara anche se relativamente corta se non ne hai più ti schiaccia le gambe come un macigno.
Oggi però qualcosina ancora ne ho e il macigno è solo un grosso sassone da portarsi appresso e tra uno sbuffo e un vagito raggiungo finalmente il bivio che mi ributta nel single track già percorso in andata che in un kilometro e mezzo mi riporterà al traguardo. La discesa tecnica e scivolosa la corro a tutta, non tralasciando di prendermi qualche rischio dovuto più che altro alla stanchezza che mi toglie destrezza e
brillantezza, faccio un paio di dritti in curva ma per fortuna il sentiero non è esposto e basta aggrapparsi ai tronchi degli alberi per rimanere in piedi. Sto correndo a tutta, ed il cuore schizza a 180bpm, anche la discesa se fatta forte è anaerobica, anche in MTB è così. Quando lo fai all’andata nel verso contrario sembra tutto in salita, ma ora mi rendo conto che in realtà tra i lunghi tratti in discesa ci sono dei bei pezzi in salita che sono molto ardui da correre, specie ora.
Comincio a sentire la voce dello speaker, e rinfrancato dalla consapevolezza che sono quasi arrivato continuo a correre a perdifiato, verso lo striscione. Un ultima scalinata di una 30ina di gradini di legno poi un lungo rettilineo di 250mt e sono arrivato. Con il sorriso stampato in faccia, ma bello cotto taglio il traguardo in 2hr 50’ 53’’.
Soddisfatto di tutto: di me stesso, del tracciato bellissimo che gli organizzatori hanno disegnato, del binomio trail running - MTB (più compatibili di quanto si possa pensare), della mia gestione atletica in gara, della mia gestione metabolica delle ultime 24 ore. Non appena
varcato il gonfiabile, mi squilla il telefono, e suscitando l’ilarità generale, esclamo: “Precisa mi, questa è mia moglie!” e così effettivamente è. Saremo telepatici?!.
In ogni caso al di la del risultato la vittoria più grande è godere della propria corsa.

Foto di repertorio ...


Grippo vs Grippo ... Biker or Runner?This is the question!

Anteprima Lignano Trail - Grippo Dixit • 2 maggio 2013
Tanto tempo che non scrivo nulla: troppe 10 righe promesse e mai scritte così, il Presidentissimo, giustamente minaccia di radiarmi da DNL :-)
Mi vedo costretto quindi a resocontare il mio ultimo periodo sportivo spaventato a morte dalle non troppo velate minacce presidenziali: mi vedevo già come un povero diabetico praticante sport reietto alla ricerca di un nuovo faro a guidarmi nella giungla dello sport a glicemia controllata (potevo finire tra le grinfie di quelli che "amano l’insulina in compagnia" o peggio nell’ "Aggregazione Naturale Italiana Atleti Diabbetici"… a buon intenditor).
Il mio non è stato un silenzio di protesta e nemmeno ho nulla da nascondere, anche perchè tra Facebook e  Garmin Connect se uno volesse sa praticamente tutto quello che faccio.
Semplicemente non avevo nè la voglia nè il bisogno di raccontare alcunchè.
Il mio attuale rapporto con l’attività fisica è a dir poco idilliaco, faccio semplicemente quello che mi va di fare, e questo non vuol necessariamente dire che faccio le cose in qualche modo: vario, oggi bici da corsa, domani trail running, mountain bike, arrampicata, trekking o riposo.
Sicuramente in termini meramente prestazionali per ognuna delle discipline perdo qualcosa rispetto al concentrarmi esclusivamente su uno sport singolo, ma ogni secondo al km perso lo riguadagno in benessere.
Fatica ne faccio tanta e ogni volta torno comunque a casa stanco e contento.
Non seguo più tabelle ma mi porto a casa comunque le mie 7 ore di allenamenti la settimana.
Mi sono svincolato dalla maggior parte degli “obblighi” societari che avevo mettendo le cose in chiaro con la società sportiva per la quale correvo: hanno smesso di convocarmi (non si sa bene che cosa mi convocassero a fare dato che raramente toccavo i 4’/km) e praticamente non faccio gare o ne faccio poche e sopratutto mi devono piacere.
L’ultima gara di corsa è  stata la Ronda Ghibellina di cui si trova tutto negli archivi DNL, mentre in marzo ho fatto 2 gare in MTB: la Rampichiana (42km e 1800mt D+  (arrivato in fondo bene ed a metà classifica su 1200 partenti) ed una gara in circuito da 8 km da ripetersi 3 volte dove a causa della mia scarsa intelligenza mi sono bruciato le gambe al sabato per fare una sgambata defaticante da 40km @ 29km/h di media e la domenica ero cotto ed al 2° giro mi hanno doppiato e sono dovuto uscire dal percorso, con mia somma gioia dato le condizioni in cui ero.
Mediamente faccio 3 allenamenti in MTB e 1 di corsa alla settimana più altre variazioni sul tema che mi invento li per li.
Se sportivamente parlando non sono l’atleta perfetto, diabeticamente non sono certo un modello da seguire, è da gennaio che non compilo nessun diario metabolico e non effettuo alcun tipo di CHO counting, tant’è che ignoro anche il mio attuale rapporto insulina/CHO.
Tuttavia grazie alle grosse dosi di autodisciplina infertemi nei primi 4 anni da diabetico sto riuscendo in una sorta di "occhio counting" che raramente fallisce.
L’unica vera attenzione che ho è di cercare di mangiare in maniera sana ed equilibrata tutte le volte che consumo i pasti a casa (la maggior parte delle volte). Ipoglicemie (under 65) ne rilevo pochissime, solo le prime settimane di febbraio ne ho avute di più ed ho dovuto abbassare la basale prontamente di 3U su 19U avendo ripreso a fare 4 allenamenti settimanali. E' più probabile ritrovarmi a 230/240 nel post prandiale ma con un paio di unità subito rientro.
Qualche risveglio a 200, specie dopo cene importanti (dietary fat Acutely increases Glucose Concentrations and Insulin Requirements in Patient with type 1 Diabetes • care.diabetesjournal.org ndr)
In ogni caso le analisi del sangue paiono a me favorevoli: ultima glicata 6,3 (fine aprile), colesterolo totale 166, HDL  86, trigliceridi 33, e con un ematocrito di 43 direi che mi sono anche allenato bene.
Nell’ultimo mese mi vedo meglio anche come assetto, il peso è  sceso a 71kg rispetto ai 73kg di inizio anno, ma sopratutto ho messo su un bel pò di massa muscolare nelle gambe.
Domenica 5 maggio tornerò sui campi di gara questa volta con le scarpette ai piedi, parteciperò al Lignano Trail.
Non so bene come arriverò in fondo ma ci provo lo stesso, un pò perchè l’ho promesso ed un pò perchè è un percorso che amo e conosco molto bene.
Proverò la prossima settimana a resocontare la gara compilando anche il book, consapevole che prima o poi dovrò ricominciare con un periodo di autodisciplina a suon di CHO counting e diario metabolico.