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Dnl - Diabete no limits

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CAMP MELLITO 2012 - 10 RIGHE DA ...


10 RIGHE DA ... CAMP MELLITO


Pensieri e riflessioni dalla voce dei protagonisti diretti e indiretti
Da inviare a: info@diabetenolimits.org
I "post" saranno pubblicati a partire dal più recente in ordine decrescente

34 > postato il 4 novembre 2012 > 10 RIGHE DA ... GERD MAIR [T1,BZ]
Ciao Cristian,
per prima cosa vorrei dire che faccio molta difficoltà a scrivere in italiano.
Come sapete per me era la prima volta che partecipavo a un raduno organizzato da DNL.
All' inizio era tutto nuovo per me, però mi sono subito trovato bene.
In questi giorni ho imparato cose utili per me e per la gestione del mio metabolismo.
Mi è piaciuto tantissimo far sport con tutti voi sia riguardo il diabete.
I confronti con te e i dottori erano interessanti e alcune cose considero con molto più cautela nella mia vita quotidiana.
Voglio ringraziare a tutto lo staff e tutti voi.
Metabolicamente in guesti giorni non sono stato proprio al massimo, causato da un altro ritmo di vita.
Atleticamente:le uscite in bici (Mtb) sono state molto belle, però anche dure( dico solo punta veleno). I sentieri panoramici hanno fatto dimenticare subito le fatiche. Un saluto a tutti quanti e alla prossima!!!
Ciao Gerd

33 > postato il 3 novembre 2012 > 10 RIGHE DA … GIANFRANCO POCCIA [DOC] - VERSIONE 2.0
Non essendo un DM1 né un atleta sorbitevi queste 10 righe…..
E’ inevitabile per un diabetologo che partecipi ad una esperienza così forte come quella di un CAMP MELLITO interrogarsi sul rapporto tra attività fisica, anzi meglio : “attività sportiva” (e quindi ben altro che una passeggiata) e diabete tipo 1. Tralasciamo le frasi “trash” che ognuno ha ascoltato da parenti, sconosciuti, medici, e “linee guida” da cui traspare solo ignoranza. Ora sappiamo che qualsiasi attività fisica fa bene al diabete, ma perché ? capirlo ci può aprire una strada terapeutica. La risposta si situa su piani multipli, proviamo semplicemente ad elencarli (per stare nelle 10 righe):
1) BIOLOGICO
: riduzione rischio CDV, migliore sensibilità all’insulina, miglior controllo glicemico ? solo se impari, se come dice Cristian: no limits si ! ma responsabilmente;
2) TERAPEUTICO in senso ampio: riduzione della dose totale di insulina : forse sono meno diabetico, estendo la mia luna di miele, sono io a controllare e ridurre la mia glicemia, non un farmaco esterno, il mio corpo si cura da solo;        
E adesso dico una cosa che farà incazzare Cristian,  qual’è il desiderio di una persona che si sente malata, malata di diabete ….. GUARIRE ! ritornare allo stato di salute precedente l’inizio dell’iperglicemia.
Ma l’insulina, il microinfusore, il pancreas artificiale non possono certo “guarire” in questo senso, ossia  far tornare a prima di ammalarsi, la guarigione dal diabete con la terapia non è mai una completa restituito ad integrum, un ritorno allo stato precedente.
Ed ecco il n°3) ESISTENZIALE (ovvero che riguarda come io vivo il mio essere): l’attività sportiva è sempre e comunque un mettersi alla prova, e con il DM1 un doppio mettersi alla prova, andare più veloce o più in alto di un non–diabetico significa trovare una nuova “normalità”,  stabilire le “proprie” regole di normalità. Se la salute, come diceva un filosofo della medicina del ‘900, è potersi permettere di metterla a rischio, ecco che “io diabetico” valorizzo me stesso attraverso una prova sportiva, esponendomi ad una prova, ad un “pericolo”, ad un “limite”, è una prova anche solo contro me stesso, le mie paure, i mie limiti.
Ma guarda un po’, è lo stesso motivo per cui la gente non diabetica fa sport, valorizzare se stessi .
Riporto le parole dello stesso filosofo francese, George Canguilhem : “Sarà allora uno degli aspetti “maggiori“ della guarigione, non nel senso di restaurazione biologica di uno stato anteriore, ma in quello di una rivalorizzazione di sé e di un ristabilire l’autonomia morale su stessi, come piena  capacità di realizzazione delle potenzialità del soggetto.  Arrivare a vivere la malattia come uno stato di salute “come un altro”  significa essere guariti dalla morbidità ontologica (se non biologica) della malattia”. 
Ovvero: valorizzo me stesso affrontando le prove della vita, e pian piano  (trial and error, confronto con altri, utilizzo di tecnologia, briefing metabolico, sapere medico)  acquisisco un controllo su me stesso e la mia “devianza dal normale” che non viene da fuori (espropriandomi) ma da me stesso.
E’ una salute “nuova”, un equilibrio, anche se continuamente messo a rischio, anche e soprattutto perché “io” lo metto a rischio.
Ecco perché ritengo che l’attività sportiva, ossia una attività fisica in cui testo i miei limiti, fisici e metabolici, e posso modificarli, è un grande strumento di “terapia”
Last but not least: ho appena acquistato una bici da strada: 5 uscite= 149 km, spero di fare meglio prima che arrivi la neve, l’hanno prossimo mi “dopo” e faccio punta veleno!

32 > postato il 3 novembre 2012 > 10 RIGHE DA … STEFANO LUCIANI [T1, MC]
Sono qui forse un po' in ritardo a parlare di questa 3 giorni .
Per me era la seconda esperienza dopo quella del 2011.
Il viaggio per arrivare al campo e' stato velocissimo anche grazie alla compagnia di doc Mario.
Che dire …  rivedere i vecchi amici dell'anno scorso e' stato piacevole, ma allo stesso tempo conoscerne altri nuovi lo e' stato altrettanto .
Innanzitutto devo dire che le esposizioni fatte dai vari relatori tra cui i dottori e Huber sono state perfette e non ripetitive .
Secondo me  in questo campo e' importante lo scambio di opinioni ed esperienze che si viene a creare tra di noi , il quale serve a colmare le lacune che ci possono essere nella nostra persona .
Atleticamente non ero proprio in forma in quanto avevo ancora i postumi di una bronchite iniziata circa un mese fa' tra antibiotici vari.
Comunque ho affrontato al meglio i percorsi in bici studiati a tavolino da noi ciclomelliti … tra cui anche punta Veleno.
Comunque vedo che questi ciclisti vanno sempre piu' forte rispetto anche al passato anno .
Penso che la ricetta del camp sia giusta e non vada cambiata: forse come diceva Cristian l'idea di variare la location non sia male .
Comunque un grazie a tutti, a quelli con cui ho parlato e non.

31 > postato il 1 novembre 2012 > 10 RIGHE DA ... DOC MARIO VASTA [PU]
Oddioo sono rimasto indietro, ancora non ho scritto le mie righe ma è che ho avuto 10 giorni da stress  (allenamenti cavalli, gare cavalli, gare di corsa, incontri scientifici ... e una lunga lettura delle 10 righe altrui, in particolare mezz'ora per il prolisso Marelli Top simpatico e disponibile, ma adesso è il momento:
Condivido tutto quello che è stato detto e le emozioni riportate da tutti, che sento profondamente anch'io , ma per me questo Camp è segnato da due sole protagoniste:
1) Cherubina baby che è stata sempre presente, sempre discreta e comprensiva, brava, dolce e e buona che più non si può, mi ha davvero impressionato, una vera scoperta!
2) supermamma/dietista Mitch che ha saputo conciliare i doveri/piaceri di mamma con quelli di esperta professionista (dietista e non solo) ... e siccome ce ne aveva poche da fare si è fatta anche una bella trasferta a Trento senza che ci accorgessimo per quanto è stata sempre presente e disponibile prima e dopo!!
Al 3° posto (… ma distanti da Cherubina) vengono Doc Poccia e Sudano che mi hanno trascinato verso un' esperienza nuova e bella come può essere una parete di roccia.
Un abbraccio a questa grande famiglia.

30 > postato il 29-10-2012 > 10 RIGHE DA MASSIMILIANO ROSSI [T1, VA]

Anche quest'anno primo!! Sì, anche stavolta sono arrivato (per) primo al Camp Mellito!
Come l'anno scorso esperienza bellissima e positiva, logicamente da ripetere.
Ho appreso e immagazzinato da tutto e da tutti consigli, esperienze e mellito decisioni che nel corso dell'anno mi serviranno sicuramente per una migliore e corretta gestione metabolica.
Dall'anno scorso ho fatto passi da gigante e quest'anno vedremo di migliorare il mio 12,86 ... così da non staccarmi alla prima curva in salita :-) (da perfetto velocista). Alla prossima e un mega saluto a tutti.
Ciao Ciao. RedMax

29 > postato il 29-10-2012 > 10 RIGHE DA ANDREA GUERRA [T1, AR]
Sono di nuovo in Valtiberina, arricchito dall'esperienza Gardesana vissuta nel CAMP MELLITO 2012.
Da questo speciale ritiro riporto a casa una maggiore consapevolezza di chi sono e di quello che non voglio più essere e quindi non sono più: un comune diabetico.
Sono certo che finchè ogni giorno mi allenerò e mi confronterò con me stesso e con gli altri cercando di superare i miei piccoli o grandi limiti, sarò un comune atleta.
Questa consapevolezza condivisa sulle rive del lago di Garda trasuda infatti dalle righe di diversi partecipanti che si stanno raccontando ed è, secondo me, il vero successo e la vera notizia che sta rimbalzando da qualche giorno sulle pareti amplificate del social network DNL.
Belle sensazioni e forti emozioni che continuo a provare in questo momento, mentre leggo quanto pubblicato in rete.
Continuiamo così!
Saluto con sincera amicizia tutti e riporto sotto i compiti da me svolti l'ultimo giorno trascorso a Garda (e mellitobook) e durante questa ultima settimana.
ANDREA

28 > postato il 29-10-2012 > 10 RIGHE DA MAURIZIO CASELLI [T1, PU]
Scusate il ritardo ma voglio fare anche io le mie considerazioni.... e' stato un fantastico week end sia nella parte di sport praticato che teorica....il gruppo sta crescendo sempre con nuovi arrivi,  questo significa che siamo vitali e che il ns. messaggio sta facendo il "Giro D'Italia". ogni anno grazie a medici di altissimo livello, preparatori altrattanto di qualita' riusciamo ad imparare cose nuove cosi' da migliorare la ns. qualita' di vita. Le uscite in bici sono state fantastiche compresa la famigerata PUNTA VELENO che ho affrontato con un rapporto non adatto 39/27 comunque con una buona dose di TIGNA sono arrivato in vetta anche se con qualche minuto di ritardo rispetto al mio rivale BIANKINEN......Spero di ripetere presto altre simili esperienze un abbraccio a tutti e un grazie speciale a chi con grande impegno organizza questi eventi.......W DNL....W C&D 

27 > postato il 28-10-2012 > 10(0) RIGHE DA MARCO MARELLI [T1,PE]
Se qualcuno ha tempo di leggere tutti gli altri troverà anche quello  di leggere il mio.
Torno a questo appuntamento annuale con molte aspettative visto la positiva esperienza al GMC 2011.
Il tempo che si prevede bello fa intuire che anche a livello sportivo Ci divertiremo sicuramente.
La Cronaca: Il viaggio con il dottor Poccia è piacevole come sempre ed è l'antipasto di informazioni a proposito di sport e diabete delle quali farò incetta nei giorni del Camp Mellito 2012.
Nel corso di quest'anno ho avuto il piacere di partecipare insieme ai miei "colleghi" oltre al Camp Mellito di ottobre alla maratona di Brescia (io mezza) a quella di Milano (staffetta) ed all'Ironman70.3 di Pescara. Occasioni come sempre di confronto sportivo,glicemico e metabolico ma soprattutto di grande divertimento.
Arriviamo a destinazione dove trovo L'amico Pino Campione che non vedo da tanti anni e che ho invitato personalmente visto che è stato un po' il mio guru sportivo in passato in quanto nella primissima fase di approccio al diabete al primo incontro che feci con altre persone diabetiche mi disse di praticare l'atletica leggera (800 mt) e lo vedevo come un miraggio.
All'epoca il mio sport era il "tiro di Marlboro Light". Ovviamente se mi avessero detto che 10 anni dopo avrei fatto il triathleta  mi sarei fatto fragorose risate.
Avendolo sentito qualche giorno prima casualmente L'ho invitato ad entrare nel sito di DNL e poco dopo si è iscritto (Non avevo dubbi).
Arrivato a destinazione dopo i saluti visto l'ottima temperatura e l'orario decido di farmi subito una sgambata in bicicletta di un'oretta e mezza circa: maniche corte e percorso semplice con salitella panoramica sul meraviglioso lago di Garda. Al rientro visto l'opportunità decido di provare il sensore in continuo della glicemia.
Mi viene installato, dice l'operatrice che ha bisogno di configurarsi e ci vorranno due ore: ok.
Uno ad uno arrivano gli ospiti tra i quali ce ne sono diversi che non conosco;cena e riunione per spiegare ciò che si farà nei  prossimi tre giorni.
Il sensore non parte …  boh … avrò capito male,misuro la glicemia con il metodo tradizionale e il giorno dopo approfondirò.
Venerdì giornata meteorologicamente al top abbondantemente oltre i 20°.  mi sveglio con una buona glicemia (100) ed appena possibile sostituisco il sensore poiché quello installato la sera prima non è mai partito. Quello nuovo sembra funzioni, mi dà sempre la misura della glicemia numericamente e graficamente.
E' il mio primo contatto con il CGM, un sistema che molti trovano assolutamente valido e che io non ho mai neppure approfondito.
Però sono qui per imparare per provare e per capire quindi sono ben disposto mentalmente in questo senso.
Tra i due gruppi di sport scelgo quello dei podisti: faremo qualche esercizio di riscaldamento ed un'ora di corsa sul lungolago. Più o meno siamo in 15: si parte tutti insieme e poi chi ne ha allunga in velocità e distanza.
Da notare in questo frangente l'ottima forma del Dott. Vasta che sembra un ragazzino ed Andrea Guerra ormai prossimo alla maratona di Firenze con evidenti kilometri di allenamento nelle gambe.
Ho portato la muta ed approfitto per una breve e suggestiva nuotata nel lago di Garda.
Dopo pranzo si parla di sport con Huber bravo relatore e poi arriva il momento di imparare il calcolo dei carboidrati uno dei miei obiettivi di quest'anno.
So di essere sciagurato e molto approssimativo sotto questo aspetto ma è ora di cominciare a metterci la testa: con l'aiuto di Monica, del Dott. Gianfranco e del Dott. Mario in un'ora capisco il metodo che un paio di giorni dopo comincio ad utilizzare.
La glicemia come al mio solito nel tardo pomeriggio sale ed il sensore comincia a suonare. La basale "glargine" mi lascia sempre un po' scoperto: voglio capire come gestire questa cosa anche parlando con gli altri e sentendo le loro esperienze. Anche Pino prova il sensore come me: è il preludio del magnifico concerto che nella notte rovinerà il nostro sonno fino a quando alle 3:07 decideremo di staccare le pile delle apparecchiature. Buonanotte! Domani il tecnico ci spiegherà: le nostre glicemie erano buone chissà cosa gli ha preso.
Sabato mattina sveglia presto, sono con i ciclisti ed affronteremo un salitone che già dal nome si fa temere,un filmato proiettato la sera prima fa venire i brividi :"punta veleno" 1100 m di dislivello in meno di 8 km. Fortunatamente ho la bici con il 36-28 che uso solitamente quando ci sono salite dure, ho fatto il Mortirolo con questi rapporti e se sono arrivato lassù arrivo anche qui.
Colazione abbondante (anche troppo) con marmellata zuccherata che non mangio mai ed infatti più tardi la glicemia sale notevolmente. Come ve ne accorgo? Sulla salita di Punta Veleno dove non si possono staccare le mani dal manubrio rischio-caduta quel maledetto sensore non smette un attimo di suonare e vibrare fino in cima alla salita.
Al ritorno in albergo lo restituisco definitivamente: non fa per me attualmente.  
Nel pomeriggio si parla di sport, nutrizione e di controllo metabolico per più di quattro ore che volano visto il mio interesse per le tematiche affrontate e la bravura dei relatori.
La glicemia che comunque durante la mattinata  e la notte resta buona e stabile nel pomeriggio si alza ancora convincendomi che la mia attuale basale non mi copre tutta la giornata. Chiedo consiglio ai dottori che mi indicano una alternativa terapia basale con una insulina diversa, da somministrarsi in due fasi della giornata: ciò dovrebbe migliorare la stabilità delle mie glicemie vista la mia sregolatezza di orari dei pasti e negli allenamenti.
Domenica ultimo giorno partiamo in un folto gruppo, con alta presenza femminile (donne al top per impegno e condizione), per affrontare un divertentissimo saliscendi collinare sempre con il lago in vista sotto di noi. Tra i vari "stambecchi" si distinguono di nuovo il mitico Dott. Vasta, eccellente anche senza il microfono in mano ed il solito grande Grippo che va come un treno e al quale faccio salire un po' i battiti quando tornati sull'asfalto alzo il ritmo fino a 4' al kilometro negli ultimi 4 km. Scappato e riacciuffato.
Subito dopo ultimo appuntamento di sport con Ilenia per la sua prova muta e conseguente nuotata in un meraviglioso lago nemmeno molto freddo poiché c'è qualcuno che si butta anche senza muta. Dopo il pranzo i saluti e la presentazione degli appuntamenti principali del 2013.
Un grosso grazie a tutti davvero: ogni volta che partecipo ad un evento di DNL con alcuni o tutti voi mi sento contento, soddisfatto ed arricchito di sapienza ed amicizia; non mi interessa nulla della politica, degli schieramenti, di chi cerca di indottrinarti verso un'ideologia o verso l'utilizzo  di un prodotto.
L'energia che percepisco sempre in DNL è di regalare informazioni, amicizia, confronto, serietà, spensieratezza, speranza e convinzione che veramente il diabete sia No Limits.
Siamo noi l'espressione dello slogan coniato dal grande Issimo.
Mi sento in un bellissimo gruppo se in futuro saremo di piú  non è importante, è importante continuare a sentire dentro la gioia di partecipare in questo modo spontaneo ed auto-aggregante.
Ci vediamo a Vienna. Nonno Iron Marco Marelli.

26 > postato il 28-10-2012 > 10 RIGHE DA ALESSANDRO GRIPPO [vicepresidente DNL. T1, AR]
A mente fredda, a una settimana dalla fine del Camp scrivo i miei pensieri su quanto vissuto in quei due giorni sulle rive del Garda.
Mi considerò oramai un veterano di Diabetenolimits e dei suoi eventi, sia per anzianità di servizio sia per numero di eventi partecipati.
Generalmente siamo pochi intimi, massimo una decina e spesso i soliti. Cosa diversa ai camp organizzati nei vari anni: in primis Saluzzo 2008, mio battesimo DNL, Civitavecchia nel 2009, Cecina nel 2010, poi fu il turno del primo anno di Castelletto di Brenzone nel 2011 (dove la lungimirante mente presidenziale ideo la fusione con i ciclisti) quindi di nuovo sul Garda in questo evento.
Ai camp c'è sempre una maggiore partecipazione vuoi per la ricchezza di contenuti del format e vuoi anche perché chi già aveva partecipato spesso sa cosa si perde e quindi non rinuncia pur se non si vede agli altri eventi DNL meno strutturati.
La crescita oltre che nel numero delle persone è anche nel loro approccio al camp, alla pratica sportiva ed alla gestione del proprio metabolismo imperfetto degli zuccheri.
Negli anni l' "epurazione" dei rami secchi è stata sostanziale, gli elementi più affini ad altri tipi di approccio alla pratica sportiva nella persona con diabete si sono affiliati ad altre forme di associazionismo più vicine alla loro indole mentre chi restava ha fatto un sostanziale lavoro interiore di cambiamento, i nuovi arrivi sono approdati all'isola DNL attratti da quanto raccontato e resocontato sul sito forse più consapevoli di cosa avrebberò trovato, il sito insomma funge un po' da filtro, tenendo lontano chi cerca buonismo, spalle su cui piangere, parole di conforto.
In DNL si parla schietto, ci si espone in prima persona raccontando la propria esperienza nel bene e nel male, chi arriva e chi ritorna sa che troverà persone che ti dicono in faccia quello che pensano, spesso apparendo arroganti e poco diplomatici, in realtà questo approccio duro e cattivo quasi rabbioso serve a crescere. Il vero confronto non sta nel compiacimento a prescindere.
Mi piace pensare che ricevere un appunto anche se chi lo fa dice soltanto una propria verità e non il verbo obblighi la controparte a fare autocritica, magari rimanendo fermo in fine sulla propria posizione ma in ogni caso analizzandola.
Quest'anno tra le accoglienti mura delle suore di Brenzone ho visto tante facce, nuove e vecchie, interessate e vogliose di crescere, apprendere, cambiare. Non c'era bisogno di altro, bastava questo a fare del Mellito Camp un evento memorabile, ma a questo le braccia e le menti dei volontari DNL (sopratutto di Cristian) ci hanno aggiunto ricchezza di contenuti, uno staff medico di prim'ordine che si mette a correre con noi, si siede in platea e tiene lezioni frontali richiedendo espressamente una postazione umile per illustrare le proprie relazioni degne di congressi mondiali di diabetologia dello sport.
Non vengo più ai camp attratto dalla parte atletica, all'inizio l'ho fatto sentendo forse il bisogno di dimostrare a me stesso che potevo correre forte anche se diabetico. Certo allenarsi su strade nuove o su sentieri mai battuti è bello e stimolante ma non certo per ricercare la performance (oramai quella la inseguo poco anche a casa. Spreco il dono? Forse), durante gli allenamenti svolti mi sono gustato la corsa in compagnia tutti insieme, avanti e indietro a compattare il gruppo, si ci sta l'allungo per recuperare quel cagnaccio del Marelli andato in fuga, ma finisce li una volta appaiati, finito il testa a testa si torna indietro a riunirsi con gli altri, senza primi e senza ultimi, senza vincitori ne vinti, ma solo uomini, persone accomunati dalla voglia di esserci, di divertirsi, di essere felici di se stessi, di vivere, a prescindere dal diabete, a prescindere dalla massa grassa, senza guardare la VO2max o l'ematocrito, li per correre da soli nel gruppo ognuno con i propri sogni e le proprie aspirazioni.
Io da tutto questo ne esco arricchito, non so se ho fatto un passo o molti in avanti, sicuramente ho aggiunto un altro tassello al puzzle della vita.
Ma non sono il solo, l'ho visto con i miei occhi, nelle vostre facce e nelle vostre parole, nei vostri gesti e nelle vostre corse. Ero li per questo e conto di ritrovarvi ancora anche negli anni a venire sempre più motivati, e vorrei ancora facce nuove, e sopratutto sempre più disposti a portare il proprio contributo come persone, raccontandovi e permettendo a me e agli altri di fare delle vostre parole una chiave per comprendere meglio se stessi, ognuno è maestro quando condivide la propria esperienza.
Questo è DNL, questo è stato il camp Mellito e questo potete trovare ogni volta che ci riuniamo in nome di DiabeteNoLimits.  Grazie a tutti.

25 > postato il 28-10-2012 > 10 RIGHE DA MARCO NODALE [t1, UD]

Anche quest'anno ho avuto la possibilità di partecipare al camp mellito sul Lago di Garda. Con l'amico Maurizio, in grande recupero dopo lo sfortunato incidente accadutogli lo scorso anno, siamo arrivati a Castelletto nel pomeriggio di giovedì 18 ottobre e subito abbiamo trovato un grande clima di fratermità, come succede in poche occasioni.
In tutte le uscite in bici si è creato un bel gruppo e alla fine una sana competizione.
I pomeriggi sono stati intensi ed impegnativi, ma molto utili ai fini atletici e metabilici, dandoci molte nozioni e spunti che ci torneranno certamente utili nella quotidianità.
Dopo tutto questo mi sono posto degli obiettivi, ambiziosi ma non irragiungibili:
    •    metabolicamente: mantenere la glicata a 6.7;
    •    atleticamente: scalare lo Zoncolan sotto i 37 minuti in gara;
    •    convivialmente: come mi ha suggerito il "Presidentissimo", essere visibile ma senza far pesare la mia condizione di salute a chi mi è vicino.
Un saluto a tutti gli amici e arrivederci alla prossima occasione da Marco (il "figlio" dello Zoncolan!!).

24 > postato il 26-10-2012 > 10 RIGHE DA DOC MAURIZIO SUDANO [DOC, PU]
Prima le sviolinate (però sincere e del tutto “necessarie”).
SVIOL. N.1 A CRISTIAN:
se in giro per l’Italia ci fossero solo altri 5-6 testimonials come te, pronti a rivitalizzare le asfittiche associazioni dei diabetici, oggi forse non saremmo al collasso culturale e materiale della diabetologia italiana. Cristian continua, ma per favore trova qualcun altro come te…Tra parentesi le prodezze dei trail-runners (e una chiacchierata “automobilistica” con Mario) mi ha fatto balenare l’idea che forse ci potrei provare anch’io (la corsa tradizionale non fa per me causa antichi problemi di schiena). Sto adocchiando qualche sentiero…
SVIOL. N.2 A TUTTI VOI.
Leggo i vostri posts e mi casca la mandibola. Voglia di fare, entusiasmo, amore per la vita ed un eccellente livello di conoscenza sul diabete. Giustamente siete ipercritici verso voi stessi, ma vi assicuro che la “media” è ben altra…
Ora qualche piccolo appunto:
forse il pomeriggio di “lezione” è stato troppo sovraccaricato, malgrado l’evidente entusiasmo dei partecipanti. Per le prossime volte sarà forse il caso di restringere gli argomenti in discussione. Potrebbe essere utile fornire in anticipo del materiale illustrativo (le diapo, qualche PDF) che permetta ai partecipanti di arrivare già agguerriti per la fase di discussione? Pensateci…
CIAO A TUTTI E A PRESTO!

23 > postato il 26-10-2012 > 10(0) RIGHE DAL PRESIDENTISSIMO [T1, VR]
In questi giorni dovrò scrivere parecchi articoli per il sito, impegnato e stimolato su più fronti. Dopo eventi come questo, la mia "testolina" pensante comincia a produrre elucubrazioni infinite ma diventa difficile e complicato tradurle in appassionati resoconti e sensate riflessioni senza correre il rischio di essere ripetitivo, ridondante e retorico da un lato, "criptico", "ermetico" o "incomprensibile" dall'altro.
Atleticamente: quasi 20 gg consecutivi di inattività si sono fatti sentire e ho dovuto arrancare nelle retrovie sia durante l'uscita in MTB (illudendo il povero Franco su un suo riscoperto talento ciclistico) sia durante le trail running session, dove ho però gustato il piacere di correre "nel gruppo a ritmo controllato" e potuto osservare la crescita di un piccolo vivaio di mellito:runners in rosa che saprà regalarci grandi soddisfazioni nel futuro prossimo.
Non ho nemmeno osato portare la bici da strada stante il mio attuale livello di allenamento e i proclami battaglieri dei ciclomellitI, ma noto che solo il "pro" Paolino è riuscito a stare sotto il mio PB sulla Torri Bivio (20:08, risalente ahimè però al lontano 2009) … è ora dunque di rimettersi a pedalare seriamente … o chi mette in dubbio quel crono potrebbe cominciare a fare proseliti!
Presidenzialmente: mi riservo di qui argomentare nel "pistolotto" presidenziale che pubblicherò unitamente all'imminente report della 4 giorni sulle sponde del lago di Garda.
Metabolicamente: vengo da 2 mesi tendenzialmente da "somaro" … dove mi sono applicato poco anche se tra lavoro stagionale e bimba in cantiere ho qualche giustificazione.
La mancanza di attività fisica strutturata e diversificata ha fatto il resto. Con la sedentarietà poi mi sono ritrovato, già dopo 7 gg di inattività, a raddoppiare il mio fabbisogno insulinico pur riducendo di un 25/30% l'apporto calorico e di cho. Basale da 12 a 22 unità e rapporto insulina carboidrati passato da 1:18/16 a 1:12/10. Quindi ho meno margine di errore, e quando sgarro, pago immediatamente il conto, glicemicamente parlando.
Ho approfittato del Camp per rimettermi un po' in riga e sperimentare il mio temporaneo vissuto da sportivo in ripresa, ma iper-basalizzato. Per un teorico del "basal softly & carry big bolus" un vero atto di coraggio.
Nei giorni del Camp ho deciso infatti di non modificare il mio atteggiamento, mantenendo inalterati, basale, bolo e quantità di cho assunti, a prescindere dalla prevista attività fisica.
Glicemie al risveglio perfette (77 ven /81 sab /79 dom) e picchi iperglicemici inesistenti a parte il post colazione di venerdì per un errore di bolo (224 mg/dl) peraltro subito rientrato dopo un'ora e spiccioli di mtb (66 mg/dl).
La sperimentazione mi ha portato a questa "scontata" conclusione: allo stato attuale, anche con allenamenti blandi, in mancanza di adeguato livello di preparazione e riduzione dei dosaggi insulinici (basale in primis) al generale ottimo compenso nelle 24h, ho riscontrato, durante l'attività fisica, una tendenza ipoglicemica lieve ma persistente, anche se controllabile con circa 17 gr pro/ora di cho semplici in forma di miele o mousse di frutta (preciso che non sono dotato di pancreas artificiale).
Tuttavia se avessi approcciato ai workout con maggior intensità e foga avrei dovuto integrare almeno il doppio per non pregiudicare la performance.
Ciò detto, a novembre riprenderò a pieno regime l'attività fisica, partendo dalle due ruote, stante i problemini che attanagliano le mie ginocchia, e sono curioso di osservare e studiare le modificazioni terapeutiche e nutrizionali che dovrò adottare.
Ripetutamente: temevo che riportare il Camp nella stessa location potesse alla fine "stancare" sotto più aspetti. Anche il format, alla fine, non differiva molto dal precedente, questo anche per la composizione del gruppo, 50% nuovi, 50% ritorni. Invece mi pare di aver capito che la formula non stanchi e nemmeno il lago di Garda annoi. Sarà che (purtroppo) al di fuori di DNL è il nulla (magari altre decantate e istituzionalizzate realtà producessero un decimo di quello che facciamo noi), sarà per la varietà dei percorsi che è qui possibile disegnare, sarà per il clima che ci ha regalato tre fantastiche giornate di sole, sarà per la capacità delle persone di dare contenuti e sostanza sempre nuovi agli eventi, ma il positivo riscontro tra partecipanti e addetti ai lavori sembra portarci verso la "conservazione" ovvero "location che vince non si cambia" … vedremo … la voglia e le intuizioni di un presidentissimo visionario e avventuriero sembrano far presagire nuovi orizzonti, ma alla fine "perché tutto cambi, nulla deve cambiare". Dunque, antigattopardoscamente, è forse probabile che anche il terzo camp si svolgerà sulle sponde del Garda, sempre che le fronde "sibilline" e "camaldolesi" del gruppo non si prendano carico delle responsabilità e delle pressioni organizzative. Ma quando sono "conservatore" e seguo la filosofia del "perché nulla cambi" Andrea Guerra mi sostiene al 100%. "Vola basso", mi sussurra un affettuoso Andrea Guerra. Ma io ardisco agli ampi voli, perché considero la conquista della quota un atto di umiltà e di rispetto per l'immenso che ci circonda, non un motivo per "gonfiare il petto".
Paternamente: il monte Baldo che sovrasta il lago di Garda è soprannominato il paterno monte. Paterno sono ora pure io. Guardo all'insù, guardo avanti, forse con maggiori responsabilità. Ho progetti ambiziosi, anche a livello personale. Spesso il linguaggio del corpo e il modo di pormi non fanno forse di me, esteriormente, un "campione dell'umiltà", almeno così come è percepita nel senso comune. Tutta via senso comune e buon senso non vanno sempre d'accrodo (questa l'ho già scritta qualche tempo fa).
Diciamo che preferisco essere poco umile nell'aspetto, ma umile nel sacrificio e nel lavoro quotidiano, sia sportivo, sia personale, sia familiare.
L'umiltà forse non va nemmeno dichiarata, ma dimostrata … anzi … dovremmo accontentarci di "ricercarla" … su questo percorso sono impegnato e senza umiltà NON ho alcuna chance di realizzare i sogni che rincorro.
Genitorialmente, che i campioni del "politically correct" preferiscono al termine "maternamente" o "paternamente", penso di non aver fatto pesare troppo alla mia famiglia lo stress organizzativo almeno quanto lo stress ossidativo sembri per ora colpire il mio fisico decadente.
Vediamo, con Andrea Guerra ci siamo riproposti di deseppellire un sigaro sotterrato ai 1300 mt di quota della mia baita e fumarcelo assieme superati i 103 anni.
Convialmente: Con medici come Mario, Gianfranco e Maurizio siamo in una botte di ferro, anche se continuo a cercare disperatamente di reclutare forze nuove disposte a spendersi "nel puro spirito del volontariato" ovvero a costo zero. Ma è dura …
A livello di gruppo, ho avvertito, in generale e per quel che vale il mio punto di vista, un aumentato livello di consapevolezza e personalità da parte dei partecipanti, dove, al comprensibile desiderio di riscatto in chi da meno tempo si trova a confrontarsi con il diabete, si contrappone più in generale una maturità e un approccio "senza rancore" che ci consentirà di realizzare, dentro e fuori di noi, quell'essere "visibili ma irriconoscibili" che da tempo auspico nel mondo del diabete.

22 > postato il 26-10-2012 > 10 RIGHE DA PAOLINO CRAVANZOLA [T1, TO]

Noto con piacere che online ci sono ancora solo 21 "10 righe", per cui, seppur in debito ritardo, non sono ancora l'ultimo!!!
In attesa quindi del completamento e di una conseguente accurata lettura dei vostri papiri, voglio condividere il mio mellito-pensiero sull'evento: fantastico!
Amici nuovi e ritrovati, argomenti inerenti la preparazione atletica, l'economia del gesto tecnico... la paleo dieta!!! ;-D
Per varie ragioni, non ho potuto sempre uscire in bici con voi folli scalatori, ma ringrazio pubblicamente il buon "Piro" che mi ha fatto compagnia nelle levatacce mattutine, e tutti voi per le pedalate in compagnia.
Come ogni mia partecipazione ad un evento DNL, riprendendo il discorso dei dottori dell'ultimo giorno, ne esco arricchito: oltre che per nuove conoscenze, soprattutto per una rinnovata motivazione nella gestione metabolica e sportiva.
La plicometria con lo stesso risultato di Issimo poi, mi sta davvero dando una marcia in più a perdere massa grassa, ahah!
Spero davvero che l'armonia che ho percepito in questo camp sia presente in futuri meeting, e che si possa continuare a progredire insieme grazie alla condivisione che ci contraddistingue.
Grazie a tutti coloro che hanno partecipato, ai dottori che hanno dato il loro contributo, ma anche e soprattutto alle persone che si sono prese l'onere di organizzare il tutto: spero di rivedervi tutti il prima possibile!

21 > postato il 25-10-2012 > 10 RIGHE DA IVANO MALATESTA [T1, CN]
Che dire? In un mese, si perchè è poco più di un mese che sono diabetico di tipo 1,  il mio morale si è capovolto.
Era da circa due mesi che non mi sentivo bene, sia nello sport che nella vita quotidiana, e i sintomi mi avevano portato a pensare al Diabete; supposizioni data dal fatto che mio fratello è gia diabetico da un anno e mezzo. Poi la mattina del 17 Settembre 2012 prendo coraggio e mi misuro a digiuno la glicemia con il suo glucometro: 200mg/dl, non contento faccio colazione normalmente e misuro di nuovo:400 mg/dl, il risultato non mi ha dato scampo.
La prima cosa che ho fatto è stata andare dal dottore, al quale ho spiegato tutto e senza perdere troppo tempo mi ha "spedito" in ospedale con urgenza, dove, dopo avermi misurato anche loro la glicemia, il diabetologo ha sentenziato: "Sei diabetico al 99%". Il ricovero è stato d'obbligo, soprattutto per accelerare i tempi tra un' esame e l'altro.
Sono stati due giorni difficili, avevo molte cose che mi giravano nella testa, a partire dal fatto che non ero mai stato in opedale e non sapevo cosa aspettarmi, ma la paura più grande era quella di non potere più andare in Mtb. Su questo i dottori sono stati molto chiari, mi hanno detto di continuare e che lo sport mi avrebbe aiutato a stare meglio.
I giorni successivi ho subito cercato su internet diabetici che praticassero il mio stesso sport ed è stato in quel momento che ho trovato Ciclismo&Diabete,Diabetenolimits e Cristian, che mi ha letteralmente lasciato a bocca aperta per il suo sport così estremo che non conoscevo neanche.
Una volta tornato a casa fisicamente stavo meglio,ma la mia ricerca non era finita! Sono venuto a sapere di un team ciclistico la Type 1 Sanofi Aventis, una squadra americana il cui messaggio fondamentale è la sensibilizzazione al diabete, é stata sicuramente una piacevole sorpresa venire a conoscenza di una squadra di professionisti che avesse a cuore una causa così importante.
Dopo la "scoperta" è passato qualche giorno prima che salissi di nuovo in sella e la prima volta che l'ho fatto ho rivissuto le sensazioni che avevo lasciato quasi un mese prima e questo mi ha indotto a ripetere gli allenamenti nei giorni seguenti con uscite outdoor.
Il passaggio successivo è stato contattatare Ciclismo&Diabete per farmi dare alcuni consigli pratici e farmi indicare qualche struttura sportiva: qui mi è stato dato il consiglio di partecipare al CAMP MELLITO. Il desiderio di parteciparvi era forte: avevo voglia di conoscere atleti diabetici, confrontarmi e imparare da loro e dalle loro esperienze, nonchè vederli fare sport dal vivo!
Quando la diabetologa mi ha ridotto l'insulina alle sole 2 unità di basale ho avuto qualche dubbio riguardo la possibilità di partecipare e questo mi ha indotto a contattare Cristian e spiegargli la mia situazione, la sua risposta non si è fatta attendere: con mio immenso piacere non conteneva alcun tipo di guidizio quanto piuttosto il consiglio e l'invito a parteciparvi Il giorno della partenza ero eccitatissimo, durante il viaggio pensavo di essere troppo "normale" con solo queste due unità di basale e che quindi sarei stato rispedito a casa. Macchè! Sono stato accolto benissimo e con tanta gentilezza e disponibilità. I giorni passati sul lago sono stati intensi da tutti i punti di vista e mai noiosi:uscite in bici, lezioni pomeridiane, e confronti da cui ho potuto impare molto.
Posso dirvi con estrema sincerità che sono rimasto davvero colpito da tutti voi perchè siete persone bellissime, che ascoltano, si raccontano senza nessun tipo di problema o timidezza, che consigliano e si mettono a disposizione degli altri.I dottori mi hanno lasciato a bocca aperta, hanno saziato per tutte le mie curiosità e fornito informazioni utili. Mi avete dimostrato che si può fare tutto conoscendo se stessi e il proprio fisico: dal mangiare al bere, e perfino fare sport a tutti i livelli agonistici. L'organizazione dell'evento è stata  davvero impeccabile, in poche parole mi avete dato più voi che io!
Poi, cosa da non sottovalutare, sempre grazie al CAMP MELLITO ho mangiato il pesce per la prima volta! Chi se lo sarebbe mai immaginato?
Arrivando ai numeri: in bici ho percorso 140 km, dislivello 2600 m in 6h e 30 m vam di punta veleno 1100 e devo dire che le gambe hanno sentito tutto questo; per quanto riguarda la glicemia ho capito che, attualmente, se sono in movimento i  valori  possono rimanere normali senza usare l' insulina e SOPRATTUTTO che la conta dei carboidrati è fondamentale.
Ho capito inoltre che non mi devo accontentare. Voglio imparare a gestirmi al meglio per rendere e stare meglio!
Le difficoltà spero di passarle con una ruota sola, impennando!!
Grazie a tutti di cuore,il mio morale adesso è alle stelle.

20 > postato il 25-10-12 > 10 RIGHE DA ... SANDRO ZOPPOLAT [T1, BZ]
In primis un saluto caloroso a tutti
Dire che è stata una bellissima esperienza credo sia riduttivo, visto che nonostante fosse la prima partecipazione al Camp sin dall’inizio mi è sembrato di conoscere tutti da una vita.
Gli argomenti trattati sono stati molto interessanti e di aiuto a risolvere certe mie incertezze riguardo alla ns. carenza.
Sicuramente un ringraziamento all’organizzazione e ai doc intervenuti, troppo da lecchino.
Sono tornato a casa domenica con un pensiero stampato bene in testa quello di non mollare mai, anche perché come abbassiamo la guardia Mr. D ci suona sempre la sveglia.
Molto contento di aver provato il sensore della Medtronic e anche dei risultati ottenuti, metabolicamente parlando sono sempre rimasto molto regolare.
Credo che a fine novembre al prossimo controllo riuscirò a confermare il 6,7 di glicata.
Con molta sorpresa mi sono sottoposto all’esame plicometrico e pensando di essere una cosiddetta “pianta grassa” sono stato smentito dal risultato che comunque provvederò a migliorare.
Sotto l’aspetto atletico nei tre giorni ho fatto dei bei giri (totale 180,00 Km di bici) ma con mio profondo rammarico ho notato che l’allenamento che avevo fatto con la bici era quello col campari, scherzo, e non quello con la due ruote.
Devo dire che ho incontrato delle persone molto determinate e decise a raggiungere i propri obiettivi, me compreso, ma penso che chi più e chi meno avesse dei traguardi da raggiungere.
Visto questa bella esperienza è nato in me il sogno di organizzare un incontro simile nelle mie zone, anche perchè l'Alto Adige-Sudtirol è una bella terra dove bici, corsa e camminate trovano il loro habitat naturale.
Spero di rincontrarvi a tutti molto presto e per tutto il resto c’è facebook.

19 > postato il 25-10-2012 > 10 RIGHE DA ... MARCO BIANCHINI [T1,PG]
Che dire? Quando vedo crescere la voglia di pedalare (non conta se forte o piano), quando vedo affrontare e vincere ascese ritenute "impossibili", quando vedo negli occhi di chi pedala al mio fianco la grinta, la serenita' e la fiducia che ho visto in questi giorni (e che vedo ad ogni nostro incontro) negli occhi dei ciclomelliti, quando in cima ad una salita vedo sorridere a trentasei denti e dire "chi lo avrebbe mai fatto, se non avessi avuto il diabete???", allora mi convinco ancor di piu' che non solo "DIABETES AS A CHANCE", ma anche, e soprattutto, che "DIABETES IS A CHANCE",
Con testa, gambe & cuore
Van der Blankineen

18 > postato il 25 ottobre 2012 > 10 RIGHE DA CARLO MP [T1,PU]

CAMP MELLITO: CHE SPETTACOLO!
Dopo “Into the white”, eccomi alla seconda partecipazione agli eventi outdoor di DNL & friends.
Il primo evento mi aveva aiutato a fare pace ed a riprendere le redini della patologia;il Camp Mellito mi ha stimolato a continuare ad allenarmi, sportivamente e metabolicamente… perché non si finisce mai di imparare!
Utilissimi gli approfondimenti e i consigli dei medici (onni)presenti e del personale del Marathon Center.
Grandiosa la possibilità di praticare sport di endurance (e non solo) con sportivi preparati che convivono col diabete e lo gestiscono al meglio delle proprie possibilità.
METABOLICAMENTE E ATLETICAMENTE ... IN BREVE:
Giovedì ho preso la mia bici da cicloturismo, le mie borse da viaggio, e sono salito sul treno per Verona; poi una bella pedalata fino a Castelletto a ritmo blando, in modo da preservare le energie per i giorni a seguire!
Venerdì mattina mi sono aggregato agli stradisti per una 60 km tranquilla (dicono loro).
Sarà per il tipo di bici, sarà per l’allenamento un po’ fai-da-te, sarà per l’ipo a tradimento prima della partenza (causa troppa fiducia nel sensore) ma ho faticato parecchio per star dietro ai Ciclomelliti.
Viaggiando a una media di 160 bpm (80%) sono stato costretto ad una prestazione all’inseguimento: della glicemia in continua discesa e dei compagni di pedalata meglio dotati (sotto il profilo dell’allenamento e del tipo di ciclo).
In salita mi ha salvato la terza corona, per il resto devo ringraziare la mia ostinazione e l’aiuto dei provvidenziali Ciclomelliti che mi hanno incitato, trainato e addirittura spinto nella corsa sul lungolago.
Dopo 50 km sono stato comunque costretto ad abbandonare il gruppo perché i muscoli non ce la facevano più ed iniziava a dolermi un ginocchio! 
Ultimi 10 km in versione “ciclista della domenica”a 120 bpm.
Appunti per il futuro prossimo: intensificare l’allenamento e non unirsi agli stradisti quando si hanno 8 kg di bici in più e l’aerodinamica di un pulmino Wolkswagen (nonostante io li adori!!)
Sabato ho preferito dedicarmi all’arrampicata, sport che non ho mai praticato ma che mi ha sempre incuriosito.
Trascorse 2 ore dalla colazione (da segnalare un picco glicemico di 187 nella prima ora dopo il pasto per non aver considerato l’alto indice glicemico dei cereali e aver iniettato il bolo poco prima di iniziare a mangiare) , accompagnato dai mitici Dr. Poccia, Sudano e Vasta siamo partiti alla volta di Marciaga!
Glicemia misurata all’imbocco del ripido sentiero che porta in falesia (2 ore dopo colazione): 87.
Nella fase di avvicinamento (20 min. in tutto) sono rimasto nel range aerobico ma questo non mi ha impedito di finire in ipo (a detta degli esperti i quadricipiti - in salita - bruciano glucosio in grandi quantità pur mantenendo un metabolismo aerobico).
Corretto con 20 cho; glicemia pre-arrampicata: 95.
Via di quarto grado (a) affrontata senza grandi sforzi fisici.
Il panorama da lassù è spettacolare!
Glicemia a terra: 110
La storia si è ripetuta anche con le pareti successive: glicemie costanti e il sensore che ha sempre evidenziato una bella freccia orizzontale!
Domenica mattina nuova sessione di arrampicata (c’ho preso gusto!).
Glicemia all’imbocco del sentiero: 76.
Memore della giornata precedente ho integrato con 20 cho in fase di avvicinamento per evitare l’ipo.
Glicemia a fine sentiero: 70.
Come sabato, arrampicate a glicemia costante e nulla da segnalare a parte lo stoicismo del Dott. Poccia che, attaccato da uno sciame di tafani, ha continuato ad arrampicare da primo fino alla cima della via!
Appunti per il futuro prossimo: monitorare la glicemia in fase di avvicinamento, anche se di breve durata, specie su percorsi in forte pendenza.
Da verificare l’andamento glicemico su vie che richiedano sforzi fisici notevoli.
Dopo il pranzo luculliano e il commiato del Presidentissimo ho caricato le borse e sono saltato nuovamente in sella alla mia bici in direzione Verona.
Mi scuso con chi non sono riuscito a salutare di persona ma avevo tempi molto stretti.
Spero avremo presto modo di rivederci!
Glicemia pre-bici: 159.
Ho viaggiato ad una media di 20 km/h e 145 bpm (73%), integrando lungo il tragitto 50 cho (Enervit).
Glicemia a metà percorso: 71
Glicemia a fine a.f.: 127
Glicemia a Bologna, dopo un viaggio in treno in stile deportato: 282 (probabilmente dovuto alla digestione tardiva del pranzo ipercalorico unito allo stress del viaggio in treno). Corretto efficacemente con 3 u bolo.
IN CONCLUSIONE:
Un grande grazie a tutti gli intervenuti e soprattutto agli organizzatori, perché è bello imparare insieme a conoscerci! Alla prossima!
Carlo M. P.

17 > postato il 24.10.2012 > 10 RIGHE DA GIANLUCA TOSCANI [T1, PR]
Una settimana fa' a quest'ora ero pronto per affrontare il secondo campo mettendo appunto piccole rifiniture tecniche, come la figurina di RE JULIEN personaggio chiave in MADAGASCAR sulla mia Guerciotti e oggi con grande passione ma con un velo di tristezza sono a scrivere di tutti quei poveri diabetici che non possono riuscire in nessuno sport perchè pericoloso per la loro salute..... (ricordate la lezione del doctor che ci ha resi partecipi di questa eresia!!!)
beh,  mi sono fatto una grande risata interiore per non disturbare la lezione a sentire quello che ha detto quel medico a quel povero ragazzo anni fa'....
Comunque posso dire un'anno di assoluto miglioramento, innanzitutto la mia glicata scesa da 8,5 a 6,9 e costante da febbraio 2012 in più riduzione dell'insulina rapida Lispro da 20 unità giornaliere a 14 giornaliere suddivise in 3 BOLI e riduzione della basale GLARGINE da 20 unità a 15... inoltre ho confrontato i dati del mitico HUBER & COMPANY di quest'anno: massa grassa 15,2 nel 2011 quest'anno scesa al 12,5 con peso costante quindi 74 - 73 kg!!!
Sono sulla strada giusta per arrivare a 10 .... vero ISSIMO????
In più quest'anno nei primi 6 mesi ho disputato 7 granfondo tra cui le più importanti Laigueglia e Versilia che fino a 2 anni fa' non mi sarei mai sognato di fare!!!
Se non è star bene e migliorarsi questo....
Dell'organizzazion, del posto, della compagnia, delle persone, del mangiare, del tempo posso dare un bel 10 come sempre del resto..... in più quest'anno avevamo grandi presenza come Paolino e Andrea che hanno elevato il tasso tecnico e hanno portato entusiasmo a tutti; abbiamo avuto anche molti nuovi entrati che si sono divertiti come matti e io con loro.
Insomma siamo una grande Family sempre in sintonia che dobbiamo cercare di allargare sempre di più, ognuno mettendosi in gioco nella propria zona per raccontarsi e condividere con altri le proprie esperienze per vivere al top!
Un grazie va soprattutto ai DOC che mettono il loro tempo a disposizione e insegnano sempre ogni anno qualcosa di nuovo e di particolare per migliorare l'andamento della nostra vita...
Infine grazie a tutti voi perchè è anche merito vostro oltre al mio se in una salita come PUNTA VELENO non ho messo il piede a terra con il 39 x 29.....
CIAO UN ABBRACCIO GRANDE A TUTTI E RICORDATE:
"Sogna ciò che ti và vai dove vuoi sì ciò che vuoi essere  perchè hai solo una vita
per realizzare il tuo sogno..."
Gianluca

16 > postato il 24-10-2012 > 10 righe da Daniele Lodi [t1, FE]
"Carissimi  atleti e atlete"….
Vi ritrovo dopo  due lunghissimi anni trascorsi lontano da  eventi  sportivi organizzati da DNL_ C&D  e con immenso  piacere ho potuto rivedere ”Vecchi” amici,e  conoscere persone nuove con Le quali ho avuto la fortuna di  condividere  indimenticabili giornate di sport ,amicizia e condivisione di esperienze di vita vissuta con il diabete.. Giornate nelle quali purtroppo non ho potuto conoscere personalmente tutti,ma che sicuramente da ognuno di Voi mi porto a casa l’affetto e la stima.
Un sentito e doveroso ringraziamento a tutti coloro i quali hanno saputo con grande dedizione e competenza,organizzare,e condurre questo “Camp Mellito 2012”,e a tutto lo “Staff Medico “che ha saputo  nei limiti del tempo a disposizione, portarci nuove conoscenze scientifiche per una sempre più consapevole gestione del “quotidiano”.
Credo che ognuno di noi ,da questa bellissima esperienza,saprà trasmettere con forza e determinazione lo “spirito mellito”che ci contraddistingue su ogni “campo di gara”
A presto!...sulle strade d’Italia…!!!
Evviva  DNL ,  Evviva C & D
Daniele (T1 ,FE)

15 > postato il 24 ottobre 2012  > 10 RIGHE DA ALESSANDRO BELLON [T1, VE]
Era dal giro Zoncolan-Crostis che aspettavo con ansia di rivedere i vecchi e di conoscere i nuovi mellito friends.
Quest'anno poi, stanti i nuovi impegni bibabbeschi e stimolato dalle pluriennali prestazioni presidenziali di War and Issimo, nell'ultimo mese avevo accantonato la bici x il running, ma un noioso infortunio al piede mi stava costringendo all'abbandono.
Anch'io però come il Grande Davide "barcoeo ma no moeo".
Non mollo xche' un gruppo  cosi' forte, consapevole ed allo stesso tempo umile e' veramente unico e speciale. N
on mollo xche' so che grazie al confronto e consigli di tutti voi uniti alla professionalità e profonda umanità dimostrata da tutti i dottori intervenuti  riusciro'  a riacchiappare la glicata a 6,5-7.
Non mollo xchè sono sicuro che ci saranno altre occasioni per conoscere piu' da vicino anche i mellito runners.
Continuiamo così questa è la strada giusta e sono sicuro che saremo in tanti ad affiancare e supportare il neobabbIssimo in tutte le iniziative DNL future.
Un grande grazie e saluto a tutti e alla prossima!!!

14 > postato il 24 ottobre 2012 > 10 RIGHE DA PIERO GRAZZI [T1, AR]
Pensieri in libertà:
Il Camp quest'anno me lo sono regalato per i miei (primi) 50 anni.  Non mi aspettavo così tante new entry, anche se ormai dovrei essere abituato alle positive sorprese degli appuntamenti DNL...
"A testa alta, ma invisibili" [visibili ma irriconoscibili,ndr]
E' curioso come si possa essere in sintonia con alcuni pensieri: e questo, della 'trasparenza' dell'essere diabeteci nei confronti del resto del mondo, è uno di quelli.
Quattro giorni che passano così in fretta da sembrare un sospiro. Il viaggio con Andrea ed Emanuele, la camera condivisa con Pietro (... con cui ho fatto un po' la figura del musone, ma il libro di Murakami appena arrivato per me era come una droga, dovevo leggerlo in ogni momento libero :-)) ).
Gli amici ritrovati, la Francesca che è sempre più veloce di me,(ma forse ho qualche speranza di avvicinarmi al suo tempo  a Firenze), la Cherubina, che è stata così brava!
Ho ascoltato tante persone, con attenzione, perchè sapevo che avrei imparato sicuramente qualcosa di nuovo. Pensavo di sapere già tutto sulla gestione metabolica, invece mi accorgo che mi siedo sovente sugli allori... e allora condividere la propria storia, esperienza, diventa veramente un'occasione unica di formazione.
Aver fatto il lungo, sabato, mi ha permesso infine di gestire al meglio la ricca paleo-dieta (che intrigante provocazione!).
Se mi fermo a ricordare, sento ancora i rumori dei sensori, con gli allarmi attivati o quelli dei glucometri, durante la rilevazione. 
E' un rumore che non sento mai, durante l'anno, perchè al mio l'ho tolto e perchè è raro trovare così tanti diabetici scrupolosi insieme!
Atleticamente,
questi mesi mi hanno dato una grande serenità e soddisfazione nel fare attività fisica, nel correre.
Forse sarà stata la resilienza, forse una certa maturità acquisita grazie ai preziosi consigli degli amici runner evoluti che ho incontrato in questi anni, ma correre sui sentieri, o sul lungolago come ho fatto in questi giorni è stato davvero stimolante e divertente.
E l'impegno adesso, per essere ancora più "invisibile" [irriconoscibile,ndr], sarà quello di abbassare l'indecente indice di massa grassa risultato dalle pliche (sicuri che sia un metodo preciso?...) [sì, ndr]
La vedo dura, ma mai dire mai!

13 > postato il 23 ottobre 2012 > 10 RIGHE DA FRANCO BENETTI [T1, VI]
METABOLICAMENTE:
nell' ultimo anno non riesco a trovare un equilibrio, tante glicemie a dente di sega che mi hanno alzato la glicata fino a sfiorare l'8 ;  ho testato il sensore della Dexcom, nella speranza di avere una fotografia della mia giornata glicemica, ma è stata una delusione. La lettura dei dati non è' mai stata coerente con i valori del reflettometro... La precedente esperienza fatta con il Medtronic e' stata invece molto interessante, con dati che mi hanno permesso di fare delle valutazioni oggettive sulla variazione glicemica.
Dopo queste 2 esperienze posso solo confermare quanto sia importante non farsi condizionare dagli strumenti, ma usare costantemente la testa senza farsi guidare ciecamente dai dati, ma interpretarli in ogni momento ATTIVAMENTE ! Ho ancora molto da imparare!
ATLETICAMENTE:
Le tabella di allenamento del Marathon mi hanno motivato ad allenarmi con metodo e dopo aver superato Issimo in bici il mio " io" gonfiato da tale prodezza si gongolava felice di essere migliorato..... Fino a che' non è' arrivato l'esito della pliche, inesorabile, a dirmi che ero lo stesso di un anno fa e realizzando che la prestazione del neo  papino era solo dovuta all'incicciottimento nell' intraprendere degnamente il suo nuovo ruolo.....
Poco male, ci dovremmo mettere a correre ancor di più!
CONVIVIALMENTE:
che dire...ho letto le 10 righe  e per non ripetermi anch'io voglio riassumere tutto in una parola :CONDIVISIONE.
E condivisione significa anche raccontarsi... È con questa esperienza , a distanza di quasi un anno , stiamo crescendo in tutti i sensi.
AFFETTIVAMENTE:
grazie.

12 > postato il 23 ottobre 2012 > 10 RIGHE DA DAVIDE REALE [T1, VI]
Atleticamente: 
Beh,che dire…avete visto tutti quale era il mio mezzo questo anno. Gia lo scorso anno, con la Mtb, avevo fatto fatica su quelle “salitine” causa scarsa condizione dovuta al fatto di non potermi allenare con continuità. In questo invece, sono arrivato “nudo” dei miei mezzi. Venduto tutto. Ammetto che quando eravamo a Punta Veleno e io facevo su e giù con lo scooter per le foto li ho invidiati i ciclomelliti ma, ahimè, ci sono dei momenti in cui bisogna prendere coscienza dei propri limiti, senza piangersi addosso, ma accettare in questo caso il fatto di non poter più andare in bici e poter correre. Ero passato alla bici dalla corsa qualche anno fa pensando di sollecitare di meno il mio alluce (infortunatosi ormai una decina d’anni fa in una meravigliosa?! spiaggia brasiliana) ma non c’è stato nulla da fare. Mi sono reso conto che i piedi si usano, in qualsiasi sport. Questa estate ho “conosciuto” il Kayak, il fiume ce l’ho a mezz’ora da casa, e mi è piaciuto molto. Lì va un po’ meglio, il piede è meno sollecitato, o meglio, è una sollecitazione diversa. Poi sto considerando anche i Rollerblade, dovrei provare. Nel frattempo, aspettando la primavera, mi sono dato al nuoto, che sto cercando di praticare nel miglior modo possibile. Me lo farò piacere. Tra pochi giorni avrò un consulto con un altro ortopedico e vedremo come andrà. Nel frattempo, come si dice, “Barcollo ma non mollo”.
Metabolicamente:
Lo scorso anno imparai molti “trucchetti” parlando con i fratelli e con i Doc come, per esempio, spezzare i boli di insulina rapida o ridurre di ben 5 unità la dose di Lantus che ormai da circa 3 anni mi iniettavo inutilmente e che mi causava delle ipoglicemie mattutine non da poco. Quest’anno invece ho capito che forse, per risolvere i miei problemi di “coperta corta” pre-cena, dovrò passare a Levemir. Vedremo, ci sto pensando in questi giorni.
Purtroppo quando hanno parlato il Dott.Sudano e il Dott.Poccia riguardo lo stato della Diabetologia italiana attuale mi sono sentito chiamato in causa e ho pensato alla mia situazione. Poca competenza e umiltà direi, da parte di medici che sono lì per arrivare a sera. E mi dispiace dirlo, però è la verità. Mi sento trattato come un numero mentre sono una persona che ha delle esigenze e delle domande e che vorrebbe delle risposte che non mi vengono date. L’impressione delle ormai poche volte che vado è quella dello “sbrighiamoci che ci sono altre persone fuori che aspettano”. Ma forse proprio tutta la colpa in questo caso non ce l’hanno se penso ai continui tagli a cui è sottoposta la sanità italiana.
Proprio per questo ho deciso di partecipare comunque al Camp anche se non avevo più le bici, perché sapevo quanti ulteriori e preziosi consigli e informazioni avrei potuto ricevere che mi avrebbero aiutato a migliorare il mio rapporto con Mister D.
Quindi, dato che i grazie non vanno sprecati, ci terrei a darne uno di grande ai Doc per la competenza in materia, per la loro pazienza e disponibilità. L’ultimo passo da fare è trovare un fidanzata nutrizionista, ma non è facile J
La glicata degli ultimi anni non è male ma è migliorabile. Lo so che lo è, quindi la mia mission a oggi è questa!
Convivialmente : Non è retorica!!! E’ davvero stato bello ritrovarvi tutti. Aveva ragione Marco Nodale quando parlava di “fratellanza”, sì, perché è come fratelli che vi ho considerato in questi giorni. Anche i nuovi amici che sono venuti per la prima volta si sono ambientati subito, questo dimostra lo spirito e lo speciale alone che c’è ogni qualvolta ci si ritrova. Mette serenità e pace, a me almeno. Oggi, mentre uscivo dalla piscina e indossavo la maglietta del Camp, una voce da dietro leggeva la scritta “Di..a..bete no lim..its” al che mi son girato e ho sorriso dicendo : “Si sì, c'è scritto proprio così : DIABETE NO LIMITS”. A presto fratelli.

11 > postato il 23 ottobre 2012 > 10 RIGHE DA MANUELA MORETTO [T1, CN]
RESISTENZA …
Tornata a casa dal camp, ho iniziato a metabolizzare tutte le info raccolte in quei magnifici 4 giorni.
Ho ripensato a tutte le mie "prime volte" vissute, come misurare la glicemia insieme ad altri diabetici, confrontarmi con ragazzi con il micro, calcolare la mia massa grassa, parlare di diabete con chi è diabetico e tanto altro .
Ho ripensato a tutti i consigli importanti che i doc mi hanno dato.
Mi sono avvicinata al camp perchè amo lo sport, magari esteriormente non si direbbe.
Sono stata una ginnasta nei primi anni della mia vita, poi tac a 12 anni tutto è cambiato ed ho pensato fino a pochi anni fa di essere una completa merda.
Con vari supporti ho capito in seguito che il piangersi addosso non serve assolutamente a niente.
Che bisogna "Usare la testa" come molte volte si è detto al camp .
Da questi giorni, quindi, mi porto a casa la voglia di imparare a lavorare sulla resistenza fisica e mentale, intesa come qualcosa che dura nel tempo.
Troppe volte ho agito con troppa velocità e poi gli sforzi fatti si sono dispersi velocemente .
Ho capito di dover lavorare su obiettivi reali, senza aver fretta di raggiungerli, ma lavorandoci seriamente quotidianamente.
E una delle cose che mi darà sicuramente la forza è quella di sapere di poter contare su questo meraviglioso gruppo che ho incontrato, al quale rivolgo un sentito grazie per tutte le fantastiche emozioni che mi ha fatto provare. Manu

10 > postato il 23 ottobre 2012 > 10 RIGHE DA CHERUBINA AGNOLI [figlia di un tipo 1, VR]
Convivialmente …
anche se avete fatto un gran casino ai pasti, sono riuscita comunque a dormire tranquilla nella culletta, non so come. La mia mamma era un po' stanchina la sera e non mi ha permesso di presenziare al "late show" del mio papi. Di notte lui dormiva come un ghiro e io ho preferito limitare le poppate notturne pur di non disturbarlo. Era un po' pallido e stanco la sera, puzzava anche un po' da vecchio, ma comunque mi ha sempre coccolata e addormentata con amorevolezza. Cosa volete, come dice il dottor Sudano, i bambini si debbono abituare alle puzze sin da piccoli!
Atleticamente …
purtroppo a 45 giorni di età non mi è possibile ancora praticare sport, ma ho cercato di dormire il più possibile. Come insegnano i grandi atleti il riposo e il recupero sono fondamentali. Il mio papi in questo è un vero somaro, e sembra avere tanti discepoli soprattutto nella comunità ciclomellita.
Metabolicamente …
purtroppo il mio papi non è riuscito a convincere lo staff medico a farmi le pliche e la valutazione impedenziometrica … avrei voluto confrontarmi con voi. Per il resto cresco bene, poppo di gusto, e, per mantenere un perfetto assetto lipemico, conto di seguire i consigli della mia mamma, campionessa della dieta mediterranea vera, anche se ho visto il mio papi grattarsi la capoccia e rigirarsi nel letto tutta la notte pensando alle considerazioni emerse sulle paleo-diete.
Pargolettamente …
il mio nonno che è di Napoli mi chiama "passerottiello" … non fa tenerezza? Spero di essermi comportata bene. Ho fatto qualche puzzetta e qualche rigurgitino, ma spero non ve ne siate avuti a male. Spero dunque di essere presente a tutti i futuri eventi che il mio papi avrà la forza di organizzare. L'ho visto molto stanco e a casa è così accanito e appassionato quando segue queste cose. Trascura pure il lavoro e non so come farà a pagare i pannolini. Per favore aiutatelo un po' di più … ma non proponetegli cose da fare, sostituitevi a lui con progetti e presenza fattiva, altrimenti poi mi trascura.
Ci vediamo ai prossimi appuntamenti. Se vi comportate bene vi permetterò anche di cambiarmi il pannolino!

9 > postato il 23 ottobre 2012 > 10 RIGHE DA ... FEDERICA VARBELLA [T1, TO]
RISCOSSA …
ecco cosa mi ha dato il camp: un'incontenibile voglia di risollevarmi e riscattarmi.Ho passato un anno difficile da tutti i punti di vista, ma soprattutto da quello sportivo e di conseguenza, oltre a gestir male le glicemie, mi sono buttata giù.
Sono stata un'atleta fin da piccola: nuotavo a buoni livelli tutti i giorni; anche se era davvero difficile e faticoso, mi piaceva fore sport. Era una cosa normale.
Quando nel 2006 capii che era arrivato il momento di cambiare, per passare al triathlon, eccolo lì, il nostro "amico comune".
Per me era così normale fare sport che il pomeriggio stesso che mi hanno dimessa dall'ospedale, ero già in piscina a nuotare e poi dopo a fare la mia prima corsetta.
Andava tutto bene, sia dal punto di vista della gestione metabolica, sia dal punto di vista dei risultati sportivi.
Ma, come si dice spesso: era tropo bello per durare. Raduno della nazionale allievi di triathlon, allenamento di corsa troppo tirato (era un'occasione da non buttare via!), ho dovuto dire ciao ai legamenti delle mie povere ginocchia.
Non potevo più correre, allora mi sono iscritta in una squadra ciclistica.
Ma ora non ne posso davvero più ed è per questo che ho deciso di tornare al triathlon. Anche grazie al camp e a tutti voi ho trovato gli stimoli e la forza per ricominciare.
La mia RISCOSSA è partita da questi fantastici 4 giorni. E' sempre difficile ricominciare, ma quando si è sostenuti da persone come voi, riesce tutto più facile, anche correre per quasi 13 km, con le scarpe ancora impolverate!

8 > postato il 23 ottobre 2012 > 10 RIGHE DA ... ELISA BASSO [T1, PD]
Atleticamente:
Tre uscite podistiche che porterò nel cuore per l’affiatamento di gruppo che si è venuto a creare in questi giorni. Se qualcuno, guardando i cerchi olimpici , pensasse che si sono disputate chissà quali competizioni fra persone diabetiche , magari con premio finale una fornitura annuale di aghi, penne, strisce ecc ecc,  resterebbe al quanto deluso se sapesse che non c’era alcun premio in palio e che , addirittura il presidentissimo, domenica è arrivato ultimo assieme alla debuttante Lucia, che corre solo da pochi mesi, con sprint all’ultimo sangue come si usa fare fra vecchi amici. Resterebbe deluso nel sapere che i più performanti hanno percorso circa 1 km/1.5 km in più degli altri, non perché abbiano scelto un percorso più adatto alla loro esigenze ma solo perché continuavano a tornare indietro per ricompattare l’allegra compagnia. Io facevo parte di quelli che si prendono sempre indietro ma non per questo mi sono sentita pantofolaia semmai parte integrante di un meraviglioso gruppo e finalmente consapevole che non devo dimostrare niente a nessuno se non a me stessa. Non nego di avere delle mie personalissime e piccolissime ambizioni ma mi pongo principalmente l’obiettivo di mantenere inalterata la gioia di fare sport che deve essere solo e soltanto un mezzo per farci sentire vivi e in pace con noi stessi. Prometto di raccontarmi di più ma in assenza di una mia imminente partecipazione ad un ultra trail o iron man spero che il presidente momentaneamente si accontenti della mia prossima partecipazione alla marcia della “Sagra degli Gnocchi “ che si svolgerà a breve…
Metabolicamente: Ho come l’impressione di aver raccolto un sacco di puzzle e di dover ora piano piano con pazienza creare la figura che si cela dietro a tutti questi pezzettini. E’ questo il trofeo che mi porto a casa dal camp 2012. Troppo spesso si parla di diabete ma si tratta di tante troppe parole al vento. Qui’ c’è il vissuto di tutti noi , il frutto delle nostre esperienze , i nostri errori le nostre paure  e a volte anche la presunzione dell’essere persone arrivate quando magari ci nascondiamo dietro a poche certezze ben assodate e abbiamo paura di tutto quello che ancora non conosciamo. Troppo spesso , io in primis, ho sentito dire “ ma io a casa ho le mie cose” oppure “di solito faccio così e mi trovo bene”. Trovo sia riduttivo e frustrante rinchiudersi dietro a poche certezze, trovo che dobbiamo avere semmai il coraggio di continuare a sperimentare. Il più bravo della classe non è colui che eccede perché ha una glicata perfetta ma colui che sempre e comunque se la cava benone in qualsiasi situazione. Oggi più che mai voglio mettermi maggiormente in gioco , voglio vincere i miei fantasmi e sono convinta che, questo posso ottenere solamente attraversa una profonda conoscenza di me stessa e non attraverso quei mezzi che ci rendono veramente liberi solo se da noi correttamente usati. Insomma torno a casa con i compiti per casa e con tanta voglia di fare!
Convivialmente: Esorto tutti a continuare su questa strada , con un atteggiamento di sincera lealtà verso gli altri senza peli sulla lingua. Spero si continui così più propensi verso il cazziatone  che non con la pacca sulla spalla per poi dire dopo due minuti che abbiamo parlato con il più grande testa di cazzo di questo pianeta. Se lì per lì una critica può far male resto del parere che sia l’unico modo per svegliarci dal sonno delle nostre convinzioni. Detto questo non so se anche quest’anno sia abolita la parola grazie ma me ne frego altamente ed ho intenzione di usarla molte volte.
Grazie a tutti i partecipanti per essersi messi in gioco mettendo a disposizioni di tutti i propri errori le proprie insicurezze e dando così a tutti la possibilità di ragionare su alcune situazioni.
Grazie a doc Mario, Doc Gianfranco e Doc Maurizio che si sono fatti in quattro ed hanno soddisfatto tutti i nostri quesiti dai più insignificanti da rivista ai più complessi e laboriosi.
Grazie ancora e sempre a Monica & Cristian che nonostante un pargoletto di 40 gg si sono fatti in quattro per rendere possibile questo evento.
Grazie in maniera particolare Cherubina condannata a sopportarci dai primi giorni di vita
Un abbraccio e un arrivederci a tutti. Elisa

7 > postato il 23 ottobre 2012 > 10 RIGHE DA ... ANDREA PIROVANO [T1, MB]
Descrivere in sole 10 righe questo camp è un'impresa ardua, ma ci proverò !
Arrivato al primo evento DNL a Brenzone non sapevo cosa mi si sarebbe prospettato davanti nei giorni seguenti.
Avevo precedentemente partecipato a parecchi eventi legati al diabete e si erano sempre conclusi con una noiosissima lezione su argomenti già conosciuti ai più.
Posso dire invece che durante questi 4 gg di CAMP MELLITO ho appreso moltissimo da un po' tutte le persone che erano attorno a me .
In questo camp non si è parlato di diabete con il solito "noioso" messaggio di speranza ecc...
Qua quel messaggio era già metabolizzato in tutti noi e quindi si è discusso del paziente diabetico inteso come ATLETA !!! Come un'individuo senza nessun tipo di problematica !!!
In anni di buoni risultati sportivi credevo d'esser ad un livello di conoscenza di questa patologia assoluto, ma ho capito che il lavoro su noi stessi è lungo e non finisce praticamente mai.
Bisogna sempre alzare "l'asticella" dei nostri obiettivi con un regime metabolico/sportivo sempre più complesso e difficile.
Per quanto riguarda gli allenamenti fatti in questi 3 gg posso dire che il buon Paolino Cravanzola mi ha fatto soffrire !! ahah!
Chiudo questi 3gg con quasi 380km fatti per un totale di quasi 4000metri di dislivello e 13 ore di pedalate! (unico rimpianto la mancata scalata di punta Veleno per mancanza di pignoni !!! ahaha)
Voglio anche ricordare tutti gli altri "ciclomelliti" come me con cui sono stato benissimo e con cui ho chiacchierato di imprese sportive future !
Che posso dire ...quand'è il prossimo camp mellito !?!?! =D
Perchè non vedo davvero l'ora !!
Un ringraziamento speciale a tutto lo staff DNL!

6> postato il 22-10-2012 > 10 RIGHE DA FRANCESCA POLESE [T1, MI]
E' il terzo camp a cui partecipo. La prima volta (ad Arezzo) mi sentivo una novellina, armata dell'emozione e della timidezza di chi non sa bene cosa aspettarsi.
Fu un incontro "fatale", nel senso che non ho più voluto mollare e il fatto di essere costretta a rinunciare (per motivi di lavoro) al primo giorno del camp di quest'anno per me è stata dura. Ancora mi sento una novellina, perché ogni camp è diverso, anche se non saprei dire bene il perché.
Il camp è un weekend che regala sorrisi, alcuni conosciuti - sui visi delle persone le cui espressioni hai imparato a conoscere nel tempo -, altri nuovi ma carichi dello stesso identico entusiasmo che ciascuno di noi credo senta di fronte alla consapevolezza che non si finisce mai di imparare, che non si deve finire mai di imparare. Quest'anno per me il camp non è stato solo occasione di corsa e di confronto metabolico. Non è stato solo parlare di boli, riduzioni di basale, boli anticipati, ipoglicemie tardive ecc.
E' stato anche un momento (aihmé troppo breve) per parlare di vita, di progetti, di forze, debolezze, timori e certezze. Di sogni e di realtà.
Diabete e glicemie fanno parte di questa vita, ma non c'entrano nulla nel rendere "speciali" le persone.
Quello che le rende speciali è la capacità di mettersi in gioco, aprirsi, raccontarsi e confrontarsi. E il camp è proprio questo. Siamo grandi, e sono fiera di essere riconosciuta come una "diennellina".
Adesso vado a far marinare il mammut che mangerò domattina a colazione e che ho catturato al parco stasera sfruttando la velocità garantitami dai miei depositi di glicogeno.

5 > postato il 22-10-2012 > 2 RIGHE DA LUISA CAMPREGHER [DM1,TN]
Caro Cristian e carissimi TUTTI,
vi ho trovati e non vi mollo più!!!
Ho visto in internet che avevate organizzato questo evento e senza consultare mio marito (!!!!) ho deciso di iscrivermi per partecipare.
Della serie: la cosa giusta al momento giusto… ”carpe diem”!!!!
E’ da un’intera vita che vivo con il diabete [dall'età di 2 anni,ndr]: io lo considero il mio compagno di viaggio e…c ome tutti i compagni di viaggio: ci vai d’amore e d’accordo, poi ti sta un po’ sulle balle perché è una presenza di cui a volte faresti volentieri a meno… ma poi dai che ci sei anche affezionato!
Sono stata una bambina con il diabete: mi interessava solo giocare e la mia infanzia è stata davvero allegra e spensierata. Sono stata una ragazzina esuberante, attiva e sportiva.
Sono stata un’adolescente testona…ribellle…di più!!! E poi anche l’educazione delle “proibizioni” aveva dato i suoi frutti…marci…
Ci sono stati anni difficili in cui vivevo il “qui ed ora” senza ragionare, a discapito delle glicemie.
Poi sono stata una ragazza che arrivata ad un certo punto ha voluto prendere in mano la situazione e vivere meglio: ho iniziato a correre e a gestire meglio le glicemie.
Prima più che altro per “dovere” e poi perché lo sport mi faceva stare meglio e mi rendeva felice.
E mi sono divertita un casino come tutti i miei coetanei. Quando tutto sembrava aver preso la giusta piega, mi sono anche innamorata del mio attuale marito. Non è stato tutto rose e fiori: c’è stato chi, per diversi anni, non mi ha accettata…perché diabetica…altri anni di tormento…ma l’amore tutto può e tutto fa passare! Sono sposata, con un bambino, lavoro, corro, continuo anche a studiare per diventare counselor…inseguo i miei sogni.
Nulla mi sembra impossibile oggi e tutto mi pare a portata di mano, “New York dietro l’angolo” e voi vicini anche se a distanza di Km.
Non ho rimpianti e non provo sensi di colpa per come ho trascurato il mio diabete negli anni della mia giovinezza: è stata un fase fisiologica e “propedeutica” alla mia fase di crescita.
Negli anni ho maturato una convinzione: il vissuto di malattia non può essere giudicato da nessuno. Nessuno può permettersi di dare giudizi se una persona accetta o non accetta una determinata patologia o su come una persona gestisce la patologia nel quotidiano.
Ho incontrato diabetologi che giudicavano … ottenendo pessimi risultati.
Altri invece che nel colloquio miglioravano la “compliance”, stimolando la motivazione del paziente.
Sono anche convinta che quasi tutti, chi prima e chi dopo, con tempi e modalità diverse, riescono a trovare un proprio equilibrio con il diabete (dico quasi tutti perché purtroppo incontro ancora persone adulte che dopo anni di convivenza con il diabete mi raccontano “non ho ancora accettato il diabete”…mi dispiace davvero per loro perché “non sanno cosa si perdono” – nel senso che vivono senza apprezzare tutto ciò che abbiamo oltre al diabete, sembra che tutto ruoti attorno esclusivamente al diabete, con un accezione negativa).
Durante questo questo Mellito Camp 2012 mi sono trovata perfettamente a mio agio anche se ero nuova del gruppo.
Mi piace mettermi in discussione e imparare anche da chi convive con il diabete da tempi più recenti (i più testoni a volte sono i pazienti più “vecchi”!!!)
Da questo week end mi sono portata a casa tutta la serenità che mi avete trasmesso.
Abbiamo condiviso la nostra passione, lo sport, abbiamo mangiato (molto bene)…le abbondanti colazioni dei ciclisti non le dimenticherò! E abbiamo brindato con del buon vino…ma cosa si vuole di più???!!
Nuove amicizie, scambi di opinioni. Ho apprezzato gli interventi dei dottori ma ho apprezzato molto anche il confronto con persone che come o più di me fanno sport e mi hanno dato buoni consigli e infuso tranquillità.
Un importante tassello della mia vita: Diabete no Limits e tutti voi che ne fate parte.
Corro e come spesso accade quando sto per finire il mio giro, sono accaldata, sudata ma ad un tratto sento la pelle d’oca dalla felicità per com’è, si evolve e corre la mia vita!!!
Grazie a tutti di cuore, siamo sulla stessa linea d’onda…ci ritroviamo di sicuro! Luisa Campregher

4> postato il 22-10-2012 > 10 RIGHE DA LUCA BONATTI > [T1, VR]
E' stata una esperienza per me UNICA.
Dico solo di aver passato lunghi lunghi lunghi periodi in crisi pensando di non riuscire più a fare quello che prima facevo, avevo perso molti obbiettivi, non solo sportivi, 
Ora dopo questo incontro: sono motivato, mi senato carico, consapevole, orgoglioso e fiero, con la certezza che posso ritornare a fare tutto quello che facevo prima, ma con un valore aggiunto: voi tutti dal primo all'ultimo, con il vostro divulgare ad altri il vostro sapere, la vostra esperienza, cosa che farò anch'io da ora.
Passare quattro giorni con voi mi hanno fatto recuperare tre anni e non solo. Cari dottori, tanto di cappello. Voi per me siete angeli speciali da tenere stretti. Grazie a te Cristian che mi hai fatto conoscere questo mondo nuovo e che promuovi tutto questo. VIVA LA VITA!

3> postato il 22-10-2012 > 10 RIGHE DA ... MAURIZIO "ZORRO" ZOZ [T1, UD]
Finalmente !!!! Era dallo scorso dicembre che aspettavo con immensa trepidazione il Camp Mellito del 2012 e per la prima volta venivo affiancato dall’amico Marco a rappresentare la “quota campo friulana“.
Naturalmente si viaggia assieme verso la splendida località sul mitico lago di Garda ed il tempo e la strada filano via molto veloci.
Al ns. arrivo troviamo già una nutrita pattuglia di amici vecchi e nuovi che ci accolgono in uno splendido clima di amicizia e di voglia di condividere e vivere in tutti i suoi aspetti i momenti che ci riserverà questo ns. incontro.
Tutti sono carichi e frementi e dopo una ottima cena, presto si và a letto e ci si prepara per le uscite podistico ciclistiche dei giorni successivi  e per seguire al meglio tutti gli eventi medico sportivi relativi all’alimentazione l’allenamento e la postura migliori per svolgere le ns. amate attività outdoor.
In questa occasione ho con piacere riscontrato che,rispetto ai precedenti incontri, c’è un livello superiore di preparazione di prevenzione e di consapevolezza ad affrontare nel migliore dei modi la gestione del diabete sia nel quotidiano ma soprattutto nell’attività sportiva.
Questo secondo me rappresenta l’ottimo lavoro svolto dalle ns associazioni di riferimento, Ciclismo&Diabete e Diabetenolimits, dallo  staff medico e da noi già “ persone consapevoli” nel diffondere un messaggio di sensibilizzazione verso altre persone che come noi accettano di mettersi quotidianamente in gioco e approfondire e seguire delle giuste linee.
Un grosso grazie a tutti per avermi fatto vivere tre splendidi giorni ed a presto rivederci anche sui campi di gara.
Maurizio Zoz (Zorro) from Udine, Friuli

2> postato il 22-10-2012 > 10 RIGHE DA ... LUCIA DE VALENTIN [T1, TV]
Camp Mellito 2012: Grande stima per i professionisti che hanno partecipato, per la loro competenza e preparazione, per la loro grande umiltà nell'apprendere e nell'ascoltare le nostre esperienze e i nostri dubbi.
Un grazie infinito va a Cristian per l'organizzazione e la gestione di questo e di tutti gli eventi DNL ai quali sicuramente mi impegno nel futuro a partecipare.
Un grazie a tutto il gruppo per aver condiviso in amicizia grandi e piccole esperienze, momenti di fatica seguiti da soddisfazione e confronto, momenti di impegno nell'apprendere preziose conoscenze utili per migliorare la gestione del diabete. Mi è piaciuto lo spirito giusto di ognuno nell'aprirsi agli altri e condividere quella parte di noi che ci accomuna, per conoscere ancora di più noi stessi. Mi impegno a mettere in pratica quanto ho appreso in questi giorni, a migliorare alcuni aspetti della mia gestione del diabete ricordando gli esempi di nuovi amici che ho conosciuto e i consigli dei professionisti che sono usciti dagli schemi che spesso ci limitano. Grande soddisfazione per le attività sportive che abbiamo praticato, per i briefing metabolici che hanno seguito le nostre piccole a grandi "imprese". Mi è piaciuto tanto il comune mettersi in gioco, sportivamente e metabolicamente.  Tutti abbiamo valorizzato le nostre potenzialità, secondo personali interessi e passioni.
Un grazie a tutti e W DNL!!! Lucia

1> postato il 21-10-2012 > 10 RIGHE DA ... DAVIDE CURCIO [T1, PD]
Camp Mellito 2012: da questi tre giorni mi sono portato a casa il ricordo di persone che come me amano lo sport outdoor indipendentemente dalla sua forma ed espressione.
Mi sono portato a casa un bel bagaglio di nozioni teoriche donate con carisma da un team di appassionati professionisti, nozioni che non vedo l'ora di mettere in pratica nella mia vita sportiva.
Mi sono portato a casa tre escursoni che mi hanno appassionato e divertito. 
Mi sono portato a casa dei nuovi obiettivi da raggiungere per il 2013.
Ma la cosa che piu' mi ha fatto aprezzare questo evento è tutto l'impegno personale ed associativo necessario per realizzare l'evento stesso, e' stato il confronto e la condivisione di emozioni ed esperienze. Grazie a tutti di averlo reso possibile. Davide