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Dnl - Diabete no limits

unisciti a diabete no limits dnl - tubo mellito

CAMP MELLITO TUSCANY - CM 3.0 DIECI RIGHE DA



Le "10 righe" ricevute dai partecipanti sono pubblicate "uncensored" in ordine cronologico dalla più alla meno recente ...
[da inviare via email a: info@diabetenolimits.org]

33. DIECI RIGHE DA ANDREA SKERL, DM1, TS
Ultimo giorno dell'anno ..quando si fa il sunto della propria stagione agonistica e non … e mi sono riaffiorati nella mente quei tre giorni in Toscana dove ho potuto lasciare tanti dubbi da atleta e dove scoprire che non ci sono limiti nello sport se non quelli che ti impone l'ignoranza e la non conoscenza di te stesso... ancora Grazie... e ci rivedremo di sicuro
Auguri a tutti

32. DIECI RIGHE DA ... GIOVANNI LA MANTIA, RM
Dopo due mesi dal Campo Toscano, mi accorgo quanto possano condizionare la tua mente, concetti, nozioni prima sconosciute.
Sono stato felice di partecipare al mio Primo Campus, di conoscere gente che non potrà che arricchirmi.
Rispetto ai concetti di cui parlavo, tutto o quasi è cambiato durante gli allenamenti.
Se prima avevo "timore" delle ipoglicemie, adesso mi accorgo che spesso non ho nemmeno bisogno di integrare durante lo sforzo fisico.
Il famoso glucosprint è un remoto ricordo. Grazie a tutto voi.

31. DIECI RIGHE DA … MAURIZIO ZOZ, DM 1, UD
Sono passati una quarantina di giorni dalla fine del ns. camp.
Questa volta ho voluto far adagiare la polvere prima di scrivere questi mie righe.
Ho voluto aspirare lentamente questa bella sensazione che mi ha lasciato dentro.
Cosa dire gli anni passano le località cambiano, ogni anno si ritrovano i vecchi amici ed ogni anno si conoscono nuove splendide persone da aggiungere alla lista degli amici speciali.
Anche quest’anno tutto ha girato al meglio e la nuova location ci ha dato l’occasione di conoscere nuove strade e posti stupendi.
Sarà veramente difficile attendere un anno per rivivere questi bei momenti.
Un abbraccio a tutti e pronti per le nuove avventure.
Maurizio Zoz “ Zorro”

30. DIECI RIGHE DA ELENA MALIGHETTI, DM1, BG
Bell'esperienza, forte, impattante, ammirevole. Ottime competenze e obiettivi. Organizzazione paurosamente perfetta! Bravi tutti, medici, allenatori, partecipanti...Stento ancora a credere alla forza e alla determinazione che ho visto in quegli occhi!
Anche per chi, un po' schiappa, con la scusa di correre col cane, non ha mai deciso di lanciarsi fino in fondo, di afferrare la malattia e darsi un ruolo energico, operoso e da protagonisti!
Eppure tre giorni con voi diventano un nutrimento per l'anima e per la testa, gli sforzi personali sembrano essere meno vani e ci si allena non solo il fisicamente, ma soprattutto psicologicamente ....
Avviene naturalmente l'addestramento alla resilienza di fronte agli ostacoli! E farebbe bene a tutti, non solo a noi type 1!
Ora, a un mese dal camp, la voglia di far bene mi anima . Le originalità delle persone che ho conosciuto si fissano nel cuore e mi motivano.
Ho capito che il diabete non può tarparci le ali, perchè le aspirazioni glicemiche e sportive che ci prefiggiamo sono davvero possibili. Un obiettivo è necessario, doveroso, pur grande o piccolo che sia, nel rispetto della vita, delle mie potenzialità e delle persone che non se lo possono permettere.
Bisogna agire, non perdere tempo, non rimandare e contare. Contare i carboidrati, sì, e contare quanti siamo, animati dalle stesse e uniche motivazioni, comunque esposte alle fragilità e alle debolezze che ogni giorno affrontiamo. Un valore prezioso e autentico.
Non è per tutti, è per le teste un po' psyco come noi che scelgono di provare a volersi bene e lottare ogni giorno per questo.Illuminante! Grazie di cuore.
Elena!

29. DIECI RIGHE  DA ELISA BASSO, DM1, PD
E’ il mio quarto camp, e anch’io come la maggior parte dei partecipanti,  mi auguro che ce ne siano ancora tanti! Perché ogni volta è un rimettere la palla al centro e analizzarsi  a 360°.
Credo che il sapersi mettere in discussione  sia di fondamentale importanza quando si è di fronte ad una patologia  in continuo mutamento . Ecco che il ragionare , cercare di capire e conseguentemente agire diventa di fondamentale importanza e tutto questo insieme ad un mare di condivisione è per me l’esperienza del camp. Ringrazio (anche se Cristian non vorrebbe) tutti gli addetti ai lavori , i docs e i ragazzi del Marathon: è stato tutto impeccabile! anche la location più facilmente accessibile anche per chi proviene dal sud. Che dire…. Ci vediamo l’anno prossimo…

28. DIECI RIGHE DA ANDREA CESARONI, DM1, ROMA

Seconda mia  partecipazione a un camp Dnl e mi auguro che ce ne siano ancora molti perché ho appreso più in questi due eventi in merito alla
gestione della patologia legata allo sport di quanto imparato in dieci anni di visite in strutture pubbliche e private.
É stata un'altra esperienza indimenticabile sotto tutti gli aspetti ma in modo particolare sotto il profilo umano e conviviale con i nuovi arrivati e i" vecchi "amici.
Un ringraziamento grande allo  staff medico e a quello sportivo di livello eccezionale, ma in modo particolare un grazie al Presidentissimo per l'organizzazione impeccabile e per la carica che ha e che riesce a trasmetterci.
E ovviamente un grazie  a tutti per quello che ognuno è riuscito a darmi in questi quattro giorni.

27. DIECI RIGHE DA ... ILENIA FAVERO, DM1, PD

Appuntamento Camp 3.0 Presente.
Cambio location!
L'appuntamento annuale per me é diventato non solo un momento di condivisione e apprendimento continuo ma un fine settimana in compagnia di amici con il mio stesso piglio di prendere la vita, diabetica e non. 
Non si molla mai!!!!
Ogni anno torno a casa con in saccoccia qualcosa in più, è come respirare aria fresca che ti ossigena!
Mi piace che cresciamo sempre di più, sia dal punto di vista numerico, come conoscenza metabolica e come affiatamento del gruppo!
Siamo un bel gruppo!!!!
A presto, Ilenia

26. DIECI RIGHE DA … STEFANO TURRA, DM1, BS
Ciao a tutti carissimi amici! Per me è stata la prima esperienza di DNL. Conoscevo le capacità e le doti di Cristian che più volte ho incontrato in giro nelle manifestazioni e nelle gare e posso confermare  che lo spirito con cui promuove l'attività di DNL è lo spirito giusto per affrontare la malattia e imparare a gestirla con molto pragmatismo.
A riguardo mi permetto di rimarcare l'importanza dell'alimentazione e pertanto ringrazio la Dott.ssa Monica Miccio
Il gruppo ha molta forza e dà forza, questo per me è stato il fulcro dell'esperienza di DNL 3.0.
Per me plurinfortunato e in forme piuttosto che in forma è stata una bella scossa motivazionale. Ricordiamoci che le nostre testimonianze sono anche il primo esempio di come usare la testa e gestire la terapia per raggiungere  la performance (ognuno con i suoi obbiettivi). Purtroppo chi viene colpito dal diabete si trova spesso destabilizzato nella sua vita quotidiana e nel rapporto con gli altri, ma con la condivisione che con Dnl abbiamo messo in campo possiamo creare una rete di sostegno ed informazione per chi vorrebbe fare e pensa di non poter fare più o gli viene impedito di fare.
Io dico che siamo "diversamente sani , portatori sani di dolcezza" e possiamo fare qualsiasi cosa.... anche praticare l'attività subacquea, pertanto un plauso a tutti noi che crediamo nel motto "Diabetes can't stop anybody" . Alla prossima esperienza insieme e sempre di più. Stefano Turra Brescia

25. DIECI RIGHE DA EMANUELA BENFATTO, DM1, PD
Ciao a tutti, in questo camp ho avuto la possibilità di riflettere su tematiche già trattate in passato e questo mi ha permesso di comprendere più chiaramente termini e concetti che ancora tanto chiari non mi erano.
Nella mia quotidianità sto mettendo in pratica sperimentando e scegliendo in maniera più serena e sicura, in modo particolare prima e dopo gli allenamenti.
Sicuramente questi appuntamenti DNL dove la possibilità di condivisione diventa un aspetto importante per ognuno di noi, ti ricaricano e diventano stimolo per cercare di fare le cose con maggiore testa e consapevolezza.
Diversamente mi rendo conto di quanta strada c’è ancora da fare quando ci scontriamo con le nostre realtà dei centri diabetici.
Grazie ad ognuno di voi per queste giornate passate assieme e in particolare a tutti quelli che hanno lavorato per realizzare questo camp. Emanuela

24. DIECI RIGHE DA ... ANDREA VERZURA, DM1, PD
MIND FIRST, eat well, sleep a lot , train hard, love all, occupy diabetes....... Che genialata.....l'ennesima!
Niente è tutto, nessun aspetto da solo è sufficiente, il puzzle di noi stessi necessita di ogni pezzo!
Non basta mangiare in modo corretto, o allenarsi duramente o cercare il virtuosismo glicemico..... Sono aspetti che dobbiamo portare avanti in modo RAGIONATO, tenendo sempre acceso il lume della ragione, il faro del ragionamento.
Il gruppo, il clima tra noi, gli spunti, il luogo, la predisposizione con la quale arriviamo aiuta a rendere questi giorni dei porti sicuri dove fare rifornimento di conoscenza di se e ri-motivazione.
In questi anni e ho ricevuto molto e non smetterei mai di partecipare alle iniziative DNL.
Per il futuro mi metterò in coda per permettere  di conoscere il verbo presidenziale a chi non ne ha ancora avuto la possibilità.....e se resta un buco.... beh, ben lieto di saltare su.
DNL è un'isola felice e purtroppo non può arrivare a tutti, ma il suo messaggio non ortodosso sarebbe liberatorio per tantissimi. Come potremmo fare?
E se invece di fare un camp per noi lo facessimo per gli altri? Se offrissimo i nostri muscoli, cuori e polpastrelli ai doc?

23. DIECI RIGHE DA … CRISTIAN AGNOLI, DM1, VR
Mi è sempre più difficile essere "pistolotteggiante" ma non ripetitivo e forse per questo pubblico il mio "elzeviro" piuttosto tardi e forse senza la necessaria spietatezza.
Ambire allo status di persona o di atleta (forte, medio, scarso), e basta, senza titoli o caratterizzazioni, tra le quali rientra il "con diabete", non significa voler "negare" l'oggettivo stato "patologico" di cui siamo protagonisti, ma anzi, sviluppare capacità e motivazioni tali da cucirsi addosso una gestione consapevole e pragmaticamente disincantata, oltre che efficace.
E così poter permettersi il "lusso" di dare senso, contenuti e concretezza alle iniziative che portiamo avanti a prescindere, paradossalmente, dal diabete, ovvero il motivo per cui DNL, Camp Mellito e tutto il resto è iniziato.
Proviamo a immaginare se un osservatore esterno si fosse presentato in quel di Lucignano, e noi ci fossimo premurati di togliere i pochi banner e gli altri segnali di "identificazione diabetica". Avrebbe detto: Bel camp, qui si allenano sul serio, ognuno per i propri talenti, sembrano un gruppo affiatato che si conosce da sempre, "cazzarola" si fanno un mazzo tanto .. si parte alle sette del mattino e si finisce a mezzanotte inoltrata passando, senza soluzione di continuità, per bigiornalieri, lezioni teoriche su fisiologica dell'esercizio che il 99% degli sportivi praticanti nemmeno ha idea di cosa sia, discussioni partecipate, pistolotti sui massimi e minimi sistemi e chi più ne ha più ne metta!
A questo punto mi chiedo: quante iniziative sul diabete o persone/atleti con diabete si possono permettere di togliersi di dosso l'etichetta "diabete", ammainare bandiere e vessilli e dare comunque un valore residuale a quello che fanno ed essere interessanti agli occhi di un osservatore esterno?
Interroghiamoci su questo, quando ci alleniamo, ma anche quando stiamo su internet, e ancor più quando si avvicina la giornata mondiale del diabete, e spuntano fuori tutti i professionisti dell'impegno e della solidarietà, i testimonial e gli ambasciatori, le passerelle, gli slogan triti e ritriti, i soliti cliché.
Possiamo metterci tutti i cerchietti blu che vogliamo, ma il nostro valore, ne sono sempre più convinto, è esattamente in tutto quello che ci resta una volta che ci siamo tolti di dosso l'alibi, la scusa, il fardello, il cerchietto, la "grande sfiga", il bastardo … chiamatelo come volete ... anche l'amico, diabete.
Insomma evviva i cerchietti blu, per carità, ma ancor più evviva la capacità di gestire, conoscere e ragionare limpidamente, visibili e irriconoscibili, motivati, interpreti autentici di quella che io definisco "trasprendenza".
La motivazione è alla base di tutto ed è forse la più grande ragione per cui nonostante tutto, è assai probabile che ci sarà anche un Camp Mellito 4.0, dove, se ci sarà tempo, anche di questo, intensamente, dibatteremo.
Con o senza diabete, restiamo quello che siamo: il nostro valore, se esiste, dovrebbe essere una variabile indipendente.
Il tutto, lo ripeto, senza cerchi in testa, bianchi, rossi verdi o blu.
Cantiamo insieme: "Arcobaleno, rosso arancio giallo verde e blu, Arcobaleno, ci sorride di lassù (Peppa Pig ©)


22. DIECI RIGHE DA  … ALESSANDRO BELLON,  DM1, VE
Mellito Tuscany Camp 2014: Semplicemente Eccezionale! 4o Camp con la 'combriccola' dei NoLimits sempre frizzante e capace di stimolare vecchi e nuovi partecipanti.
Organizzazione come al solito impeccabile grazie agli inossidabili President, Vice (che ha fatto gli onori di casa con la scelta di una location formidabile) e doctors Vasta&Sudano 'very special people'.
Personalmente sono stato felice di riuscire, seppur da infortunato cronico, a condividere 3 giornate full-immersion di sport a medio-alto livello con amici vecchi e nuovi super strong 'Marathon People' included...
Ora “Back to Venice” ma vecchi e nuovi messaggi sono ben scolpiti nella mia testa: Mind First, micro...allenamenti bici, speriamo di ricominciare con la corsa e xche' no nel frattempo un po' di swimming magari con la piscina riscaldata... Grazie ragazzi x la carica che ogni volta mi porto a casa e... see you soon!!!

21. DIECI RIGHE DA … STEFANO LUCIANI, DM1, MC
Ciao a tutti, quarto camp all'attivo: ogni anno mi domando sempre forse l'anno prossimo non andro’. Invece sono sempre ad iscrivermi, chissa'....
forse un appuntamento dove poter rafforzare quei concetti e quelle esperienze che ti danno, la forza per andare avanti nella vita e nello sport.
Un appuntamento con gli amici ormai consolidato dove poter trascorrere delle giornate insieme, pedalando e chiacchierando .
Devo dire che la location nuova non e' stata una brutta idea anche se le suore del garda ...
Considerevole il numero di nuove persone attratte da questo camp.
Secondo me sta a significare che molti di noi cercano costantemente un modo per poter convivere al meglio con questo problema metabolico.
Un abbraccio a tutti e sopratutto a chi si e' adoperato per questo campo.

20. DIECI RIGHE DA ... VALERIA NICOLIS, DM1, VR
Mind first! Con la testa in primo piano, riusciamo a utilizzare un numero maggiore, e con maggiore
flessibilità, delle sagitte che portiamo nella faretra.
E, latente, rimane il monito “To give anything less than your best, is to sacrifice the gift”.
E ancora “meglio mezz’ora che niente”.
Tutto riferito all’attività fisica, ma non solo.
Riflettere, confrontare, rendere visibile, tenere a mente, proseguire. Tutto ciò mi rimane nella sacca da questo terzo camp multidisciplinare.
I tempi sono stati ancora una volta agglutinati, per riuscire a sfruttare tutti i momenti disponibili, tra attività fisica, consigli e approfondimenti sportivi e metabolici.
Momenti veloci, dai quali mi riporto volti e riflessioni, che abbino a discipline sportive e confronti.
Qualcosa mi è mancato, da questo camp: i tips nutrizionali di Monica. Oltre alla conta dei carboidrati, regola base per sfruttare il cibo che introduciamo, vorrei riuscire a aiutare logisticamente, per i prossimi camp, doctress Miccio affinché, oltre alla basilare conta, fornisca ulteriori chiavi di conoscenza sugli alimenti.
Come al solito, mi devo far convincere da altri a inserire il sensore: a volte un po’ scomodo ma strumento molto utile per monitorare e avere un’idea tangibile delle curve glicemiche e avere evidente, quindi, dove modificare il dosaggio.
Ancora una volta, un camp riuscito.
Leggo i valori della mia tabella sportivo-metabolico-nutrizionale: un po’ di attività fisica in più e il rapporto insulina/carboidrati sale. In tre giorni: 21 chilometri di corsa e 2 chilometri di nuoto.
Bando alle ciance, servono i fatti!

19. DIECI RIGHE DA ... FRANCO BENETTI, DM1, VI
E’ incredibile, come ogni volta il Camp Mellito, riesca a generare nuovi input ad ogni veterano di questa esperienza ( almeno mi considero tale visto che ho partecipato a tutte le edizioni).
Diabete e sport, questo il format, il quale si perfeziona, come accade in tutti gli sport di endurance, dal  gesto atletico, che seppur riprodotto 70 volte 7, ancora lascia spazio a miglioramenti..."Mind First" ed è qui che spazio a perfezionamenti e nuove conoscenze metaboliche prendono forma...
L'alta percentuale di " new entry"  ha accresciuto ancor più questo valore, portando nuovi stimoli  e confronti mai banali.
In realtà le cose da imparare sono talmente tante che ho preferito concentrarmi su pochi spunti nuovi ( per me) da poter applicare in pratica anche nella vita "reale" ( ebbene si' il Camp e' un piccolo sogno ad occhi aperti!)
Quindi stavolta  prenderò spunti come "micro allenamenti", "aumento degli allenamenti","allenamento a digiuno" ...
Ma certamente  quello che aiuterà a migliorare  il controllo metabolico, siete tutti Voi , con tutte le vostre ricchezze, della famiglia DNL!

18. DIECI RIGHE DA ... MARCO MANGIAROTTI, DM1, CR
Per me primo DNL CAMP. Ho trovato un sacco di gente pronta a mettersi in gioco, senza timori e con la giusta dose di azzardo che si richiede per poter migliorare ed accrescere la conoscenza delle proprie prestazioni e del proprio metabolismo.
Una bella banda di amanti dello sport, per alcuni anche fino ad un invidiabile eccesso.
Mi preme soprattutto sottolineare quanto sia rimasto impressionato dalla competenza dello staff. Conoscevo già DOC Vasta ed il Marathon Center, ma è stato unico vederli all'opera in un contesto un po' sopra le righe, loro, il dott. Sudano, le altre dottoresse, la loro passione ed empatia sincera.
Nello spirito goliardico ed amichevole del CAMP si generano sinergie potentissime.
Un contesto in grado di infondere forza e motivazione nei partecipanti, educativo e frizzante al tempo stesso...
Un bravo a Cristian autorevole e carismatico leader ed a tutti quelli che si sono impegnati attivamente per gestire questo evento... bravi davvero.

17. DIECI RIGHE DA ... DANIELE LODI, DM1, FE

Dopo le ultime due edizione del Camp mellito a cui ho partecipato,eccomi di nuovo qui tra tutti voi per condividere tre giorni di grandi emozioni e gioie nel rivedere vecchi amici e tanti nuovi “arrivi “con i quali abbiamo condiviso esperienze del nostro vissuto, dando ancora una volta DImostrazione di grande forza e spirito di squadra, nel volerci confrontare per migliorarci nelle nostre conoscenze su quel complicato,ma affascinante meccanismo che è la fisiologia umana,
Tutto questo grazie in primis al “capo spirituale”... il grande “..Issimo” , come a tutti coloro i quali hanno reso possibile la riuscita di tale evento, in particolare ai medici e tecnici che hanno portato importanti novità in ambito di nutrizione e preparazione atletica.
Adesso sta a noi non rendere vano il lavoro svolto in questi anni, utilizzando sì tutti gli strumenti che la tecnologia,la medicina e la farmaceutica ci offrono, ma ancora prima utilizziamo sempre di più e .. prima la nostra testa ...!
Un caro e affettuoso saluto con un arrivederci al prossimo Camp 4.0.


16. DIECI RIGHE DA … PIERO GRAZZI, DM1, AR
“Per settimane e mesi ci torturiamo invano il cervello, e a chi ce lo domandasse non sapremmo dire perché continuiamo a scrivere, se per abitudine o per ambizione, oppure perché non abbiamo imparato a fare altro, o per la meraviglia che ci prende davanti alla vita, o magari per amore della verità, per disperazione o indignazione, così come non sapremmo mai dire se scrivere accresca in noi la saggezza o la follia.” (da  â€œGli anelli di Saturno.” di Sebald).
Di ritorno dal 4o Camp DNL, ripensavo a questa frase e ricordavo i tanti numeri scritti, letti e commentati nei giorni passati insieme a Lucignano; scriviamo, numeriamo, contiamo, e corriamo e pedaliamo fino al punto che, può succedere, si perda il senso di tutto il correre o il pedalare o il nuotare, se mai c'è ne sia stato uno. Eppure, l'esperienza del Camp è di quelle che accrescono, sempre, la conoscenza e la consapevolezza. Di questo ne sono estremamente convinto. Come sono convinto che il nostro mondo comincia ad aver bisogno di una prospettiva che ci aiuti a correggere i nostri comportamenti e le nostre abitudini oppure a superare le nostre paure relative al controllo glicemico più efficiente durante una prestazione sportiva. Un piccolo esempio, un caso umano dal Camp:il mio. Domenica mattina, pur non essendo in gara, volevo essere presente sul circuito, fare il "tempo", misurarmi con gli amici podisti. Mattinata tranquilla, una glicemia a 130 al risveglio, colazione presto e poi via, riscaldamento. Peccato che a mezz'ora dalla partenza riscontro un 70. Non mi preoccupo, quante volte mi è capitato. 20 gr di CA,e via: parto con 130. Si, schizzerà un po' sù, ma in fondo sono solo 3,5 km a tutta. Controllo per scrupolo: 330! Acc. E qui casca l'asino. Troppa confidenza, leggerezza, mente spenta, mi impediscono di ricordarmi che dovevo, per scrupolo, rimisurarmi a mani lavate e dopo 10 minuti. Non lo faccio e  correggo invece subito con 3u di rapida. Stanno per arrivare i ciclisti, è di nuovo il mio turno, mi misuro: 160, dopo neanche 20' dall'iniezione. Capisco: era sbagliato il 330; ormai è tardi. Decido di non partire (non mi era mai capitato in 8 anni di corsa !) ed aspettare con pazienza i primi sintomi dell'ipo, magari cercando di anticiparla. Avrei voluto partire lo stesso, mi rifiutavo di accettare di aver sbagliato così madornalmente ma, col senno di poi, ho fatto bene a non partire: nonostante gelato, zucchero e riposo e controlli, l'ipo è arrivata: 50, poi 45, sudorazione, tutti i sintomi classici; l'ho subito corretta con bibite, zucchero sotto lingua, barrette e sdraio bordo piscina.
Si, il rischio di saper gestire così bene le glicemie può essere quello di prenderci troppa confidenza; e così diventa fondamentale acquisire quella conoscenza a tutto campo che ci permetta di adeguare ad adattare la nostra esperienza ad una situazione così liquida come il nostro metabolismo imperfetto. Viviamo del resto in una società liquida, dove il sapere specifico ha sempre meno importanza e sempre più ne ha quello di avere strumenti con cui interpretare al meglio la realtà, così mutevole in tempi rapidissimi.
Di questo, e di altro ancora vorrei approfondire al prossimo Camp, insieme ai numeri, ai ritmi, allo scrivere nel diario valori ed azioni, e ad incontrare tanta gente, molti oramai amici,  con il sorriso. E accrescere così la nostra saggezza ed anche, perché no?, la nostra follia."

15. DIECI RIGHE DA ... FRANCESCA ZINI, DM1, VI
Secondo camp DNL ed è come se fosse il primo, una nuova ripartenza dai blocchi. Da parte mia adrenalina, curiosità e voglia di mettersi in gioco sono alle stelle.
Mi presento con grande un senso di colpa (la colpa è del mio psoas infiammato!) per non aver raggiunto l’obiettivo sportivo che mi ero prefissata lo scorso anno alla fine del camp e per questo decido che questa volta non ci saranno promesse da marinaio.
Gli stimoli che dà il camp sono così forti da spingerti a fare a te stesso delle promesse, oneste ma grosse!
Si, perché il camp è stato (ed è) un arricchimento continuo che ha accresciuto la fiducia nelle mie capacità, un progredire di conoscenze che mi ha reso più consapevole che nulla è al di sopra delle mie possibilità.  
Insomma, tessera dopo tessera, camp dopo camp il quadro ‘Francesca e il diabete’ si sta facendo nitido e definito.
Rispetto alla relazione diabete e sport il più grosso insegnamento che ne ho ricavato è che aumentando la conoscenza del nostro corpo e dei meccanismi che lo regolano possiamo influire sull’andamento del nostro metabolismo, prevedere le risposte del nostro corpo e riuscire a intervenire su di esso in maniera adeguata. Tradotto: ognuno di noi può diventare padrone di se stesso e quindi anche della sua malattia. Geniale vero?!
Rispetto al lato relazionale affettivo, beh, DNL è la mia seconda famiglia dalla quale ricevo affetto, stima e incoraggiamento, tanta forza e tanta energia.
Ed è con questo carico di positività che sono tornata a casa rigenerata in corpo e spirito e naturalmente con nuovi obiettivi e perché no, nuove promesse da marinaio :-)
Ora arrivo al sodo e per completezza voglio esprimere il mio giudizio negativo su:
- la plicometria, per avermi ricordato che oltre alla glicemia, mi dovrò presto occupare anche del colesterolo;
-l’allenamento lipidico, per infliggermi violenza psicologica spezzando il microclima ricreato sotto le coperte;
-i camerieri dell’albergo, lentissimi e poco affabili, più simili ad un tonno che ad un comune uomo medio;
- al bagnino, per la sua faccia da c..o e il suo scarso senso dell’humor;
- e ancora al letto per avermi spezzato le cervicali e alle zanzare per le dodici punture inflitte (come se non mi bucassi già a sufficienza!)
- e infine alla mountain bike da prestazione che usato per il duathlon, per avermi fatto capire che indossare il tassello è cosa buona e giusta.
Ma scaglio una freccia (una di quelle che ho nella faretra, posso?!) a favore:
-della compagnia, veterani e neofiti tutti dei gran bagoloni (e intenditori di vino). Vi adoro tutti!
-dei pistolotti, perché ne ho capito più in 2 camp che in 7 anni di malattia;
-dello staff medico, per averci guidato nell'esplorazione del corpo umano;
-dello staff del marathon…maaaaa se avessi anch’io degli allenatori del genere…??! No?!
-del trofeo Averna per avermi fatto capire che le mie gambe son due pistoni super potenti e che ‘the last’ non è sempre 'the least’,
-ai ricordi e alle emozioni che da una settimana a sta parte mi accompagnano tutti i giorni e mi seguiranno fino al prossimo camp
E infine udite, udite! un grosso grazie anche a quel bastardo di diabete senza il quale però tutto questo non sarebbe mai accaduto!
Un abbraccio a tutta la mia DNLfamily..a presto!

14. DIECI RIGHE DA ... FABIO SALVETTI, DM1, LI
Prima esperienza Camp DNL
Effetti:
-Ho immediatamente cambiato le mie abitudini alimentari, che non prevedevano la colazione...
-Iniziato con la conta dei cho..
-Aumentato la frequenza settimanale dei miei allenamenti con un minimo di uscite salito da due a tre;
-Diversificato le tipologie di allenamento.
Nuovi obiettivi da raggiungere:
-Riduzione della massa grassa di minimo 2%
-Migliorare il compenso metabolico con glicata  inferiore a 7 (adesso 7,5)
-Preparare la mezza maratona di Livorno novembre 2015
Esperienza meravigliosa. In poche parole era quello che stavo cercando!
Sport, controllo, alimentazione, conoscenza, condivisione delle esperienze.... Il segnale DNL è finalmente arrivato forte e chiaro anche a me!!!
Grazie a tutti
A presto Fabio in arte Silvano.

13. DIECI RIGHE DA … DAVIDE X-CURCIO, DM1, PD
A tre anni dal mio primo Camp DNL, questo evento ha assunto un ruolo essenziale nella mia vita sportiva divenendo una sorta di "capodanno sportivo".
In questa occasione infatti ho modo di analizzare e tirare le somme della stagione ormai conclusa, nonchè di programmare quella ventura.
Mi viene data inoltre la possibilità di approfondire aspetti didattici e pratici della pratica sportiva nella sua convivenza con l'autogestione della glicemia, cosi da poter' fare tutti i buoni propositi che ogni "capodanno" esige in quanto tale.
Infine, non può mancare l'aspetto festoso e ludico, reso ancor' più coinvolgente dalla piacevole compagnia e dallo strordinario calore umano tipico di ogni evento DNL.
Auguro quindi a tutti un buon nuovo anno sportivo, metabolico, emozionale e glicemico.

12. DIECI RIGHE DA … ANDREA GIGLIOLI, DM1, RE
Da questo mio primo camp ho avuto: 1) risposte su anomali comportamenti glicemici durante lo svolgimento dell'attività fisica; 2) stimoli per migliorare la mia forma fisica basata su allenamenti "fai da te" e pertanto non escludo che a metà Dicembre parteciperò alla mia prima maratonina; 3) consapevolezza che bisogna sempre usare la testa prendendo tutte le precauzioni del caso prima di intraprendere un qualunque tipo di attività fisica. Aggiungo infine che l'evento è stato organizzato in modo perfetto nel senso che lo svolgimento di piacevoli ore di allenamento in compagnia hanno reso meno pesanti le lezioni teoriche trascorse in aula e ciliegina sulla torta: la gara a staffetta dell'ultima mattina. Grazie di tutto ed al prossimo camp....

11. DIECI RIGHE DA … ANDREA CHIANDOTTO, DM1, TS
Partecipo per la prima volta ad un camp come questo.
Fantastico e fantastici i compagni d'avventura.
Torno a casa con un sacco di nuove nozioni e modi per mettere d'accordo la mia voglia di fare sport di un certo livello con il diabete e scoprire che non è un limite.

10. DIECI RIGHE DA … RENATO ROLANDO, DM1, NA
E' trascorsa giusto una settimana dalla conclusione del Campmellito.
E' stata la mia prima partecipazione ad un  camp dnl, un'esperienza intensissima,impegnativa ma allo stesso tempo tanto gratificante per le informazioni ricevute dallo staff medico e da colleghi diabetici,atleti veri e preparatissimi.
Organizzazione perfetta.
Unico consiglio per i prossimi camp, rimodulare meglio gli allenamenti ed i gruppi per quelli come me, meno allenati.
Al prossimo camp spero di venire piu' allenato.
Grazie a tutti voi.

9. DIECI RIGHE DA … VALENTINO PAOLAZZI, DM1, BZ
Il camp è stata un'esperienza talmente entusiasmante che non basterebbero 100 righe per descriverlo.
Dal punto di vista della patologia ho scoperto quanto approssimativa fosse la mia gestione soprattutto legata allo sport.
Ho imparato cose nuove che messe in pratica fin dal rientro non hanno tardato a dare risultati inaspettati.
Altrettanto incredibile è stata l'esperienza dal punto di vista umano: sono orgoglioso di aver conosciuto gente speciale che "lotta" quotidianamente per avere una vita normale e che ha fatto dello sport la propria forza.
Il ringraziamento è doveroso per tutti coloro che si sono impegnati per realizzare questo sogno.
Non mi rimane altro da fare che iniziare il conto alla rovescia dei giorni che mancano alla nostra prossima avventura.

8. DIECI RIGHE DA … GUS ZECCA, DM1, ROMA (Assente giustificato e socio fondatore DNL)
Vedendo la foto di copertina la prima cosa che mi è venuta in mente è stata - che peccato non esserci!
Quella che è stata creata è veramente una bella realtà - una famiglia coma ha detto qualcuno; - dove ciascuno può imparare tanto quanto più è disponbile a farlo; - dove ciascuno è chiamato a dare un contributo personale significativo; - dove ciascuno può crescere imparando a mettere in discussione conoscenze pregresse e smontare propri ed altrui tabù.
Un saluto a voi tutti con un impegno personale: proverò ad esserci in uno dei prossimi appuntamenti riuscendo a ritagliare del tempo tra tutti gli impegni famigliari. Un'ultima osservazione - considerando l'attenzione del gruppo a differenti pratiche sportive quali nuoto, bici, corsa, nell'indecisione di sceglierne una in particolare, nella necessità di accorciare gli allenamenti su strada (il tendine di achille appena operato lo suggerisce), non escludo di poterci ritrovare con qualcuno in un campo di gara su tutte e tre le discipine - così accontentiamo un po tutti !! Ciao, a presto Gus.

7. DIECI RIGHE DA ... MARCO MARELLI, DM1, PE
Torno dal Terzo Camp consecutivo ed anche questa volta torno soddisfatto per aver aggiunto altre caselle importanti nel mosaico della mia gestione atletica e metabolica.
Ho avuto come sempre ottime risposte a domande che durante l'anno per un motivo o l'altro mi si presentano per questioni legate al diabete ed alla pratica sportiva.
Un esempio pratico ? Ogni volta che terminavo un allenamento in massima soglia mi ritrovavo con la glicemia alta e non capivo il perchè. Ora ho una spiegazione scientifica ed una possibile soluzione per risolverla.
La prima data da un bravissimo docente e la seconda da un atleta diabetico. Questo è lo spirito dei Camp DNL nel quale mi ci specchio in maniera assoluta.
Per l'aspetto conviviale penso ormai che la parola affetto sia la più indicata visto che mi sento veramente parte di una famiglia.
Grazie a Cristian per la sempre impeccabile organizzazione dell'evento e grazie ai grandissimi professionisti che offrono il loro supporto pistolottico fondamentale.
Un bacione ed un abbraccione grande a tutte e tutti.

6. DIECI RIGHE DA … FRANCESCA ZENTI, DM1, BG

Buongiorno!! Finalmente riesco a scrivere due righe anche io!
Tornata dal camp mi sono accorta di aver un mondo nuovo di fronte, la mia gestione era un "fai da te" ed ho capito che pensavo in modo sbagliato tantissime cose!
Adesso sarò seguita dalla dottoressa Girelli sperando di migliorare in ciò.
Ma la cosa più importante credo sia stata riuscire ad accettare ed affrontare la cosa, parlarne con altri senza paure e problemi.
Mi sono sentita "non l'unica" ed ho capito che se voglio, anche nello sport, posso far tutto.
Il vostro entusiasmo ed allegria mi hanno dato la forza per ripartire!
Durante il camp ho fatto i due allenamenti lipidici al mattino, bici e piscina nel pomeriggio, come singola la gara finale, fantastico… non potevo chiedere di meglio per mettermi alla prova e confrontarmi con altri
Quindi Grazie di cuore!!!
E' come se avessi trovato una seconda famiglia, mancate già!!!!

5. DIECI RIGHE DA … FABIO VALGONIO, DM1, BS

Ho passato delle giornate in piacevole compagnia e ottima attivita sportiva!
Aggiungerei nella prima riunione 10 min. per la presentazione individuale.
La zona e il residens molto buoni.
Ancora grazie di tutto e complimenti!Fabio

4. DIECI RIGHE DA … ANDREA GUERRA, DM1, AR

Dopo tutto quello di "eccezionale" vissuto durante il CAMP 3.0 di Lucignano 2014, sono di nuovo tornato alla normale vita quotidiana.
Ora, da casa, come posso continuare a seguire consigli e indicazioni là ricevuti e con facilità là applicati in questo ultimo, “eccezionale” fine settimana?
Le mie settimane sono piene di così tanti impegni che limitano gli spazi per un'uscita in bici!
Questa è la mia soluzione; ho stampato la foto della mia squadra vestita di arancione, l'ho attaccata nel mio fondo dove ho montato la bici sui miei vecchi rulli e, difronte a quella foto, ho iniziato a pedalare anche solo mezz'ora la mattina, prima di iniziare la giornata.
A Lucignano ho imparato l'utilità anche di un microallenamento e in quella foto ho rafforzato le mie motivazioni a rimettere semplicemente un po' prima la sveglia.
Per sapere di più, vedi il blog personale di Andrea Guerra http://athletamellitus.blogspot.it/

3. DIECI RIGHE DA … PIPPO PIPITONE, DM1, TP
D ivertirsi, discutere, dedicarsi, dividersi, descrivere, dibattersi, delucidare, decidere, disporsi, digerire, dimostrare, donarsi, delegare, distrarsi, defaticare, "dici quello che vuoi senza timore".
N ascere, narrare, normalizzare, nuotare, nutrirsi, narcisizzare, nebulizzare, "niente è difficile".
L iberarsi, lanciarsi, lodare, lagnarsi, lavorare, legare, lievitare, localizzare, lottare, lattacizzarsi, lavarsi, "la vita è bella".
Un abbraccio, a presto. Pippo.

2. DIECI RIGHE DA … MAURIZIO CASCONE, DM1, NA

Quest'anno per me è stato molto fruttuoso, oltre alla bella condivisione con vecchi e nuovi amici.
L'intervento dei dottori Mario V., Maurizio S . e "Ubber" R. hanno fatto sì che io diventassi ancora più padrone del mio compagno di avventure sia metabolico che atletico .
Come dice il "presidentissimo" non si dice grazie, ma io una cosa la devo dire:  "Grazie che ci siete DNL / C&D"
Maurizio Cascone

1. DIECI RIGHE DA … ERICA VACCARI, DM1, TS
E' stato un piacere avere la possibilità di partecipare al camp - ho apprezzato la bestiale dose di energia che tutti voi avete impiegato nella realizzazione dell'evento - bravi!
Tu  [Presidentissimo,ndr] poi sei magnetico e dissacratamente inspiring!
Ora la critica: Questo camp non è stato uguale per tutti. Dal lato teorico le informazioni tecniche date sono applicabili anche da un principiante, MA dal lato pratico i principianti di ciclismo non hanno avuto un allenatore (o responsabile), a differenza delle altre discipline. Sarebbe stato molto utile potersi confrontare con un allenatore anzichè pedalare da sola (ho sempre perso il gruppo) e cercare di mettere in pratica le nozioni apprese (difficile senza cardio frequenzimetro - sarebbe stato utile averne uno ma non ne conoscevo l'utilità prima di partecipare). Se il Camp è aperto a tutti, tutti devono tornare a casa con gli strumenti adeguati alla loro situazione.
Per il resto era tutto perfetto! Bravi!
Spero di partecipare di nuovo e di essere più in forma!