Il contenuto di questa pagina richiede una nuova versione di Adobe Flash Player.

Scarica Adobe Flash Player


Dnl - Diabete no limits

unisciti a diabete no limits dnl - tubo mellito

MELL1TO BAKEKA 2009 - Baldo:Crossing 2009


Venerdì 30 ottobre 2009
Baldo:Crossing
Trailrunning da Garda a Torbole sulla dorsale del “Paterno Monte”
di Cristian Agnoli

VENERDì 30 OTTOBRE HO ROTTO GLI INDUGI E SONO PARTITO ...
POCO PRIMA DELLE 6,00 ... ANCORA AL BUIO ... CONCLUDO POCO DOPO LE 15,00
TUTTO BENE! ESPERIENZA FANTASTICA ...

Piu sotto:

1. Pensieri di un Trailrunner Baldensis
2. Il Mio Viaggio di Monte Baldo
3. Diabete Off-Road ... gestione metabolica di Baldo:Crossing

Album Picasa con foto varie Baldo:Crossing

Data: 30 ottobre 2009 * Distanza: km 52
Dislivello positivo: D+ 3780
Tempo: 9 h 07 (pause, ristori, foto, contemplazioni inclusi)

Luogo di partenza: Garda, loc. Canevini h 5:55
Luogo di arrivo: Torbole, lungolago, h 15:02

Itinerario  
Garda Loc. Canevini Alti - 
Valle dei Mulini
Castion - Pizzon - Foresta di Sperane
Lumini - Sentiero 51 (via Malga Zilone-Malga Monteselli)
Malga Zocchi - Creste Di Naole / Costabella
Rif. Fiori del Baldo - Coal Santo
Passo del Camino -
Bivio Rif. Telegrafo iniz. sent. 651
Cima Pettorina - Bivio Cima Val Dritta 
Cima Longino - Cima delle Pozzette
Tredes Pin - Bocca di Navene
Monte Lasta di Tolghe - Monte Altissimo - Rif. Damiano Chiesa 
Sentiero della Pace 601 - Monte Varagna -
Dos Remit - Malga Casina - Madonna del Faggio
Busatte -
Torbole

Pensieri di un "Trailrunner Baldensis"

Nove ore e più in solitaria, tutto sommato, sono volate … pensavo di soffrire soprattutto dal punto di vista mentale … è stato invece un crescendo di buone sensazioni ed entusiasmo … pian piano la tensione iniziale e qualche “cattivo” pensiero sono andati scemando e mi sono lasciato conquistare dalla magia di Monte Baldo e del trail running … ho giusto patito un po’ fisicamente in due punti: in salita tra il 39° e il 40° km per un lieve calo di zuccheri (prontamente rimediato con una bibita energetica) e gli ultimi 45 minuti di discesa a causa di un dolore alla pianta dei piedi (forse calzatura Roclite da 310 gr. troppo leggera per tutte queste ore in marcia con zaino a spalle). Ovviamente quando si corre tra pietraie e arbusti qualche piccolo inciampo e qualche sasso appuntito sugli stinchi fanno parte del gioco! Dimenticavo, giusto un po’ i quadricipiti induriti a fine traversata. Ma nonostante i ritmi lenti penso di non essere invecchiato di 10 anni in un giorno …

Tenuta psicologica dunque ok … tenuta fisica … in salita ho corso poco e male … meglio in discesa ... sono giunto a questo appuntamento in un momento di scarsa forma (tutto è relativo ...) dopo una stagione sportiva lunghissima e impegnativa (3500 km a piedi e 8000 in bici tra mezze maratone, ecomaratone, skyrace, medio fondo e ciclo viaggi in bici) … Mancano reattività e velocita dei mesi estivi, ma alla distanza, se non vado fuori giri, tengo bene … come un motore diesel di vecchia generazione …. Forse due mesi fa sarei stato più veloce, ma chi può dire se sarei arrivato in fondo …
Sono convinto di poter correre questo identico tracciato sotto le 8 ore …. Ma non bisogna sbagliare niente e trovare la giornata ideale … diciamo che 30 minuti si guadagnano solo senza fermarsi a fare foto o soste contemplative, gli altri trenta minuti bisogna sudarseli …
Un atleta di valore assoluto a mio avviso può chiudere questo tracciato appena sotto le 7 h …
Un giorno, come spero, questo trail diventerà una gara e allora vedremo chi ha ragione … non vorrei apparire un fanatico del Monte Baldo, ma poche montagne sanno regalare una simile varietà di paesaggi e situazioni … si arriva solo a 2200 mt ma con l’anima sembra di stare molto più in alto!
Ho attraversato tutte le fasce vegetazionali … a parte il cannetto lacustre … Lauretum (oliveto e lecceta), querceto e orno-ostrieto (roverella, carpino nero, maggiociondolo), castagneto, faggete, pineta, prateria alpina, mugheta e ambiente rupestre … i colori dell’autunno sono fantastici specie con la luce delle prime ore del mattino .. ho costeggiato circhi glaciali e imbuti nivali, ghiaioni e macereti, ho incrociato camosci e avvistato poiane, ho respirato i profumi del bosco e delle resine dei pini mughi, ho calpestato foglie, ramoscelli, sassi e ciuffi d’erba … ho ascoltato il silenzio della montagna, il soffio del vento in cresta, ho osservato il moto delle nuvole e scrutato l’orizzonte … il lago di Garda a ponente, la Lessinia a levante … davanti a me il sentiero … la rotta da seguire … diritti alla meta … tra zig zag e ups & downs …

Non considero questo trail in autogestione un’impresa … ma una vera e propria esperienza di vita … peraltro ripetibile … l’anno prossimo ci riproverò, magari in compagnia di altri trailrunner, con o senza diabete. Probabilmente meglio anticipare di qualche settimana per avere più ore di luce a disposizione.

Il mondo “ultra” decisamente mi affascina, ma non so se sarò pronto per i miei quarantanni ad affrontare un “ultratrail” di quelli seri (tipo quello del Monte Bianco) … vedremo … ho ancora due anni per provare a prepararmi … di certo non mollo anche perché lo sport mi è di grande aiuto nel controllo della mia vita in ogni ambito …

Tanti si riempiono la bocca con questa parola “trailrunning”, ma pochi, forse nemmeno io, l’hanno davvero interiorizzata … il vero trailrunner deve fare un salto di qualità e mescolarsi alla natura, alle foglie, ai fusti degli alberi…. correre in armonia con l’ambiente recuperando il rapporto “ancestrale” con la natura!

Ci sto provando e credo di essere sulla buona strada … ma se volete capire veramente di cosa si tratta, scegliete una montagna, disegnate un percorso e imboccate il sentiero … il tutto rigorosamente off-road!
W i corridori solitari di media montagna! W lo spirito trail! W il Monte Baldo!

Il mio viaggio di Monte Baldo

“Il mio Viaggio di Monte Baldo” … così, parafrasando l’opera del Calzolari, ho voluto sottotitolare questa esperienza a metà tra sport ed esplorazione, con l’aggiunta di un pizzico di introspezione.

Di corsa, o a passo svelto, da Garda a Torbole, correndo per i pendii del “Paterno Monte”, come è chiamato dai veronesi il Monte Baldo. Collocato nelle Prealpi Venete Occidentali, il Baldo si specchia nel lago di Garda e possiede un ambiente naturale unico, celebrato e conosciuto da botanici studiosi e letterati soprattutto per la sua flora rara e i numerosi endemismi (non a caso è chiamato anche il “Giardino d’Europa”) e per il suo paesaggio incantevole, “le valli di puro sasso, le limpidissime fonti, le antiche frondute selve di faggi”.

Facile in un simile contesto immaginare una “corsa natura” … più difficile portarla a termine … un percorso di media montagna piuttosto impegnativo che consiste nel ripercorrere (quasi) interamente e “in purezza” (in autonomia, in solitaria, in velocità, in leggerezza) l’anticlinale maggiore baldense, che da Garda giunge in vetta e scende sino al versante trentino.

Baldo:Crossing, come ho battezzato questo itinerario, è un misto tra un trail e una skyrace … 52 km e qualcosa come 3700 mt D+ (Garmin a volte è generoso con il dislivello, mentre su lunghezza credo siamo abbastanza precisi … in soldoni credo di aver ottimizzato il percorso … si può studiare il modo di togliere ancora qualche metro di asfalto e/o modificare versante di percorrenza in cresta). Non paragonabile a un “ultratrail” ma dislivello, chilometri e difficoltà tecniche consigliano “adeguata preparazione fisica e mentale” e perlustrazione e conoscenza di buona parte del percorso (specie se affrontato in stagioni fredde, con poche ore di luce e rifugi aperti a giorni alterni).

Come “prima esperienza” di trail autogestito lungo volevo disegnare un percorso su strade secondarie e quasi interamente sterrate, percorribile in un giorno, che partisse dal mio domicilio, che si concludesse in una località servita da mezzi pubblici per il rientro e che mi consentisse di restare il più a lungo possibile sulla linea ideale della dorsale baldense. Garda luogo di partenza? Scelta obbligata, visto che ci abito, mentre per la meta finale ho optato per Torbole, anche perché uno splendido sentiero, il nr 601, conduce in 10 km e 2000 mt d- dal Monte Altissimo (ultima vetta prima del downhill finale, un vero e proprio tuffo verso valle) a livello del lago.
Studiando mappe e libri ho idealmente costruito questo percorso unendo piccoli pezzi e tratti di sentieri più o meno battuti ottenendo a mio avviso un itinerario di rara suggestione e bellezza e di grande valore tecnico. Mi auguro di trasformarlo in un appuntamento fisso dei miei allenamenti e chissà magari un giorno in una competizione di “trailrunning”.

Baldo:Crossing mi ha permesso anche di “sperimentare” la capacità di gestione del mio metabolismo imperfetto degli zuccheri … il diabete di tipo 1 insulino trattato di cui soffro dal novembre del 2005. A dire il vero questo è stato l’elemento che meno mi preoccupava … ma non nascondo l’importanza di aggiungere un altro mattoncino nella mia parete di esperienze sportive a glicemia controllata e insulina esogena … Just me myself & I … in solitudine per ampliare i miei orizzonti, per guardarmi dentro, per capire di più, per superare le mie paure, per gestire gli imprevisti, per interiorizzare nel cuore, nei muscoli, nel respiro e nella mente la corsa a contatto con la natura. E stimolare qualcuno che condivide il mio “problema” a reagire, a mettersi in gioco, a non rinunciare alle proprie passioni, ai propri obiettivi!

BALDO:CROSSING
facts & stats



LUNGHEZZA

52 KM

TOTALE ASCESA (D+)

3780 mt

TOTALE DISCESA (D-)

3769 mt

TEMPO IMPIEGATO

9H07M

CALORIE

3900 CAL

PASSO MEDIO

5,7 KMH

TEMPERATURA PARTENZA

5°C

METEO

SOLE CON NUBI SPORADICHE

MASSIMA QUOTA RAGGIUNTA

2156 MT (FORCELLA VALDRITTA)

TOTALE CHO ASSUNTI

190 GR CHO

LIQUIDI ASSUNTI

3,5 LITRI

GARDA-RIFUGIO FIORI DEL BALDO (23 KM)

3H30

RIF.FIORI DEL BALDO-RIF.DAMIANO CHIESA (19 KM)

4H05

RIF. DAMIANO CHIESA TORBOLE (10 KM)

1H32

PESO TRASPORTATO

7,5 KG

CALZATURE

INOV 310 GR ROCLITE

ZAINO

RAIDLIGHT OLMO 20

BASTONCINI

 

TOTALE INSULINA (DALLE H 22,00 DEL 29-10 ALLE H 22 DEL 30-10)

29 U

KM ASFALTO

2,5 KM

KM OFFROAD

49,5 KM

TEMPERATURA ARRIVO

14° C

TEMPERATURA RIF. FIORI DEL BALDO H 9,30

8°C

DISTANZA E TEMPO IMPIEGATO IN AUTOBUS DA TORBOLE A GARDA

44 KM (1 H)

COSTO DI UNA PIZZA CON BIRRA E  CAFFE’ D’ORZO A TORBOLE

10 EURO

COSTO DEL BIGLIETTO TORBOLE – GARDA

3,80

COMUNI ATTRAVERSATI

GARDA, COSTERMANO, CAPRINO, S. ZENO DI MONTAGNA, FERRARA DI M.BALDO, BRENZONE, MALCESINE, BRENTONICO, TORBOLE

PROVINCE ATTRAVERSATE

VERONA, TRENTO

REGIONI ATTRAVERSATE

VENETO, TRENTINO

 

 

§  Abbigliamento e attrezzatura:
Maglia Termica Quechua m/l
Sovramaglia Raidlight con zipper e taschini porta integratori
Manicotti
Pantaloncino Trail Raidlight con tasche porta integratore
Calzettone Termico
Scarpa: Inov 310 Roclite
Gps Garmin Forerunner 305
Gps Garmin Forerunner Edge 705 (di scorta)
Telefono Cellulare con fotocamera
Guanti/Manopole McKinley
Occhiali da sole
cappello di lana vintage (40 anni fa’ lo usava mia madre per andare a sciare)
lampada frontale
Kit insuline, aghi, glucometro di scorta
Glucometro Compact Plus ricoperto da pellicola trasparente
Bastoncini da Montagna ultraleggeri
Patente
70 euro in contanti di piccolo taglio
Biglietto del pullman Torbole-Garda
Mappa Kompass 1:50.000 Lago Di Garda - Baldo

§  Zaino Raidlight Olmo 20 con appendice anteriore.
Peso a pieno carico circa 7,5 kg, composto da:
1 giubbino antiacqua
1 gilet antivento
1 pantalone lungo
1 maglia termica collo alto
1 pile leggero con zipper
1 paio di manicotti
1 cappello di lana
Integratori:
3 borracce di acqua da 50 cl.
1 lattina di Redbull da 33 cl-
1 bottiglietta energetica/idrosalina da 50 cl (30 cho)
2 panini imbottiti (1 con nutella, 1 con burro di arachidi e marmellata di fichi)
3 minisnack muesli da 11 cho cad.
2 barrette da 17 cho
1 barretta di sesamo da 45 cho
1 cheer pack di emergenza da 25 gr cho
10 bustine di miele da 6 gr
 
Cosa avrei dovuto portare (Manuale del Buon Montanaro)
1 accendino
1 telo d’emergenza
1 sacco di nylon

Lost & Found (Cosa ho perso sul percorso)
1 manicotto
1 borraccia

… Incontri Lungo il Cammino …
h 6,30:pensionato nel suo orto a Castion
h 7,10: contadino che presidia il pascolo di Lumini
h 7,30: raccoglitore di castagne sul sentiero 51
h 9,30: Adriano, gestore Rifugio Fiori del Baldo …
h 10: branco di 8 camosci al Passo del Camino
h 10,15: poiana in volo sulle creste
h 11,30: 2 alpinisti su ghiaione in Cresta
h 12,00: uomini della manutenzione della funivia di Malcesine
h 13,10: 1 coppia escursionisti tedeschi a Bocca di Navene
h 13,00: escursionista tedesca e coppia camminatori sul sentiero per l’Altissimo
h 13,30: gruppo di bikers tedeschi al rifugio Damiano Chiesa 
h 13,45: famigliola tedesca in risalita verso Monte Altissimo
H 13,45: 2 escursionisti tedeschi
h 13,55: coppia di ciclisti tedesca in discesa ..
h 14,30: 4 trialisti che risalgono il sentiero 601
h 14,50: signora di Torbole in loc. Busatte

Sono le 5,55 quando mi decido a partire … è ancora buio ma meglio non tergiversare … dopo il cambio dell’ora le giornate si sono accorciate e voglio arrivare a destino molto prima dell’imbrunire …
Si parte … conosco come le mie tasche queste stradine … Ho tolto il campo ritmo dal Forerunner 305 … solo tempo, distanza, quota … La velocità non mi interessa … non sono qui a fare l’elogio della lentezza, ma nemmeno dell’esagerazione o dell’impresa a tutti i costi … verosimilmente impiegherò tra le 8 e le 10 ore … per farlo in meno tempo ci vorrebbe una preparazione più mirata e un approccio decisamente troppo “estremo” e “prestazionale” che non appartiene alla mission di questa “cisbaldense”.
Da Loc. Canevini Alti di Garda (81 mt slm, nr 35 V. degli Alpini, “home sweet home”) mi dirgo verso ovest su percorso ondulato in direzione dei boschi della Rocca (occhio alla sbarra, al buio non si vede). Imbocco dopo 200 mt la stradina prima asfaltata poi sterrata in salita lasciandomi in basso la chiesetta di San Bernardo. Proseguo nel sottobosco su fondo asfaltato (via bassa della Rocca) fino al bivio per la ripida salita che porta al Ristorante “La Dacia”. Nel bosco è proprio buio ma nessun problema. Qui prendo a sx in discesa fino ad attraversare Via San Bernardo (a quest’ora traffico zero) e dopo un centinaio di metri per prato imbocco la strada sterrata che  seguendo il corso del torrente Gusa si addentra, dopo l’attraversamento di V. Don Gnocchi, nella splendida Valle dei Mulini … la stradina è illuminata da lampioni … procedo di corsa senza forzare … sto bene … ottime sensazioni … ne approfitto per regolare respiro, equilibrio e concentrazione. Borracce e suppellettili vari sono ben fissati … 6°C la temperatura esterna … colgo di sorpresa i cavalli al pascolo nei recinti attigui nel mio incedere silenzioso … salgo  verso il Monte Bran e poi svolto a destra verso Castion (316 mt slm) … breve tratto su asfalto nella zona residenziale, poi attraverso un campo arato sbuco fuori vicino al bivio per Pizzone (341 mt slm) … costeggio la strada sul praticello e poi svolto a dx. Sulla destra una croce commemorativa e un sentiero indicato da segnali giallo rossi che sale fino a Loc. Sperane (687 mt slm), attraversando l’omonima foresta. Adesso si inizia a fare sul serio … tratti di single trek  e carrareccia si alternano continuamento fino a sprofondarmi nella fitta vegetazione boschiva. Spunto fuori giusto di fronte all’Albergo Alpino … di fronte al Monte Sisam. Mi dirigo verso Lumini (695 mt slm) ma niente attraversamento in costa del M.te Belpo: troppe mucche al pascolo e contadino mattutino che presidia i vari cancelletti con occhio minaccioso … meglio evitare discussioni … proseguo dunque sul ciglio della strada e attraverso il centro deserto del piccolo abitato … bar e negozi ancora chiusi … nei pressi di Contrada Ca’ Longa svolto a destra fino all’inizio del sentiero 51  (Madonna del Castagno)  … debbo aprire e chiudere un paio di cancelletti con filo di ferro antiladri di castagne. Fondo reso morbidissimo da foglie e ricci. Il tracciato si apre dunque su qualche radura prima di svoltare deciso a nord immmerso in una faggeta. Strappetto finale che conduce a
malga Zilone … qui una luce fantastica allunga le ombre di piante, malghe e uomini …. La mia sagoma lunghissima domina i prati e il terreno di recente aratura … momenti di contemplazione e magia … tensioni e nervosismo, paure e timori del primo mattino sono spariti … dentro di me sono ora leggero e libero … so che ce la farò … il sole spunta tra le cime orientali … e mi scalda … incantevole la vista su Malga Monteselli e l’attiguo bosco … i colori dell’autunno sono magici … altro che New England … sono in estasi … dimensione senza tempo … solo il Garmin mi ricorda che il tempo scorre e che c’è una tabella di marcia più o meno da rispettare … “Ricordati che devi arrivare” mi ricorda una vocina interiore. Un’occhiata alla graziosa cappella di S.Eusebio (mi pare si chiami così) e tra pozze e avvallamenti giungo per ripida erta a Malga Zocchi. Qui mi affido ai ricordi delle mie esplorazioni estive e taglio nel bosco del Dosso dei Cavalli. Silenzio assoluto: solo il mio respiro e il calpestio sulle foglie d’autunno. Fatico un attimo a trovare la via ideale, ma alla fine mi ritrovo sulla stradina militare che sale verso Creste di Naole … giusto 300 mt più in basso del previsto … poco male! Mi accorgo che ho perso una borraccia … ops … niente trail a impatto ambientale zero … probabilmente nel piegarmi per passare sotto a qualche ramoscello la borraccia è scivolata e non ne ho sentito il tonfo attutito dalle foglie … nei prossimi giorni ritornerò ad allenarmi qui e vedremo di recuperarla …
ammonizione! (forse è una bugia … non so se lo farò)
La vecchia strada militare di Naole fu costruita durante la Grande Guerra e sale costante con pendenze sempre superiori al 10% … contavo di correrla con maggior facilità … alterno invece corsetta a passo lungo e svelto …  il ritmo che tenevo negli allenamenti estivi è improponibile … dopo il bivio per il forte di Naole mi spingo sul sentiero sommitale in cresta e giungo in pochi minuti ai 1850 mt del Rifugio Fiori del Baldo gestito da più di 40 anni dalla famiglia Oliboni … sempre aperto … autunno e inverno … approfitto dell’ultimo tratto per mangiarmi un panino rallentando un po’ il passo … al rifugio sono accolto dal gestore Adriano … caffè, cioccolatino, mezzo litro d’acqua sul posto e una coca-cola di emergenza “take-away”. Scambio quattro chiacchiere con il buon Adriano che si preoccupa di lasciarmi il suo numero di telefono per avvisarlo quando arriverò a Torbole (il rifugio è una sede distaccata del CAI) … sentito del mio lungo tragitto ripensa agli anni della giovinezza quando soleva percorrere le Creste del Baldo in scioltezza … la sua previsione per il rif. Damiano Chiesa è di circa 5 ore … io gli dico che ne impiegherò non più di 4 (e così sarà!). Lo saluto impegnandomi a richiamarlo in serata per un semplice “tutto bene” ( … e così farò!)


Riparto di slancio e corro il primo tratto fino al bivio per il rifugio Chierego … poi procedo a passo alternato (= 1 minuto a passo svelto + 1 minuto di corsa) … aggiro la Bocchetta di Coal Santo e salgo in spinta e velocemente fino al Passo del Camino (2128 mt slm) seguendo il sentiero 658. La classica guglia dolomitica indica l’inizio del tratto più tecnico e spettacolare della traversata … qui occhi aperti, piede sicuro e tanta tanta concentrazione … Sto abbastanza bene … un branco di 8 camosci mi passa davanti e si lancia giù per i ghiaioni … magari un giorno riuscissi a correre così anch’io su questi monti …  Cammino libero da ghiaccio e completamente asciutto … qualche tratto in tramontana con residue spruzzatine di neve ma in zone non esposte e con ampi spazi di sicurezza … temperature gradevoli a parte quando qualche formazione cumuliforme impedisce l’irraggiamento solare … Cappello di lana e la testa è sempre al caldo: idee chiare e meno dispersione del calore corporeo! Solo le cosce scoperte … ma il clima oggi non è un problema … indispensabile affrontare questo sentiero con condizioni meteo ideali … qui con pioggia e vento bisogna ritornare immediatamente sui propri passi o buttarsi giù a valle per qualche sentiero laterale e trovare riparo … ma oggi non serve.
Dal Rifugio Fiori del Baldo al Rifugio Damiano Chiesa sono circa 20 km … il tratto sulle creste, da Passo del Camino diciamo fino a Cima delle Pozzette sono 8 km, 10 km se consideriamo anche il tratto in cresta fino a Tredes Pin (arrivo funivia Malcesine). Non ho raggiunto Cima Telegrafo 2200 né Cima Valdritta 2218 perché implicavano deviazioni dal sentiero 651.  La prima parte sino al bivio con il sentiero nr 5 (nei pressi di Cima Valdritta) non presenta particolari difficoltà che si accumulano tutte nella seconda parte … sfasciumi di pietra, lastroni, tratti esposti, mughi, massi, qualche tratto attrezzato con catene e scorrimano, ghiaioni, radici … qui bisogna usare le mani spesso per salire … e non perdere mai di vista l’appoggio del piede … incontro due alpinisti che hanno appena risalito un ghiaione … un saluto al volo, forse non si sono nemmeno resi conto del mio passaggio e proseguo … non voglio attardarmi troppo … solo tra un po’ potrò rilassarmi …
Questo tratto di cresta non lo percorrevo da più di un anno … e sinceramente me lo ricordavo un pelino meno impegnativo … veramente tostissimo invece … soprattutto con 5 h di attività fisica sulle gambe … avanzo cauto, senza fretta … qui per correre bisognerebbe rischiare troppo … se si sbaglia chi ti viene a recuperare? Tutto bene comunque … approfitto di un giaciglio soleggiato tra i mughi per verificare la glicemia, scattare qualche foto e mandare un messaggio a mio fratello … ultime due creste da conquistare … le adiacenti Cima del Longino e Cima delle Pozzette … le nuvole spariscono e il sole torna a splendere e a illuminare la mia corsa … scendo veloce lungo i prati che in inverno ospitano le piste da sci del comprensorio Malcesine-Prealpesina … lavori in corso … camion, ruspe, furgoni … manutenzione agli impianti in vista della riapertura invernale …

 


Paesaggio autunnale in prossimità di Malga Monteselli immortalato durante il Baldo:Crossing


Opto per il versante orientale (originariamente avevo previsto di percorrere il versante occidentale della Colma di Malcesine e imboccare il sentiero del Ventrar innestandomici scendendo in costa sul versante dei Prai di Malcesine … ma giunto a Tredes Pin, in considerazione dei km già percorsi e delle difficoltà ancora da affrontare ho preferito percorrere la jeeppabile che costeggia la ex Caserma della  Finanza … e corricchiare più agevolmente … in termini di distanza non cambia nulla … in termini di d+ un 100 circa risparmiati … ma soprattutto meno stress mentale …) Avanzo in ritmo e dunque riprendo il sentiero 651 … tratto nel bosco che corro splendidamente … merito della coca-cola appena scolata? A Bocca di Navene (1400 mt) scopro che il ristorante è aperto ma non ho bisogno di niente e continuo in autonomia confidando nella sosta al rifugio Damiano Chiesa. Un km circa di asfalto in lieve salita lungo la Strada Graziani che corro a tratti … entro nella regione Trentino … precisamente nel comune di Brentonico … altri 700 mt d+ fino ai 2059 mt del rifugio lungo le Laste di Tolghe … passo da montanaro e testa bassa … corro qualche minuto nell’unico tratto possibile intorno ai 1800 metri … poi avverto un calo … sento che è un ipo in arrivo … ricorro alla bibita energetica tipo Redbull di scorta e dopo pochi minuti riprendo brillantezza … in vetta sento un vocio generale … penso siano gli ospiti dell’affollato rifugio … invece sono uno sparuto gruppo di bikers tedeschi che mi guardano incuriositi e mi fanno cenno che è tutto chiuso … “Kein Problem!” (Nessun Problema!) Rispondo! …. In effetti è così … sono un po’ scarso d’acqua (50 cl) ma ora è tutta discesa … mi sento ok e con me scorte di viveri infinite … saluto, rigorosamente in tedesco, e riparto sentendo gli amici teutonici parlottare tra loro e percepisco uno “spezialist!” riferito a me … evidentemente l’attrezzatura e l’abbigliamento Raidlight tradiscono capacità e preparazione che in realtà non ho … imbocco il sentiero 601 che oramai conosco a menadito. Le tabelle CAI indicano 4h15 per i 10 km e i 2059 mt di dislivello negativo per Torbole … impiegherò 1h40 minuti circa (uno skyrunner vero a mio avviso ci mette 45 minuti) … nei primi 300 mt di dislivello ridacchiando tra me e me su questo “spezialist” … antenne dritte e massima attenzione … prima sulla pietraia iniziale, poi sul single track fangoso che porta al Monte Varagna … tratti ripidi alternati a prati pianeggianti con bel paesaggio di media montagna … da qui il percorso diventa molto tecnico e meno panoramico … tutto in sottobosco per sentieri tortuosi … le foglie costituiscono un tappetone morbidissimo su cui poggiare i miei piedi per ora ancora sicuri … produco qui il mio sforzo migliore … appoggio deciso e in discesa, come in moto, “quando sei incerto, tieni aperto” … facile a dirsi, meno a farsi … in 20 minuti 700 mt di dislivello e mi ritrovo in un batter d’occhio alla sorgente Acqua d’oro …  acqua limpidissima sgorga dalla fontana e ne approfitto per dissetarmi, rinfrescarmi e riempire le borracce oramai vuote … breve pausa … verifica tabella di marcia e via si riparte … sono a 1000 mt di altitudine e penso che il peggio è passato .. invece il sentiero 601 non molla fino alla fine …. Prima nel bosco tra sassi e foglie, poi lastroni di pietra in sbiego… comincio ad avere la pianta del piede dolorante … devo concentrarmi e fare un po’ di training autogeno per non pensare al dolore … e riesco a conquistare abbastanza in brillantezza altri 500 mt di dislivello … mi pento per un attimo di non aver proseguito sulla strada asfalta nei pressi della Madonna del Faggio … forse 1 km in più di lunghezza, ma fondo più accettabile per le mia gambe stanche … scorgo finalmente il golfo di Torbole tra la vegetazione un po’ meno fitta … e pure il Monte Brione che domina la piana di Arco … so che manca poco, ma il pendio è ripidissimo e poco corribile, almeno per come sto ora … mi metto il cuore in pace … mi rilasso … calo il ritmo … tanto oramai è fatta … piccolo trotto, “corto e sicuro” parafrasando i rugbysti … io mi riferisco alla mia falcata ovviamente … riconosco le Busatte, altipiano su cui passa il percorso di una garetta che ho corso un paio di volte … siamo a quota 250 mt … una signora del luogo, cui chiedo sulla giusta via, mi incoraggia con un “dai che sei forte”. Ora il fondo è piuttosto facile e diventa strada asfaltata. Le prime case … torna la civiltà … qualche soluzione architettonica originale … taglio per i marciapiedi terrazzati dei giardini e in un batter d’occhio mi ritrovo sul lungolago di Torbole. Baldanzoso e con ritrovate energie arrivo fino alla piazzetta dove c’è pure la fermata dell’autobus … 52 km esatti (parola di Gps) … il pulmann è alle 16,17 … giusto un’oretta …. per asciugarmi, cambiarmi e mangiare qualcosa  … Vento fortissimo … i surfisti vanno alla grande … io un po’ meno … enormi difficoltà a piazzare il cellulare per un ultimo autoscatto … infatti le foto di oggi non sono un granchè … (ma oggi è tanto che le ho scattate le foto … come mi scrive un amico dopo aver visionato le immagini della transbaldense: “Non posso fare a meno di notare come tu abbia superato gli inviati della Gabanelli di Report. Loro intervistano e al contempo reggono la telecamera per riprendere il politico di turno. Tu addirittura la maneggi e la posteggi per riprendere te stesso. Immagino la scena: corsa in salita, posizionamento della macchinetta su macigno, ritorno sui tuoi passi per alcuni metri, ri-corsa in salita con piglio "no limits", controllo se foto scattata correttamente e poi ri-partenza di corsa. Se così è, la tua traversata ne vale due. Con dei reporter così, avremmo la miglior stampa e tv al mondo. Viva i corridori solitari, morte ai parassiti di stato.”).

Dopo aver trovato un riparo sottovento per cambiarmi … bello asciutto mi pappo il panino alla nutella che avevo gelosamente conservato … con leccata di dita finale!
Torbole vive di turismo straniero e ancora brulica di gente … Avvisto cartelli “pizza non stop” sulle vetrate dei locali … e la fame aumenta … qui è il regno della vacanza attiva outdoor e la gente mangia a tutte le ore (quando rientra dalle escursioni) … approfitto dell’efficiente macchina turistica trentina e prendo posto al caldo dell’accogliente tavola calda-pizzeria affollata anche nel pomeriggio.
Il mio zaino puzza da caprone … sudore di non so quante ore di allenamenti delle ultime settimane (finirà in lavatrice al rientro a casa) … io per fortuna un po’ meno … il sudore della fatica ha un sapore diverso … è più sano … Il cameriere mi si rivolge in tedesco …qui è la lingua ufficiale … evidentemente avevo aspetto da turista teutonico … poi si scusa con un simpatico “deformazione professionale” … Pizza margherita, una birra, un caffè d’orzo … mi sposto alla fermata dell’autobus non prima di aver acquistato un piccolo bloc-notes e una penna dove annotare alcune sensazioni a caldo di questa favolosa traversata bipede.

Finalmente la corriera arriva … Un’oretta e sono a casuccia … doccia e un pisolino prima di frugale cena ad ora tarda! Un buon sonno mi aiuterà a capire meglio il mistero che circonda il Monte Baldo!

Felicemente a pezzi … mi vado a coricare.

Diabete Off-Road
Gestione metabolica di Baldo:Crossing

PREMESSA: Quello che faccio e come lo faccio, vale per me … non do’ consigli, no do’ pareri medici, no do’ lezioni … racconto quello che faccio senza pretesa di verità o valore scientifico … non pretendo niente … lancio un messaggio … di prospettiva e passione sportiva … chi vuole lo raccolga …

Veniamo ora alla gestione del mio compagno di vita … il diabete … (non sono gay ma diabete è di genere maschile … che ci posso fare …)

Avrete forse capito che il confronto con il diabete non è il motivo principale per cui faccio tutto questo … che parte invece da una passione vera per la corsa, la vita all’aria aperta, la natura, il movimento. Ovviamente il mio metabolismo imperfetto degli zuccheri ha il suo peso non indifferente e una sua rilevanza nei comportamenti e negli obiettivi, che potrei sintetizzare in due punti:

-      È un fattore da considerare se voglio arrivare in fondo sano e salvo, in sicurezza, in salute, senza affidarmi alla provvidenza divina … o più laicamente al fattore C.

-      Essere “Testimonianza” e così provare a convincere e stimolare alla vita attiva chi convive con il questa patologia … il diabete non è un motivo per rinunciare aprioristicamente!

 

Il diabete aiuta a capire ed apprezzare il “valore della rinuncia” … io  valuto sempre l’opzione “rinuncia” quando intraprendo un allenamento, una gara, un’esperienza in autogestione … nel senso che considero tutti gli aspetti … così facendo non sono mai stato costretto a rinunciare … non vedo l’opzione rinuncia come un fallimento, ma come un percorso di conoscenza di me stesso e delle mie possibilità … gli errori di valutazione non mancano, ma non sono mai stati così gravi da mettermi in situazioni di pericolo o eccessivamente rischiose … partire dalla considerazione che “rinunciare” non è una tragedia è fondamentale per accettare alti e bassi del nostro quotidiano, qualche fallimento e qualche insuccesso … questo approccio si traduce in determinazione e realizzazione dei propri sogni … mi piace citare una massima di Winston Churchill … “il segreto del successo consiste nel passare da un fallimento all’altro mantenendo intatto l’entusiasmo”

 

Il diabete non è nemmeno un motivo per strafare, per andare troppo oltre … interrogarsi sui propri limiti e superarli è buona cosa, buttarsi a testa bassa in imprese senza la dovuta preparazione fisica e mentale è un nonsense … un’impresa fine a se stessa non serve a niente a nessuno … bisogna cominciare un percorso, possibilmente virtuoso, e portarlo avanti … non sono abituato a vivere di ricordi del passato. Mi guardo indietro, a volte è vero, ma più spesso guardo avanti! E provo a vedere al di là del mio naso! Sto studiando … e nella vita non si smette mai di imparare … e il diabete è qui a ricordarmelo tutti i santi giorni!

 

Ciò detto, eccomi qui. Da un paio di mesi non attraverso un momento particolarmente felice nella gestione metabolica. Non sono proprio in controllo del mio diabete … ma anche questo fa parte del gioco. Rimango su buoni standard (A1C 6,8) … ma mi devo fare un “mazzo tanto” per riuscirci … la ricetta: dosi massicce di esercizio fisico di endurance anche a medio altà intensità, una dieta ricca e “abbastanza attenta”, autocontrollo, conta dei cho e relativo adeguamento del bolo. Ciò nonostante, ho dovuto aumentare sensibilmente il mio fabbisogno insulinico a partire dal mese di settembre … soprattutto a livello di bolo preprandiale. Storie di ordinaria glicemia … ma sono passato dalle 22-25 u totali di giugno/luglio (12-16 durante il ciclo viaggio di maggio) alle attuali 32/36 u … ritoccando sia basale (+3 u) che ultrarapida (+7 u complessivamente a parità di cho assunti) … evidentemente la mia produzione endogena di insulina è arrivata a zero … o è cambiato qualcosa dentro di me … ci sto studiando sopra … il mio compenso è sempre più determinato “esclusivamente o quasi” dalla complicata ma intrigante sinergia tra terapia insulinica, alimentazione, conta dei cho, autocontrollo, attività fisica e … ragionamento.

In queste ultime settimane forse ho peccato in due aspetti: alimentazione e ragionamento

Alimentazione … devo mangiare meno e meglio … non mangio malissimo, intendiamoci, ma devo essere più metodico … e non concedermi digressioni etiliche …

Ragionamento … troppi pensieri in testa, troppi casini … una cosa è pensare, una cosa è “fare la cosa giusta” … sto pensando “tantissimissimo”, ma non trasformo i pensieri in ragionamenti e questi in azioni utili ed efficaci. E’ un po’ la differenza che passa tra “conoscenza” e “sapienza”

Ciò detto non mi lamento, ma “ragiono”, qui si, in prospettiva, pragmaticamente, perché ambisco al meglio. “La libertà - diceva Camus - consiste semplicemente nella possibilità di migliorare”

Ma bando alle citazioni … torniamo alla gestione metabolica baldensis … conseguentemente a quanto premesso, la sera precedente ho ridotto “solo” a 13 u di Levemir (-15%)  … ho fatto un compromesso tra insulinizzazione, consumi energetici, timing integrazioni e previste risposte metaboliche …
Prima di coricarmi, ho rilevato un ottimo 103 mg/dl … non so perché … ma avevo appetito … e ho bevuto del latte caldo con 3 biscotti … sono sempre 25 cho di carboidrati … non mi sono però “bolato” (chissà perché?) e dunque il 189 mg/dl (h 5,00) al risveglio era inevitabile (notte dal sonno leggero per la paura di addormentarmi) … Nonostante la lieve iperglicemia, opto per non fare boli comunque, dovendo muovermi di lì a pochissimo … invece di una colazione sostanziosa, che non avrei potuto permettermi per questioni di digeribilità, proseguo con il mio piano iniziale … zero bolo, rompidigiuno prima di partire con  frequenti integrazioni tra i 15 e i 40 gr di cho nel durante …
Dunque, inizio con il ridurre l’apporto di cho della colazione: banana (16 cho), 4 biscotti senza zucchero Galbusera (5,5x4=22 cho), una tazza di caffè d’orzo bollente (2 gr cho). La partenza a seguire  nell’arco di una ventina di minuti, con probabile anticipo del primo controllo per verificare se la joint venture basale+attività fisica funziona.

Nella tabella qui sotto ho riportato valori e orari di rilevamento della glicemia e di integrazione alimentare.

 

BALDO:CROSSING & GESTIONE METABOLICA

Ora

Glicemia

Integrazioni

Note

H 23,00 gg prec.

103

25 CHO

Levemir h 21,30: 13 u + Snack al coricarmi: latte e 3 biscottini)

H 5 risveglio

189

40 gr cho (colazione)

No bolo a colaz.

H 7,15 (dopo 1,15 h di AF)

135

 

 

H 7,30

***

25 gr cho

 

H 8 (dopo 2 h di AF)

170

 

 

Tra h 8 – 9 ,15

***

15 cho (liquidi)

 

H 9,20

108

50 cho

Ø  Panino con burro di arachidi e marmellata di fichi + sorso bibità

H 11,00

187

 

 

H 12,00

***

25 cho

Coca cola

H 13,15

LIEVE IPO NON MISURATA

25 cho

Redbull

H 13,40

150

 

 

H 14,15

***

11 cho

Snack

H 15 - 52° km Torbole

103

 

Pranzo h 15,30 8 u x 180 cho

Post prandiale h 18,00

119

 

 

Prima di cena h 21,30

88

 

Cena: 5 u x 120 cho (di cui 20 gr. al coricarmi)

Risveglio gg succ.

127

 

 


Nelle 9 ore di attività fisica, ho mantenuto un buon controllo e, a parte una lieve ipo nell’ultima ascesa sul duro sentiero verso l’Altissimo (Lasta di Tolghe), non ho avuto problemi di alcun genere … inizialmente pensavo di verificare la glicemia ogni ora … ma a certo punto mi è sembrato superfluo … …. in queste situazioni l’ideale sarebbe un bel sensore in continuo della glicemia … ma al momento non è possibile averlo per chi è in multi iniettiva … anche se le cose stanno cambiando …
Terapeuticamente non ho fatto nulla di particolare … in base alle mie esperienze passate e nonostante un diabete in “evoluzione degenerativa” (?) ho affidato il mio compenso metabolico, lo ripeto, al lavoro della “basale” … direi a ragione visto che mi sono alimentato meno di quanto avevo previsto mantenendo glicemie di tutta sicurezza senza picchi eccessivi … 190 grammi di cho (colazione inclusa) per 3800 calorie consumate non mi sembrano eccessivi … ho bevuto circa 3 litri di liquidi (2 l di acqua, 1 litro di bibite). Forse un po’ poco, ma ho trovato un rifugio chiuso e quindi ho dovuto andare di conserva con le scorte d’acqua … in più il clima non favoriva la disidratazione … certo che se avessi fatto in estate avrei dovuto bere molto di più … ma questa è un’altra storia …
La discesa finale ha decisamente impegnato i miei muscoli … il 103 finale lo dimostra nonostante 11 gr di cho a quaranta minuti dalla conclusione.

Buono il compenso nelle ore successive alla conclusione del trail: non ho modificato boli in rapporto a cho assunti nei pasti seguenti … sono comunque molto allenato e il tipo di substrati utilizzati, quasi esclusivamente lipidici, hanno contenuto gli effetti ipoglicemizzanti dell’attività fisica.
Ho mangiato pizza nel pasto post Af e proteine (pollo) a cena.

Non vorrei farla troppo facile … forse per me ragionare in questi termini, con decisioni e scelte flessibili e ponderate in continuo, non è faticoso … per altri non è così … ripeto … lungi da me l’intenzione di parlare dal “bully pulpit” … ma penso che non ci siano grosse alternative al ricorso a forza e determinazione … alle energie e alle risorse che tutti abbiamo dentro di noi … bisogna continuare a scavare fino a trovarle … per alcuni basta una piccola buca e la forza sgorga fuori, per altri è necessario scavare un tunnel o trivellare più a fondo … comunque sia il percorso è possibile … che la forza sia con noi a qualunque profondità essa si trovi!

Trailrunning autogestito ... 
In solitaria, in autonomia, senza assistenza e soluzione di continuità

  
(dati altimetrici, km, dettagli percorso in fase di elaborazione)

Baldo Crossing – Training Update

"Il mio viaggio di Monte Baldo"
ovvero ...
il racconto di alcuni dei miei allenamenti in vista di Baldo Crossing ...

***

Martedì 28 ottobre

Su e Giù dall’Altissimo

Rifugio Graziani 1600 mt – Monte Altissimo 2064 – Malga Cassina 1000 mt A/R

Ancora sole sui miei allenamenti medio montani. Penultima perlustrazione … mattutina .... si procede verso Torbole … in auto raggiungo il Rifugio Graziani e salgo per il sentiero classico fino al Rifugio Damiano Chiesa. 3 km e 400 mt d+ che uso per riscaldamento alternando camminata svelta e corsetta (a dire il vero ero un po’ imballato) … in 30 minuti raggiungo la vetta … poi discesa per il 601 … confermo difficoltà tecniche e fango scivolosissimo …  questa volta però non cado … paesaggi spettacolari fino ai 1700 mt, in prossimita del Monte Varagna ... poi più sottobosco … il sentiero 601 taglia deciso nei boschi con passaggi tecnici non indifferenti … ma è molto più corto rispetto alla strada (asfaltata) … non sapevo che una strada arrivasse sin qui da Torbole … solo tedeschi in giro … pochi peraltro … scendo passando per Dos Remit e prati di Nago fino ai 1000 metri di Malga Casina … breve sosta ... controllo glicemia .. snack... foto alla baita degli Alpini ... e poi risalgo … per correre un po’ meglio al rientro seguo l’aslfalto …. Buone sensazioni adesso … stamattina alla partenza mi sentivo un po’ tappeto persiano e mi diceve che forse non sono pronto mentalmente per questo Baldo Crossing … non so a dire il vero se sono pronto … ma ci provo … nel senso che male che vada camminerò …. Spero solo di riuscire a stare sulle gambe per tutte quelle ore … nel finale ho preso fiducia perché ho dato il meglio di me dopo le 2h45 di allenamento … in tutto 3h15 per 21 km e 1500 mt d+ …

Dal rifugio Graziani a Torbole le tabelle CAI dicono 4h15, dai miei calcoli dovrei impiegarci 1h45-2 h al massimo!
Quindi se come penso sarò in vetta per le 12,30 ... alle 14,30 sono a Torbole ... speriamo!

Glicemie: risveglio 98, 3 u di insulina per 70 cho, 183 alla partenza, 72 dopo 1h30, 85 dopo 2h30, 87 dopo 3h15. Integrazioni: cho liquidi 30 gr, cho barrette 28 gr, 1 litro d’aqua e 25 cho di crackers. Basale sera precedente: 13 u levemir … è ancora un po’ troppa per le ore di af che mi aspettano … per il giorno del Baldo Crossing vorrei farne non più di 10 … ma ho da tenere a bada anche la glicemia per il resto della giornata … vedremo … ragionandoci su prima o poi si trova una soluzione.

Per Sabato 31 previsto cielo nuvoloso … l’importante è che non tiri vento forte in quota …. Ci debbo fare quasi 20 km tra i 1600 e i 2100 mt di altitudine ….. brrrr …. Comunque sia calzoncini corto e calzettone … oramai un must …. Fashion o trendy anche in media montagna!

Domenica 25 ottobre

Un Trail Solo & Sole

Bait del Vo'(1330 mt)-Ventrar-Bocca di Navene-Laste di Tolghe-Monte Altissimo Rif. Damiano Chiesa (2059 mt) -Bivio per Malga Campei (1700 mt) - andata e ritorno (20 km 1400 d+ ca)

 
Viste sul Lago di Garda dal Monte Baldo e dal Monte Altissimo

Il meteo continua a riservarci giornate incredibili … un cielo azzurro, sole scalda membra, viste infinite …
Ho un po’ modificato i miei piani di perlustrazione del percorso sommitale per questioni logistiche e di tempo … oggi ho testato il tratto più duro della traversata …. Il tratto del sentiero 651 che da Bocca di Navene sale ripido fino al rifugio Damiano Chiesa – M.Altissimo. Qui non si scherza …

Partenza intorno alle 10,00 da Casera di Vo’. Ho ritardato la partenza perché stamattina da “coglione” mi sono fatto 6 u di ultrarapida per errore … ero distratto … e zac … la ghiera l’ho messa sul 6 … porcaccia la miseria … ho mangiato un po’ di più e ho aspettato due ore e mezza per evitare code di ultrarapida … 127 alla partenza e 40 gr di cho per sicurezza … zaino con cambio, cappello, guanti e scorte liquide e zuccherine infinite. Salgo per la direttissima lungo i pratoni fino all’imbocco del Ventrar e di qui sbuco sul versante orientale … 25’ … non sto qui a descrivere panorami e viste mozzafiato … non reggo molto bene i cambi di ritmo e spesso preferisco procedere a lunghi passi sfruttando le braccia anziché corricchiare …. Imbocco il sentiero 651 in discesa, non proprio facile … e arrivo a Bocca di Navene … qui per evitare l’asfalto seguo una traccia di sentiero (che a volte si perde e mi costringe a scavalcare arbusti e tronchi abbattuti) fino a inserirmi nel tracciato originale … qui è salita dura … impossibile correre i primi 300 mt di dislivello … tranne brevissimi tratti … o per lo meno io non ci riesco anche se salgo rapido rapido … solo dopo i 1800 mt il sentiero è un pelino meno ostico e arrivo ai 2059 mt del rifugio Altissimo bello pimpante … dal silenzio e dalla solitudine di pochi minuti prima, un brusio incredibile … centinaia di escursionisti si godono questa bella giornata …. Sono 8 km fin qui e 800 mt di d+ … decido di proseguire ancora e mi lancio in discesa lungo il sentiero per Nago Torbole …. 2 km di discesa impegnativa con massi e qualche tratto fangoso scivoloso (di cui sono vittima senza conseguenze) … non mi aspettavo questa difficoltà … comunque in 20 minuti arrivo a quota 1700 al bivio per malga Campei … ho impiegato ¼ del tempo previsto dalle tabelle del Cai … verosimilmente dunque da qui a Torbole ci dovrei impiegare al massimo un’ora e trenta … 1700 mt in discesa per circa 10 km … speriamo le gambe tengano …. Mi fermo a controllare la glicemia, 115 md/dl, prendo una barretta di sesamo e bevo un sorso d’acqua e risalgo a quota 2000. Passo deciso … spingo bene … e qui alcuni tratti sono corribili … in vetta niente caffè al rifugio (tempi di attesa da sovraffollamento troppo lunghi) e mi lancio in discesa … cerco di corricchiare bene, senza esagerare … ho qualche problema con il bastoncino sx che si allenta continuamente … concentrazione … è l’unico modo per non cadere o non inciampare …. A bocca di Navene sosto per rifornirmi d’acqua e di una coca cola e gustarmi un buon caffè. Da qui altri 6 km … sto bene di gambe, ma non ho tanta voglia di spingere … alternado corsa e ampie falcate nei tratti ripidi ritorno sui miei passi … la giornata è sempre più meravigliosa e questo sole mi aiuta a scordare i “cattivi pensieri” …. In totale uscita da 3 h … per 20 km abbondanti … e 1400 mt d+. Glicemia alla fine 168 (effetto coca cola) … dopo 1h da AF 87.


Baldo Collage

Venerdì 22 ottobre

Di corsa con i camosci ...

Pozze di Prada 1200 mt - Bivio per sentiero nr 5 sul sentiero 651 mt 2100 (Forcella Valdritta) a/r (ritorno via Malga Prada - Baiti di Ortigara)


Creste del Baldo .... più o meno a Cima Pettorina

 

Mi fido ciecamente delle previsioni di meteo.it ... nuvole ma escluse precipitazioni ... mi organizzo un po' gli impegni "lavorativi" e mi ritaglio una mezza giornata buona per esplorare parte delle creste ... verificare temperature, stato del fondo, presenza neve ... etc etc ...

Le nuvole sono piuttosto alte ... manca il sole, comparso solo a tratti intorno a mezzogiorno ... ma la temperatura è mite e la vista fantastica ... non pensavo di poter correre in calzoncini corti e calzettoni di questi tempi a 2000 mt slm.

In tutto un'uscita di 3h50 (soste, foto, pausette contemplative, tratti camminati) ... purtroppo pensavo di aver caricato il gps invece ho sbagliato qualcosa e quindi niente rilievi altimetrici ...
Buone sensazioni, ho corso con i bastoncini ... il corso base di Nordik Walking cui ho partecipato sabato scorso mi ha aiutato parecchio con coordinazione e spinta ... come dice Olmo è come avere quattro ruote motrici ...
Oggi ero alto in quota, ma basso in glicemie ... ho sbagliato a non ridurre la basale ieri sera ... e oggi praticamente, se escludiamo la glicemia di partenza (223) sono sempre stato con glicemie al limite della ipo (59 dopo 1h, 68 dopo 2h30, 70 a fine attività) ... ho iniziato a correre a solo 1h30 dal bolo (ridotto da 4 a 2 u) della colazione ... evidentemente prima una coda dell'ultrarapida, poi la sinergia basale/AF di endurance hanno fatto il resto ... ho integrato con 3 bustine di miele (15 gr) e due barrette di cereali da 17 gr ... oltre a 1 litro d'acqua ... in ogni caso mi è mancata un po' di brillantezza, ma non cercavo la prestazione ... e se quando sto mezzo in ipo riesco fare 4 ore di corsa o a passo svelto in montagna ... posso dire che va bene!
Quindi a parte un po' di "debolezza" da glicemie bassine, muscolarmente e articolarmente mi sentivo bene ... piedi ok, un po' i polpacci duri ma solo all'inizio (subito in salita) e piede sicuro sugli sfasciumi di rocce e nei brevi tratti spruzzati appena dalla neve ... certo che un conto è affrontare i tratti tecnici dopo 1h30 di sforzo, un conto sarà quando arriverò qui dopo aver già corso più di 3 ore ... ma vedremo di stare concentrati e vispi!

Descrizione percorso: lascio l'auto alle Pozze di Prada ... e via si parte ... in salita ... primi 300 mt su ripida erta cementata, poi carrereccia su sfasciumi fino al Rifugio Fiori del Baldo ... proseguo quindi aggirando il rifugio Chierego e giungendo a Coal Santo. Vista su entrambi i panorami ... si vede tutto ... incontro un escursionista che mi segnala aver contato 32 camosci sul sentiero delle Creste ... riparto ... fino al passo Camino si sale ... qui prime spruzzatine di neve ... ma nessun pericolo ... piede sicuro anche con ipoglicemia senza soluzione di continuità ... guardo continuamente l'orologio ... mi sono riproposto di rientrare raggiunte le due ore .... il ritorno solitamente è più veloce ...
fisso un po' di punti di riferimento e valuto in un'altra ora e un quarto il tempo necessario per raggiungere la Colma di Malcesine ... può bastare ... rientro ... sono un po' stanchino .. un timido sole mi scalda e mi rigenera ... integratori ... barrette e si riparte ... discesa prudente .... ritorno sui miei passi, fino a lanciarmi giù per i pratoni ... sembra di tuffarsi nel lago ... poi faccio un po' di orienteering nei boschi .... sbuco fuori sul sentiero giusto sotto i Baiti di Ortigara e poi di lì alternando corsa brillante a corsetta stanca arrivo all'auto ...
Due escursionisti si stanno gustando un paninazzo con il formaggio enorme ... che invidia ...
Rientro affamato a casuccia ... buon test oggi! Ai prossimi trail!

Domenica 18 ottobre

 

Sempre in preparazione “Baldo Crossing”, stamane ho partecipato alla prima edizione del Graffiti Trail, un trailrunning autogestito con partenza e arrivo ad Albisano  (5 km da Garda dove risiedo). Due le distanze previste, 17 e 23 km, lungo splendidi sentieri panoramici con fondo roccioso e boschivo (info: www.cronotrail.it).
Nonostante la partenza fosse fissata per le 8,00 mi sono alzato solamente alle 7,20 … mi sono coricato un po’ tardi … opto dunque per rompidigiuno invece di una sostanziosa colazione e niente bolo (mi sarei ritrovato a correre in pieno picco insulinico) … 130 la glicemia al risveglio, tre fette biscottate con marmellata ai mirtilli di bosco e un po’ di burro di arachidi (35 gr cho ca.) e un buon caffè d’orzo bollente … alle 8 in punto sono alla partenza … trovo l’amico Andrea … brrr che freddo … il sole è ancora nascosto tra le montagne … per non so qualche motivo ci fanno mettere il pettorale (non c’è classifica, non c’è cronometro) ma va bene così … si parte, saremo poco più di una trentina … il percorso si snoda su sentieri che bene o male conosco e ho corso parecchie volte, ma non essendo segnalato seguo il pace-maker Pier che lo ha disegnato assieme allo staff Cronotrail. Il gruppo procede allegro … ma ogni tanto si rallenta e ci si ricompatta … dal Monte Bandiare e Lenzumo si godono scorci impressionanti sul lago di Garda, sulle prealpi bresciane a ovest e sui monti della Lessinia a est … una luce meravigliosa che solo le fredde e assolate giornate d’inverno sanno regalare … qualche indecisione del pacemaker nel ricordare il percorso … ma nulla di grave … un paio di volte finiamo in qualche “cul de sac” ma basta ritornare indietro … l’umore del gruppo si mantiene alto … e ci si prende un po’ in giro … continua la nostra corsa in natura con qualche incertezza … un po’ cerco di dare una mano al nostro disorientato capo guida … finalmente ritroviamo la giusta direzione … il sentiero del Pellegrino … la nostra meta sono i graffiti del Crero (quelli del Lupia ce li siamo persi perché abbiamo preso il sentiero sbagliato) … ancora qualche errore di direzione (finiamo in un uliveto senza via d’uscita … qui anch’io mi sono sbagliato con un altro sentiero) … alla fine abbiamo fatto un paio di km in più rispetto a quanto programmato … ci incrociamo con il gruppo dei “lenti” che non avendo sbagliato strada, sono stati più veloci di noi … bene così … con Andrea decidiamo di tagliare leggermente il percorso … lui tiene famiglia … e deve rientrare prima … poco dopo Loncrino quindi svoltiamo a dx in salita e rientriamo per un sentiero prima ripido poi ondulato fino ad Albisano. Il sole spunta a riscaldarci … meglio correre sul versante orientale in inverno … altrimenti si corre sempre in ombra … finale in scioltezza per 2h20 ca di uscita (soste incluse) … un buon test per me, per rimettere tempo e km sotto le gambe in ambito off-road … ho bisogno comunque di qualche altra uscita per ritrovare confidenza e riabituare muscoli e articolazioni allo stress dello sterrato … e al freddo … oggi l’ho un po’ patito … di certo la transbaldense non sarà uno scherzo … ma se trovo la concentrazione e non esagero nei primi 20 km, dovrei “sfangarla” … certo che ci vorrà tanta tanta forza di volontà … le gambe oggi erano reattive … ho provato qualche progressione in salita … sono sicuro che per il 31 ottobre dovrei essere per lo meno pimpante anche se per quest’anno “addio sogni di gloria” … continuerò ad allenarmi, ma solo “spensieratezza” …
Glicemia: avevo con me il glucometro ma non ho fatto controlli in corsa … ho integrato a metà con 45 gr di cho in forma di barrettona di sesamo … alla fine 84 … perfetto … la combinazione attività fisica e attività dell’insulina basale ha funzionato … anzi il buon valore porta a concedermi un succulento “Terzo Tempo” in linea con lo spirito del Graffiti Trail … pane e salame, un buon bicchier di vino e tre fettine di una splendida crostata … senza fare il bolo! … ma il 302 (sgrunt) che ho rilevato dopo un’ora me ne ha fatto pentire … sono finiti i tempi quando potevo metabolizzare 50 gr di cho in fase post esercizio sfruttando basale e  ricostituzione delle scorte glicogene nei muscoli … fino a qualche mese fa era così … ora debbo stare un po’ più accorto … 3 unità di correzione e mi ritrovo normoglicemico (oggi ho pensato che se avessi avuto il micro mi sarei bolato sul posto, invece non l’ho fatto perché non avevo voglia di andare alla macchina a prendere la penna … ma la pigrizia non è un buon motivo per scegliere il micro a mio avviso). Il pomeriggio vola liscio nella splendida Breonio dove mi sono nel frattempo trasferito in auto … tra degustazioni e antichi sapori mi godo un pranzetto in compagnia di amici alla tipica fiera di questo paesotto di media montagna. Il sole continua a splendere … anche su di me … e mi sento ancora un po’ più felice!
Oggi corsa sul Garda con coda enogastronomia in Lessinia … a breve i prossimi allenamenti in vista Baldo Crossing!

 

***

Venerdì 16 ottobre

Correndo per i Prai ...

Riprendo i richiami di trail running in vista del Baldo Crossing che giocoforza effettuerò o sabato 31 ottobre o domenica 1 novembre … speriamo il meteo tenga … altrimenti non so quando potrò provarci …. Mi debbo riabituare al clima rigido … non sono un freddoloso, ma con questa coda d’estate ottobrina mi ero abituato bene.

La mia condizione non è ottimizzata … ma questo appuntamento non ha finalità cronometriche o prestazionali … è una introspezione sulla mia capacità di resistenza e piacere mentale nella pratica sportiva … vedremo … la vedo dura correre per tutte le 7/8 ore .. ma vedrò di gestirmi al meglio!

Valuto di poter tenere una media intorno ai 7 kmh … ma poi dipende se la sinergia tra gambe, piedi, cuore, resistenza lipidica e lucidità mentale funzionerà ... ovviamente ... quasi lo dimenticavo ... anche il compenso metabolico dovrà fare il bravo bambino!

Veniamo ad oggi: giornata stupenda … lascio l’auto a 500 mt slm in località Faigolo di Malcesine e salgo con lo zaino a spalle lungo il sentiero 10 fino ai 1320 mt del mio baito baldense … silenzio assoluto, non c’è anima viva in giro … procedo camminando di buon passo … sono 3,5 km … 1h05 … accendo il fuoco e la stufa, mi asciugo un po’, controllo glicemia, 99 mg/dl, qualche biscottino e un po’ di zuccheri semplici e, questa volta senza zaino, parto per un allenamento di corsa … un’altra oretta … circa 7,5 km … molto tranquilli … al sole si sta proprio bene … solo tedeschi in giro … sono gli ultimi giorni di apertura della funivia Malcesine-Baldo … vista su tutto … incredibile … magia pura … si vede ogni cima … anche il monte Rosa … mentre corricchio penso ai prossimi allenamenti “seri” che dovrò fare … per verificare con maggior precisione tempi di percorrenza e difficoltà tecniche … se persiste questa alta pressione non ci saranno problemi … ma se cambia … boh? Io comunque ci proverò. Cambia anche l’ora , farà buio presto … farà anche più freddo … ma sono attrezzato per far fronte a ogni evenienza … sto studiando anche le varie vie di fuga in caso di stanchezza improvvisa … nella peggiore delle ipotesi avrò 1h30 di sentiero in discesa per raggiungere una località servita da mezzi pubblici per rientrare a casuccia.

Ma torniamo al piccolo allenamento di oggi … dura ritornare sui ripidi pratoni baldensi … fiatone e cuore che batte a mille … di correre in salita non se ne parla … non sono più abituato a simili pendenze … ma spingo bene comunque con lunghi passi da “montanaro” … appena il sentiero spiana un po’ invece riesco a far girare le mie gambotte … infilo per l’ennesima volta il sentiero del Ventrar, anche qui solo “crucchi”, e ne apprezzo gli scorci e le viste spettacolari … piede sicuro, terreno ottimo, nessun problema anche nei due tre punti esposti … risalgo dunque alla Colma di Malcesine per la carrareccia che corro tutta in spinta … panorama fantastico … agile ma prudente riscendo verso il mio baito … non sono stanco … il sentiero è asciutto e ben battuto … oggi volevo solo riassaporare i piaceri della corsa in natura … con gli allenamenti su asfalto per quest’anno ho praticamente chiuso … farò qualcosina in procinto di un paio di mezze novembrine … giusto per sciogliere le gambe … ma non ho alcun obiettivo …

Ritorno alla natura, alla montagna, all’immersione con l’ambiente, al dialogo con le marmotte oramai in letargo … e con gli ultimi turisti in giro per i sentieri baldensi …

Rientro al baito al calduccio … la stufa funziona bene … wow … glicemia 102 … perfetto … sono quasi le 16 … zuppa ai 5 cereali e qualche biscottino … e poi si legge un po’ … in compagnia di una buona tazza di caffè rigorosamente senza zucchero!

Prossimi allenamenti, meteo permettendo, allora:

Giovedì 22 ottobre  

Casera di Vo’-Bocca di Navene- Laste di Tolghe-Monte Altissimo-sentiero 632 e sentiero 601 fino a Torbole

Domenica 25 ottobre:

Pozze di Prada – Rif. Chierego – Rif Telegrafo – Cima Pettorina – Forcella Valdritta – Cima delle Pozzette-Tredes Pin-Bait del Vo’

Sabato 31 ottobre o Domenica 1 novembre: Baldo Crossing … Garda – Torbole senza soluzione di continuità

Ai prossimi resoconti, spero più ispirati!

BALDO CROSSING
TRAINING PROGRAM

In attesa di definire la data esatta di svolgimento del mio Baldo Crossing, racconterò qui estemporaneamente e in maniera discontinua, alcune tappe di avvicinamento alla traversata a piedi in autonomia … mi sto allenando un po’ a singhiozzo con numerose interruzioni e divagazioni in altre discipline (ciclismo e corsa su strada) … a questo punto ho deciso di effettuare l’attraversamento in ottobre (verosimilmente sarà tra il 10 e il 20 del mese), al fine di non appesantirmi troppo in vista della Maratona di Berlino del 20 settembre e di recuperare un po’ dalle fatiche del ciclo viaggio Transappe  … in salita corro a dire il vero bene e sono sorpreso dalla facilità di corsa anche su dislivelli impegnativi … ma preferisco prendermi un po’ di tempo … valuterò ovviamente le condizioni climatiche … in base all’arrivo del freddo, anticiperò  all’occorrenza di qualche giorno … la preparazione per Berlino unita alla tantissima salita macinata nel primo semestre dovrebbero consentirmi di superare la prova Baldo Crossing … tra metà giugno e metà luglio, prima di dedicarmi esclusivamente ad asfalto e tabelle maratona, correrò cmq almeno un d+ 1500/2000 a settimana provando i tratti del versante trentino a me ignoti e iscrivendomi a qualche skyrace … la parte veronese, dalla sponda gardense fino alle creste del Baldo, Altissimo incluso oramai do’ del tu alle marmotte …

Fino ad oggi ho provato e mappato varie vie per raggiungere le creste del Baldo da Garda … sono ancora indeciso se seguire la dorsale del Baldo originale che parte da Punta San Vigilio (però allungo di almeno 5 km il già impegnativo percorso) o se tagliare dalla Valle dei Molini, Castion e salire dunque fino alla foresta di Sperane di San Zeno di Montagna … dove arriverei cmq … da qui, costeggiando il Belpo, mi innesterò nei pressi di Lumini sul sentiro 51 che in quota conduce alle creste … da qui una per una fino a Bocca Tratto Spino, l’arrivo della Funivia di Malcesine … poi debbo decidere se procedere sulla Colma di Malcesine e scendere a Bocca di Navene per salire sull’Altissimo attraverso il sentiero che attraversa il monte Laste oppure se scendere un pelino sul versante orientale sino allo spettacolare sentier del Ventrar e da qui risalire dunque verso Bocca di Navene … poi è uguale…

Dall’Altissimo seguirò poi il sentiero della Pace che conduce nei pressi di Torbole … ci sono alcune deviazioni possibili … è la zona che debbo ancora esplorare … anche se per quanto ne so è quella che meno mi preoccupa … ovviamente voglio testarla perché ci arriverò sicuramente provato e in riserva … e debbo assolutamente conoscere il territorio e avere sufficiente confidenza per decidere eventuali variazioni sul programma …

Per quanto concerne la mia gestione voglio assolutamente affrontare la traversata alle seguente condizioni:

1. Correndo o corricchiando sempre e se le pendenze sono dure spingendo cmq di buon passo

2. Procederò in autonomia totale senza assistenza … alcuni amici vogliono correre dei tratti con me … accetterò di buon grado, ma saranno vietati rifornimenti o aiuti vari, anche psicologici … solo sguardi, cenni e saluti a partenza e fine … ma niente incoraggiamenti o sostegno per più di dieci secondi … invece consentite fotografie e filmati …  ammesso anche il tifo in postazioni fisse … ai rifugi o in punti predeterminati … ma vietati i rifornimenti … dovrò reperire acqua e viveri autonomamente …

3. Punti ristoro: nelle zone pedemontane sfrutterò fontane e punti acqua pubblici, in montagna dovrò gioco forza sfruttare i rifugi … in ognuno di questi riempirò le due bottigliette d’acqua che avrò con me ed eventualmente la borraccia con la bibita zuccherina … nello zaino infatti voglio avere sempre 1 litro d’acqua e 1 coca cola … per quanto concerne alimentazione, terrò tutto con me … zuccheri semplici in forma di miele, qualche bocconcino di pane con guarnitura varia e un non meglio determinato numero di cheerpack … calcolerò il tempo complessivo pause incluse … VIETATO LASCIARE RIFIUTI LUNGO IL PERCORSO!

4. Solo in caso di emergenza (sfinimento o altri problemi) opterò per fermarmi in rifugio e alimentarmi e magari pernottare … in tal caso non completerò la traversata, ma rientrerò con funivie, teleferiche o sentieri che scendono a valle per trovare un pulman e rientrare … riproverò un’altra volta … questo progetto ha senso solo se completato interamente, in sicurezza e in autonomia totali.

5. Controllo glicemico ogni ora … con annotazione di integrazioni cho e sensazioni … credo di utilizzare un mini registratore … l’annotazione mi farebbe perdere troppo tempo … ma non escludo alla fine un road book attaccato al collo e una penna legata con una cordina …

6. gps e cellulare con … ogni 3 h, campo permettendo, un sms a un paio di amici fidati …

ps: altre regole me le autoimporrò all'occorrenza ...

7 ore .. il tempo migliore auspicato ma improbabile anche alla luce dei miei impegni agonistici settembrini e ottobrini ... prevedo infatti una forbice tra le 7 alle 10 h …. Tuttavia il riscontro cronometrico non è il mio obiettivo per questa traversata … il mio approccio è più sperimentale e spirituale … voglio correre/marciare immerso nella natura, nel silenzio, negli splendidi paesaggi dell’anticlinale baldense … voglio centellinare le energie, mantenere la concentrazione, raschiare il fondo del barile, stimolare la mia tenacia, la mia forza di volontà … magari un altro anno, perché vorrei fosse per me un appuntamento fisso, potrò puntare a un impostare un ritmo interessante. Non ho idea del dislivello complessivo e nemmeno dei km esatti … al passo di trekking ci vorrebbero credo 3 giorni a ritmo escursione con soste nei rifugi ... appena avrò fatto i conti esatti sarò più preciso! Proverò con mappa topografica SD a fare una proiezione il più esatta possibile di distanza e d+ … le mie proiezioni prevedono 55 km ca e un d+  intorno ai 4500 mt … anche se è la discesa a preoccuparmi … la discesa ammazza … speriamo bene … con calma raccoglierò anche i dati dei miei allenamenti di questo 2009 e dovrei riuscire a definire un profilo altimetrico e chilometrico piuttosto affidabile …

 

Baldo Training Session ...

Going for ... Baldo Crossing
Immagini, dati, racconti di allenamenti vari

Giovedì 18 giugno 2009

Sulla strada per le Pozze di Prada 900 mt slm – Malga Zocchi – Bocca di Naole - Rifugio Chierego 1950 mt slm a/r

Primo allenamento serio dopo il rientro da Transappe … sono salito fino al rifugio Chierego partendo dall’innesto della carrareccia per Malga Monteselli lungo la salita Via Fiori del Baldo a quota 900 mt … Poi ho seguito il sentiero in single trek salendo fino a Bocca di Naole  dal versante orientale e quindi in cresta sino ai 1958 mt del Rifugio Chierego … non avevo il Gps con me … ho usato il cronometro del cellulare … 1h03 per fare 1050 mt d+ … sono contentissimo … poi discesa lungo la classica jeepabile a mezza cresta … Costabella, Naole … tagliando per la traccia di sentiero che conduce a Malga Zocchi … da qui deviando a destra per bella strada sassosa in ombra di fitto bosco più deviazioni minori a naso sono giunto di nuovo sulla strada asfaltata Via Fiori del Baldo … da qui una variante su traccia di single trek mi ha riportato a poche decine di metri dal punto di partenza… il mio massif mi aspettava in posizione superinclinatissima … il mio senso di orientamento è sempre maggiore, come la conoscenza di ogni pertugio e anfratto del Baldo.

Dati metabolici … da oggi ho deciso di riprendere i miei ritmi normali … quindi sperò di riportare la mia gestione metabolica in ordine … nell’ultima settima ho avuto una media glicemica lievemente superiore ai miei standard con parecchi picchi post prandiali sopra i 200 … a dire il vero non mi sono limitato per niente nell’alimentazione … mantenendo  una voracità da 8 ore di bici al giorno … anche oggi infatti alle 17 prima di partire 220 di glicemia … bevo mezzo litro d’acqua e parto … infatti non ci sono fontane lungo il percorso … rifugio in vetta a parte … giornata splendida. Integro nel durante con 5 gr di miele e un sorso di bevanda isotonica di una borraccia caduta ad un biker che raccolgo per restituirla ma invano dato il ritmo dei ciclisti offroad … Glicemia 79 … successivamente glicemie  postprandiali ottime, 131 con risveglio a 102 … Sento che ho ripreso controllo del mio corpo e del mio diabete … 12 u di levemir … forse è levemir che si è presa controllo del mio metabolismo glicemico …

Venerdì 19 giugno

Bait del Vo’ 1320 – Sentiero del Ventrar – Colma di Malcesine 1820 mt slm – Tratto Spino 1780 mt slm - Sentier delle Vacche – Sentiero nr 12 +  5/4 e strada asfaltata sino a Passo Campiano 330 mt slm

Vertical kilometer sino all’inizio del sentier del Ventrar …. La prima volta che lo faccio correndo … mi ha sempre fatto un po’ paura … parecchio esposto con alcune forcelline ghiaiose giusto a capofitto su crepacci e valloni … ma oggi piede sicuro e mente lucida … come vorrei si organizzasse un trail su questi sentieri meravigliosi … non potete immaginare la bellezza di questo segmento montano a strapiombo sul lago … indescrivibile … inseguo una marmotta che mi precede e scappa sinuosa e si getta lungo un ghiaione per sfuggire al mio incedere di skyrunner … sbucato fuori ancora gaio ed estasiato prendo la direttissima per la Colma di Malcesine … luce fantastica alle sette di sera … riesco a correre quasi sempre a parte un paio di massoni giganti da scalare usando un po’ le mani … si odono fischi di marmotte ovunque … i fischi delle marmotte mi rendono felice … giunto sulla sommità mi godo lo splendido paesaggio e mi dedico a foto e autoscatti … nessuno in giro … sono le 19,30 … attraverso la zona di Tratto Spino con impianti della funivia e bar già chiusi, desolazione assoluta, un senso di solitudine che però mi rende felice … respiro a pieni polmoni e interiorizzo quanto più le sensazioni positive che si impadronisco di me … spero di poter godere di questa dose di felicità fino alla fine dei miei giorni, magari con ritimi diversi, ma con la stessa assiduità … imbocco in discesa il sentier delle Vacche che attraversa la riserva boschiva naturale Selva Lastoni Pezzi … discesa non ripidissima, piuttosto larga, ma con fondo sassoso … non è tecnica, ma per farla veloce bisogna dare del tu alle pietre … sono migliorato molto ma mi considero ancora lento … qui mi sento a casa … oramai mi oriento a vista … improvviso un po’ tagliando per sentieri minori ricoperti di foglie e rami secchi … parecchi tratti in single track … poi mi ricongiungo con la carrareccia principale in localita El Signor, a poco meno di 1000 mt slm … da qui scendo sino alla stazione intermedia di San Michele in parte sulla strada cementata in parte su sentiero tagliando nei boschi … poi fino a passo campiano corricchio sulla strada asfaltata … recupero auto, portatami qui dall’ing. Bisti in pausa pranzo, e a seguire sfrutto doccia di un amica locale … ricambio il favore invitandola a cena, lei accetta, ma tranquilli, siamo solo amici … un povero runner con diabete trovatello ogni tanto si gode un po’ di compagnia, per conversare e accontentare l’occhio … graziosa la fanciulla …. Nello zaino un cambio per la bella serata … intorno alla mezzanotte rientro in jeep nel mio rifugio di media montagna …

Compenso metabolico … oggi pomeriggio ho tagliato legna, tosato erba, e fatto parecchi lavori manuali dopo il pranzo in rifugio con gli amici … glicemia prima di pranzo 140 (snack durante la guida … avevo 83 alle h12 e ho preferito bere un succo) … bolo 6 u da conta cho … 103 glicemia inizio af … coca cola 33 cl e via … dopo 1h15, forse un po’ tardivo, assumo 2 bustine di miele per 10 gr di cho e una terza dopo altri dieci minuti perché mi sentivo un po’ appesantito nell’azione … tranquillo completo gli ultimi 15 minuti di discesa che comunque sono sempre impegnativi specie offroad … in totale ho corso quasi 1h50, per 1000 mt d+ e 1800 mt di discesa … schiena ok ma quadricipiti indolenziti … 93 la mia glicemia prima di cena e 102 quella dopo cena … 2 biscottini con un po’ di marmellata (poca poca) e vado a nanna … 11 u di levemir … 1 in meno di ieri …

POST 25 SETTEMBRE

Riprenderò gli allenamenti specifici tra qualche giorno … ma nulla di particolare … sfrutterò la preparazione per Berlino e ci aggiungerò qualche salitella … ma senza esagerare … la corsa in salita non è un problema per me … forza ne ho abbastanza …

A metà ottobre proverò i 15/20 km finali … monte Altissimo – Torbole … probabilmente al contrario … così mi alleno in salita e imparo la strada del tratto in discesa … dove la regola nr 1 sarà: salvare articolazioni e schiena.

Correrò con le mie Inov Roclite da 295 gr. nuove di zecca … fantastiche … leggere, ammortizzate, comodissime, reattive, stabili … ottimo grip … forse un po’ morbide per le pietraie appuntite delle creste e di alcuni tratti in discesa … ma vedremo di correre leggeri come stambecchi …

Il mio zaino Raidlight è già pronto … peccato che ho rotto i bastoncini ultraleggeri sempre della Raidlight … vediamo se trovo lo slancio per ricomprarli … ma il percorso non li richiede a mio avviso!

Il 18 ottobre correrò il Graffiti Trail 25 km tra boschi e sentieri del Monte Luppia … una corsa autogestita non troppo impegnativa, ma adatta per riabituarmi all’off-road …
Poi qualche test in salita e qualche perlustrazione sul percorso per decidere le ultime varianti e i vari punti di raccordo.

Altri aggiornamenti a breve … ma li troverete più in alto scorrendo questa pagina ...
Trailrunning, Go for It!

update settembre 2009: da ottobre richiamerò un po' di corsa in salita e nei boschi ... spero la preparazione per la maratona svolta tra luglio e agosto basti per quanto riguarda la resistenza ... ultimi ritocchi al percorso tra il 10 e il 24 ottobre ... e poi al primo giorno buono si parte ... è il primo attraversamento ... proverò a corricchiarlo tutto o almeno a farlo a passo svelto ... nessun record da stabilire ... solo arrivare in fondo in autonomia ... con il cuore stanco e in fibrillazione dalle emozioni!

Ove applicabile, questa iniziativa individuale, rispetta i principi del

"Manifesto Italiano del Trail"

PREMESSA
Il manifesto che segue non è un insieme di regole alle quali bisogna conformarsi. Contiene semplicemente i principi in cui tutti noi ci siamo riconosciuti e che ci siamo impegnati a promuovere nelle nostre gare. Vorremmo che diventassero dei suggerimenti per aiutare coloro che intendono organizzare una gara di trail a raggiungere un adeguato livello qualitativo e di sicurezza per i concorrenti. L’utilizzatore della guida dovrebbe adottare le sole idee che sono coerenti con la propria gara. Comunque, poiché ogni gara di trail è unica, le precise istruzioni che valgono per la gare su pista o su strada, sono inutilizzabili e comunque estranee allo “spirito rilassato” tipico del trail running.

1) ALMENO IL 90% DEL PERCORSO DEVE ESSERE SU TERRENO NATURALE  Trail Running è sinonimo di corsa in natura, pertanto gli organizzatori devono limitare quanto più possibile le superfici asfaltate. La presenza di asfalto è accettabile per consentire ai concorrenti l’uscita dai luoghi di partenza e il rientro a quelli di arrivo, nonché nei tratti di collegamento tra i sentieri, qualora non vi siano altre alternative possibili. Al massimo il 10% del percorso di gara può essere su asfalto.

2) IL TRAIL PRESENTA DISLIVELLI SIGNIFICATIVI OPPURE DIFFICOLTÀ AMBIENTALI LEGATE AL FONDO O AL CLIMA Pur essendo nato in ambienti di montagna, il trail può crescere anche in ambienti diversi, purché caratterizzati da una forte valenza naturale e un limitato impatto dell’opera dell’uomo.È importante però che i dislivelli sia positivi sia negativi rimangano significativi, anche in rapporto alle distanze, per quelle gare che si svolgono in ambienti montani. Come indicazione di massima, per i trail di montagna si indica un fattore di 40 m/km di dislivello positivo minimo.

3) LE GARE SONO CONDOTTE IN REGIME DI AUTOSUFFICIENZA O SEMI – AUTO SUFFICIENZA AUTOSUFFICIENZA: vengono assicurati esclusivamente rifornimenti idrici.
SEMI-AUTOSUFFICIENZA: vengono forniti anche ristori alimentari.
In ogni caso il trail si contraddistingue per la reale autosufficienza dei concorrenti.Per “autosufficienza reale” si intende che fra un punto di ristoro e l’altro ci siano distanze tali da imporre ai partecipanti di portare con sé acqua, cibo e l’attrezzatura minima necessaria per affrontare anche situazioni di emergenza. Questo aspetto va contemperato con quello della sicurezza: si indica come 20 km il limite massimo consigliato fra un rifornimento idrico e il successivo.

4) COMPLETA ASSENZA DI PREMI IN DENARO E DI INGAGGI  I regolamenti di gara non prevedono premi in denaro per i vincitori, né assoluti né di categoria. Non sono altresì previsti ingaggi per gli atleti di punta. Si ritiene che la presenza di premi economici sia la causa dello stravolgimento della sana competizione sportiva, che è alla base del nostro “Spirito Trail”

5) SFORZO CONTINUO PER LIMITARE L’IMPATTO DELLA CORSA TRAIL SULL’AMBIENTE  Ci si impegna a sostenere tutte le pratiche organizzative che limitino l’impatto della corsa trail sull’ambiente. È necessario inoltre promuovere presso i concorrenti campagne informative di rispetto ambientale (Es. “Io non getto i miei rifiuti”). La segnaletica viene realizzata tramite fettucce, frecce, bandierine che devono essere rimosse entro breve tempo dalla competizione. Qualora si debba ricorrere a frecce disegnate su rocce o sul sentiero, è d’obbligo utilizzare vernici biodegradabili o altri mezzi che non lascino alcuna traccia permanente sul percorso. Ci si impegna a ripulire e ripristinare le condizioni del percorso.

6) SQUALIFICA PER GLI ATLETI CHE GETTANO A TERRA RIFIUTI  Tutte le gare prevedono nel proprio regolamento la squalifica inappellabile per gli atleti sorpresi dal personale dell’organizzazione ad abbandonare sul percorso rifiuti o qualsiasi altro oggetto.

7) L’ELIMINAZIONE DEI BICCHIERI DI PLASTICA DAI RISTORI  Il trailer è per definizione autosufficiente, e pertanto ha sempre con sé camelbag o borraccia. Riteniamo pertanto che sia doveroso sforzarsi di ridurre al minimo l’utilizzo dei bicchieri di plastica ai ristori.

8) LE DIFFICOLTÀ TECNICHE DEVONO ESSERE COMUNICATE CON CHIAREZZA AI CONCORRENTI  Tutti gli organizzatori devono comunicare con chiarezza quali sono i tipi di difficoltà presenti nella propria gara. Il trail esclude la presenza di tratti con difficoltà alpinistiche.Ci si impegna a presidiare con mezzi e uomini i tratti dove sono maggiori le probabilità che si verifichino incidenti. È obbligatorio prevedere in anticipo un percorso alternativo in caso di situazioni climatiche avverse.

9) TEMPI LIMITE STABILITI PER GARANTIRE LA SICUREZZA DEI CONCORRENTI  Il tempo limite e le barriere orarie non devono essere fissate per aumentare la difficoltà della prova ma per garantire la sicurezza dei concorrenti stessi. Il tempo limite deve essere compatibile con le possibilità dell’organizzazione di garantire adeguato supporto da parte di volontari e personale del soccorso medico.

10) ECOCOMPATIBILITÀ DEL NUMERO DI CONCORRENTI Il numero massimo di concorrenti deve essere coerente con le caratteristiche dei sentieri e dei luoghi attraversati.Il numero massimo di concorrenti non dovrebbe comportare la creazione di “code” all’imbocco dei sentieri, se non nelle fasi iniziali. Il numero massimo di concorrenti deve essere coerente con la capacità ricettiva della zona che ospita il trail.

11) ACCETTARE SOLO CONCORRENTI IN CONDIZIONI DI AFFRONTARE LA GARA  Obbligatorietà di richiesta certificato medico attività agonistica podismo.Utilizzo di liberatoria con cui il concorrente dichiara di accettare il regolamento della corsa e di essere a conoscenza di eventuali rischi e difficoltà. Gli organizzatori si riservano di stabilire ulteriori mezzi per verificare le condizioni psicofisiche per affrontare la gara

12) OGNI CONCORRENTE HA IL DOVERE DI SOCCORRERE UN ATLETA IN DIFFICOLTA’ Il rispetto e la collaborazione tra le persone sono alla base dell'etica del trail. Ogni concorrente ha il dovere di prestare soccorso ed aiutare un atleta di difficoltà, fermandosi fino all’arrivo dei mezzi dell’organizzazione. La mancata assistenza verrà punita con la squalifica.

Obiettivi Oltre all'aspetto sportivo le manifestazioni intendono valorizzare il territorio promuovendone la cultura, la storia, le bellezze naturali e le eccellenze enogastronomiche. Nell'organizzare le manifestazioni e per determinarne lo sviluppo è fondamentale la cogestione dell'evento con gli enti locali e le associazioni presenti sul territori.
Si cercherà di promuovere lo sviluppo di un turismo a sostegno dell'economia locale.