NEW ENGLAND 2010 - Ipse Dixit @ NE 2010
![]() Pensieri estemporanei dei protagonisti .... PRIMA E DOPO ....
Leo dixit ... Cristian dixit ... Paolo dixit ... ![]() MOVIOLA B2B .. By Paolino Cravanzola Autorizzo integralmente la pubblicazione dei dati qui contenuti su www.diabetenolimits.org FISICAMENTE: Ho sempre pensato che l'essenza del ciclismo sia la fatica, e un’esperienza come questa, con la presenza dei bagagli su un telaio già di per se non leggero, rafforza questa mia convinzione. Se con la bici da corsa pendenze al di sotto del 3% sono quasi impercepibili, qui erano delle ascese in cui il 50 quasi andava stretto; gli strappetti al 10%, erano ascese da rispettare, e le rampe oltre a questa pendenza andavano prese con le pinze, anticipando la cambiata prima che la salita vera e propria cominciasse. Fortunatamente però, essendo in compagnia, ho potuto evitare di massacrarmi con ritmi eccessivi, e sono riuscito a finire le varie tappe con ancora parecchie forze. TURISTICAMENTE: Forse non abbiamo visto moltissimo… in termini di normale turismo: le giornate iniziavano abbastanza tardi, complice un necessario recupero dalle fatiche del giorno prima, e finivano nel tardo pomeriggio, viste le medie non proprio da Tour de France. Pedalare tra le verdi foreste del New Hampshire è però tutto ciò che desideravo, per cui il restare più tempo in sella è stato il benvenuto MENTALMENTE: Il fatto di avere una “data di ritornoâ€, mi ha pesato un po’… già sapevamo che entro una certa data saremmo dovuti essere a Boston, e già sapevamo che alcune cose non si sarebbero potute vedere. Alcuni problemi alla bici (parecchi), mi hanno anche buttato un po’ giù. Il pensiero che da lì a un mese sarebbero nuovamente cominciati gli esami universitari, infine, mi ha messo un minimo di angoscia. Fortunatamente, il sapere che il giorno dopo avrei nuovamente potuto pedalare, mi ha aiutato non poco. METABOLICAMENTE: Che dire… nonostante varie fonti mi avessero detto che il sensore fosse da utilizzare solo per giudicare il “trendâ€, e non il valore assoluto, ho rilevato che nella maggior parte delle misurazioni, la variazione tra il valore del sensore e quello ematico, era inferiore a 10 mg/dl. Il suo utilizzo è stato quindi di enorme aiuto, soprattutto per la possibilità di mangiare poco in bici, e di valutare le glicemie notturne… la sera infatti, complici delle cene “ricche†di grassi saturi, i valori glicemici tendevano a salire, e ho quindi imparato ad “osare†con la correzione del bolo quadro prima di coricarmi, sapendo che ne avrei avuto bisogno di lì a poco. Il dopo Tour è però stato disastroso: sono dovuto passare da 7 unità di Levemir serale, a 14+8, per avere una glicemia che tendeva cmq a salire, e un rapporto insulina-carboidrati da 1:30 a 1:15… inquietante! Fortuna che dopo una decina di giorni la situazione si sta normalizzando… NUTRIZIONALMENTE: Che in America si mangi male, secondo me… è un’emerita balla. E’ infatti più facile trovare “Junk Foodâ€, ma è anche pieno di locali che vendono frutta, di ristoranti che offrono pesce e carne alla griglia, e di “paninari†che hanno in bella mostra dei panini con aragosta bollita e verdurine varie… ovviamente non siamo caduti spesso nella rete dei Mac Donald e dei Burger King, ma per il breve periodo che abbiamo trascorso negli States, è un lusso che ci siamo potuti concedere. ECONOMICAMENTE: Speravo di spendere molto meno. Soprattutto a dormire, contavo di trovare dei motel da una 50ina di dollari in 3… purtroppo ci siamo avvicinati a questa cifra solo un paio di volte. Le poche volte in tenda, hanno dato una mano ad abbassare la media, ma anche qui, il costo per una semplice piazzola non era propriamente economico. Sinceramente devo ancora fare per bene i conti (se mai li farò), ma penso di essere ben oltre i 1000 euro… poco male, l’esperienza li ha valsi tutti. AMICHEVOLMENTE: Cri lo conoscevo già abbastanza bene, e sapevo che anche nelle avversità (vedi giro di capodanno), non avrebbe avuto problemi, anzi... ho forse fatto ancora troppo affidamento su di lui. Sotto alcuni aspetti, siamo fin troppo simili, e i pensieri erano spesso condivisi, ancor prima che ne parlassimo… Con Leonardo invece avevo scambiato giusto un paio di mail. C’è stata qualche scintilla nel decidere un po’ il percorso nel finale, viste le diverse propensioni ad andare a Boston o restare nelle verdi foreste del New Hampshire, ma subito risolte. Io e Leo intendiamo la bici in modo diverso: io mangio, mi vesto e svesto, mi misuro… cercando di stare sempre in bici senza fermarmi, e spesso non faccio neanche foto, perché il momento in cui pedalo è “sacroâ€. E’ quindi ovvio che sia stato un minimo indisposto dalle frequenti pause… ma non potendo chiedergli di cambiare le proprie abitudini per una vacanza, è andata bene così. E ricordati di avere sempre dietro da mangiare!!! ^^ ASPETTATIVAMENTE: Speravo di stare maggiormente nel verde. Avevo in mente il Vermont, tra verdi foreste e limpidi laghi alle pendici dei monti… New Hampshire e Quebec me ne hanno dato un bell’assaggio, ma il mancato passaggio a ovest mi è un po’ mancato. Il fatto di vedere una libreria a New York le immagini in autunno del Vermont, però, mi ha rinfrancato, pensando che magari un giorno vi transiterò proprio in quel periodo, ammirando quei colori. Pensavo anche di fare più km al giorno, magari a medie un po’ più sostenute. Infine speravo che, soprattutto nella parte settentrionale, i ciclisti fossero più rispettati: diverse volte è capitato che ci tagliassero la strada a pochi metri da noi, o che non ci dessero la precedenza… per non parlare delle strombazzate lungo strade semi-deserte non appena ci vedevano in doppia fila, o le strade con divieto di transito alle biciclette… e noi dove passiamo?!? BICICLETTAMENTE: tanti problemi. Dalle ruote che continuavano a scentrarsi, al porta bauletto frontale che non restava su, oppure al portapacchi che piegato non rimaneva più stabile sul retro della bici. La bici ha cmq terminato il tour insieme a me, e a breve penserò a un paio di modifiche per renderla più conforme all’utilizzo che ho intenzione di farne. Il portapacchi è però restato in un cassonetto a Boston. L’aggiunta di uno specchietto è stata provvidenziale, permettendomi di vedere i compagni di viaggio non appena si staccavano. ;-) Nonostante mi sia dispiaciuta la mancanza di salite serie infine(non c’erano proprio montagne), devo però ammettere che una delle modifiche realmente necessarie, volessi andare con i bagagli ad affrontare delle salite alpine, è la tripla… EMOZIONALMENTE: La sensazione provata nel silenzio delle White Mountains, tra i vari laghetti, e strade infinite con un asfalto nero lucido, è indescrivibile. Per non parlare della grigliata in campeggio, o del rimirare le stelle dentro il sacco a pelo. Tutte quelle birre condivise, soprattutto con Cri, l’ubriacone del gruppo, sono indimenticabili, e mi ricorderò per sempre la signora che ha insistito per darmi il suo numero affinché la potessimo contattare per qualsiasi evenienza. Lo sguardo famelico di Leo, mentre cucchiaio alla mano svuota un barattolo di nutella, o la soddisfazione di Cri nel prepararci la cena con fornello e pentolino da campeggio, dopo averli portati tutto il tempo dietro in bici, mi resteranno impressi. E poi… “where’re you heading to?†[a breve on line i mellito road book] *** IL PRIMA ![]() President Dixit (30.06.2010) Dal 1995 ad oggi, quasi senza soluzione di continuità (ho saltato solo il 2008 per problemi alla schiena). la ciclovacanza fa parte della mia vita. Il diabete "solo" dal 2005 ... e totalmente senza soluzione di continuità . Per me nessuna novità da questo punto di vista, con o senza diabete la marcia regolare sui pedali si sostituisce per qualche giorno o settimana alla disordinata velocità . Non mi sono mai interrogato più di tanto sul perchè ogni anno mi cerco qualche nuova meta, qualche nuovo percorso. Quest'anno ritorno "overseas" ... dopo il Madagascar 2007 e Nuova Zelanda 2001 ancora a pedalare lontano dalla cara vecchia Europa, anche se il New England è forse l'area geografica yankee più simile al vecchio continente. Un paio di settimane piene piene, 2000 km circa forse più, tanto campeggio, tanta natura, tanta capacità di autogestione, voglia di vedere e di conoscere. Acquisire la capacità di trasformare le apparenti difficoltà in opportunità . Del campeggio libero cogliere il rapporto ancestrale con la natura, e non la paura di essere mangiati dal "lupo cattivo" ... è una forma mentis! Sono un inguaribile ottimista e allo stesso tempo persona tormentata. Mi piace confrontarmi, cazziare e cazziarmi. Sono fatto così! Mi metto in gioco, persisto nel perseguire i miei obbiettivi cercando di fronteggiare le difficoltà in maniera efficace. Le mie motivazioni sono salde e resistono agli imprevisti .. altrimenti la mia passione cicloturistica non sarebbe che "un fior di vita nel giardino della giovinezza". Pedalare, correre, allenarmi sono per me sinonimo di speranza, che non va mai persa. La specie umana privata della speranza non sarebbe sopravvissuta a catastrofi, guerre, difficoltà , sconfitte. Con Paolo e Leo sono sicuro sarà una bellissima "avventura" ... nonostante mi abbiano eletto a guida, io sono con loro per imparare ... il diabete mi ha insegnato che non si smette mai di imparare ... e che l'esperienza da sola conta poco se non si è saputo farne tesoro ... puoi essere il più navigato dei diabetici o dei cicloviagiatori, ma se in tutti gli anni di convivenza con una patologia o una passione (poco importa la differenza) non hai fatto uno sforzo per apprendere, poco saprai dire, poco saprai aiutare, poco saprai ricevere. In quest'ottica di give&take mi accingo a questa ciclovacanza a tre in autosufficienza e ... come al solito ... autopagata. Sono quasi commosso nel vedere altri cicloviaggiatori con diabete che non hanno bisogno di cercare sponsor o partner per andare a fare quello che gli piace fare. Adesso mi sento un po' chioccia, ma già dal secondo giorno sono certo Paolo e Leo sapranno "tirare il carretto" ... di sicuro avrò bisogno di loro per ritrovare la gamba dei giorni migliori visti i pochi allenamenti in bici di quest'anno ... ce la metterò tutta e spero che Paolino non tiri troppo! Lui è un vero portento della natura! Ma saremo lì non solo per una "gagliarda pedalata" ma soprattutto per andare, in uno stato di autonomia quasi completa, per monti e pianure, tra erbe fragranti e capricciose stradine, nell'ombra de iboschi o nella luce delle vette! Compenseremo la rinuncia alla velocità con un dono di poesia tale da farci sentire, più che spettatori, partecipi dello spettacolo della natura che il New England saprà offrirci. "Il ciclovacanziere con diabete non esiste, ovvero esiste nella misura in cui non è un ciclovacanziere" ... a buon intenditor poche parole! Paolo Dixit (30.06.2010) Quando penso a una qualsiasi meta, le uniche motivazioni che ho difficoltà a trovare, sono quelle per non partire… come si fa anche solo a pensare di rinunciare, avendone la possibilità , a partecipare a questa “spedizioneâ€??? Negli States ci sono già stato 2 volte, mai sopra Boston, e mai con la bici al seguito… e a leggere i pareri delle persone che già hanno pedalato in quelle zone, è una grave mancanza! ;-) La mia motivazione principale quindi, se proprio devo trovarne una, è quella di immaginarmi avventuriero, in una terra che non conosco, tra gente che non parla la mia lingua, con solo una tenda a supporto del mio peregrinare: la realtà è decisamente meno drammatica, ma la fantasia è sempre stata il mio forte. Termino questa forma di “introduzione†con una promessa: la mia prima ciclo vacanza risale a questo capodanno, in compagnia del Presidentissimo, terminata in malo modo a causa della mia propensione ad esagerare con gli alimenti… o meglio, le salsine! Ho così scoperto che in un gruppo, ogni problematica individuale ricade sugli altri, per cui prometto fin d’ora la mia totale attenzione in tal senso ai 2 compagni di viaggio! Leo dixit (30.06.2010) Non ho mai messo piede negli Stati Uniti d’America. Nonostante questo li ho sempre guardati con sorriso e interesse e curiosità per mille motivi: tutti i film e telefilm di quando ero ragazzo sono americani, quando accendi la TV moltissime cose ti parlano degli Stati Uniti. I giornali e le riviste anche. E se ogni parte degli USA mi attira, di certo, sopra tutto, c’è il New England. Sarà il legame che ha con la vecchia Europa, le università , la cultura anglosassone, gli WASP. Sarà il telefilm della Signora in Giallo! Boh. Ma ogni cosa del New England mi attira, mi piace pur non avendolo mai toccato con mano. Diciamo che questo è già un buon inizio per essere indotto ad un viaggio in quei luoghi. Non so perché, ma credo siano civili, puliti, calmi, silenziosi, colorati, pieni di verde e di acqua. Penso ci sia poco traffico, poca densità di popolazione. Mi viene in mente il Vermont, il Maine su tutti. Poi chi non si ricorda le finali (al meglio delle 7 partite!) tra gli L.A. Lakers di Magic Johnson e Kareem Abdul Jabbar e i Boston Celtics di Larry Bird e Kevin McHale degli anni ‘80? E Boston è proprio nel New England. Ma guarda un po’. E vogliamo parlare di Cape Cod dove ci sono le più belle case in perfetto stile vittoriano? Amando l’Inghilterra della Regina Vittoria non potevo non amare i luoghi statunitensi che così tanto lei ha influenzato nella cultura e nella civica educazione. Se su questo palcoscenico meraviglioso poggiamo una bici, la mia più grande passione, e l’amicizia per Cristian, che così tanto mi ha insegnato, seppur nelle brevissime frequentazioni, non può che venir fuori una attrazione irresistibile. Amicizia, luoghi bellissimi, bici, aria in viso, borse, tenda, pantaloncini corti, borracce, t-shirt, due chiacchiere.. Credo che molti vorrebbero essere al nostro posto! In questo periodo non ho “morosa†(se ci fosse lei, non potrei sacrificare le uniche vacanze dell’anno per fare un viaggio per conto mio), per cui ho preso la palla al balzo e ho dato l’adesione. Paolo non lo conosco, se non via e-mail, ma non credo avremo problemi. Siamo tre ragazzi in tutto. Di Cristian non posso dire nulla, di sicuro anche con Paolo andrà bene. Faremo il possibile. Ecco, un altro motivo: è una prova con se stessi. Non c’è solo vacanza qui. Tu, la bici, i due compagni di viaggio, il diabete. Molte sono le cose che possono metterti alla prova, ma anche “provarti†nel senso di metterti in difficoltà . Alla fine credo che sia utile, possa rafforzare. Anche sopportare la fatica, cercare di andare d’accordo tra noi, la mediazione nelle decisioni, l’aiutarsi, il litigare quando sarà ora, per poi superare tutto.. E tutto questo daffare sarà ben condito dal diabete, che vogliamo “superare†anche questa volta. Con un sorriso. Ecco, credo che le motivazioni per partire ci siano tutte, anche se ho una paura fottuta dell’aereo. Ma ne vale la pena. Buon viaggio. [.. work in progress....] |





