A1Ciclo • 2012 - The American Job
![]() Diario di un ciclomellito oltreoceano! THE AMERICAN JOB • INTRO Un'intera stagione ciclistica dall'altra parte dell'oceano, tra nuove persone e luoghi da conoscere, durante la quale il mio unico pensiero sarà quello di allenarmi, competere, alimentarmi e avere in sostanza una condotta da atleta degno di questo nome.
Riprendendo un famoso spot televisivo di qualche anno fa: "Cosa vuoi di più dalla vita?".
Ecco, un paio di cose, che possono probabilmente rientrare sotto la categoria degli obiettivi, le vorrei davvero: la prima sono i risultati. Le cose di cui sopra hanno come scopo ultimo, quello di permettermi di ben figurare nelle gare, che sono poi l'essenza del ciclismo. Spero quindi nell'arco dell'anno di riuscire a fare qualche buon piazzamento. 
La seconda è il miglioramento dei valori glicemici. Nella mia seppur breve vita con il diabete (sono diabetico da 7 anni), ho avuto periodi alterni nella gestione della patologia, dovuti più che altro a mie "disattenzioni" e indugi vari. 
Gli esami ematici di metà Gennaio hanno dato come responso una glicata di 7,6: potrei sottolineare che dopo le abbuffate natalizie ho sempre avuto dei valori superiori al resto dell'anno, ma sarebbe l'ennesima scusa. E' quindi il mio punto di partenza per raggiungere il traguardo, così come scritto sotto il nome della squadra: "Strive for 6.5".Breve prefazione all'avventura Statunitense con il Team Type 1 Devo 
di Paol(in)o Cravanzola scritto il 24 gennaio 2012 ![]() Paolino in una foto di repertorio ... 25 anni, di Trofarello (TO), è diabetico dal 2005. Attualmente in Terapia Multiiniettiva con ultima glicata 7,6. Due parole sulla squadra: il Team Type 1 (Team Tipo 1 per i meno anglofoni) è una squadra nata dall'idea di Phil Southerland e Joe Elridge, entrambi diabetici, nel lontano 2003. 
Nel 2005 presero parte alla Race Across America a staffetta e la vinsero con un team di 8 corridori, tutti diabetici, affermando il nuovo record della gara. 
Da allora, dal nucleo iniziale di 8 corridori che partecipò alla RAAM (e vinse 4 volte), nacque il team ciclistico che attualmente compete a livello internazionale con licenza Professional. 
Il TT1 Devo, dove mi recherò a breve, è la divisione sviluppo dello stesso, corre quasi unicamente negli USA tra le categorie Pro 1 e 2, e ha lo scopo di preparare i corridori alla prima squadra.
Vi posso quindi svelare il vero traguardo che sogno di raggiungere: effettuare il passaggio alla squadra Professional l'anno venturo, e competere a livello internazionale contro squadre e corridori che hanno scritto e stanno scrivendo la storia del ciclismo. La squadra ovviamente non è composta da soli atleti diabetici, anzi: la mission del team è infatti quella di dimostrare, a suon di risultati, che il diabete, se ben controllato, non è minimamente limitante in quanto a prestazione atletica. Uno dei propositi del team è inoltre quello di portare almeno un atleta con diabete a partecipare al Tour de France in un futuro non troppo lontano.
Detto tra noi, se non combinerò niente tra i professionisti Americani, non sarà di certo a causa della mia patologia, ma piuttosto di una mia inferiorità oggettiva in ambito sportivo! 
Un amico mi disse una frase un giorno, che amo ricordare: "L''atleta con diabete non esiste, ovvero esiste nella misura in cui non è ancora un atleta". La procedura del Visto (P1) e il tesseramento sono stati completati. 
In valigia mi porterò soprattutto abbigliamento della squadra, e per lo più indumenti da bici: non penso avrò infatti troppo tempo per uscire a divertirmi tra locali vari. Sarà quindi presente il mio amato notebook per gli aggiornamenti DNL e le chiamate via Skype a casa, il "nook" per leggere, e un paio di cuffie insonorizzate per i numerosi trasferimenti. Una delle peculiarità della vita del ciclista sono infatti le numerose e lunghe trasferte, e si impara quindi a sfruttare al meglio il tempo in viaggio per svolgere "attività alternative". Per l'insulina mi porterò dietro una mini borsa frigo, contenente tutte le penne (sono in multiniettiva) di cui calcolo di aver bisogno, lasciandole una volta arrivato là nel refrigeratore di casa.
Siamo infatti in una villa nelle vicinanze di Atlanta, a Cumming, ma viaggeremo un po' per tutti gli States, stando via anche diversi giorni. Questa è solo un'introduzione all'avventura che mi attingo a intraprendere, ma preferisco lasciare le riflessioni a tempi più maturi. Il volo è previsto per venerdì 27 Gennaio, da Torino, con scalo a Roma. 
 Che quindi i giochi, perchè un divertimento è e deve restare, abbiano inizio! |




