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Diabete Off-Road @ 2014 - Vigolana Trail


TEAM DNL @ VIGOLANA HALF TRAIL
Sabato 7 maggio 2014 h 9.30 • Vigolo Vattaro [TN]


2 su 2: 100% Finisher!

1. Luisa Campregher • 35k ditipo 1 Trento • 5h44:00
2. Cristian Agnoli • 35k ditipo1 Verona • 3h59:12

10 RIGHE DALLA VIGOLANA ... di Luisa Campregher, DM1, Trento
Ridendo e scherzando, non ricordo precisamente quando…nei  primi mesi dell’anno, mio fratello Valerio mi propone di iscrivermi con lui all’Half Trail della Vigolana (35 Km con 2000 m di dislivello). Nemmeno gli rispondo e sorrido. Lui mi dice “è una vita che cammini in montagna, hai l’allenamento della corsa…ce la faresti benissimo!”. Ci rifletto ed accetto la sfida. Accetto la sfida nel senso che decido di iscrivermi sapendo che lui avrebbe intrapreso la gara con il suo ritmo e non con il mio. Accetto la sfida perché non mi sono preoccupata di trovarmi un/a compagno/a con cui percorrere il Trail: volevo percorrerlo da sola e mettermi alla prova da più punti di vista: agonistico, metabolico e “mentale”.
MENTALMENTE: Il giorno 7 giugno 2014 ho superato il MIO “test”: sono riuscita serenamente, senza ansia/agitazione a percorre l’Half Trail della Vigolana in un tempo che avevo a priori sovrastimato, con un compenso glicemico abbastanza buono.
La più grande soddisfazione è stata la modalità con cui ho camminato e corso: mi sono impegnata, non sono stata come spesso mi accade rinunciataria: ho avuto fiducia.
METABOLICAMENTE: Sveglia ore 5.50 glicemia 114: colazione con 40 g di carboidrati e 2 unità di insulina. Ore 8.00 glicemia 162. Ore 8.50 glicemia 167. Ore 9.00 imposto la basale al 20% (la riduco quindi dell’80%). Start ore 9.30. Dopo 30 minuti bevo un gel e poco dopo una ciucciata di miele. Sali minerali in Derocca. Ore 11.43 in Ceriola glicemia 182, mangio circa 10 gr di carboidrati (un pezzo di pane con prosciutto). Proseguo. A malga Palazzo bevo Sali e mangio un pezzetto di banana. In Casarota ore 13.43 glicemia 142. Imposto la basale al 100%. A fine gara, dopo 5 ore e 44 minuti dalla partenza, arrivo con la glicemia a 190 e correggo con mezza unità d’insulina. Ore 19.00 glicemia 126.
Nello zaino avevo la mia riserva di acqua con sali che ho bevuto a piccoli sorsi durante tutto il tragitto.
AGONISTICAMENTE: Ho iniziato correndo. Avevo il timore nei primi Km di strafare, lasciandomi trascinare “da chi è più forte di me”, invece no: ho iniziato a correre con il mio ritmo e dopo i primissimi Km mi son detta “Buon inizio, Campregher! Stai respirando bene, senza affanno, senza ansia da prestazione”. Ho mantenuto un buon ritmo fino in Derocca, nel limite del possibile perché quando è iniziata la salita si è formata una coda umana, difficilmente superabile in alcuni tratti, poiché il sentiero è abbastanza stretto. Ho comunque sorpassato in un paio di occasioni, accelerando il ritmo. Dopo circa mezz’ora dalla partenza ho integrato con un gel e poco dopo con una bella ciucciata di miele. Breve ristoro in Derocca: volevo ripartire prima che si riformasse la coda di gente. Ho bevuto sali e acqua. Tutto bene, ho iniziato a rilassarmi e a godermi la mia camminata.
Salita alla Ceriola: al sole, il caldo ha iniziato a farsi sentire. Un dolore al quadricipite sinistro. Decido di caricare maggiormente sulla gamba destra e mi aiuto con i bastoncini. Calo il ritmo perché la sensazione non è buona. Lascio passare diverse persone. Decido di valutare come sto in cima alla Ceriola. Giunta in vetta faccio un po’ di stretching. La glicemia è 180: più alta di quanto avevo previsto. Penso bene di fare pic nic con un panino al prosciutto… scena fantozziana: mi accorgo che nessuno sulla cima fa pic nic…! Giusto: sono in gara!!! Gara l’è gara: via il panino! (in fondo non ho nemmeno fame), riparto e mi accorgo fortunatamente che in discesa il dolore passa. Corricchio nelle discese e nei tratti di pianura, senza esagerare: la strada è ancora lunga!
A Malga Palazzo altro ristoro: bevo sali minerali e acqua e mangio un pezzetto di banana. Lungo tutto il percorso poi ho sempre bevuto i sali che avevo nella mia borraccia a piccoli sorsi. Sempre stata bene: nessun crampo, nessun dolore o fastidio allo stomaco.
Fatica all’ultima salita dove abbiamo camminato sulla neve…al sole…non finiva più… Una voce dalla forcella “Dai Luisa!”: mio papà! Il groppo in gola, l’emozione mi invade.. eh no! Non adesso! Mi ricompongo, mantengo il ritmo, fatico: sulla neve faccio tipo un passo in avanti e mezzo indietro. Arrivo alla forcella: ci sono alcuni spettatori, alcune persone del soccorso alpino. Saluto mio papà e lo rassicuro che sto bene. Mi sento felice, tanto felice.
Inizia la discesa: discesa tecnica, devo stare concentrata. Sfruttare la discesa ma stando attenta. Arrivo in Casarota: altro ristoro con sali e banana. La glicemia è buona (142). Dai, dai Luisa: il più è fatto!!!!! Assaporo già la gioia dell’arrivo! Orgogliosa, rimetto lo zaino in spalla e riprendo la discesa. Ormai la gente lungo il percorso si è diradata: molti pezzi di sentiero li percorro in solitudine. Poi sopraggiunge qualcuno oppure sono io che strada facendo incontro qualcuno. Alterno la camminata alla corsa. Mi sento ancora in forze: corro ad un andatura lenta ma costante. Lungo il sentiero che porta a Malga Bue incontro un ragazzo, Alan, con i crampi. Scambiamo due parole, gli offro dell’acqua, visto che la sua riserva nello zaino è finita e considerando che il prossimo ristoro non è vicinissimo. Ai Paludei beviamo un po’ di acqua. Corriamo ancora assieme.
Avvicinandoci a Vigolo Vattaro, all’arrivo, sento una propulsione ad aumentare il ritmo della mia corsetta. Saluto Alan e procedo da sola. Uscita dal bosco si apre la piana della Vigolana ai miei occhi. Corro la discesa che porta al campo sportivo, vedo in lontananza gente che ci incoraggia. Impugno nuovamente i bastoncini e mi spingo nell’ultimo strappo di sterrato.
Inizia l’ultima salita, quella che porta al traguardo. E’ una salita su strada asfaltata: abbandono la mia corsa ed inizio a camminare. Sento nuovamente il caldo e la fatica. Una signora mi rimprovera “Non mollare adesso!!!! Con quel fisichino che ti ritrovi, riprendi a correre!!!” La guardo…lì per lì volevo mandarla a cagare in tempo zero… poi ho “obbedito”… Salgo e me par de morir… Incrocio mio fratello, che una volta conclusa la sua gara, mi stava aspettando lungo gli ultimi metri. Mi commuovo. Mi incoraggia. Attraverso l’incrocio… Ci sono!!!!  Impugno entrambi i bastoncini in una mano, li stringo, fisso lo sguardo sull’asfalto, la strada si stringe tra le case, la gente incita. Non so come ho fatto: ho corso l’ultimo pezzo come se si fosse annullata la fatica che sentivo un minuto prima… Vedo Elia in mezzo alla strada che mi aspetta con Michele, mi prende la mano e taglia il traguardo con me… e penso “E’ già tutto finito!” e piango di gioia e soddisfazione. Mi sono fatta un bel regalo che va oltre i tempi, oltre gli allenamenti, oltre ciò che avevo immaginato. Sento sempre un brivido e la pelle d’oca e mi paralizzo dall’emozione ripensando a questa bellissima gita percorsa con determinazione, in pieno autocontrollo e con tanta gioia.
Il giorno dopo scopro, leggendo un articolo sulla pagina facebook che Alan, il ragazzo che ho conosciuto lungo la parte finale del Trail, è un ragazzo che ha subito due trapianti… (e non di isole pancreatiche...) nessun incontro accade casualmente…la vita è buona: ci fa incontrare le persone giuste ed Alan ha lanciato un grande messaggio!

 
 10 righe dalla … Vigolana • di Cristian Agnoli, ditipo 1, VERONA
Tranquilli, niente pistolotti e anatemi. Solo racconto di gara e derivati.
Il 2014 doveva essere un anno di transizione volto a gareggiare meno, allenandomi, se non di più, meglio. Alla fine ho invece mantenuto la media di una gara al mese e i risultati su strada piuttosto deludenti mi hanno un po' messo in crisi esistenziale, non sapendo più capire il mio potenziale, illusorio o reale.
Dopo il flop alla Unesco Cities Marathon ho ripreso a correre senza programmi, alternando alle uscite podistiche qualche pedalata in bici leggera.
Nei primi allenamenti in salita, alcuni dei quali condivisi con amici (e punti di riferimento), mi sono reso conto che le gambe giravano alla grande e con leggerezza, le VAM erano più che accettabili e ben recuperavo nei giorni successivi. Di qui la decisione, lavoro e tempo permettendo, di partecipare a qualche trail "corto" di max 30-35 km giusto per non dimenticarmi cosa significhi l'ambito competitivo.
Alla Soave Bolca di maggio, nonostante il calo nel finale, avevo corso con buone sensazioni, e dunque, riuscito a ritagliarmi poco più di mezza giornata libera di un sabato di giugno, ho pensato di ripropormi in ambito agonistico a questo Vigolana Trail, gara alla sua prima edizione impeccabilmente organizzata. Seaggiungiamo il fatto che al via c'era anche Luisa, non mi sembrava bello lasciare la nostra "paladina" sola soletta a difendere i colori DNL.
E dunque, famiglia al mare e capofamiglia a correre su e giù per le montagne sempre nel segno di DNL! Occupy Vigolana!
Atleticamente: sono MOLTO soddisfatto della mia prestazione "atletica" in condizioni ambientali a me solitamente sfavorevoli, leggi caldo, che si è fatto sentire anche in quota. Ho ben gestito la prima metà di gara con i due impegnativi "gpm": il Becco della Cerbiola (1935 mt slm) duro per lunghezza e pendenze, il Bus delle Zole (2100 mt slm) per l'innevamento. In corsa ho invertito la mia strategia: più all'attacco sulla prima, più sulla difensiva nella seconda, conseguenza del fondo nevoso per cui non avevo calzatura adatta (la Mizuno Ascend 8 scivola come una saponetta) e nemmeno i bastoncini.
Mi sembra di aver ritrovato buoni ritmi in salita, dove mi sono sentito spesso molto più forte dei concorrenti che erano con me. Ho addirittura gestito un po' il ritmo. Ho forse sbagliato perché ho perso in concentrazione e cadenza. Forse avrei dovuto rischiare un po' e proseguire costante e a testa bassa con il mio passo da capretta.
Tuttavia i conti si fanno alla fine.
La cosa più positiva dal mio punto di vista è la capacità di riprendere a correre e far girare le gambe anche dopo dislivelli impegnativi. Ovvio che la disabitudine alla gara può causare qualche errore di valutazione. In effetti non gareggio conoscendo il mio ritmo gara, ma provando a ricercarlo in base a quello che vedo e osservo in alleamento. Non è detto dunque che io sia sempre al passo giusto, anzi credo di rischiare spesso qualche fuori giri.
Ho affrontato molto bene (= non ho perso posizioni) la tecnica e lunga discesa senza rischiare e con buoni ritmi. Peccato per l'errore nel timing delle integrazioni dopo il rifugio Casarota. Ho sottovalutato i miei consumi nelle discese in spinta e ho dovuto rallentare per un paio di chilometri prima di riprendermi, anche se piuttosto bene. Ho finito con un'azione generosa, ma recuperare 2/3 minuti in 5 km quando il terreno si fa scorrevole richiede velocità e doti che non sono attualmente nelle mie corde. 3h59 credo siano un bel crono (a 50 e più minuti dal vincitore però!)
Un po' di aumentata determinazione e si potevano limare dai 5 ai 10 minuti, stante la condizione attuale. Sarei comunque sempre arrivato … esimo. I primi dieci, comunque, erano irraggiungibili.

Trailisticamente > gara ottimamente organizzata, percorso balisato in maniera impeccabile. Bravi e numerosi i volontari, puntuali i ristori e le segnalazioni. Generoso e utile il pacco gara. Tracciato vario e impegnativo, con salite dure, qualche passaggio tecnico. La neve nella salita da Malga Palazzo al Cornetto di Folgaria ha reso la seconda parte muscolarmente più probante. Bellissima la discesa al rifugio Casarota. Tecnica ma non pericolosa. Parecchi i tratti corribili, dove chi ha saputo preservare energie residue ed la capacità di far girare le gambe, è filato come un missile al traguardo.
Brava a Luisa (e al fratello Valerio) per la sua prima da finisher in un trail di tutto rispetto. Peccato che gli impegni professionali mi abbiano impedito di aspettarla al traguardo: il lavoro chiama anche di sabato per chi, come me, di turismo vive!

Metabolicamente > sempre meno ritengo necessario commentare l'aspetto metabolico in presenza di un book compilato a dovere.  Precisazioni: 1) da un po' non mi riesce di partire con glicemie entro i range (80-120) come vorrei, anche in presenza di glicemie troppo alte o troppo basse non mi "agito" più di tanto e so come comportarmi. 2) non ho effettuato controlli durante la gara dunque le rilevazioni glicemiche sono più che altro utili a verificare l'andamento post-gara. 3) il buon compenso attinge, sopravvive e preesiste all'attività fisica.
Ciò detto quando non si riesce ad evitare errori, è bene sapervi porre rimedio. Continuo a ripropormi una revisione drastica del mio "diabetes management", che rimando sempre alle calende greche. E' vero che se quando mi gestisco da somaro sto con glicate tra il 6.7 e il 7.2 (le mie ultime due del 2014) va bene, ma DEVO dare di più in tutti i sensi. Vietato sprecare il dono, anche in ambito metabolico!

Mentalmente > l'efficienza fisica e l'assenza di dolori e fastidi aiuta a tenere la mente sgombra da cattivi pensieri e a  dedicarsi INTERAMENTE alla performance. A volte dovrei essere un po' più "cattivo", nel senso buono, se esiste, del termine. Ma non so dire se preferisco qualche minuto in meno o il saper sorridere ai volontari, avere sempre la battuta pronta, e arrivare al traguardo pimpante recriminando sul fatto che non ho sputato sangue :-) Ma forse mento, vorrei arrivare prima e trovo scuse da filosofia spicciola.
Unico vero rammarico, non avere avuto il conforto della mia famiglia in zona arrivo. Ma ci saranno altre occasioni di supporto famigliare! Grazie a Paolo Tritor Pajaro per la compagnia al pasta party!
Ora Alta Via dei Monti Liguri e poi qualche garetta estemporanea, cercando di arrivare al picco di forma alla mia unica gara ultra del 2014, l'Ultra Trail del Lago d'Orta del 18 ottobre: gli organizzatori dichiarano 87k e 6000 d+. IN TRAIL WE TRUST!