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MELLITO BAKEKA 2010 - Pilat Raidlight Winter Trail


Diario del Trailrunner
Monts de Pilat, 22-24 gennaio 2010




"La vita è come la corsa: puoi anche ascoltare i buoni consigli di tutti
ma poi devi correrla fino in fondo solo con le tue gambe!"
(MARCO OLMO)



 
Pilat Winter Raidlight Trail - 24 gennaio 2010
Le President est fou! Au trail comme au trail!


Follia Presidenziale! Il 24 gennaio Cristian @ Pilat Winter Trail !
Debutto estemporaneo di Diabete Off-Road per il 2010 ... Esprit Trail ... sulla Neve!

Pourquoi? « 1 beau Trail pour découvrir un territoire, 1 bon repas, et 1 beau lot, dans la convivialité et la bonne humeur ».
Perchè? "Un bella corsa natura alla scoperta del territorio, un buon pasto e un bel pacco gara, in condivisione e in allegria!"
 


President Update:
News: Per domenica previsto sole. 40 cm di neve nei punti più alti!
"All'atto dell'iscrizione avevo capito che si poteva scegliere la mattina della gara la distanza da percorrere. Ricontrollando, mi ritrovo iscritto alla 33k per 1600 d+ ... se il meteo è buono, ci proverò, correndo senza forzare ... magari con un finale in lieve progressione!"

Presidente "En action" 
(foto per gentile concessione di Eric, fotografo ufficiale della manifestazione e pure lui diabetico)
 
PICS > DIAPORAMA

Domenica 24 gennaio 2010 - The RACE ... Una corsa presidenziale!



Presidentissimo chiude in 3h17,00 ... 26° assoluto!

Winter PIlat Raidlight Trail 33km 1600 D+

trace-winter-33km

 

Gara fantastica e divertente nonostante freddo, difficoltà e lunghezza. Originale, ben disegnata, ottima organizzazione. Percorso reso selettivo dalla neve e dislivello positivo complessivo, superiore ai 1600 mt. Terreno ideale per le mie caratteristiche … se avessi conosciuto il percorso avrei forse potuto esprimermi ancor meglio … ma accontentiamoci … e partiamo dall’inizio.
Oggi è il grande giorno … start h 9,00. Arrivo a Marlhes verso le 8. Sono poco meno di 10 km di auto da dove alloggio. Parcheggio in zona strategica, verifica zona di partenza, breve passeggiata al bar del centro (con personaggi “caratteristici”) per un “petit cafè” ed esigenze di toletta da pregara (evidentemente un po’ di tensione c’è sempre) … rientro all’auto, svestizione, controllo glicemico, assunzione di cho e breve riscaldamento (costretto dalle rigide temperature e dalle mie cosce nude).


Warm up Presidentissimo ... back & front view (autoscatto)

La mia decisione di correre con il pantaloncino sgambato mi rende piuttosto riconoscibile nella pattuglia dei partenti. Circa 300 gli iscritti alla 33k, per un totale di 1000 partenti. Quasi tutti bardati con zaini, integratori e ogni accessorio che nemmeno potete immaginare … a mio avviso il 90% dei partecipanti si portava dietro del peso eccessivo per la lunghezza della corsa. Comunque lo spirito trail è anche questo … correre stracarichi!
Io non indosso nemmeno i guanti. Unici accessori il porta borraccia Raidlight da legare in vita (veramente superlativo il modello ricevuto con il pacco gara), le ghette e il cappello di lana (la testa al caldo!!!). Qualche autoscatto “presidenziale” sulla neve prima di mettermi in griglia. Puntuale il colpo di pistola che annuncia la partenza. Breve tratto su asfalto pianeggiante e poi neve neve neve … primi 5 km di saliscendi mai durissimi dove cerco di trovare regolarità di passo e superare qualche “tapascione”. Da subito mi rendo conto che il fondo è lievemente più traditore di quanto avessi verificato ieri nella mia perlustrazione. Inizia la prima salita, la più lunga della corsa che porta ai 1230 mt del Mont Chaussitre e da me in parte già testata ieri. Il problema è che per superare i concorrenti più lenti bisogna uscire dal corridoio battuto e lì non se ne esce più specie nei tratti più ripidi a meno di non consumare preziose energie. Riesco comunque poco prima di scollinare (10km) a portarmi sotto e quindi scavalcare un gruppetto di runner. Da qui inizia un tratto di discesa che nei miei piani doveva consentirmi di distendere l’azione. Invece mi trovo ad affrontare una delle più difficili situazioni nella mia storia di corridore di montagna. In discesa è impossibile correre … anzi reggersi in piedi … si affonda nella neve ad ogni movimento … non riesco a fare tre passi di fila senza inciampare o perdere l’equilibrio. Per un’azione di corsa decente bisognerebbe esprimere una potenza incredibile … non che le mie gambe non siano esplosive, ma penso ai 20 km che seguono e meglio gestire le scorte energetiche … tiro i remi in barca e procedo cauto. Lascio sfogare il gruppetto che mi precede, mentre io cerco di trovare confidenza con il fondo nevoso. Questa situazione dura per circa 5 km (fino a Lès Preaux) e si moltiplicano le difficoltà perché anche i tratti in salita sono impossibili e faticosissimi. L’unico fattore positivo è che sono brevi. Corricchio comunque, alternando la tecnica del “passo lungo e pedalare”. Provo varie tecniche per non sprofondare (passetti brevi, corsa di punta, di tallone, con i piedi lievemente aperti a papera) scruto il fondo in cerca di zone più compatte … ma nulla da fare…  inciampo anche un paio di volte, procurandomi lievi abrasioni ad entrambe le ginocchia (ops … con i pantaloni lunghi le avrei evitate!). Sono comunque divertito, perché correre in simili situazioni è fantastico. Il percorso è a dir poco spettacolare. Peccato che oggi l’annunciato sole si sia nascosto dietro le nuvole con sporadiche e timidissime apparizioni.


Ready to Go!

Finalmente il primo ristoro … una gentile volontaria (in francese "Bénévol") mi offre una coca cola ma non mi fornisce il bicchiere. E mi fissa con la bottiglia in mano, mentre io ansimante a mia volta aspetto … in teoria nel pacco gara c’era una tazza super leggera per i rifornimenti che io non ho portato con me … errori da debuttante … allora, appena capisce, mi procura il bicchiere ma ne piglia due contemporaneamente e li vuole separare prima di servirmi la nota bevanda della multinazionale americana. Le faccio notare che li potrà “partager” (dividere) successivamente. Finalmente ingurgito il mio micro bicchierino di coca cola “ghiacciata” (roba da cagotto mortale) e riparto dopo questa pausa un po’ lunga. Ancora un chilometro difficile ma vedo che sto recuperando terreno su chi mi precede. In discesa trovo finalmente confidenza. Adotto una tecnica con le braccia a mulinello … e noto che ritrovo magicamente equilibrio e stabilità. Peccato che in una stretta rampa sul declivio la mano mi finisce su un rovo. Sangue e imprecazioni, procedo per alcuni chilometri cercando di togliere spine e pulirmi dal sangue colante … ancora mentre scrivo la mano mi duole.
Dal 15 km inizia finalmente la mia rimonta “presidenziale”, costante e progressiva, che coincide anche con i tratti più belli e magici del “parcour”. Silenzioso con i miei pensieri e praticamente in solitudine. Ottimo il servizio di assistenza con ristori ben organizzati e tutti i punti “critici” sorvegliati. I “bénévols” incoraggiano sempre. Sulla successiva ascesa, tutta in single trek in una pineta meravigliosa recupero ben cinque posizioni con passo regolare. Intravvedere l’avversario e puntarlo dà fiducia. Da qui finiscono anche i tratti più difficili con neve fresca e fonda. Per tanto è più “facile” produrre un’azione efficace. Difficile descrivere con completezza un itinerario così lungo e vario: single trek, fiumiciattoli e rigagnoli, fango, passerelle, tronchi da scavalcare, alberi abbattuti, carrereccie , laghetti ghiacciati, piste da sci di fondo, steccati da saltare … unica costante? La neve … tutto è così dannatamente bianco oggi …  Il tracciato percorre per un paio di km una pista da fondo ghiacciatissima … è il punto più freddo della corsa con temperature abbondantemente sotto lo zero. Il mio sudore sulla maglia è ghiacciato … sembro un pupazzo di neve … stranamente ho freddo alle braccia nonostante i manicotti… penso a come starei bene con un paio di guanti … le gambe mezze nude invece sono caldissime … ottime le ghette Raid light … valuto positivamente anche la scelta delle calzature … go for Inov! … oggi i chiodi sarebbero serviti a poco … ci volevano le ciaspole per galleggiare.
Altro fattore positivo il recupero nei rari tratti di pianura o di asfalto che raccordano i vari pezzi di sentiero. Qui ho una bella azione di corsa rispetto agli altri concorrenti del mio livello. Ancora una lunga salita nel bosco fino ai 1300 mt di altitudine costeggiando l’altipiano di Panére dal piccolo abitato di Gimel fino a St Regis-du Coin. Qui completo la mia rimonta su altri quattro concorrenti con un’azione leggera ma determinata, con moderazione per non bruciarmi le gambe. Siamo al 23° km e da qui il percorso lungo si reinnesta successivamente nei due più brevi. Da adesso è impossibile capire se chi ti precede ha fatto il corto, il lungo o il medio. Senza punti di riferimento procedo del mio passo su fondo innevato ora più compatto e corribile salvo episodici segmenti più impegnativi. Sono pimpante. Merito a mio avviso dell'ottimo timing e della scelta degli integratori.
Sono sicuro che l’aver optato per spezzare le integrazioni senza assumere troppi cho tutti in una volta mi abbia fatto molto bene. Quindi ora oltre al “Bolo Combo” utilizzerò anche la “integrazione combo”. Ho riutilizzato dopo tantissimo tempo un cheerpack liquido … ma appunto l’ho diviso in due e non mi ha dato nessun problema di assimilazione. Poi un po’ di cocacola, come già detto, e un pezzettino di un mega barrettone energetico che avevo vinto a una corsa la settimana scorsa. Per la fine invece solo 2 minime integrazioni a base di miele, giusto per sicurezza, visto che il glucometro a -2 non funzia nemmeno a tenerlo riparato in un astuccio.



Presidente in rimonta ...
(foto per gentile concessione di Eric, fotografo francese diabetico)


Eric, in una graditissma mail, mi scrive:

Bravo pour votre magnifique performance

Courir une telle course aussi vite est très beau ... avecle diabète, c'est fantastique

Je suis aussi diabétique, et photographe (et sportif unpeu aussi) Je vous joins 2 photos de vous "en action"

Cordialement, Eric Moulard

Traduzione: Complimenti per la vostra magnifica prestazione. Correre una simile gara così velocemnte è bellissimo, con il diabete è fantastico. Anch'io sono diabetico, e fotografo (e un po' sportivo pure). Vi allego 2 vostre foto in azione!
Cordialmente, Eric Moulard



Il finale alterna è più scorrevole, con parecchie discese, dove finalmente sono  diventato un “missile” e recupero alla grande. E’ anche più facile superare finendo in neve fresca. Poi basta avvisare … il trail runner quasi sempre si sposta. Tutto un sorpasso il finale. Sembra filare tutto liscio. In alcuni tratti veloci per superare corro un po’ troppo di potenza per galleggiare nella neve fresca.  Nell’ ultimo impegnativo strappo nel boschetto che porta a Le Rozet avverto un principio di crampi ad entrambi gli adduttori … dunque bevo acqua e rallento l’azione. In alcuni tratti devo camminare perché temo che forzare per superare i più lenti possa peggiorare la situazione. Un paio di minuti e tutto passa. Sono di nuovo al 100% … soprattutto non avverto stanchezza da muro delle 3 ore … da sfinimento … cuore e respiro sono incredibilmente regolari e mi sento pieno di energie residue. Mente lucida. Occhio al cronometro. Sono fiducioso. E’ fatta. Corro gli ultimi km sempre sotto i 4’30 con due km finali a 4’11 … quasi senza accorgermene mi ritrovo alla fine.  Arrivo all’interno della palestra (gymnase) di Marlhes con annuncio dello speaker e un po’ di pubblico ad animare la situazione.
Un sorpreso Cyril si congratula per il mio risultato, paventando una classifica tra i primi venti. Alla fine sarò 26° assoluto … ma la posizione non conta … sono felice per la condotta di gara … oggi ho usato la testa, non mi sono mai lasciato andare anche nei momenti di difficoltà (pochi) e nemmeno lasciato prendere dall’entusiasmo. Ho ragionato, ho mantenuto la concentrazione e alla fine ho ottenuto uno dei migliori risultati della mia “carriera” podistica, peraltro divertendomi un “sacchissimo”. Adesso però basta digressioni off-road … ci ripenseremo in estate … è tempo di ritrovare velocità. La resistenza e il fondo non mi mancano … oggi temevo tantissimo le mie reazioni dopo la seconda ora di gara invece è proprio lì che ho dato il meglio di me. Speriamo di saper trasferire queste capacità anche sui ritmi maratona (4’11-4’14).

Pasta party, poco pasta e tanto “patate”: in un enorme pentolone ribolle la “tartaflette”, una specialità della Savoia a base di patate, salsiccia, formaggio e legumi … una bomba calorica ma non proprio a maggioranza di carboidrati … una mela, un pezzettino di pane e un po’ “crème freche” come dessert. Due ottime birre biologiche … la bière du Pilat … qui è tutto biologico …. Birra biologica, chambre d’hotes biologica, borse della spesa biologica, materiali tecnici biologici, posateria biologica, vassoi biologici … biotutto!
Rientro in stanza per la doccia e la preparazione dei bagagli per poi “vivere” ripulito il dopo gara. Caffè con Henry, l’altro uomo Raidlight, con il quale instauro un buon rapporto e spero di future positive partnership. Mi presenta pure Marie la responsabile commerciale. Raidlight, crisi nonostante, cresce del 30% all’anno! La sede è proprio a Saint Genest Malifaux dove stavo di stanza. Anche in Francia le premiazioni durano un’eternità. “Courir pour guérir” … correre per guarire … è lo slogan che ho visto su una maglia … potrebbe ben applicarsi al caso diabete, ma in italiano correre non fa rima con guarire ... ma anche senza rima, un po’ funziona.  Sono diabetico, ma non mi sento diabetico? Gisuto pensarla così? Bisognerebbe ragionarci su ... spunto per future riflessioni presidenziali. Vedremo! Questa tre giorni francese me ne ha dati fin troppi di spunti. In un messaggio l’amico Biagio B. mi invita a bere birra e “ciulare” dopo questo risultato. La prima cosa mi è riuscita facile, sulla seconda ci debbo lavorare in patria. Anche questo è uno spunto di riflessione, anche se decisamente di più basso profilo.
Saluto Cyril, Henry e altri amici runner conosciuti in loco. Destinazione aeroporto. Tutto perfetto. Puntuale il volo semideserto. Alle 23 sono a casa e nelle prime ore della notte completo questo resoconto per la pubblicazione on line.

Sulla neve, il Presidente c’è! O forse sono gli altri a mancare … comunque sono soddisfatto e appagato. Mi sono davvero divertito! Sorridere alla fatica oggi non è stato poi così difficile! Per il trail running il prossimo appuntamento è per il 4 luglio a Les Deux Alpes, sempre in Francia ... panta rei ...
Raccontarsi, raccontarsi, raccontarsi … forse io esagerò fin troppo e dovrei decisamente ritirarmi a vita monacale, ma su DNL che non ci sia mai evento senza resoconto!

Gestione Metabolica – “Mellito Reasoning” … oggi, in considerazione dell’impegno agonistico, dedico qualche riga in più ai miei ragionamenti pregara. 231 mg/dl! Risveglio in iperglicemia! D'altronde, ripensandoci, 100 gr di baguette francese equivalgono a 120 cho e non a 70 … se ci aggiungo che forse le 2 u di correzione a mezzanotte le ho fatte mezzo rincoglionito mentre stavo per crollare … la frittata è fatta. Ma vediamo di risolerla la frittata.
Avevo puntato la sveglia alle 6 proprio per verificare la glicemia e dunque avere tutto il tempo di attuare la strategia più adatta alla situazione contingente:

opzione 1 (quella ideale) … glicemia perfetta … un’altra ora a letto, rompidigiuno con 20 cho al massimo, caffè e via in gara gestendo il tutto con integrazioni nel durante

opzione 2 iperglicemia … bolo debitamente distanziato da inizio AF con assunzione di cho in quantità minore per permettere abbassamento entro valori accettabili

opzione 3 … lieve iperglicemia ma accettabile (140-160): ritornare a letto, alzarmi ancora più tardi e presentarmi alla corsa a digiuno ingerendo qualcosina al volo prima di partire dopo successivo controllo.

Opzione 4 … eventuale iperglicemia eccessiva (oltre 300) .. valutare se procedere con bolo correttivo e quindi fare parte della corsa con picco d’azione insulinico in atto, e conseguente maggior attenzione a integrazioni per evitare “ipo” debilitanti.

Gioco forza la scelta è ricaduta sull’opzione 2 e ha funzionato bene come dimostrano risultati prestazionali e compenso metabolico pre-intra e post gara. La tabella qui sotto descrive in maniera dettagliata il mio profilo glico-terapeutico della trasferta francese.


Pasto dopo gara .... verifica conta cho ... (aggiungere un mini cioccolatino da 5 gr con il caffè)

Sabato 23 gennaio 2010 – Prelude to a … Trail

Anche stanotte prima dell’1h30 non dormivo. Mi metto a leggere, a smanettare sul computer, ascolto la radio francese con questi vocioni “radiofonici” e la mia testa non ne vuole sapere di spegnersi. Poi alla fine cedo anch’io ai bisogni fisiologici di riposo.
Sveglia comoda alle 8 e colazione in compagnia del team Raidlight, Cyril e …. Non mi ricordo più, comunque uno dei responsabili di produzione.
Simpatici, disponibili e … pas de problem … mi accettano in stanza con loro per questa notte. Trasferimento bagagli e in un attimo sono sistemato.
Colazione: tè amaro, pane di grano nero con semi di girasole, burro, marmellata di albicocce rigorosamente biologico (questo chambres d’hote fa parte di una catena “bio-ospitale”) e un croissant …  terapeuticamente, mi sono gestito normalmente in quanto sarei comunque uscito ad allenarmi verso le h 12.
Mattinata tranquilla a leggere e rilassarmi. Prima di uscire per l’allenamento consulto la mappa e mi faccio dare qualche dritta da Eric, il proprietario. Fotocopia della carta dei sentieri e qualche consiglio.
Pantaloncino corto, calzettone, zuccheri in tasca, cappello in testa e parto. Soleggiatissima giornata … splendida vista su queste cime imbiancate e tondeggianti. Rilievi antichissimi quelli del Massiccio Centrale francese.
Boschi ovunque e un’intreccio di sentieri incredibili.
Le precise indicazioni di Eric, il supporto cartografico e la perfetta segnalazione di ogni sentiero (‘sti francesi saranno un po’ narcisi e rotti in c. ma le cose le sanno fare bene eccome) mi consentono una corsa in tranquillità.
Testo anche parte del percorso della gara di domani per qualche chilometro. Neve compattata su cui si può correre facendo attenzione a qualche trappola … la neve ghiacciata, se ci si cade sopra a ginocchia nude, è tagliente come cocci di vetro … il mio ginocchio sx ne è la prova … nulla di grave … anzi ci rido su … sono caduto tre volte di seguito nell’arco di 100 mt … poi ho capito la tecnica … passo strisciato e rapido … e non si sprofonda più … devo dimenticare le mie “cosce da Nela” e correre come una capretta. Sul sentiero caprioli e leprottini che si danno alla fuga al mio incedere. Salita al gpm della gara (Mont Chaussitre, 1210 mt) dura ma non ripidissima. Deve essere una tra le più impegnative della gara. Ciò mi conforta un po’ … ma in effetti i trail non sono gare molto tecniche. Corribili quasi sempre e senza situazioni estreme come in una skyrace. Non ci sono pendenze impossibili. Ben segnalato, anche se non bisogna distrarsi un secondo. 1200 i runner annunciati con partenze scaglionate per le tre distanze. Per me 33 km e 1600 mt d+, che a questo punto credo essere la somma di tante piccole salite … speriamo sia così, sarebbe più adatto alle mie caratteristiche.
Tornando all’uscita di oggi, in vetta campeggia un’enorme croce in legno e una “table d’orentation” che all’occhio attento consente la visione, in giornate limpide come questa, del Monte Bianco … Monte Bianco? … Ultra Trail del Monte Bianco … un segnale anche questo della mia “olmizzazione” … il passo strisciato, la lunga distanza, la vita reclusa tutta casa, boschi e sentieri  â€¦ cosa mi manca? 10 chili di meno, 20 anni di più, tagliarmi a fette i quadricipiti, un patrimonio genetico diverso, qualche migliaia di chilometri di allenamento e soprattutto l’ “energia mentale” … per quella non esistono allenatori o motivatori … quella è la parte spirituale … chissà quali sono i meccanismi del nostro cervello, la fase evolutiva che determina la nostra forza mentale.
Proseguo lungo il sentiero che gironzola attorno a questo colle tondeggiante e imbocco il sentiero ben battuto, spaventando a morte una signora che stava zampettando incerta e rumorosa sulle ciaspole e che perciò non ha sentito il mio “bon jour” di preavviso… quasi fa un infarto … mi scuso con un “desolè” e scappo via come un grilletto avvertendo ancora l’ansimante signora lamentarsi per la paura!
Dall’abitato di Prèlager fino a Le Seuve mi concedo 4 km di asfalto per sciogliere le gambe. Non riesco proprio a distendermi come vorrei, anche per una lieve tendenza ipoglicemica che ho corretto con qualche minuto di ritardo e che mi ha costretto a correre di conserva in attesa dell’assimilazione degli zuccheri ingeriti.
Tra foto, pausette, cambi di ritmo, pensieri da “montagnard”, occhio curioso e orecchie tese ai rumori della natura,  uno si dimentica a volte di ascoltare il proprio metabolismo imperfetto degli zuccheri. Ma domani in gara, non mi farò sorprendere.
Ultimi km in “orienteering” per sentieri minori innevati fino a raggiungere La Scie de la Roue e in lieve salita su asfalto concludere il mio anello a St Genest. Doccia bollente, panni ad asciugare, rifornimento di carboidrati e relativo bolo.
Spero di non essermi stancato troppo, oggi buone sensazioni e i 18,5 km mi sono volati. Non fa nemmeno troppo freddo. Sui versanti esposti al sole quasi avvertivo caldo. Domani però si parte alle 9,00 !!!
Per la gara non ho grosse preoccupazioni anche perché non ho pretese. Mi basta finirla senza soffrire troppo. Un po’ di fondo, continuare il lento ma progressivo dimagrimento fino al peso forma di 68 kg che mi sono imposto per Ferrara (21 febbraio).
Fino a 25/26 km non dovrei avere problemi di tenuta, poi vedremo. Dalla ricognizione di oggi il percorso non mi sembra durissimo rispetto a gare che ho corso in passato, ma di certo un po’ dovrò soffrire. Se le gambe risponderanno, sempre con “passo strisciato” (Olmo docet), aumenterò il passo senza ricorrere alla forza. Leggerezza senza lasciare tracce. Vietata la corsa di potenza.


Croce e delizia sul Monte Chaussitre

Stasera mi sono imposto di trovare mezzora per strecciarmi adeguatamente. Se non lo faccio sono uno sciocco!
Nel pomeriggio, ritiro “dossard” a Marlhes, 9 km da qui, dove parte la gara. Procedura molto semplice, un po’ di curiosità per questo “italiano” unico iscritto “straniero” alla corsa. Quattro chiacchiere, un acquisto su commissione di prodotti Raidlight. Poi mi apparto a controllare la piantina della corsa e verificare le altimetrie. La gara è tutta  tra i 950 e 1300 mt … le strade asfaltate che ho fatto in auto sono tutte molto dolci … qui non esistono irte salite … anche quella di oggi in off-road non apparteneva alla categoria “spacca gambe” … i punti più duri dovrebbero essere tra il 6 e il 10 km e tra il 20 e il 24 km …
Saluto Cyril e rinuncio al suo invito per l’aperò delle 18 (con buono birra biodegradabile del Pilat) e vado a fare scorte in paese. Acquisto prodotti per cena e colazione (15 euro). Alla boulangerie,  converso un po’ con la signora che mi chiede della “course” e mi racconta che l’anno scorso c’era cattivo tempo mentre quest’anno bisogna fare attenzione al “ghiaccio” … mumble mumble … mi rode ancor più l’unica vera dimenticanza di questo week end lungo … ho lasciato a casa i chiodi per le mie specialissime da neve … NB MR921 con cui avrei voluto correre la gara.
Oggi mi sono allenato con le INOV Roclite … forse un po’ troppo leggerine e meno protettive ma dalla suola artigliatissima. Per ora sono orientato a questo assetto: maglia felpata invernale + maglia 5 tasche Raidlight + pantaloncino corto con 2 tasche + calzettone + mini ghetta + porta borraccia Raidlight inclinato 45°gradi + cappello di lana + INOV  ? Ma domani mattina farò la scelta definitiva. Il mio timore è che senza chiodi, la suola della NB non mi garantisca sufficiente grip sulla neve.

Per rientrare al B&B, prima di cena, ho seguito stradine secondarie immerse nei boschi spesso coperte da uno strato di ghiaccio … ma la mia Picanto procedeva sicura ….
Ho dunque preparato tutto quanto per domani. Ho già messo gli integratori (tot 150 gr di cho) nei taschini della maglia. Pettorale affisso. Nella borraccia acqua e Sali. 3h30 – 4 h di corsa … credo … spero non di più o mi distruggo …. Tutto ciò dovrebbe bastare … vorrei fare la corsa in autosufficienza ma al bisogno sfrutterò i ristori se ci sono … perché a dire il vero non l’ho capito … stasera chiederò ai miei compagni di stanza.
Meticoloso e cadenzato … concentrato.
Prima di cena: lettura del libro di Olmo. Ho le gambe dure … oggi non ho tirato, ma 18 chilometri sono sempre 18 chilometri, almeno per me … Cena: pasta con pomodoro, zucchine e formaggio di capra, un pezzo di “fougasse”, specialità locale, un pezzo di cioccolato fondente e una birra … e una mela … bolo combo .. 4+6 … 10 u per 180 cho.Acqua a volontà.

Piacevole conversazione con Eric che mi racconta un po’ di segreti nella gestione dei chambre d’hotes, ricavi, costi, tassazione, legislazione … ascolto e prendo appunti nella mia mente … tutto serve nella vita! Rientro in stanza e faccio un po’ di stretching (poco). I miei due compagni di camerata arrivano intorno alle 11. Stupiti notano tutto il vestiario già pronto e apprezzano il logo Diabete Off-Road sulla maglia Raidlight. Discutiamo un po’ della corsa e poi ovviamente mi chiedono di come gestisco il diabete e le insuline … “Domani non te ne andare senza lasciarci un tuo riferimento o contatto” mi dicono.
Non mancherò di farlo. E’ grazie a Raidlight, un cui capo acquistai casualmente in un negozio di Parigi un paio di anni fa, che ho conosciuto il mondo trail. I prodotti di questo brand inoltre ben si adattano alle esigenze di spazio e stivaggio dell’atleta con diabete.
W lo spirito trail, W la France, W i produttori di capi tecnici con taschine ovunque!
Adesso vado a coricarmi … almeno stanotte 6 ore filate le voglio dormire.Bonne nuit!

Chrétien

Venerdì 22 gennaio 2010

Giornata di trasferimento. Volo AIR FRANCE Venezia Marco Polo-Lione Saint Exupery … pochissima gente a bordo, ma due sventolone paura … dopo gli ultimi viaggi Ryan Air non ricordavo voli con il caffè caldo, il sandwich, l’acqua serviti  gratuitamente e con il sorriso. Gli aerei mezzi vuoti, il vano bagagli libero e spazioso. Il  silenzio rotto solo da voci gentili di hostess con chignon e trucco impeccabile. Le compagnie aeree di stato  sono un'altra cosa … a carico del contribuente ovviamente!
Noleggio auto, una Kia Picanto minuscola con cui giungo nel tardo pomeriggio aS aint Genest Malifaux, giusti giusti 1000 mt sul livello del mare, altopiano delle montagne del Pilat.  Itinerari panoramici tra boschi, prati, fiumi e laghetti ghiacciati, tutti sbiancati dalle recenti nevicate.

Quasi tutte le strutture ricettive sono chiuse per la “pause hivernelle” ma allaf ine, oramai deciso a rientrare su Saint Etienne vedo un piccolo Chambre d’Hotese e accosto. Il giovane e simpatico gestore mi mostra la stanza. Però è disponibile solo per una notte. Mi chiede se partecipo alla corsa e poi mi dice che alloggiano qui i membri, udite udite, del team Raidlight, gli organizzatori della corsa e che disponendo di una stanza enorme domani notte, senza problemi, mi ospiteranno loro. Prenderemo accordi domani a colazione. Se così sarà,felcissimo resterei qui.
Bel paesaggio di media montagna. Oggi splendeva il sole e mi sono goduto la fantastica luce pomeridiana d’inverno. 3°C …  nemmeno freddissimo.


Chambres d'hotes .... Les Trolls ... bio B&B

Niente attività fisica oggi. Giornata strana ... stanotte insonne, agitazione, testa piena di pensieri e progetti. Pasti irregolari. Ho cercato di gestirmi alla meglio. Pisolino post pomeridiano ... sono crollato dalla stanchezza ... dopo uno spuntino vorace. Domani mattina prevedo una seduta di allenamentotra i boschi di circa 15 km con finale su asfalto per svegliare le gambe e rimettermi in sesto.
La comunità del parco dei Monti di Pilat è composta da 16 comuni e si trova nella zona meridionale del dipartimento della Loira, regione Rhone-Alpes. 30785 ettari di estensione nell’area del Massiccio Centrale. Le vette più alte superano appena i 1200 mt.
http://www.parc-naturel-pilat.fr/


Il percorso della gara dovrebbe essere un continuo susseguirsi di salite non troppo lunghe. Domani farò un briefing analizzando nel dettaglio il profiloaltimetrico della gara. Territorio vivace e accogliente con molta storia e borghi caratteristici sorprendentemente movimentati specie nel tardo pomeriggio. Appena fuori dai centri abitati, traffico zero. Circa 20 centimetri di neve. Strade pulitissime. Microscopiche strutture ricettive extra-alberghiere dotate di tutti i servizi essenziali, wi fi in stanza gratuita inclusa. Peccato che qualcosa nel mio “ordinateur” non funzioni a modo non riesco a connettermi. Grazie alla consulenza telefonica di Paolino Cravanzola risolvo il problema. Cosa direbbe il mio idolo Marco Olmo di un trailrunner che si sente perso se sta più di 10 ore senza internet?

Stasera per l’appunto mi dedicherò alla “olmizzazione”, processo di assorbimento emetabolizzazione della filosofia Marco Olmo attraverso la lettura del suolibro.
Certo che “passar lievi, senza rovinare l’incanto del mondo" è più facile di quanto pensi Olmo. Il mondo è di chi resta. Presidenzialmente Buonanotte!





Raidlight Winter Trail - 33 km

Data : 24 gennaio 2010 / Partenza: 09:00

Luogo e ritrovo : Marlhes (42660) Gymnase de Marhles

Distanza : 33 km (21 o 13)

Dislivello : D+ 1600 m

Organizzazione : SMAG

Sito web della corsa

 
33 km & 1600 m d+
23 km & 900 m d+
13 km & 400 m d+


***

Le PILAT WINTER RAIDLIGHT TRAIL est le trail que nous appelions jusqu'en2009 le Raidlght Trail Trophy. Depuis 2010 le Raidlight Trail Trophyn'est plus un trail à lui seul, c'est un challenge sur 4 trailsorganisés par SMAG, avec des associations locales. C'est pourquoi notretrail hivernal dans le PIlat s'appelle désormais le WINTER PILATRAIDLIGHT TRAIL.
(Voir les infos sur le challenge sur ce site)


Les parcours


Les hébergements


Pilat Winter Raidlight Trail - 24 janvier 2010 / Le Forum

33 Km / D+ 1600 m Raidlight Winter Trail (à partir de seniors) - Vue sur le Mont-Blanc, le trail dans toute sa grandeur.

21 Km / D+ 900 m Inov 8 Winter Trail (à partir de juniors) - Pour essayer la distance ou participer sur une distance intermédiaire.

11 Km / D+ 400 m Pilat Découverte Trail (à partir de cadets) - Pour l’ambiance sur des distances abordables.